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Il petalo cremisi e il bianco

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3451)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 985 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806174169 | Isbn-13: 9788806174163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi , Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
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  • 3

    Quello che rende Sugar una perla rara è che fa qualsiasi cosa farebbe la più disperata delle battone dei vicoli, ma la fa con un sorriso d'innocenza infantile.

    Sono riuscita a superare l'effetto mattone attratta dalla trama. L'abilità di Faber è condurre il lettore per mano all'interno della storia e il gioco pare funzionare per un pò, però a un certo punto si ha la sensazione che l'autore sia stato un bravo affabulatore grazie al suo modo di narrare. Q ...continua

    Sono riuscita a superare l'effetto mattone attratta dalla trama. L'abilità di Faber è condurre il lettore per mano all'interno della storia e il gioco pare funzionare per un pò, però a un certo punto si ha la sensazione che l'autore sia stato un bravo affabulatore grazie al suo modo di narrare. Quando si giunge un pò a fatica alla fine tutto sembra sfumare in una sensazione di vacuità, di sospensione. Nella Londra vittoriana le situazioni descritte nel romanzo risulterebbero quantomeno surreali. La mia impressione è che il libro abbia tradito le aspettative. E le premesse per renderlo un capolavoro c'erano a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 3

    Quasi mille pagine, vent'anni di lavoro da parte dell'autore e ... e...il finale???

    Con i libri è un po' come con le persone. Deve scattare una sorta di ... alchimia. E purtroppo con questo libro non è scattata. Non per me. Questo non toglie valore o bellezza al libro. E' uno di quei casi in cui vi invito cmq a provare a dargli una possibilità perchè non è un libro che boccio o ...continua

