Il petalo cremisi e il bianco

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3779)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 985 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8806174169 | Isbn-13: 9788806174163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi , Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
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  • 5

    Il petalo o lo ami o lo ripudi

    Un po' come le persone.
    Ho letto questo libro in quindici giorni, periodo in cui ho avuto modo di passare lunghe giornate da sola causa problemi di salute.
    Inizialmente ho fatto fatica ad addentrarmi ...continua

    Un po' come le persone.
    Ho letto questo libro in quindici giorni, periodo in cui ho avuto modo di passare lunghe giornate da sola causa problemi di salute.
    Inizialmente ho fatto fatica ad addentrarmi nelle luride strade dei peggiori quartieri di Londra, nell'Ottocento dai vicoli sudici e dalle facciate splendenti, tra muri e porte che quando va bene custudiscono perle sporche di fuliggine e quando va male imbellettano cocci di vetro per diamanti.
    Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui la vicenda è narrata, non ho mai trovato noiose le descrizioni - peraltro potenti senza essere eccessive - ed ho trovato realistico il processo di evoluzione che ogni personaggio principale ha subito/provocato inconsciamente negli altri.
    Sugar, per esempio, che tenta la scalata della gerarchia sociale per ottenere la sua realizzazione personale "vendendosi", a volte sembra essere sul punto d'innamorarsi di William, altre dimostra di disprezzarlo o al massimo di tollerarlo...
    Sophie, la figlia di William e Agnes, è una bambina che sembra priva di personalità a causa delle vessazioni psicologiche delle varie bambinaie, della mancanza totale di affetto materno, ma pur essendo piccola ogni tanto manifesta sprazzi di carattere...
    Lo stesso William, che all'inizio è un uomo che sogna, che scrive, crea, pensa e ragiona umanamente, che decide di mettersi a studiare per ereditare le profumerie per essere felice con Sugar, poi viene travolto dal meccanismo di alienazione tipico delle industrie...
    Penso che sia un romanzo che richiede una certa volontà da parte del lettore: quasi 1000 pagine sono veramente tante e non è da tutti arrivare alla fine.
    A tal proposito, non parlerò nello specifico di cosa succede nel finale, ma dirò soltanto che NON dovete aspettarvi un premio alla fine del libro. Non ha senso affrontare un romanzo pensando "mi leggo quasi 1000 pagine, sicuramente alla fine succederà quello che desidero, me lo merito cavoli!" No, questo romanzo è molto simile alla vita, non finisce finché davvero non è finita. E qualche volta non finisce davvero mai...

    ha scritto il 

  • 3

    ho aspettato a lungo prima di leggere questo lunghissimo e incensato romanzo ambientato nella londra ottocentesca- tra lo squallore dei bordelli e i lussi delle classi agiate impegnate nella stagione ...continua

    ho aspettato a lungo prima di leggere questo lunghissimo e incensato romanzo ambientato nella londra ottocentesca- tra lo squallore dei bordelli e i lussi delle classi agiate impegnate nella stagione mondana. attraverso le peripezie di sugar, giovane prostituta dall'intelletto brillante, vengono descritte minuziosamente le atmosfere cupe e le contraddizioni di una metropoli in continuo cambiamento e la storia è ricca di personaggi tratteggiati in modo vivido e che sfiorano quasi il grottesco. tuttavia, nella seconda parte, il libro indulge in lungaggini eccessive e scivola nel prevedibilmente convenzionale- con un finale (quasi) aperto che si può indovinare man mano che ci si addentra nella storia, il tutto condito da una voce narrante che straborda e ammicca al lettore. si legge, ma siamo lontani anni luce da dickens e dalla sua bravura nel raccontare (con grazia e crudezza allo stesso tempo) la miseria e l'abbrutimento morale.

    ha scritto il 

  • 3

    [Attenzione: spoilerino generico sul finale]

    Bel libro nel complesso, che non mi ha mai annoiata lungo le quasi mille pagine (e non è poco, certo, benché non sia tutto) e mi ha piacevolmente coinvolta, specialmente nella prima metà: mi è piaciut ...continua

    Bel libro nel complesso, che non mi ha mai annoiata lungo le quasi mille pagine (e non è poco, certo, benché non sia tutto) e mi ha piacevolmente coinvolta, specialmente nella prima metà: mi è piaciuto come Faber prende per mano il lettore guidandolo nella Londra vittoriana, dai vicoli più malfamati ai quartieri alti, cercando di fargli "sentire" fin la più piccola sensazione (perlopiù sgradevole), con uno stile senz'altro accattivante.
    La seconda metà invece mi ha un po' delusa, l'ho trovata più debole e diverse scelte d'intreccio non mi hanno convinta, fino alla delusione massima del finale: cioè, cavolo, ti seguo per mille pagine e poi tu, Autore, che fai? Mi lasci di botto nel mezzo di una strada, così, a bocca asciutta, senza neanche una spiegazione. Non è mica il modo. Mi son quasi offesa.

    ha scritto il 

  • 2

    "Il petalo cremisi e il bianco". Fastidioso.

