Il piacere

Di

Editore: Mondadori Scuola

3.7
(5735)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 539 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 882470042X | Isbn-13: 9788824700429 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Federico Ronconi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1889, questo romanzo affonda le proprie radici nella società decadente di fine secolo. Ambientato a Roma, narra gli amori e le avventure mondane del giovane Andrea Sperelli. Poeta, pittore, ma soprattutto raffinato artefice di piacere, Andrea è però tormentato dal ricordo di una relazione complicata, troncata bruscamente, che non riesce a dimenticare.
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  • 2

    Racconto dettagliato all'estremo

    Per certi versi è un bel romanzo, le descrizioni troppo dettagliate ed enfatizzate fino all'estremo sono ciò che fanno questo romanzo qualcosa che a tratti intrappola il lettore, anche se io non appre ...continua

    Per certi versi è un bel romanzo, le descrizioni troppo dettagliate ed enfatizzate fino all'estremo sono ciò che fanno questo romanzo qualcosa che a tratti intrappola il lettore, anche se io non apprezzato questo modo di scrivere, un misto di prosa e poesia che difficilmente mi rapisce. Le fatiche amorose di Andrea Sperelli sono al centro di questo romanzo, ma non credo che interessino molto l'uomo contemporaneo... poteva forse interessare l'uomo di cento anni fa...

    "Credete voi che ci sia più nobiltà d'animo e di arte ad immaginare in una sola unica donna tutto l'Eterno feminino, oppure che un uomo di spiriti sottili ed intensi debba percorrere tutte le labbra che passano, come le note d'un clavicembalo, finché trovi l'Ut gaudioso?"

    ha scritto il 

  • 3

    Odi et amo

    Il piacere di d'Annunzio è il romanzo del decadentismo e estetismo italiano per eccellenza. Penso che le reazioni che la lettura di questo romanzo puo provocare siano fondamentalmente 2 : amore e odio ...continua

    Il piacere di d'Annunzio è il romanzo del decadentismo e estetismo italiano per eccellenza. Penso che le reazioni che la lettura di questo romanzo puo provocare siano fondamentalmente 2 : amore e odio. Amore, per una prosa estremamente avvolgente e preziosa che mira a descrivere ogni particolare nella maniera più esaustiva possibile , quasi estenuando il lettore per la sua ampollosità, dall'altra odio per le descrizioni interminabili e l'estrema teatralità della realtà rappresentata. Insomma anche uno sguardo semplice che potrebbe essere liquidato tranquillamente in due righe ,in d'Annunzio diventa una descrizione intermnabile. Io personalmente non sono riuscita a portarlo a termine , ma comunque resta un capolavoro di arte retorica del linguaggio che rispecchia l'ideale alto di vita che Andrea Sperelli vorrebbe vivere ovvero per dirla alle sue parole "fare della propria vita un'opera d'arte": egli cerca di trarre piacere da ogni manifestazione dell'esistenza ,che si rivela però sempre e comunque un piacere effimero e transitorio destinato a finire.Forse questo è il vero dramma che in filigrana emerge dietro alla vita aurea e tesa verso la ricerca del piacere condotta da Andrea.

    ha scritto il 

  • 3

    "Egli mi conquista l'intelletto e l'anima, ogni giorno più, ogni ora più, senza tregua contro la mia volontà, contro la mia resistenza. Le sue parole, i suoi sguardi, i suoi gesti, i suoi minimi moti ...continua

    "Egli mi conquista l'intelletto e l'anima, ogni giorno più, ogni ora più, senza tregua contro la mia volontà, contro la mia resistenza. Le sue parole, i suoi sguardi, i suoi gesti, i suoi minimi moti entrano nel mio cuore."
    Lettura coinvolgente ma a tratti un po noiosa. Devo ammettere però che mi ha appassionata. D'Annunzio, un po come Andrea Sperelli, o lo si odia o lo si ama. Fortunatamente o sfortunatamente, io li amo entrambi!

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che si incentra soprattutto sulle descrizioni, più che sulle azioni; nonostante questo possa sembrare un difetto, io le ho trovate molto evocative e piacevoli da leggere

    ha scritto il 

  • 3

    finalmente riesco a parlare di Gabriele D'Annunzio e del suo "Il piacere" .....
    Ho dei sentimenti contrastanti per questo libro perché tutta la prima parte del libro mi era risultata lenta, c'erano p ...continua

