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Il petalo cremisi e il bianco

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3437)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 985 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806174169 | Isbn-13: 9788806174163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi , Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostante man mano mi sia appassionata, sono rimasta con l'amaro in bocca. Le ultime cento pagine le legg ...continua

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostante man mano mi sia appassionata, sono rimasta con l'amaro in bocca. Le ultime cento pagine le leggevo di corsa, volevo finire, volevo capire e arrivare all'epilogo o almeno capire dove voleva portarmi l'autore e nonostante come già detto sia scritto benissimo, non mi piace per niente dove siamo arrivati...L'autore fin dalle prime parole vuole che il lettore concepisca la lettura come un viaggio da fare insieme..il viaggio mi è piaciuto, la destinazione l'avrei decisamente cambiata...lo meritava Sugar e lo meritavo io!

    ha scritto il 

  • 5

    Splendori e miserie della Londra Vittoriana

    Non credo di esagerare nel definire questo libro un Capolavoro.
    Fatemi, anzi fatevi un favore: non lasciatevi impressionare dalla sua mole da “mattone”: sì, sono quasi 1000 pagine, ma arriverete all’ultima con l’impressione, anzi, con la certezza che non vi bastino affatto!

    Siamo ne ...continua

    Non credo di esagerare nel definire questo libro un Capolavoro.
    Fatemi, anzi fatevi un favore: non lasciatevi impressionare dalla sua mole da “mattone”: sì, sono quasi 1000 pagine, ma arriverete all’ultima con l’impressione, anzi, con la certezza che non vi bastino affatto!

    Siamo nella Londra vittoriana, dove convivono due mondi completamente diversi: da una parte la società benestante, la gente “per bene”, la cui maggiore preoccupazione è quella di fare buona impressione e di ricevere più inviti possibili durante la stagione mondana, e dall’altra i poveracci, inaspriti dalla loro vita, che vivono in condizioni di igiene da fare accapponare la pelle (e che Faber descrive dettagliatamente), in mezzo a malattia e disperazione.

    Sugar appartiene alla seconda categoria, con la differenza che poverissima non è: è la prostituta più richiesta della città, ha 19 anni ed è stata costretta a fare questo lavoro da quando ne aveva 13. Da chi? Da sua madre, che è anche la tenutaria del bordello. Perché? Perché se una madre ha dovuto vivere l’inferno in Terra, vi pare giusto che sua figlia abbia il diritto di essere più fortunata?

    Sugar è uno dei protagonisti femminili più belli di cui io abbia mai letto. Ah, non “bella” nel senso letterale del termine: al di là di quello che ci si potrebbe aspettare dalla prostituta più richiesta di Londra, non è certo conforme ai canoni di bellezza di quel tempo: è molto alta, magrissima, ha i capelli rossi e una malattia della pelle che le provoca macchie, striature e screpolature. No, ciò che piace di lei agli uomini (oltre al fatto di “non dire mai di no”, ovviamente) è la sua intelligenza, la sua sensibilità che si è affinata nel tempo e le permette di capire i bisogni di chi ha davanti, la sua capacità di affrontare mille argomenti diversi e la cultura che si è costruita nella speranza di ottenere, un giorno, la libertà di lasciare quell’inferno. Dietro la sua facciata accondiscendente, infatti, si nasconde una rabbia esplosiva contro la società in cui vive, contro gli uomini e sua madre, e quando non ci sono clienti denuncia tutto ciò nell’autobiografia a cui si dedica da anni e che spera di pubblicare.
    A un certo punto, nella vita di Sugar avviene una svolta: incontra infatti William Rackham, un ex dandy figlio di un importante imprenditore, ma che a differenza del padre è scansafatiche, immaturo e non si decide a prendere in mano la ditta di profumi che gli spetta. Va alla ricerca di Sugar, di cui ha sentito parlare benissimo, con la speranza di darsi una sfogatina e di dimenticare almeno per un po’ i suoi problemi finanziari e quelli familiari causati da una moglie “pazza”, ma dopo aver passato un’intera serata a chiacchierare con lei se ne ossessiona a tal punto da pagare sua madre/la sua padrona per averla per sempre tutta per sé. Sugar accetta, perché vede in questa offerta una seria possibilità di elevarsi di rango e di arrivare a dire addio a quel mondo infimo, che non concede spazio alle emozioni, pieno di uomini violenti, abluzioni vaginali a base di alluminio e zinco (che fungevano da contraccettivi) e malattie. Anche per William la situazione cambierà in meglio: Sugar, con la sua razionalità e la sua intelligenza, lo aiuterà moltissimo a riprendere in mano la sua vita e a farlo diventare un uomo rispettabile e di successo.

