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Il petalo cremisi e il bianco

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3712)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 985 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8806174169 | Isbn-13: 9788806174163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi , Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    NCS: Non Ci Siamo.
    La quarta lo vende benissimo, ma alla fine l'unica cosa veritiera è la recensione del Time, che dice che la lettura ti rapisce ed è difficile metterlo giù, o qualcosa del genere.
    Il ...continua

    NCS: Non Ci Siamo.
    La quarta lo vende benissimo, ma alla fine l'unica cosa veritiera è la recensione del Time, che dice che la lettura ti rapisce ed è difficile metterlo giù, o qualcosa del genere.
    Il problema è che ok i vent'anni di ricerca (che comunque viene apprezzata fino a un boh, tre quarti di libro, o poco meno, dopo di che le minuzie che t'hanno tediato fino a quel momento spariscono e nemmeno te ne rendi conto), ok i dieci di scrittura, ma quel che ne esce è ... niente di eccezionale e con forte bisogno di un editor dal pugno di ferro.
    Sugar, povera stella. Sin dall'inizio si promette che farà di tutto, che è pronta a tutto, che non si tira indietro davanti a nulla: non v'è traccia di nulla di tutto ciò; rimane un po' più che perplessa quando le vien detto che la compagna s'è spostata in una casa più orientata al sadomaso, perché in quella d'origine ste cose a malapena. Sugar parte che promette promette, sul lato erotico, su quello intellettuale, su quello potenziale, ma poi crolla inesorabilmente in tutto ciò che fa.
    William, il vuoto pneumatico. Incapace pure di essere lo scapestrato che vorrebbe, d'improvviso si ritrova capitano d'azienda di successo che potrebbe far concorrenza al profumiere di Suskind, dal nulla, senza nemmeno fare uno stage infimo, e pure tutto st'aiuto che dovrebbe dargli Sugar non è che sia niente di eccezionale.
    La piccola Sophie, che tutti maltrattano e sottovalutano e che nessuno è in grado di far rivivere in lei la propria rivalsa verso una vita talmente di merda che nemmeno un finale degno - che non sarebbe stato lieto ce lo aspettavamo - ci riserva.
    Il lettore, bistrattato da quarte pareti che calano e salgono così, a momenti sì, a momenti - lunghissimi - no, che uno si chiede vabbè, ma l'espediente narrativo per cui dovrebbe farlo un libro talmente bello da? ce lo perdiamo così? Sì.
    E le parolacce, quei "cazzo", "fica" ecc, ogni 200 pagine, che non farebbero nè arrossire nè eccitare un/una adolescente di qualsiasi epoca?
    Qua c'è, effettivamente, un dedito al BSDM, ed è sicuramente Faber: non per 20 anni di ricerche nè per i 10 di scrittura, ma per il sapere il lettore frustrato dal fatto di non saper scegliere un editor che a un certo punto gli dica "E mo basta!".

    ha scritto il 

  • 3

    "una vita intera andata come piscio sulla strada"

    "Ma i romanzi non sono forse verità mascherate?" si chiede ad un certo punto uno dei protagonisti della storia.
    Direi che così dovrebbe essere..
    Non metto in dubbio il lavoro ventennale (tanto pubbli ...continua

    "Ma i romanzi non sono forse verità mascherate?" si chiede ad un certo punto uno dei protagonisti della storia.
    Direi che così dovrebbe essere..
    Non metto in dubbio il lavoro ventennale (tanto pubblicizzato) che Faber ha compiuto per riprodurre la Londra di quegli anni (1874/1875). Per quanto mi riguarda il clima è ben riuscito. Si riesce ad immergersi sia nell'ambientazione dei bassifondi sia degli ambienti alto borghesi.
    Il neo, per quanto mi riguarda sta nella credibilità dei personaggi. A livello psicologico ho trovato i protagonisti inverosimili e nella maggior parte dei casi accomunati da un fatale e negativo destino( "gente che prova in tutti modi ad essere felice, senza il minimo successo" ).
    Non voglio fare spoiler in questo mio commento ma penso sia necessario avvertire che dopo cosi tante pagine non si arriva ad un vero finale. Io lo sapevo ed il colpo mi è stato attutito.
    Per i miei parametri è un libro che considererei "da ombrellone" : non impone riflessioni di sorta e corredato da una scrittura discreta.
    Vista la mole si consiglia l'edizione digitale.

    ha scritto il 

  • 2

    Nonostante la descrizione accurata di ambienti, luoghi, usi e costumi dell'epoca vittoriana, ho trovato questo libro pesante e inutilmente prolisso, con frequenti digressioni fini a sé stesse che null ...continua

    Nonostante la descrizione accurata di ambienti, luoghi, usi e costumi dell'epoca vittoriana, ho trovato questo libro pesante e inutilmente prolisso, con frequenti digressioni fini a sé stesse che nulla aggiungono al contesto (compresi momenti trash assolutamente gratuiti).
    I personaggi sono ben delineati e approfonditi, ma la storia mi è parsa poco verosimile e… accidenti… dopo più di 900 pagine non si sa neanche come va a finire: tutto resta nel vago, affidato all'immaginazione del lettore.
    Alla fine dentro mi è rimasto ben poco e secondo me non vale la pena perderci del tempo, anche perché, di genere simile, esistono libri migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    non si può salvare nessuno a questo mondo, tranne se stessi; Dio ricava il Suo piacere dallo spargere cibo, calore e amore bastevole per nutrire cento persone, sopra una moltitudine sgomitante di mili ...continua

    non si può salvare nessuno a questo mondo, tranne se stessi; Dio ricava il Suo piacere dallo spargere cibo, calore e amore bastevole per nutrire cento persone, sopra una moltitudine sgomitante di milioni di esseri che strisciano in terra

    Ho gradito soprattutto il finale inaspettato...

    ha scritto il 

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