Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Di

Editore: Adelphi

3.9
(5373)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845971708 | Isbn-13: 9788845971709 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Brera

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
«Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni» ha scritto Terry Pratchett. È vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio «il più grande uomo scimmia del Pleistocene», a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta che non si riequilibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono «alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via», sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di «cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati». E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah... Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese.
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  • 4

    Un libro veramente spassoso, talvolta sull'orlo del demenziale, divertente, scanzonato, anche emozionante, ci fa ricordare (cosa di cui sono convinto) che in fondo l'uomo non è molto cambiato negli ul ...continua

    Un libro veramente spassoso, talvolta sull'orlo del demenziale, divertente, scanzonato, anche emozionante, ci fa ricordare (cosa di cui sono convinto) che in fondo l'uomo non è molto cambiato negli ultimi 15000 anni. Abbiamo l'Einstein del Pleistocene, la Lady Macbeth del Pleistocene, gli indiani che vendono Manhattan del Pleistocene, il Giotto del Pleistocene, ma anche l'inizio della mitologia, della musica, del teatro, della religione. Insomma: un vero spasso

    ha scritto il 

  • 5

    "Con tutto questo fuoco in giro il senso morale dell'uomo rischia di scomparire, oscurato dalla potenza tecnologica."

    Di questo romanzo è già stato detto l'indispensabile. Tutti quelli che gli hanno dato 4 o 5 stelle hanno citato l'ironia, tutti quelli che gliene hanno date 1 o 2 hanno detto che si aspettavano l'iron ...continua

    Di questo romanzo è già stato detto l'indispensabile. Tutti quelli che gli hanno dato 4 o 5 stelle hanno citato l'ironia, tutti quelli che gliene hanno date 1 o 2 hanno detto che si aspettavano l'ironia citata dagli altri ma non l'hanno trovata, perché il libro non fa ridere.
    Il che dimostra quanto de gustibus, ma anche quanto sia confusa l'idea di cosa significa "ironico".
    Io che potrei aggiungere?
    Beh, vista la mia natura malcontenta, posso dire cosa NON mi è piaciuto nonostante il voto altissimo.

    Innanzitutto il titolo.
    Perché ogni volta che passavo in bagno e buttavo l'occhio sulla copertina mi partiva nel cervello la vociaccia di Jovanotti che mi cantava il più grande spettacolo dopo il Big Bang... Fastidiosissimo.
    Mi succedeva anche finché sul mobiletto c'era "Io che amo solo te", di Bianchini. Occhiata, bam, canzoncina in testa. L'ho odiato anche per questo.
    Ma in quel caso ero succube di Sergio Endrigo, almeno non mi dava sui nervi. Jovanotti... me ne da!

    Poi gli anacronismi non motivati.
    Perché mi va benissimo che gli scimmioni preistorici parlino di filosofia o borghesia o profeti o slum o missili, questi concetti vengono applicati a cose che stanno realmente accadendo durante la narrazione e contestualizzati in discorsi volutamente moderni, quindi lo trovo geniale. Ironicamente geniale, of course.
    Ma un "buon Dio" e un "per Diana" buttati là come esclamazioni, non avendo ancora i protagonisti inventato (oh, sì, è il verbo giusto) una religione... anche no. Sembrano sviste dettate dall'abitudine dello scrivente. E l'abitudine alla superstizione mi dà fastidio anche più di Jovanotti.
    "Santo megaterio" è così bello, perché non usarlo in tutto il libro?
    [A proposito: VERAMENTE COMPLIMENTI, come diceva una mia compagna di scuola, al traduttore. Non ho idea di come siano i riferimenti e i giochi di parole in originale, ma quelli in italiano erano spettacolari. D'ora in poi manderò tutti a "fancocero", giuro.]

    Poi l'inizio pedante.
    Tre capitoli sul fuoco, stessa cosa detta in tre modi diversi. Abbiamo capito.
    Oltretutto lo sappiamo già com'è andata, è una cosa che si studia alle elementari. In Italia. Magari in UK no, vai a sapere.

    E poi gli accenti Adelphi.
    Considerando la mia capacità di adattamento al volume male editato, tale per cui riesco a leggere le edizioni Mondolibri senza diventare epilettica, è incredibile quanto gli accenti della Adelphi riescano a farmi venire il sangue agli occhi. Non sono neanche errori, dopotutto.
    Eppure... a ogni "fèrmati", "èra", "princìpi", "càpita" e "capìta" mi saliva la violenza, non so come ho fatto a resistere e a non strappare via le pagine. Mi do una pacca sulla spalla da sola.
    Bòn, torno ai miei Mondolibri, che oltretutto costano un terzo. Adelphi, addio per sempre!