    Ma pur legandosi lentamente l’una all’altro, non aspettatevi una storia d’amore: qui l’amore e l’affetto, o almeno quello tra uomo e donna, c’entrano poco o niente. William infatti condurrà noi e Sugar, in un modo o nell’altro, ad altri personaggi femminili ben più interessanti di lui: tra tutti Agnes, la moglie considerata matta, con le sue visioni, le sue turbe, i suoi traumi, che io non sono riuscita ad odiare come hanno fatto molti lettori, anzi, mi ha fatto tantissima tenerezza, probabilmente perché anche lei non è nient’altro che una vittima, una bambina cresciuta, una creatura bisognosa di comprensione e amore. E Sugar, capendolo benissimo, si sentirà in qualche modo legata a lei e farà quel che può fare per aiutarla.
    Sono loro il Petalo Cremisi e il Petalo Bianco, amante e moglie, Sugar e Agnes, e le loro vite così agli antipodi che si incroceranno e condizioneranno inevitabilmente quelle di William e Sophie.
    …Ah, chi è Sophie? Beh, questo scopritelo da voi. Posso solo dirvi che a causa sua odierete un pochino il libro, solo per il fatto che non ci da la possibilità di tirare fuori i personaggi come lei per abbracciarli stretti stretti, e anche che farete bene a tenere una scorta di Kleenex vicino a voi.

    Parallelamente alla storia di Sugar, Agnes e William c’è quella tra Henry e Emmeline Fox, il fratello di William e una vedova stravagante e con una mentalità apertissima per quell’epoca, che però viene messa in secondo piano e interrotta un po’ bruscamente, a parer mio. In ogni caso tutti i personaggi, anche quelli secondari che l’autore stesso ritiene non lascino il segno, vi rimarranno ben impressi nella mente per quanto sono ben caratterizzati.

    Difetti di questo libro? Onestamente, io non ne ho trovati: certo, ci sono parti un po’ più lente e altre più scorrevoli, ma secondo me non è MAI noioso, né nella prima parte dove non succede granché né nelle descrizioni molto dettagliate dei quartieri più miserabili di Londra che, anzi, ritengo interessantissime. Ho letto molte critiche anche riguardo alla scelta di Faber di porsi come “guida”, rivolgendosi direttamente al lettore, mostrandogli le strade e conducendolo da un personaggio all’altro come se facessimo anche noi parte del libro…c’è chi dice che è irritante, invece io l’ho adorato, non avevo mai letto niente del genere.
    Un’altra piccola chicca del libro sono i colori cremisi e bianco che ogni tanto sbucano qua e là…mi piace un sacco quando ritrovo tra le pagine il titolo dei libri!

    Mi sono dilungata molto, ma non sarebbe mai abbastanza: è difficile rendere giustizia a questo libro, se non leggendolo e amandolo…

    (Comunque Sugar, se ancora non l'avessi capito, ti porterò per sempre nel mio cuore.)