    Non mi è stato possibile sopportare il narratore: sempre presente, invadente e anche beffardo, davvero troppo per i miei gusti. La storia mi incuriosiva, però per me era davvero snervante.
    La recensio ...continua

    Non mi è stato possibile sopportare il narratore: sempre presente, invadente e anche beffardo, davvero troppo per i miei gusti. La storia mi incuriosiva, però per me era davvero snervante.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=47YzceHIRzI

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    NCS: Non Ci Siamo.
    La quarta lo vende benissimo, ma alla fine l'unica cosa veritiera è la recensione del Time, che dice che la lettura ti rapisce ed è difficile metterlo giù, o qualcosa del genere.
    Il ...continua

    NCS: Non Ci Siamo.
    La quarta lo vende benissimo, ma alla fine l'unica cosa veritiera è la recensione del Time, che dice che la lettura ti rapisce ed è difficile metterlo giù, o qualcosa del genere.
    Il problema è che ok i vent'anni di ricerca (che comunque viene apprezzata fino a un boh, tre quarti di libro, o poco meno, dopo di che le minuzie che t'hanno tediato fino a quel momento spariscono e nemmeno te ne rendi conto), ok i dieci di scrittura, ma quel che ne esce è ... niente di eccezionale e con forte bisogno di un editor dal pugno di ferro.
    Sugar, povera stella. Sin dall'inizio si promette che farà di tutto, che è pronta a tutto, che non si tira indietro davanti a nulla: non v'è traccia di nulla di tutto ciò; rimane un po' più che perplessa quando le vien detto che la compagna s'è spostata in una casa più orientata al sadomaso, perché in quella d'origine ste cose a malapena. Sugar parte che promette promette, sul lato erotico, su quello intellettuale, su quello potenziale, ma poi crolla inesorabilmente in tutto ciò che fa.
    William, il vuoto pneumatico. Incapace pure di essere lo scapestrato che vorrebbe, d'improvviso si ritrova capitano d'azienda di successo che potrebbe far concorrenza al profumiere di Suskind, dal nulla, senza nemmeno fare uno stage infimo, e pure tutto st'aiuto che dovrebbe dargli Sugar non è che sia niente di eccezionale.
    La piccola Sophie, che tutti maltrattano e sottovalutano e che nessuno è in grado di far rivivere in lei la propria rivalsa verso una vita talmente di merda che nemmeno un finale degno - che non sarebbe stato lieto ce lo aspettavamo - ci riserva.
    Il lettore, bistrattato da quarte pareti che calano e salgono così, a momenti sì, a momenti - lunghissimi - no, che uno si chiede vabbè, ma l'espediente narrativo per cui dovrebbe farlo un libro talmente bello da? ce lo perdiamo così? Sì.
    E le parolacce, quei "cazzo", "fica" ecc, ogni 200 pagine, che non farebbero nè arrossire nè eccitare un/una adolescente di qualsiasi epoca?
    Qua c'è, effettivamente, un dedito al BSDM, ed è sicuramente Faber: non per 20 anni di ricerche nè per i 10 di scrittura, ma per il sapere il lettore frustrato dal fatto di non saper scegliere un editor che a un certo punto gli dica "E mo basta!".

    ha scritto il 

  • 3

    "una vita intera andata come piscio sulla strada"

    "Ma i romanzi non sono forse verità mascherate?" si chiede ad un certo punto uno dei protagonisti della storia.
    Direi che così dovrebbe essere..
    Non metto in dubbio il lavoro ventennale (tanto pubbli ...continua

    "Ma i romanzi non sono forse verità mascherate?" si chiede ad un certo punto uno dei protagonisti della storia.
    Direi che così dovrebbe essere..
    Non metto in dubbio il lavoro ventennale (tanto pubblicizzato) che Faber ha compiuto per riprodurre la Londra di quegli anni (1874/1875). Per quanto mi riguarda il clima è ben riuscito. Si riesce ad immergersi sia nell'ambientazione dei bassifondi sia degli ambienti alto borghesi.
    Il neo, per quanto mi riguarda sta nella credibilità dei personaggi. A livello psicologico ho trovato i protagonisti inverosimili e nella maggior parte dei casi accomunati da un fatale e negativo destino( "gente che prova in tutti modi ad essere felice, senza il minimo successo" ).
    Non voglio fare spoiler in questo mio commento ma penso sia necessario avvertire che dopo cosi tante pagine non si arriva ad un vero finale. Io lo sapevo ed il colpo mi è stato attutito.
    Per i miei parametri è un libro che considererei "da ombrellone" : non impone riflessioni di sorta e corredato da una scrittura discreta.
    Vista la mole si consiglia l'edizione digitale.

    ha scritto il 

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