Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Di

Editore: CDE

3.9
(5325)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000128383 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Brera ; Illustratore o Matitista: Aloys Zotl

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il più grande uomo scimmia del Pleistocene?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni" ha scritto Terry Pratchett. E' vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio "il più grande uomo scimmia del Pleistocene", a quell'amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all'evoluzione una spinta che non si riequilibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonchè un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono "alcune delle cose più pericolose su cui la specie umana abbia messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via", sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di "cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati". E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perchè ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un pò troppo contro la natura. Mah ...Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell'umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell'ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese. Quando il celebre biochimico Jacques Monod lesse questo libro, segnalò all'autore uno o due errori tecnici, subito aggiungendo "che non importavano niente perchè la lettura del libro l'aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello in mezzo al Sahara".
Ordina per
  • 1

    fiaba sciocca

    L'idea era buona: raccontare in modo leggero alcuni passaggi importanti dell'evoluzione. Ma la scrittura è noiosa, i concetti banalotti, l'ironia non pervenuta. O fa ridere che l'uomo scimmia filosofe ...continua

    L'idea era buona: raccontare in modo leggero alcuni passaggi importanti dell'evoluzione. Ma la scrittura è noiosa, i concetti banalotti, l'ironia non pervenuta. O fa ridere che l'uomo scimmia filosofeggi? Ahahahahaha, ecco, no. Potrebbe andare bene come favola per bambini, se non fosse per quel finale che trovo totalmente inutile, come se l'autore fino all'ultimo abbia cercato di stupire. Prima e ultima volta che seguirò il consiglio di lettura della feltrinelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver finito di leggere "la sesta estinzione" (saggio vincitore del pulitzer 2015) mi é tornato alla mente il romanzo di lewis che riposava da qualche era nella libreria. Avere freschi nella mente ...continua

    Dopo aver finito di leggere "la sesta estinzione" (saggio vincitore del pulitzer 2015) mi é tornato alla mente il romanzo di lewis che riposava da qualche era nella libreria. Avere freschi nella mente alcuni concetti antropologici e paleontologici derivati dal saggio hanno aumentato credo il godimento e la comprensione ironica di alcuni passaggi. Lettura scorrevole e divertente di una storia originale e a tratti arguta. Inizio folgorante e finale imprevisto. Lettura leggera ma intelligente. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    UDP, maledizione a te (duestelleemmezz' strascicheit')

    Comprato perché segnalato come libro che ti faceva sbelicare ad ogni pagina.
    Sinceramente se devo dargli stelle sulla base dell'ironia, aumenterei il giudizio, ma nel complesso no. Diverte come certi ...continua

    Comprato perché segnalato come libro che ti faceva sbelicare ad ogni pagina.
    Sinceramente se devo dargli stelle sulla base dell'ironia, aumenterei il giudizio, ma nel complesso no. Diverte come certi dettagli di carattere etologico, siano stati spiegati in modo quasi casuale. Ma l'insieme (IMHO) non decolla.
    Uomo della piscina, mi scoccia darti ragione, e non sai quanto...

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto e riletto, divertentissimo, di fine ironia. Eternmente provocatorio, assurdo, paradossale. Potrebbe esser letto come un romanzo generazionale, un romanzo comico, una prosa d'amore. I versi ...continua

    L'ho letto e riletto, divertentissimo, di fine ironia. Eternmente provocatorio, assurdo, paradossale. Potrebbe esser letto come un romanzo generazionale, un romanzo comico, una prosa d'amore. I versi per cui prenderlo sono infiniti. Sicuramente è ben scritto, leggero, apparentemente senza pretese, spericolato.

    ha scritto il 

  • 4

    "Stupido" ma non banale. Stupido nel senso che trovo ingenuo e poco divertente questo tipo di umorismo anglosassone, un umorismo da climi freddi dove la mattina si comincia con una pinta di birra per ...continua