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero molto bello =)

    Il romanzo è molto affascinante ambientato nell' 800 è scritto davvero molto bene. Lideale per chi ama il romanzo storico. E' anche accompagnato da un erotismo abbastanza esplicito (uno dei protagonisti è una prostituta) ma davvero merita. Le dimensioni potrebbero spaventare perchè sono circa 600 ...continua

    Il romanzo è molto affascinante ambientato nell' 800 è scritto davvero molto bene. Lideale per chi ama il romanzo storico. E' anche accompagnato da un erotismo abbastanza esplicito (uno dei protagonisti è una prostituta) ma davvero merita. Le dimensioni potrebbero spaventare perchè sono circa 600 pagine ma (fatta eccezione per qualche pagina) è molto scorrevole. Se vi piacciono sia il genere storico che quello erotico questo libro è l'ideale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'epopea originale

    Effettivamente il libro è molto lungo, ma non annoia mai. La storia è originale e tratta dell'ascesa di una giovanissima prostituta. Altrettanto originali è la modalità di introduzione ai personaggi: il lettore viene guidato dietro i passi di ognuno di essi nelle strade di Londra.
    Sugar è u ...continua

    Effettivamente il libro è molto lungo, ma non annoia mai. La storia è originale e tratta dell'ascesa di una giovanissima prostituta. Altrettanto originali è la modalità di introduzione ai personaggi: il lettore viene guidato dietro i passi di ognuno di essi nelle strade di Londra.
    Sugar è un gioello e così i personaggi che ruotano attorno al suo mondo: Mrs Castaway, Caroline, Arthur e le altre "colleghe", fino all'arrivo della sua opportunità di riscatto, della sua imperdibile occasione per scappar via da quella "fogna" a cui è stata costretta. Il suo nome è W. Rackam. All'inizio questo personaggio fa tenerezza, fa pietà ma poi a mano a mano che lo conoscerete arriverete a negargli ogni giustificazione, a detestarlo per come ha ridotto la moglie e la figlia e infine ad odiarlo profondamente per il trattamento che riserva a Sugar. Non temete, la ragazza sa difendersi e farà quel che deve, quel che è giusto, facendola pagare cara al magnate delle profomerie Rackam!
    Ben gli sta!
    Degni di nota anche i personaggi minori: la strana storia tra Henry Rackam e Emmeline Fox una miscela di passione e devozione religiosa, il dottore, Agnes e la sua follia,l'adorabile e mortificata Sophie, il personale di casa R.
    Un libro davvero che mi sento di consigliare anche se la sua mole spaventa non poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura scorrevole, testo ben scritto e fluente: si legge bene, non annoia mai, interessanti le molte descrizioni della Londra vittoriana. Sembra di camminare tra la gente, tra sporcizia e miseria, carrozze lussuose, pitali svuotati dalle finestre, ragazze di vita, signori ben vestiti e signor ...continua

    Scrittura scorrevole, testo ben scritto e fluente: si legge bene, non annoia mai, interessanti le molte descrizioni della Londra vittoriana. Sembra di camminare tra la gente, tra sporcizia e miseria, carrozze lussuose, pitali svuotati dalle finestre, ragazze di vita, signori ben vestiti e signore ingioiellate.
    Anche i personaggi sono ben delineati, la personalità di ognuno esce prepotentemente in descrizioni dettagliate degli stati d’animo, ciascuno con una vita diversa a seconda del ceto sociale, del mestiere, della fortuna: dalla prostituta Sugar, vera protagonista del libro, al signore ricco e sfaccendato che si invaghisce di lei; dal presunto futuro prete dalla vocazione falsamente incrollabile, all’originale vedova che si occupa di volontariato, alla moglie persa in mondo immaginario tutto suo.
    I personaggi finiscono per incontrarsi in contesti nuovi e le storie si miscelano.