    Con i libri è un po' come con le persone. Deve scattare una sorta di ... alchimia. E purtroppo con questo libro non è scattata. Non per me. Questo non toglie valore o bellezza al libro. E' uno di quei casi in cui vi invito cmq a provare a dargli una possibilità perchè non è un libro che boccio o nel quale non abbia trovato nulla di meritevole anzi tutt'altro, ne riconosco il valore e ammiro l'opera e la sua stesura, semplicemente non è adatto a me. Non guardatemi scetticamente, vi dico soltanto che terminato il petalo ho acquistato un altro libro dello stesso autore.
    Non sono pazza...o forse sì?
    Questo romanzone di mille pagine si apre con un espediente narrativo che ho apprezzato molto. Una voce fuori campo si rivolge direttamente a te lettore, invitandoti a seguirlo per le vie di Londra. Ti introduce nella storia, quasi prendendoti per mano, quasi a ricordarti che la lettura è un viaggio da fare insieme.
    Ti porta nella parte più povera di Londra. Oh povera è un pallido eufenismo. Dimenticate i romanzi di Jane Austen o la povertà descritta elegantemente in molti romandi della Londra vittoriana, perchè Faber non usa appellativi, non usa descrizioni aggraziate ma usa i termini più reali, più duri per descrivere la povertà, una povertà che di elegante non ha nulla. Forse proprio per la realtà descritta in maniera tanto veritiera e non velata non è un libro che mi sentirei di consigliare ad un pubblico troppo giovane.
    faber non lascia nulla all'immaginazione nè per quanto riguarda le immagini, nè per quanto riguarda il linguaggio e la terminologia.
    Protagonista di questa Storia è Sugar. Una giovane prostituta di 19 anni. E nn entra in scena immediatamente. La voce fuori campo ti accompagna da lei molto lentamente. Ti fa conoscere prima la sua fama, perchè Sugar è una delle più note prostitute della Londra di fine 800; e quando entra in scena nel romanzo lo fa da grande protagonista. La vedi entrare nella locanda e il turbinio di voci, di canzoni... tutto sembra fermarsi per lasciar spazio a lei, tu stesso lettore rimani incantato, sebbene l'autore abbia sottolineato che non ha nulla di trascendentale nella sua bellezza esteriore. Ma ne rimani cmq incantanto.
    Sugar è una donna indipendente, una donna sicura di sè ma non è appunto per la sua bellezza che ammalia i suoi amanti quanto piuttosto per la sua intelligenza, la sua sensibilità nel capire chi ha di fronte e assecondare i suoi desideri fisici o intelletuali ancora prima che li esprima. Una donna che offre pareri, incoraggiamento e che sa affrontare discorsi importanti nelle più svariate matetrie. Una donna bel lontana dalle moglie civettuole e superficiali della maggior parte degli uomini che si sono rivolti a lei ma anche ben lontana dallo squallore che caratterizza la maggior parte delle prostitute senza un'istruzione.
    Questo riesce ad affascinare i suoi amanti e questo ha fatto di lei la prostituta più nota e richiesta di Londra.
    Dietro la sua facciata accondiscendente si cela però un carattere forte e arrabbiato contro quel mondo che l'ha costretta in quella vita. una vita che lei conduce da quando ha 13 anni. Non voglio svelarvi come e soprattutto da chi viene spinta in quel baratro. Preferisco che lo scopriate e che rimaniate allibiti come sono rimasta io stessa.
    A voler cambiare il suo destino è William. Il rampollo della famiglia Rackman, famiglia che detiene le redini di una delle più grandi profumerie di Londra. William è frustrato dalla mediocrità della vita che non gli sta dando ciò che vorrebbe, oppresso dalla necessità di prendere in mano l'azienda di famiglia e da una moglie che lo guarda con sufficienza per non avergli dato il futuro che sperava per lei.
    Non trova conforto nello squallore di una normale prostituta, lui vuole Sugar, quella Sugar tanto decantata e richiesta. Ed è di lei che diventa ossessionato dopo aver passato una notte, e poi un'altra. Lei lo ascolta, lo sostiene, gli da piccoli suggerimenti per l'azienda di famiglia.
    William inizia ad avere sempre più spesso la necessità di vederla e non tollera nemmeno il pensiero che un altro uomo possa trascorrere del tempo con lei, decide quindi, di salvarla. O almeno così la vede lui. Le offre un vitalizio in campo del possesso esclusivo della ragazza. Le compra un appartamento e qualsiasi cosa di cui abbia bisogno. Sugar diventa in qualche modo una sua proprietà, non perchè la tenga segregata in casa anzi. Ma perchè la sua vita, il suo benessere non dipende più da se stessa ma da un'altra persona. Non è più schiava di quanto lo sia prima, solo che ora lo è in una bella casa.
    Giorno dopo giorno Sugar cerca di mantenere vivo l'interesse di William, cerca di legare William a lei, inizia a diventare lei, questa volta, ossessionata da quell'uomo. E l'unico modo che conosce Sugar per legare un uomo a sè è attraverso la seduzione. Un'arma che però non si rivelerà così sicura purtroppo.
    Riesce lentamente a penetrare nella vita di William tanto da diventare la governante di sua figlia Sophie.
    Attorno a William e Sugar si sviluppano una moltitudiine di altri personaggi, perfettamente caratterizzati e per nulla secondari. La moglie di William, delicata angelica e un po' pazza. Cresciuta in un modo completamente diverso da quello di Sugar ne rappresenta il suo esatto opposto. Non sa nulla della vita, del rapporto tra uomo e donna o di come nascano i bambini. Ha avuto una figlia ma non lo sa, è convinta sia uscito un demone insanguinato dal suo corpo e per non turbarla suo marito ha fatto in modo che nei sei anni successivi non vedesse più sua figlia. Lei non sa di avere una figlia. Era una donna malata, una malattia forse provocata dall'ambiente in cui è cresciuta ma della quale William non si è mai sentito minimamente in parte responsabile.
    Oh com è bravo lui a scaricare le responsabilità. Era da tanto, tanto tempo che non arrivavo ad odiare un personaggio a tal punto credetemi. Ma nelle ultime 100 pagine circa avrei voluto ucciderlo con le mie mani.
    Mi sono chiesta spesso se William amasse sua moglie. I ricordi dei loro primi incontri che riaffiorano spesso nella sua mente e la rabbia e l'angoscia che lo dilaniano alla scomparsa della moglie suggerirebbero una risposta positiva, Ma...non ne sono sicura. Temo piuttosto che amasse la possibilità dell'idea di famiglia che aveva cullato e che si era spezzata. la possibilità di avere una famiglia normale, una moglie che lo stimasse e lo rendesse fiero invece di una donna pazza. Amava quindi Sugar? oh cielo no. Potreste essere portati a pensarlo nella prima lunga e interminabile parte del libro, ma no, non amava Sugar e il trattamento che le riserva nelle ultime 100 pagine ne è la palese dimostrazione. Sugar era l'amante, colei che nutriva il suo ego e soddisfava i suoi bisogni. Ma lui veniva prima di chiunque altro. Qualsiasi errore, tragedia o sventura non erano mai dovute minimamente a lui. C'è però una storia d'amore in queste pagine, ed è un amore tenero che si insinuerà lentamente in voi. Non lo avete ancora capito? L'amore tra Sophie e Sugar. Due creature cresciute senza che nessuno insegnasse loro ad amare, ad amare davvero, due creature che conoscevano solo la solitudine e i freddi rapporti personali. Questa è l'unica vera storia d'amore che troverete tra queste pagine e quella per la quale tiferete fino alla fine...anzi no fin dopo l'ultimo punto.
    In merito al finale non voglio svelarvi nulla. Io l'ho odiato, non amo quindi i libri non chiudono i cerchi aperti... non voglio ovviamente dire una parola di più.
    A questo punto vi chiederete perchè, all'inizio abbia detto che non c'è stata alchimia. Vi ricordo che non ho mai affermato che questo libro non mi sia piaciuto e questa descrizione credo ne sia in qualche modo la prova. Ho trovato però la narrazione lentissima. Faber si dilunga in decine e decine di pagine di descrizioni. Descrive ogni cosa, ogni vasellame, canta con voi ogni nota di ogni canzone della locanda. Le prime 600 pagine sono di una lunghezza interminabile. Io purtroppo non ho mai amato le storie eccessivamente descrittive, sarà dovuto al fatto che non sono mai stata un persona molto paziente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostante man mano mi sia appassionata, sono rimasta con l'amaro in bocca. Le ultime cento pagine le legg ...continua