    "Stupido" ma non banale. Stupido nel senso che trovo ingenuo e poco divertente questo tipo di umorismo anglosassone, un umorismo da climi freddi dove la mattina si comincia con una pinta di birra per scaldarsi un po' ed a fine giornata inevitabilmente si considera umoristica qualsiasi frescaggine. In sostanza non lo ritengo il libro più divertente del secolo, come da sponsorizzazioni di marketing. Nello stesso tempo non è affatto banale, né l'idea né lo sviluppo. Una storia dell'evoluzione antropologica con la falsariga di un uomo del pleistocene modellato sull'uomo contemporaneo ovvero una storia dell'uomo contemporaneo riletta alla luce dell'uomo preistorico. Più che divertirmi nel percorso mi ha lasciato sensazioni su cui riflettere, anche un senso di inevitabilità e forse amarezza al pensiero che in fondo fondo siamo animali. Rivestiti e ripuliti ma animali, che nell'età preistorica si ammazzavano tra loro con la clava per il comando e il territorio e oggi, grazie allo sviluppo della coscienza e della tecnologia, continuano ad ammazzarsi tra loro per le stesse identiche ragioni ma con mezzi più sofisticati. That's all folks!
    p.s. Mi sembra un ottimo libro di lettura per le scuole superiori.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto vari commenti, in primis quello di Terry Pratchett che evidenziavano quanto fosse esilirante questo libro.
    Io non l'ho trovato particolarmente spiritoso, certo è simpatico immaginare che dell ...continua

    Ho letto vari commenti, in primis quello di Terry Pratchett che evidenziavano quanto fosse esilirante questo libro.
    Io non l'ho trovato particolarmente spiritoso, certo è simpatico immaginare che delle "da poco non più scimmie" si esprimano così, ma da qui a definirlo esilarante...
    Ma io l'ho trovato interessante per alcuni temi che coscientemente o meno vengono affrontati nel testo.
    Per tutta la prima parte del libro non succede praticamente niente, sembrerebbe quasi che Lewis voglia regalarci un ipotetico spaccato delle vita della creatura che sta a cavallo tra la scimmia e l'uomo.
    Alle prese con la caccia, predare o essere predati, le donne e, udite udite! Il fuoco!
    Mai pensato mangiando una pesca al primo uomo che l'ha provata? Beh quella volta gli è andata bene! Un po' come il furbone di Into the Wild, ma a lui non è andata poi così bene...
    Poi le cose cambiano finchè questa mini società incarnata in una piccola orda di uomini scimmia non si fa rovinare la vita dalla coscienza e dalla morale: è giusto, o sbagliato? E se da un lato abbiamo Wilma e la sua clava, dall'altra abbiamo Aristotele e Freud, con un pizzico di Bauman.
    E da qui nascono importanti spunti di riflessione: è giusto distribuire alla popolazione armi potenzialmente pericolose, è giusto classificare la società in base a delle definizioni binarie (intelligenti e non, meritevoli e non, forti e non)?
    Cito dal testo:
    "Sarebbe gentile" scandii "sarebbe gentile insegnare a gente sprovvista della nostra abilità, la maniera di arrostirsi da sè? E sarebbe sensato, dal punto di vista dell'interesse generale, regalare a chi in fondo è poco più che una scimmia i mezzi per bruciare l'intero paese?"
    Ed ecco che di nuovo, con l'arco e le frecce si presenta lo stesso problema:
    "Sarà la fine della vera destrezza e di qualunque spirito sportivo; con l'arco e una faretra piena di frecce, ogni cialtrone da due soldi potrà andare a caccia grossa".

    Particolarmente interessante il racconto del leone che non vuole spartire i suoi resti, metafora che rimanda al concetto di autodistruzione dell'uomo. Personalmente l'ho trovato particolarmente attuale.

    Ma ognuno di questi temi non viene approfondito, sembra quasi che ci sia capitato per caso, quasi me lo vedo Lewis che si sorprende a scoprire che qualcuno possa trovarci degli spunti di riflessione. Ma come? E io che non me n'ero neanche accorto, pensa te!
    Dà all'uomo scimmia il potere di ponderare sull'abilità umana, sui concetti di sogno e di morte ma poi lascia cadere l'argomento nel vuoto.
    Ed ecco, secondo me, dove sta il problema: l'uomo scimmia non parla e non pensa come l'uomo come lo intendiamo oggi, l'evoluzione ha portato l'uomo, anche attraverso le scoperte e il ragionamento ad essere quello che è. Grande incongruenza, questa, che lo porta ad abbandonare temi che sarebbero difficilmente spiegabili se uscissero dalle labbra di un uomo con la clava.
    E quindi questi temi spuntano fuori, e puntualmente vengono ignorati perchè troppo anacronistici.