    Un po’ deludente il finale, quasi irrisolto, forse volutamente, per sottolineare che la vita in fondo può ripetere il suo giro.

    ha scritto il 

  • 4

    Le strade di Londra. Prima quelle buie, malate, sudicie, dove la gente lascia scorrere lungo le pareti, dalle finestre, il piscio contenuto nei pitali. Strade dove ad ogni angolo un poveraccio tenta di vendere la sua merce insignificante, dove i bambini sono tempestati dai morsi dei ratti o adorn ...continua

    Le strade di Londra. Prima quelle buie, malate, sudicie, dove la gente lascia scorrere lungo le pareti, dalle finestre, il piscio contenuto nei pitali. Strade dove ad ogni angolo un poveraccio tenta di vendere la sua merce insignificante, dove i bambini sono tempestati dai morsi dei ratti o adornati da finte cicatrici create ad arte per muovere a compassione i signori che talvolta si spingono fin là. Per queste strade passeggiano donne che senza indugi scoprono le gambe e, ammiccando, sorridono e promettono magie al prezzo di qualche moneta. Appena ci metti piede, in queste strade, la pelle si ricopre di uno strato di polvere nera, le narici vengono invase da odori disgustosi mischiati a quello del cibo, della birra, del sesso delle case di malaffare. Da queste parti, si vede spesso moglie e marito picchiarsi con ferocia per l'ultimo goccio di conforto rimasto in una bottiglia.
    Le strade di Londra, dopo, sono quelle di Notting Hill, bellissime, pulite, costeggiate da ville nascoste dietro cancelli sontuosi, dove si respira aria fresca e dove non si odono grida o pianti, quello delle carrozze che passano e delle chiacchiere della gente ben educata e ben vestita sono gli unici rumori che rompono la quiete.

    Sugar è nata nei vicoli bui, soffrendo la fame, ma soprattutto il freddo. Una notte dei suoi tredici anni, sua madre la svegliò sussurrandole che un signore sarebbe venuto a tenerla al caldo. Sugar cresce soffocando col tempo le domande e la paura, lasciandosi maneggiare come una bambola con cui giocare quanto si vuole, custodendo come unico tesoro la sua preziosa intelligenza. A diciannove anni Sugar ha lunghi capelli rossi, una corporatura esile, un seno quasi inesistente, la voce rauca e una pelle stranamente screpolata e squamosa; sarebbe quasi strano che il suo nome fosse sulla bocca degli uomini di mezza Londra e che fosse la preferita di così tanti, se non fosse per il suo innegabile fascino, per la malizia sottesa alle sue parole, per la capacità innata di far credere l'illuso ascoltatore a tutto ciò che dice, e soprattutto per quella promessa che non smette mai di fare: «Farò tutto ciò che vorrete», e quando dice tutto intende proprio tutto, anche quello che le altre donne del mestiere si rifiutano di fare. E' per questo che William Rackham arriva nel suo letto, in una notte di particolare insoddisfazione e frustrazione, dopo aver tentato di sfogarsi in quello di due donne spacciate per gemelle che giacevano inermi sotto di lui, senza la minima partecipazione, e che rifiutano decise appena azzarda una richiesta particolare, indirizzandolo a qualcuno che invece avrebbe acconsentito. Sugar, nella casa di Mrs Castaway, in Silver Street. Di Sugar si leggeva anche in un libercolo per uomini in cerca di divertimenti, di cui una nuova edizione era sempre pronta ad aggiornare il giovane londinese mondano, intitolato Altre follie a Londra. Non trovando la casa di Mrs Castaway, William si reca in un pub dove secondo il libro Sugar si recava ogni sera, il Fireside, una taverna calda e chiassosa, animata da musica e voci al massimo volume. Dopo un'attesa riempita da altre tre prostitute che cercano di vendergli i propri servizi, alle quali William si presenta come George W. Hunt, editore e scrittore, Sugar fa infine il suo ingresso, un po' scompigliata per la pioggia, diversa da come William se l'aspettava, e viene subito attirata al tavolo dalle colleghe che le presentano il signor Hunt, che la stava aspettando. Le tre donne tolgono il disturbo e Sugar prende il loro posto. Se William non era stato in grado d'indovinare il suo aspetto, ancor meno si sarebbe aspettato di trovarsi coinvolto per ore in una brillante conversazione sulla letteratura, ad argomentare sentitamente con una donna – una donna!, con cui tra l'altro immaginava solo di poter sfogare i suoi istinti più animali – le opere dei suoi autori preferiti. Quando l'ora sta cominciando a farsi tarda, Sugar lo conduce alla casa di Mrs Castaway e poi nella sua stanza, e lì lascia che lui la prenda in tutti i modi che vuole. Non appena cade addormentato, stordito dall'alcol e dal sesso, lei siede alla sua scrivania e lavora al suo manoscritto. Un romanzo, accuratamente nascosto a chiunque, la cui protagonista è un suo alter ego eroico, una prostituta di nome Sugar che tortura e uccide tutti gli uomini che arrivano sul suo letto. Un grido di vendetta dalle strade, un grido di vendetta per tutte le ragazze che non hanno avuto scelta.

