Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Di

Editore: Adelphi

3.9
(5265)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845915913 | Isbn-13: 9788845915918 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Traduttore: Carlo Brera

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
"Il libro che avete tra le mani è uno dei più divertenti degli ultimicinquecentomila anni. Detto così alla buona, è il racconto comico della scoperta e dell'uso, da parte di una famiglia di uomini estremamente primitivi, di alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via. È anche un modo di ricordarci che i problemi del progresso non sono cominciati con l'era atomica, ma con l'esigenza di cucinare senza essere cucinati e di mangiare senza essere mangiati." (Dalla presentazione di Terry Pratchett)
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  • 3

    Carino

    Sapete quando leggete (o vedete) qualcosa di non bruttissimo, ma neanche di bellissimo; quando leggete (o vedete) qualcosa di non orrendo, ma neanche di eccezionale [insomma avete capito].

    Ecco, l'agg ...continua

    Sapete quando leggete (o vedete) qualcosa di non bruttissimo, ma neanche di bellissimo; quando leggete (o vedete) qualcosa di non orrendo, ma neanche di eccezionale [insomma avete capito].

    Ecco, l'aggettivo è carino.
    2 stelle e mezzo, abbondando, 3.

    Strappa qualche sorrisetto con qualche battuta qua e là, ovvero come fa una cosa carina.
    Un tema abbastanza interessante, scritto abbastanza bene.

    Cambio: ABBASTANZA carino.

    (Insomma, se non avete di meglio da leggere per un giorno o due, è una lettura molto veloce che almeno vi farà passare un po' di tempo. Che sicuramente non vi sconvolgerà la vita.)

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei veramente affermare che ci si possa trovare di fronte al testo più divertente degli ultimi 500.000 mila anni, ma direi una bugia. L'umorismo domina all'inizio ma non alla fine, alla fine non si ...continua

    Vorrei veramente affermare che ci si possa trovare di fronte al testo più divertente degli ultimi 500.000 mila anni, ma direi una bugia. L'umorismo domina all'inizio ma non alla fine, alla fine non si ride più. Io almeno, ho provato un brivido sulla schiena. E' piuttosto una fiaba inquietante, una riflessione sul progresso, sulla meschinità e sui miti. Vorrei aggiungere che c'è poco da ridere; è la razza umana.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho riletto questo libro dopo qualche anno, e francamente devo dire che me lo ricordavo migliore. L'inizio è folgorante ma poi si perde un po', e anche il finale lascia un po' perplessi. Resta comunque ...continua

    Ho riletto questo libro dopo qualche anno, e francamente devo dire che me lo ricordavo migliore. L'inizio è folgorante ma poi si perde un po', e anche il finale lascia un po' perplessi. Resta comunque una lettura arguta e gradevole, con l'evoluzione, e anche un po' la natura umana raccontata in modo umoristico prendendo a prestito le vicende (e i dibattiti filosofici) di una famiglia del Pleistocene

    ha scritto il 

  • 3

    L'evoluzione..

    Ricordo che comprai questo libro durante i primi anni di liceo, per una lettura estiva imposta dalla prof. di italiano. Ora, studiando per l'esame di antropologia dell'università, mi è tornato in ment ...continua

    Ricordo che comprai questo libro durante i primi anni di liceo, per una lettura estiva imposta dalla prof. di italiano. Ora, studiando per l'esame di antropologia dell'università, mi è tornato in mente e sono andata a recuperarlo nella libreria, alquanto in buono stato. Per dieci anni, mi ero quasi dimenticata di averlo, e sicuramente non mi era passata nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di leggerlo di nuovo.
    L'altro giorno però, mi sono sentita incuriosita, forse perché sto trattando il tema o forse per svagarmi un po' dallo studio pressante del manuale antropologico..ed ecco qua!
    Meglio di quel che mi aspettassi o ricordassi! Una storia che fa davvero riflettere..sulla natura umana e sul vero concetto di evoluzione..ci saremo davvero evoluti? Oppure, come nel libro, le comunità ancestrali erano esattamente come noi, con qualche comodità in meno? Uno spunto davvero interessante su cui riflettere. Assolutamente.
    E comunque, ora sicuramente penserò più spesso al "più grande uomo scimmia del Pleistocene"!!

    ha scritto il 

  • 2

    Doveva essere il romanzo più divertente (uh, che iperbole) mai scritto, ma più di qualche sorriso nelle parti più ironiche non strappa. Il resto è noia. Simpatico quanto inutile viaggio nell'evoluzion ...continua

    Doveva essere il romanzo più divertente (uh, che iperbole) mai scritto, ma più di qualche sorriso nelle parti più ironiche non strappa. Il resto è noia. Simpatico quanto inutile viaggio nell'evoluzione dalla scimmia all'uomo, per dare un senso più profondo alle nemmeno 200 pagine potrei trovare facili analogie con il mondo in cui viviamo ora (fede nella scienza, progresso, evoluzione/involuzione, si stava meglio quando si stava peggio), ma questo ben che non mi farebbe ridere...

    ha scritto il 

  • 4

    "Il più grande uomo del pleistocene" ha un doppio livello di lettura: da un lato ci sono le avventure di un gruppo di uomini preistorici alla scoperta del mondo e, sotto la guida di un capo-orda parti ...continua

    "Il più grande uomo del pleistocene" ha un doppio livello di lettura: da un lato ci sono le avventure di un gruppo di uomini preistorici alla scoperta del mondo e, sotto la guida di un capo-orda particolarmente visionario, dei primi passi nella tecnologia e la scienza. Il racconto è divertente, reso ancora più ironico dal linguaggio forbito e intellettuale adoperato dai personaggi, che disquisiscono di filosofia sciorinando conoscenze tecniche, storiche e geografiche totalmente anacronistiche.

    Ma esiste anche un secondo livello di lettura, nel quale la discussione sui pro e i contro dell'utilizzo del fuoco si rivela una metafora dei dubbi e le domande che l'umanità si poneva nei primi anni dell'era atomica, nel periodo in cui cioè il libro è stato scritto. Il messaggio dell'autore è chiaro: non si può frenare il progresso, quello che oggi sembra pericoloso, domani diventerà uno strumento d'uso quotidiano, e rifiutandolo ci comporteremmo come degli scimmioni che preferiscono restare sugli alberi anziché raccogliere la sfida del futuro.

    Che dire? Quasi sessant'anni dopo il messaggio è ancora abbastanza attuale anche se l'ottimismo positivista degli anni del boom è stato sostituito da un giustificato catastrofismo ecologista e l'entusiasmo del capo-orda ha abbandonato anche i più accesi tecnocrati.

    Per il resto rimane un libro carino, divertente, godibile, che si chiude forse in una maniera un po' brusca. A questo proposito ci sarà sicuramente una chiave di lettura per spiegare la svolta finale: io non credo di averla colta fino in fondo ma boh, non modifica il giudizio complessivo sul romanzo che è e resta tutto sommato buono.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' lento, dal romanzo più divertente degli ultimi 500.000 anni mi aspettavo un po' più di ritmo. Comunque è molto breve e alla fine si legge piacevolmente.

    ha scritto il 

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