Il peso della farfalla

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.6
(3976)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807017938 | Isbn-13: 9788807017933 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Animali , Filosofia

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Descrizione del libro
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. “La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”
Il peso della farfalla è un racconto, una storia breve, ma, come la montagna di cui parla De Luca, allude a una durata, a un’immensità memorabili.
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  • 5

    Per viaggiare da fermi in un pomeriggio d'inverno. Per raggiungere vette altissime e respirare l'aria di montagna, calpestare il muschio e sentirne l'odore, Il rumore. Per estraniarsi da ciò che ti ci ...continua

    Per viaggiare da fermi in un pomeriggio d'inverno. Per raggiungere vette altissime e respirare l'aria di montagna, calpestare il muschio e sentirne l'odore, Il rumore. Per estraniarsi da ciò che ti circonda perché assisti allo spettacolo della natura, testimoni la lealtà, il rispetto e conosci il codice d'onore che esistono nel mondo animale. Erri ti porta lontano anche se, apparentemente, non ti sei mai mossa.

    ha scritto il 

  • 3

    ★ ★★ ½ - Reading Challenge 2016, un libro con meno di 80 pagine

    Un libro estremamente diverso dai soliti a cui ci ha abituato Erri de Luca in cui non manca la poesia e mirabili descrizioni: «Gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla ...continua

    Un libro estremamente diverso dai soliti a cui ci ha abituato Erri de Luca in cui non manca la poesia e mirabili descrizioni: «Gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l’aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l’unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge».
    Un libro che pone a confronto l’uomo e la natura, un camoscio e un cacciatore. Il loro inseguimento, i loro comportamenti, le loro abitudini.
    Un racconto lieve come una farfalla, che si posa sul destino di entrambi per restare nel ricordo alle future dispute di predominazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giro sui monti

    ho fatto, con De Luca e questo suo libro, un breve giro in montagna con il re dei camosci.. De Luca riesce a far sentire la vibrazione del fulmine quando si sta per infrangere al suolo, ti fa sentire ...continua

    ho fatto, con De Luca e questo suo libro, un breve giro in montagna con il re dei camosci.. De Luca riesce a far sentire la vibrazione del fulmine quando si sta per infrangere al suolo, ti fa sentire la grandine addosso e l'odore di mandorla secreto dalle ghiandole delle camosce in calore..
    La capacità di descrizione fa dell'autore l'ottimo scrittore che é.

    ha scritto il 

  • 5

    "Esiste in scrittura sacra la formula: vestito di vento di Elohèm. Riguarda un uomo raggiunto da una profezia da trasmettere.
    Nessuno tranne lui sa di che vestito si tratta. Il re dei camosci era vest ...continua

    "Esiste in scrittura sacra la formula: vestito di vento di Elohèm. Riguarda un uomo raggiunto da una profezia da trasmettere.
    Nessuno tranne lui sa di che vestito si tratta. Il re dei camosci era vestito di vento. Nella tempesta si faceva avvolgere dalle raffiche, erano il suo mantello. Il pelo brillava gonfio allo schianto dei lampi, il re chiudeva gli occhi e si faceva stringere dall'aria scatenata. Era al sicuro lì dove tutte le altre creature avvertono minaccia.
    Era in alleanza con il vento, il cuore gli batteva leggero caricandosi dell'energia scagliata dal cielo sulla terra"...
    Questo piccolo libro è un concentrato di bellezza, di poesia...la scrittura è potente...fa vibrare il cuore e l'anima...

    ha scritto il 

  • 2

    Il peso della farfalla

    Sinceramente? Boh... Il libro parla di un conflitto tra uomo e animale, riflessioni sulla vita, mi aspettavo altro sinceramente. A tratti l'ho trovato poco coinvolgente e un pochino noioso. Questo lib ...continua

    Sinceramente? Boh... Il libro parla di un conflitto tra uomo e animale, riflessioni sulla vita, mi aspettavo altro sinceramente. A tratti l'ho trovato poco coinvolgente e un pochino noioso. Questo libro di De Luca non mi ha colpito positivamente come nell'altro suo libro che lessi, In nome della madre. Voto: 2 stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sui metaforoni, sulla loro banalità.