    Quella notte è solo l'inizio. Solo l'inizio della storia tra William e Sugar, solo l'inizio per tutto quello scorrerà addosso e attraverso noi lettori. William è il secondogenito di Henry Calder Rackham, fondatore e proprietario delle Profumerie Rackham, ormai in età da pensione. Prendere in mano l'azienda sarebbe spettato ovviamente al primogenito, Henry Rackham, in cui erano state riposte fin dall'infanzia tutte le speranze del padre; Henry però non ha il minimo interesse nell'intraprendere questa strada, avendo invece una profonda vocazione di tipo religioso e spirituale, che l'ha portato a rifiutare ogni ricchezza offertagli dal genitore scegliendo di vivere nella più modesta delle dimore, conducendo una vita priva di ogni eccesso, in attesa di sentirsi pronto e trovare il coraggio di prendere i voti – scelta, questa, resa sempre più difficile e controversa da un sentimento che pare insopprimibile per Emmeline Fox, una giovane vedova non particolarmente bella e spesso fuori dalle righe, che lavora per le Sorelle della Salvezza, un'associazione cristiana che tenta di salvare le prostitute di Londra, che è sempre stata per Henry un'ottima amica e consigliera. Lasciare le Profumerie nelle mani di William sembra altrettanto difficile: dopo aver passato fin troppi anni a trastullarsi nella vita da studente di College, bighellonando coi compari Bodley e Ashwell, il ragazzo sembra non voler crescere e continua a crogiolarsi in sogni di vanagloria fatti di libri che sul dorso recano il suo nome. Nemmeno l'avere una grande casa a Notting Hill che sta andando in malora dopo che il padre per cercare di metterlo in riga gli ha tagliato i fondi sembra fargli aprire gli occhi, né la servitù insufficiente per le innumerevoli mansioni, né una moglie che, oltre ad essere estremamente cagionevole di salute, comincia quasi ad odiarlo per tutto ciò che non è in grado di darle. Niente di tutto questo riesce a convincerlo a sedersi alla scrivania e prendere le redini dell'azienda paterna, rinunciando al sogno di diventare l'illustre letterato che fin da ragazzo immaginava di essere. Quel che lo spinge su quella sedia, repentinamente e per tutti gli altri misteriosamente, è proprio quella notte con Sugar. L'idea che lei sia di tutti... William la vuole, la vuole sempre, la vuole solo per sé, e per averla gli servono soldi.
    Così ha inizio l'ascesa sociale di William, e di riflesso quella di Sugar.