    E se lui non avesse mai voluto, affrontare questi temi importanti? Magari è solo mia questa necessità tutta al femminile di vedere le profondità anche in una pzzanghera.
    Beh allora non starei che guardando solamente un pozzanghera, niente di interessante, solo due stelline.
    Ma ne diamo tre, perchè anche le pozzanghere hanno bisogno delle loro profondità!

    ha scritto il 

  • 0

    Il più grande uomo scimmia del pleistocene, è un libro carinissimo che fa divertire e nello stesso fa pensare.
    Se noi abbiamo tutte queste cose, è perché c'è stato qualcuno che si è buttato, a volte s ...continua

    Il più grande uomo scimmia del pleistocene, è un libro carinissimo che fa divertire e nello stesso fa pensare.
    Se noi abbiamo tutte queste cose, è perché c'è stato qualcuno che si è buttato, a volte si sbaglia a volte ci si azzecca, è così si arriva al progresso.
    È i flinstone in versione libresca 😊

    ha scritto il 

  • 0

    "Più tardi, Alexander e papà passarono insieme un sacco di tempo in un posto dove si alzava una parete di roccia liscia e verticale; di tanto in tanto, uno dei due tornava al fuoco per prendere un ram ...continua

    "Più tardi, Alexander e papà passarono insieme un sacco di tempo in un posto dove si alzava una parete di roccia liscia e verticale; di tanto in tanto, uno dei due tornava al fuoco per prendere un ramoscello carbonizzato. Quando provavamo ad avvicinarci per vedere cosa stavano facendo, ci cacciavano via. Ma qualche giorno dopo tornarono trionfanti alla caverna, gridando: « Adesso potete venire a vedere, tutti quanti! ». Ci precipitammo subito alla parete: e là, magnifico, a grandezza naturale, irsuto e fiero, si stagliava un enorme mammut nero! Le zie scapparono con grandi urla di terrore; i bambini schizzarono a rifugiarsi sugli alberi. Solo Oswald, Wilbur e io eravamo armati; e subito brandimmo le lance.
    « Dietro la punta dell'orecchio! Tirate, ragazzi, e si salvi chi può! » tuonò Oswald; ma il mammut, pur colpito dalla gragnuola, restò imperturbabile, mentre le lance gli rimbalzavano contro. Poi ci accorgemmo che papà e Alexander erano piegati in due dalle risate. « Non v'impressionate » disse papà. « Abbiamo soltanto stabilito un importante principio di psicologia». « Ma è proprio un mammut! » disse Oswald. « Giurerei che... ». « Che cosa? » domandò papà. « L 'ho visto muoversi! » farfugliò Oswald. « Esattamente » disse papà. « È l'ombra di un mammut » dissi io.
    « Ma il mammut dov'è? ».
    « Scommetto che l'abbiamo ferito » disse Oswald. « Su, seguiamone le tracce ».
    « La prossima volta, sarà meglio disegnare un'antilope » disse papà ad Alexander. « Questi cacciatori prendono tutto maledettamente sul serio ». Però poco dopo Oswald e io braccammo davvero un mammut, e riuscimmo ad abbatterlo! Era identico all'ombra: uguale sputato. E poi successe una cosa quanto mai significativa: l'ombra sulla parete sparì. Mi pareva strano, infatti, che potessimo mangiarci il mammut senza danneggiare l'ombra. Una mattina, dopo colazione, volli provare a tirarle una o due lance. Era una bella giornata, luminosa e fresca: la notte era piovuto, e adesso splendeva un Sole d'oro. L'ombra era scomparsa. Tornai indietro di corsa a dare la notizia. Papà si arrabbiò; non ci voleva credere, ma poi dovette riconoscere che avevo ragione.
    Restò lì a contemplare la nuda roccia per un'ora buona e poi disse: « C'è una spiegazione naturale semplicissima ».
    « È evidente, papà » dissi io. « L'ombra è finita nella nostra pancia insieme al mammut ».
    « Ernest, ragazzo mio, » disse papà « con una mente acuta come la tua chissà dove potrai arrivare. Troppo lontano, probabilmente. Va' a far lame di selce finché non ti dirò di smettere. Meglio non surriscaldare un cervello del genere »."

    ha scritto il 

  • 5

    Non è sicuramente, a livello letterario, un'opera da cinque stelle ma l'idea da cui si sviluppa questo libro è qualcosa di davvero unico nel suo genere. Il massimo dei voti per un libro "diverso" che ...continua

    Non è sicuramente, a livello letterario, un'opera da cinque stelle ma l'idea da cui si sviluppa questo libro è qualcosa di davvero unico nel suo genere. Il massimo dei voti per un libro "diverso" che si legge con il sorriso dall'inizio alla fine.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per