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostante man mano mi sia appassionata, sono rimasta con l'amaro in bocca. Le ultime cento pagine le leggevo di corsa, volevo finire, volevo capire e arrivare all'epilogo o almeno capire dove voleva portarmi l'autore e nonostante come già detto sia scritto benissimo, non mi piace per niente dove siamo arrivati...L'autore fin dalle prime parole vuole che il lettore concepisca la lettura come un viaggio da fare insieme..il viaggio mi è piaciuto, la destinazione l'avrei decisamente cambiata...lo meritava Sugar e lo meritavo io!

    ha scritto il 

  • 5

    Splendori e miserie della Londra Vittoriana

    Non credo di esagerare nel definire questo libro un Capolavoro.
    Fatemi, anzi fatevi un favore: non lasciatevi impressionare dalla sua mole da “mattone”: sì, sono quasi 1000 pagine, ma arriverete all’ultima con l’impressione, anzi, con la certezza che non vi bastino affatto!

    Siamo ne ...continua

    Non credo di esagerare nel definire questo libro un Capolavoro.
    Fatemi, anzi fatevi un favore: non lasciatevi impressionare dalla sua mole da “mattone”: sì, sono quasi 1000 pagine, ma arriverete all’ultima con l’impressione, anzi, con la certezza che non vi bastino affatto!

    Siamo nella Londra vittoriana, dove convivono due mondi completamente diversi: da una parte la società benestante, la gente “per bene”, la cui maggiore preoccupazione è quella di fare buona impressione e di ricevere più inviti possibili durante la stagione mondana, e dall’altra i poveracci, inaspriti dalla loro vita, che vivono in condizioni di igiene da fare accapponare la pelle (e che Faber descrive dettagliatamente), in mezzo a malattia e disperazione.

    Sugar appartiene alla seconda categoria, con la differenza che poverissima non è: è la prostituta più richiesta della città, ha 19 anni ed è stata costretta a fare questo lavoro da quando ne aveva 13. Da chi? Da sua madre, che è anche la tenutaria del bordello. Perché? Perché se una madre ha dovuto vivere l’inferno in Terra, vi pare giusto che sua figlia abbia il diritto di essere più fortunata?