    981 pagine, in cui c'è spazio sufficiente per conoscere ogni personaggio, William e Sugar in primo luogo, ma anche il tormentato fratello Henry, la sua Emmeline, la fragile Agnes Rackham. Tutti personaggi estremamente complessi, per nulla piatti o banali, cui ci si affeziona, per cui si fa il tifo, o ai quali si vorrebbero dare due ceffoni. Agnes è fatta di porcellana, cresciuta in una campana di vetro, non sa nulla del mondo vero, ignora persino la normalità delle mestruazioni che cerca invece di curare coi digiuni, credendole segno di malattia o del demonio. Creduta pazza dal dottor Curlew, tra l'altro padre di Emmeline, e anche dal marito William che tuttavia fin quando possibile non vuole piegarsi a diventare un mostro che chiude la propria moglie, alla quale ha giurato protezione e amore eterno, in un manicomio. Henry è uno dei personaggi che ho trovato più interessanti, grazie a quel conflitto che lo dilania, vocazione celeste contro amore terreno; nulla lo fermerebbe dal prendere i voti, se non fosse per quei desideri sporchi e osceni che Mrs Fox scatena in lui con un niente, rendendolo un essere colpevole e assolutamente indegno di predicare da un pulpito. L'avventura, come lasciano intendere le dimensioni del romanzo, è lunga e piena. Ci sono viaggi, ci sono amori, ci sono morti, ci sono tante gioie e tantissime sofferenze. Ci sono perdenti, non ci sono vincitori. La distinzione tra forti e deboli è una linea sottile. C'è il profumo di rosa e lavanda dei saponi Rackham, c'è il fetore della vecchia vita e di tutti i vecchi amici che ancora ne fanno parte.

    981 pagine, che scivolano come fossero appena un centinaio. La scrittura di Faber è avvolgente, fin dall'inizio si rivolge direttamente a te, lettore, come se a condurre i giochi della storia ci fosse un invisibile chaperon che invita a stargli dietro per quelle strade, avvertendoti dei pericoli, indicandoti le persone giuste da seguire, fino all'ultimissima pagina dove in un breve paragrafo è ancora lui a congedarti. Un modo di narrare che inevitabilmente crea una grande sensazione di partecipazione. Oltre a questo, quel che più mi ha stupito è quanto questo romanzo pubblicato nel 2002, costato a Faber vent'anni di ricerche e dieci di scrittura (!), si avvicini ai grandi romanzi ottocenteschi. Come scrittura, come architettura, come atmosfere e scelte narrative, come personaggi e funzioni dei personaggi. L'ascesa sociale di Sugar, in particolare, può essere accostata per certi versi a quella del Julien Sorel di Stendhal. Inutile negarlo, sono una fan sfegatata del romanzo ottocentesco, e scrivere in epoca moderna un'opera che tanto si avvicina a quelle dei grandi maestri che hanno reso grande l'800, mi sembrava fino ad oggi un'impresa impossibile, davanti alla quale non posso che inchinarmi e mostrare tutta la mia ammirazione.

    Da leggere tutto d'un fiato, per ore di fila e senza interruzioni. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei dato più che volentieri 5 stelle a questo libro che mi ha tenuto in ottima compagnia per un mesetto buono. Purtroppo gli ultimi capitoli hanno fatto abbassare un po' la media, in primis sicuramente il finale: ne avrei preferito uno che fosse un po' più "concludente", insomma, dopo tutto 'st ...continua

    Avrei dato più che volentieri 5 stelle a questo libro che mi ha tenuto in ottima compagnia per un mesetto buono. Purtroppo gli ultimi capitoli hanno fatto abbassare un po' la media, in primis sicuramente il finale: ne avrei preferito uno che fosse un po' più "concludente", insomma, dopo tutto 'sto ambaradan di 900 e passa pagine, un finale fatto per bene avrebbe dato giustizia a tutti gli sforzi dello scrittore. Ma vabbè. Un'altra cosa che non mi ha convinta è stato il destino di Agnes: perché non possiamo sapere quale sia il suo vero destino? E' morta davvero annegata? E' riuscita a raggiungere un convento? Dopo averci raccontato i perché e i come della sua vita, Faber me lo dovevi.
    Per il resto una scrittura colorita, che alterna registro alto e basso, manco si fosse in un montagna russa, ironia e capacità evocative rendono questo romanzo vittoriano postmoderno una chicca che mi sento di consigliare a qualunque lettore ami le sfide (900 pag.), le porcherie (la vagina che spruzza l'acqua è Nobel per la letteratura), il cinismo, l'ironia e le zoccole.

    ha scritto il 

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