    finalmente riesco a parlare di Gabriele D'Annunzio e del suo "Il piacere" .....
    Ho dei sentimenti contrastanti per questo libro perché tutta la prima parte del libro mi era risultata lenta, c'erano passaggi che non riuscivo a comprendere, sembrava che mancasse sempre qualcosa, forse era dovuto anche dal modo di scrittura, fatto sta che mi ha portato a pensare: " che delusione, un classico della letteratura italiana che non si capisce quello che c'è scritto". Poi si apre la seconda parte del libro ed inizio ad appassionarmi: la storia inizia a prendere una piega diversa, decisamente migliore, se ne incomincia a capire il senso.
    Il titolo fa pensare subito ad un amore irrinunciabile, irrefrenabile, ed infatti altro non è che abitudine, vizio, necessità, rispecchia in maniera logica il carattere del protagonista: un perfetto dandy che si trova all'interno di una Roma aristocratica, arrogante e priva di valori concreti.
    La differenza di piacere verso le due donne protagoniste è ben diverso visibile anche dal fatto che Elena rispecchia perfettamente la società di quel tempo, mentre Maria sembra uscita da una nuova era, dolce e appassionata che si innamora realmente del protagonista ma che viene sempre frenata dal vortice della società stessa che sembra non appartenerle.
    È inutile dire che ho preferito la seconda protagonista anche perché la prima , nonostante sia il piacere primario per il protagonista, viene descritta in maniera superficiale come superficiale è il suo carattere e il suo "piacere" verso Andrea Sperelli e devo dire che forse il finale è anche un pò meritato, non poteva terminare in maniera diversa.
    Devo dire che leggere autori come questo fuori dal contesto scolastico è del tutto diverso: hai un approccio più maturo e unico, personale.
    Bella lettura!!!!!

    ha scritto il 

  • 2

    Nulla togliendo a D'annunzio, sarà pure un grande autore ma questo libro è una tortura, il beautiful del secolo scorso.
    Va apprezzata la grandissima cultura artistica che D'annunzio ci sbatte letteral ...continua

    Nulla togliendo a D'annunzio, sarà pure un grande autore ma questo libro è una tortura, il beautiful del secolo scorso.
    Va apprezzata la grandissima cultura artistica che D'annunzio ci sbatte letteralmente in faccia.

    ha scritto il 

  • 4

    un Piacere leggerlo..

    Il Piacere è un libro straordinario. Lettura leggera, piacevole, scorrevole. Il modo di scrivere di D'Annunzio è inspiegabile, ti porta proprio lì vicino a quel fiore, in quella piazza, in quel giardi ...continua

    Il Piacere è un libro straordinario. Lettura leggera, piacevole, scorrevole. Il modo di scrivere di D'Annunzio è inspiegabile, ti porta proprio lì vicino a quel fiore, in quella piazza, in quel giardino, in ogni luogo che racconta con una minuziosità e semplicità fuori dal comune. E' una storia bellissima piena di romanticismo, eros, passione e piena delle problematiche inesorabili che derivano proprio da questi fattori. Andrea Sperelli è un esteta, cultore del bello, sempre alla ricerca del massimo gaudio in ogni attimo, che vive in una spattacolare e luminosa Roma di fine 800. Il Piacere è un mare immenso, dove di continuo c'è un alternarsi di calma piatta a volte noiosa e subito dopo uno tsunami di emozioni improvvise che ti catturano, e ti portano a zonzo nel mare tempestoso di queste pagine. E il bello è che questo mare non da nessun segno premonitore della tempesta imminente, si agita all'improvviso, e se non stai attento in quelle calme piatte rischi poi di affogare in quel turbinio improvviso, terribile e straordinario di emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Dico subito che nel complesso mi è molto piaciuto. Bella la prosa e bello scoprire termini della nostra lingua che non si usano più. La vita di Andrea Sperelli è tutta volta a cogliere il piacere, si ...continua

    Dico subito che nel complesso mi è molto piaciuto. Bella la prosa e bello scoprire termini della nostra lingua che non si usano più. La vita di Andrea Sperelli è tutta volta a cogliere il piacere, sia esso dato da oggetti, dalla natura e anche dalle persone. Capace di fingere sentimenti che non prova per trarre piacere dalla conquista. Forse incapace di amare altri al di fuori di se stesso, ma allo stesso tempo patisce le pene amorose quando la preda gli sfugge. Mi ha molto colpito la sovrapposizione delle due donne; ama Elena, ma anche Maria, le due si somigliano apparentemente, nei gesti, nella voce, ma sono così diverse. Maria è pura, romantica, ha bisogno di “Carezze buone”, di parole dolci e poetiche, è gelosa e a volte sospetta di lui, ma fino alla fine gli si dà completamente. Elena è molto simile a Sperelli, fa quello che vuole; finchè dura la sua attrazione non si risparmia, ma è pronta all’abbandono quando le conviene senza provare rimorso, anzi giocando coi presunti sentimenti di Andrea. Egli riesce a mascherare fino alla fine questo doppio amore, è cosciente di ingannare Maria, ma ha bisogno di lei per avere la sensazione di possedere l’altra che gli sfugge. E’ bello passeggiare per le vie e le piazze di Roma, D’Annunzio ti accompagna e fa da cicerone descrivendo la bellezza della città eterna e i suoi tesori in maniera mirabile. Alcuni capitoli li ho trovati un po’ noiosi, ma altri , come la corsa dei cavalli, il duello o l’asta di beneficenza sono pieni di azione, divertenti e coinvolgenti. Certo descrive un ambiente agiato, di gente che non ha nulla da fare se non presiedere a ricevimenti, colazioni eleganti e concerti, qui la povera gente non esiste, e quindi è facile cadere nella noia o avere una visione distorta delle cose, ma questa condizione non impedisce la sofferenza anche per piccole cose, per dettagli che sfuggono all’uomo comune. Nonostante la mia istintiva ritrosia per il Vate, devo ammettere che mi è piaciuto.

    ha scritto il 

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