    Sugar è uno dei protagonisti femminili più belli di cui io abbia mai letto. Ah, non “bella” nel senso letterale del termine: al di là di quello che ci si potrebbe aspettare dalla prostituta più richiesta di Londra, non è certo conforme ai canoni di bellezza di quel tempo: è molto alta, magrissima, ha i capelli rossi e una malattia della pelle che le provoca macchie, striature e screpolature. No, ciò che piace di lei agli uomini (oltre al fatto di “non dire mai di no”, ovviamente) è la sua intelligenza, la sua sensibilità che si è affinata nel tempo e le permette di capire i bisogni di chi ha davanti, la sua capacità di affrontare mille argomenti diversi e la cultura che si è costruita nella speranza di ottenere, un giorno, la libertà di lasciare quell’inferno. Dietro la sua facciata accondiscendente, infatti, si nasconde una rabbia esplosiva contro la società in cui vive, contro gli uomini e sua madre, e quando non ci sono clienti denuncia tutto ciò nell’autobiografia a cui si dedica da anni e che spera di pubblicare.
    A un certo punto, nella vita di Sugar avviene una svolta: incontra infatti William Rackham, un ex dandy figlio di un importante imprenditore, ma che a differenza del padre è scansafatiche, immaturo e non si decide a prendere in mano la ditta di profumi che gli spetta. Va alla ricerca di Sugar, di cui ha sentito parlare benissimo, con la speranza di darsi una sfogatina e di dimenticare almeno per un po’ i suoi problemi finanziari e quelli familiari causati da una moglie “pazza”, ma dopo aver passato un’intera serata a chiacchierare con lei se ne ossessiona a tal punto da pagare sua madre/la sua padrona per averla per sempre tutta per sé. Sugar accetta, perché vede in questa offerta una seria possibilità di elevarsi di rango e di arrivare a dire addio a quel mondo infimo, che non concede spazio alle emozioni, pieno di uomini violenti, abluzioni vaginali a base di alluminio e zinco (che fungevano da contraccettivi) e malattie. Anche per William la situazione cambierà in meglio: Sugar, con la sua razionalità e la sua intelligenza, lo aiuterà moltissimo a riprendere in mano la sua vita e a farlo diventare un uomo rispettabile e di successo.

    Ma pur legandosi lentamente l’una all’altro, non aspettatevi una storia d’amore: qui l’amore e l’affetto, o almeno quello tra uomo e donna, c’entrano poco o niente. William infatti condurrà noi e Sugar, in un modo o nell’altro, ad altri personaggi femminili ben più interessanti di lui: tra tutti Agnes, la moglie considerata matta, con le sue visioni, le sue turbe, i suoi traumi, che io non sono riuscita ad odiare come hanno fatto molti lettori, anzi, mi ha fatto tantissima tenerezza, probabilmente perché anche lei non è nient’altro che una vittima, una bambina cresciuta, una creatura bisognosa di comprensione e amore. E Sugar, capendolo benissimo, si sentirà in qualche modo legata a lei e farà quel che può fare per aiutarla.
    Sono loro il Petalo Cremisi e il Petalo Bianco, amante e moglie, Sugar e Agnes, e le loro vite così agli antipodi che si incroceranno e condizioneranno inevitabilmente quelle di William e Sophie.
    …Ah, chi è Sophie? Beh, questo scopritelo da voi. Posso solo dirvi che a causa sua odierete un pochino il libro, solo per il fatto che non ci da la possibilità di tirare fuori i personaggi come lei per abbracciarli stretti stretti, e anche che farete bene a tenere una scorta di Kleenex vicino a voi.

    Parallelamente alla storia di Sugar, Agnes e William c’è quella tra Henry e Emmeline Fox, il fratello di William e una vedova stravagante e con una mentalità apertissima per quell’epoca, che però viene messa in secondo piano e interrotta un po’ bruscamente, a parer mio. In ogni caso tutti i personaggi, anche quelli secondari che l’autore stesso ritiene non lascino il segno, vi rimarranno ben impressi nella mente per quanto sono ben caratterizzati.

    Difetti di questo libro? Onestamente, io non ne ho trovati: certo, ci sono parti un po’ più lente e altre più scorrevoli, ma secondo me non è MAI noioso, né nella prima parte dove non succede granché né nelle descrizioni molto dettagliate dei quartieri più miserabili di Londra che, anzi, ritengo interessantissime. Ho letto molte critiche anche riguardo alla scelta di Faber di porsi come “guida”, rivolgendosi direttamente al lettore, mostrandogli le strade e conducendolo da un personaggio all’altro come se facessimo anche noi parte del libro…c’è chi dice che è irritante, invece io l’ho adorato, non avevo mai letto niente del genere.
    Un’altra piccola chicca del libro sono i colori cremisi e bianco che ogni tanto sbucano qua e là…mi piace un sacco quando ritrovo tra le pagine il titolo dei libri!