    Ecco, questi i motivi per cui potrei lamentarmi. Praticamente inesistenti di fronte alla potenza del libro.
    "Ogni giorno, uomini scimmia scompaiono divorati dalle belve carnivore, schiacciati dagli elefanti, dai mastodonti e dagli ippopotami, sbudellati dai rinoceronti, infilzati da ogni specie animale munita di corna, uccisi con un morso dai serpenti velenosi o stritolati dal boa o dal pitone. E chi viene risparmiato dalle fauci, dalle corna, dagli zoccoli o dal veleno, cade vittima di mille altri nemici mortali; alcuni, tanto piccoli da risultare invisibili, ci attaccano in schiere così fitte e innumerevoli che è impossibile sconfiggerli - almeno finora. I giorni dell'uomo sulla terra sono pochi e la specie stessa corre un continuo pericolo di estinzione. La nostra risposta è la sfida: ci daremo allo sterminio di tutte le specie che ci attaccano, risparmiando solo quelle che si sottometteranno. A tutte le altre specie noi gridiamo: attente! O sarete nostre schiave, o sparirete dalla faccia della terra. Qui comanderemo noi; vi supereremo in forza, pensiero, abilità, numero ed evoluzione! Questa e nessun'altra sarà la nostra politica!"
    Già.

    ha scritto il 

  • 0

    Il più grande uomo scimmia del pleistocene

    Bellissimo.......ironico.......esilarante.....come vivere la trasformazione degli uomini preistorici da un altro punto di vista, cioè dal loro!!!!!!
    La scoperta del fuoco, della caccia, della creazion ...continua

    Bellissimo.......ironico.......esilarante.....come vivere la trasformazione degli uomini preistorici da un altro punto di vista, cioè dal loro!!!!!!
    La scoperta del fuoco, della caccia, della creazione degli utensili.........raccontata in maniera completamente diversa rispetto ai libri di storia. Consigliato anche per i più piccoli!

    ha scritto il 

  • 3

    Nuovi temi, vecchi dibattiti

    Il fuoco è contro natura, ci porterà alla rovina! E il divorzio? L'omosessualità? Questione tradizione e innovazione posta in chiave ironica ma sempre moderna.

    ha scritto il 

  • 2

    Sicuramente l'idea di partenza è ottima, ma deludente il modo in cui è stata poi tradotta nei fatto. Non ritrovo in esso l'ironia che molti segnalano. L'ho concluso per senso di dovere, ma con molta f ...continua

    Sicuramente l'idea di partenza è ottima, ma deludente il modo in cui è stata poi tradotta nei fatto. Non ritrovo in esso l'ironia che molti segnalano. L'ho concluso per senso di dovere, ma con molta fatica in quanto poco invogliante. Le ultime due pagine e, come detto, l'idea portano a due stelle il mio giudizio.

    ha scritto il 

  • 1

    fiaba sciocca

    L'idea era buona: raccontare in modo leggero alcuni passaggi importanti dell'evoluzione. Ma la scrittura è noiosa, i concetti banalotti, l'ironia non pervenuta. O fa ridere che l'uomo scimmia filosofe ...continua

    L'idea era buona: raccontare in modo leggero alcuni passaggi importanti dell'evoluzione. Ma la scrittura è noiosa, i concetti banalotti, l'ironia non pervenuta. O fa ridere che l'uomo scimmia filosofeggi? Ahahahahaha, ecco, no. Potrebbe andare bene come favola per bambini, se non fosse per quel finale che trovo totalmente inutile, come se l'autore fino all'ultimo abbia cercato di stupire. Prima e ultima volta che seguirò il consiglio di lettura della feltrinelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver finito di leggere "la sesta estinzione" (saggio vincitore del pulitzer 2015) mi é tornato alla mente il romanzo di lewis che riposava da qualche era nella libreria. Avere freschi nella mente ...continua

    Dopo aver finito di leggere "la sesta estinzione" (saggio vincitore del pulitzer 2015) mi é tornato alla mente il romanzo di lewis che riposava da qualche era nella libreria. Avere freschi nella mente alcuni concetti antropologici e paleontologici derivati dal saggio hanno aumentato credo il godimento e la comprensione ironica di alcuni passaggi. Lettura scorrevole e divertente di una storia originale e a tratti arguta. Inizio folgorante e finale imprevisto. Lettura leggera ma intelligente. Consigliato.

    ha scritto il 

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