Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Di

Editore: Adelphi

3.9
(5221)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845971708 | Isbn-13: 9788845971709 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Brera

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il più grande uomo scimmia del Pleistocene?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
«Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni» ha scritto Terry Pratchett. È vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio «il più grande uomo scimmia del Pleistocene», a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta che non si riequilibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono «alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via», sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di «cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati». E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah... Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese.
Ordina per
  • 2

    Doveva essere il romanzo più divertente (uh, che iperbole) mai scritto, ma più di qualche sorriso nelle parti più ironiche non strappa. Il resto è noia. Simpatico quanto inutile viaggio nell'evoluzion ...continua

    Doveva essere il romanzo più divertente (uh, che iperbole) mai scritto, ma più di qualche sorriso nelle parti più ironiche non strappa. Il resto è noia. Simpatico quanto inutile viaggio nell'evoluzione dalla scimmia all'uomo, per dare un senso più profondo alle nemmeno 200 pagine potrei trovare facili analogie con il mondo in cui viviamo ora (fede nella scienza, progresso, evoluzione/involuzione, si stava meglio quando si stava peggio), ma questo ben che non mi farebbe ridere...

    ha scritto il 

  • 4

    "Il più grande uomo del pleistocene" ha un doppio livello di lettura: da un lato ci sono le avventure di un gruppo di uomini preistorici alla scoperta del mondo e, sotto la guida di un capo-orda parti ...continua

    "Il più grande uomo del pleistocene" ha un doppio livello di lettura: da un lato ci sono le avventure di un gruppo di uomini preistorici alla scoperta del mondo e, sotto la guida di un capo-orda particolarmente visionario, dei primi passi nella tecnologia e la scienza. Il racconto è divertente, reso ancora più ironico dal linguaggio forbito e intellettuale adoperato dai personaggi, che disquisiscono di filosofia sciorinando conoscenze tecniche, storiche e geografiche totalmente anacronistiche.

    Ma esiste anche un secondo livello di lettura, nel quale la discussione sui pro e i contro dell'utilizzo del fuoco si rivela una metafora dei dubbi e le domande che l'umanità si poneva nei primi anni dell'era atomica, nel periodo in cui cioè il libro è stato scritto. Il messaggio dell'autore è chiaro: non si può frenare il progresso, quello che oggi sembra pericoloso, domani diventerà uno strumento d'uso quotidiano, e rifiutandolo ci comporteremmo come degli scimmioni che preferiscono restare sugli alberi anziché raccogliere la sfida del futuro.

    Che dire? Quasi sessant'anni dopo il messaggio è ancora abbastanza attuale anche se l'ottimismo positivista degli anni del boom è stato sostituito da un giustificato catastrofismo ecologista e l'entusiasmo del capo-orda ha abbandonato anche i più accesi tecnocrati.

    Per il resto rimane un libro carino, divertente, godibile, che si chiude forse in una maniera un po' brusca. A questo proposito ci sarà sicuramente una chiave di lettura per spiegare la svolta finale: io non credo di averla colta fino in fondo ma boh, non modifica il giudizio complessivo sul romanzo che è e resta tutto sommato buono.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' lento, dal romanzo più divertente degli ultimi 500.000 anni mi aspettavo un po' più di ritmo. Comunque è molto breve e alla fine si legge piacevolmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo strepitoso, schizzato in cima alla classifica delle letture annuali.
    L'autore immagina una comunità di uomini primitivi dotati della facoltà di pensiero di un uomo moderno. Ne vengono fuori ...continua

    Un romanzo strepitoso, schizzato in cima alla classifica delle letture annuali.
    L'autore immagina una comunità di uomini primitivi dotati della facoltà di pensiero di un uomo moderno. Ne vengono fuori delle frasi e dei ragionamenti spassosissimi. Il libro oltre che divertente è istruttivo e spinge ad immaginare come vivevano i nostri progenitori, quando TUTTO doveva ancora essere scoperto e inventato.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Una divertente idea di fondo portata bene avanti

    E se gli uomini scimmia preistorici avessero affrontato le più grandi rivoluzioni della loro epoca (il fuoco, la caccia eccetera) con cognizione di causa, sapendo qual'era il loro posto nella storia? ...continua

    E se gli uomini scimmia preistorici avessero affrontato le più grandi rivoluzioni della loro epoca (il fuoco, la caccia eccetera) con cognizione di causa, sapendo qual'era il loro posto nella storia? Da questa semplice idea viene fuori un gradevole libro sci-fi (difficile poterlo catalogare altrimenti), in cui il più classico British Humor la fa da padrone.
    I dialoghi anacronistici sono contemporaneamente il punto di forza e di debolezza del libro, che risulterà più o meno interessante a seconda del tipo di lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    E' il racconto ironico (divertente è eccessivo) dell'evoluzione umana nel corso del Pleistocene partendo dalla discesa dagli alberi, a cui i conservatori come lo zio Vania non vogliono rinunciare per ...continua

    E' il racconto ironico (divertente è eccessivo) dell'evoluzione umana nel corso del Pleistocene partendo dalla discesa dagli alberi, a cui i conservatori come lo zio Vania non vogliono rinunciare per non rovinare l'equilibrio della natura, passando per l'acquisita capacità di creare il fuoco e quindi tutte le conseguenti modifiche che hanno portato al Neolitico. Il protagonista, Edward, è l'innovatore, l'uomo paleolitico proiettato verso il futuro che si esprime come un professore di Oxford e che per nulla al mondo rinuncerebbe al progresso.
    La trama, condita con British humour e con anacronismi lessicali che strappano il sorriso, è in realtà il pretesto per indurre ad una riflessione sull'uso che l'uomo fa o può fare del progresso

    "Miei cari fate che il vostro motto sia di lasciare il mondo un po' migliore di come l'avete trovato e di dare ai vostri figli condizioni di partenza un po' migliori di quelle che avete avuto voi. Non contate sugli altri. Vivete come se l'intero futuro dell'umanità dipendesse dal vostro impegno; in fondo, potrebbe anche darsi! Sono tempi critici, questi, molto critici. La padronanza del fuoco non è che un inizio; devono esserci pensiero, pianificazione, organizzazione, per poter edificare su queste fondamenta. Dopo le scienze naturali, le scienze sociali!(..) Pensateci miei cari!Dubito che vivrò tanto a lungo, ma voi, forse, potrete vederla...la gloriosa età dell'oro, ricompensa di tutte le nostre fatiche: essere umani, essere finalmente Homo sapiens!"

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per