    Mi sono dilungata molto, ma non sarebbe mai abbastanza: è difficile rendere giustizia a questo libro, se non leggendolo e amandolo…

    (Comunque Sugar, se ancora non l'avessi capito, ti porterò per sempre nel mio cuore.)

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero molto bello =)

    Il romanzo è molto affascinante ambientato nell' 800 è scritto davvero molto bene. Lideale per chi ama il romanzo storico. E' anche accompagnato da un erotismo abbastanza esplicito (uno dei protagonisti è una prostituta) ma davvero merita. Le dimensioni potrebbero spaventare perchè sono circa 600 ...continua

    Il romanzo è molto affascinante ambientato nell' 800 è scritto davvero molto bene. Lideale per chi ama il romanzo storico. E' anche accompagnato da un erotismo abbastanza esplicito (uno dei protagonisti è una prostituta) ma davvero merita. Le dimensioni potrebbero spaventare perchè sono circa 600 pagine ma (fatta eccezione per qualche pagina) è molto scorrevole. Se vi piacciono sia il genere storico che quello erotico questo libro è l'ideale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'epopea originale

    Effettivamente il libro è molto lungo, ma non annoia mai. La storia è originale e tratta dell'ascesa di una giovanissima prostituta. Altrettanto originali è la modalità di introduzione ai personaggi: il lettore viene guidato dietro i passi di ognuno di essi nelle strade di Londra.
    Sugar è u ...continua

    Effettivamente il libro è molto lungo, ma non annoia mai. La storia è originale e tratta dell'ascesa di una giovanissima prostituta. Altrettanto originali è la modalità di introduzione ai personaggi: il lettore viene guidato dietro i passi di ognuno di essi nelle strade di Londra.
    Sugar è un gioello e così i personaggi che ruotano attorno al suo mondo: Mrs Castaway, Caroline, Arthur e le altre "colleghe", fino all'arrivo della sua opportunità di riscatto, della sua imperdibile occasione per scappar via da quella "fogna" a cui è stata costretta. Il suo nome è W. Rackam. All'inizio questo personaggio fa tenerezza, fa pietà ma poi a mano a mano che lo conoscerete arriverete a negargli ogni giustificazione, a detestarlo per come ha ridotto la moglie e la figlia e infine ad odiarlo profondamente per il trattamento che riserva a Sugar. Non temete, la ragazza sa difendersi e farà quel che deve, quel che è giusto, facendola pagare cara al magnate delle profomerie Rackam!
    Ben gli sta!
    Degni di nota anche i personaggi minori: la strana storia tra Henry Rackam e Emmeline Fox una miscela di passione e devozione religiosa, il dottore, Agnes e la sua follia,l'adorabile e mortificata Sophie, il personale di casa R.
    Un libro davvero che mi sento di consigliare anche se la sua mole spaventa non poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura scorrevole, testo ben scritto e fluente: si legge bene, non annoia mai, interessanti le molte descrizioni della Londra vittoriana. Sembra di camminare tra la gente, tra sporcizia e miseria, carrozze lussuose, pitali svuotati dalle finestre, ragazze di vita, signori ben vestiti e signor ...continua

    Scrittura scorrevole, testo ben scritto e fluente: si legge bene, non annoia mai, interessanti le molte descrizioni della Londra vittoriana. Sembra di camminare tra la gente, tra sporcizia e miseria, carrozze lussuose, pitali svuotati dalle finestre, ragazze di vita, signori ben vestiti e signore ingioiellate.
    Anche i personaggi sono ben delineati, la personalità di ognuno esce prepotentemente in descrizioni dettagliate degli stati d’animo, ciascuno con una vita diversa a seconda del ceto sociale, del mestiere, della fortuna: dalla prostituta Sugar, vera protagonista del libro, al signore ricco e sfaccendato che si invaghisce di lei; dal presunto futuro prete dalla vocazione falsamente incrollabile, all’originale vedova che si occupa di volontariato, alla moglie persa in mondo immaginario tutto suo.
    I personaggi finiscono per incontrarsi in contesti nuovi e le storie si miscelano.

    Un po’ deludente il finale, quasi irrisolto, forse volutamente, per sottolineare che la vita in fondo può ripetere il suo giro.

    ha scritto il 

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