    Arrivo a Erri perché alza polveroni e a me la gente rumorosa ispira sempre simpatia.
    Di suo conoscevo solo una poesia dedicata ad un partigiano jugoslavo, una bella poesia.

    Questo racconto è troppo br ...continua

    Arrivo a Erri perché alza polveroni e a me la gente rumorosa ispira sempre simpatia.
    Di suo conoscevo solo una poesia dedicata ad un partigiano jugoslavo, una bella poesia.

    Questo racconto è troppo breve perché io possa capire se lo scrittore Erri De Luca sia pane per i miei denti. Però nelle sue righe ho trovato due o tre cose di quelle che proprio non mi piace leggere. La pretenziosità del pensiero forzato nella frase (la citazione perfetta per lo status su facebook) e, soprattutto, il tono da maestro di una persona che ha capito tutto nella vita.
    Io non mi fido di chi ha capito tutto.

    Il racconto è una grande metafora poco definita, la trama è scarna e prevedibile, tutto sempre volto a creare una tensione che non c'è.
    Sono scettico, io non mi fido di chi ha capito tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il peso della farfalla gli era finito sopra il cuore, vuoto come un pugno chiuso

    Un uomo è quello che ha commesso. Se dimentica è un bicchiere messo alla rovescia, un vuoto chiuso.

    Libro denso di emozioni, concordo con quanto scritto da Rossella

    ha scritto il 

  • 4

    Erri De Luca impone un ritmo alla lettura, scrive poco ma denso, così denso che quando finisci una frase, se pur breve, devi fermarti per permettere a tutto il mondo che c'è lì dentro di dispiegarsi, ...continua

    Erri De Luca impone un ritmo alla lettura, scrive poco ma denso, così denso che quando finisci una frase, se pur breve, devi fermarti per permettere a tutto il mondo che c'è lì dentro di dispiegarsi, stendersi davanti agli occhi. E' rara una scrittura così, io non l'ho mai incontrata prima. E mi piace, è una scrittura che richiede fatica al lettore. La storia che racconta non ha quasi importanza, è il modo di raccontarla che balza in primo piano, che fagocita il resto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una piccola grande riflessione sulla vita, sul suo corso, sul destino spetta all'uomo e a qualsiasi altra creatura, sulla consapevolezza che arriverà e non saremo in grado di evitarlo. Forse lo deside ...continua

    Una piccola grande riflessione sulla vita, sul suo corso, sul destino spetta all'uomo e a qualsiasi altra creatura, sulla consapevolezza che arriverà e non saremo in grado di evitarlo. Forse lo desidereremo.

    Un conflitto tra uomo e animale che diventa un confronto tra due eguali che lottano pur sapendo che quella sarà la loro ultima battaglia.
    Entrambi vogliono qualcosa ed entrambi non sono disposti a rinunciarvi.
    L'animale, più dell'uomo, è disposto a sacrificare la propria vita per difendere la famiglia. L'uomo rinuncia a qualcosa di suo solo dopo aver ottenuto qualcosa in cambio.
    E così il 're della montagna' degli uomini rinuncia alla caccia dopo aver cacciato la sua ultima grande preda; il 're della montagna' degli animali fa in modo che l'altro re pensi di aver vinto.
    Nessuno dei due vince, in realtà, o forse lo fanno entrambi.
    In un modo o nell'altro, insomma, le loro "fini" si intrecciano, come i loro corpi nella morte.

    Erri De Luca scrive perché sente davvero quello che mette nero su bianco, ma in questo racconto cade nella parte del vecchio saggio con tendenze filosofico-poetiche. Troppe belle frasi: sembrano studiate ed inserite neanche poi così studiatamente. Sono disseminate in successione per tutto il libro. Un po' disturbano. Si mette in evidenza la tecnica, forse l'estetica, a discapito dell'idea di fondo.

    Che si sia ispirato a "Il vecchio e il Mare"?

    ha scritto il 

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