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Il piacere

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

3.7
(5674)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842518123 | Isbn-13: 9788842518129 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1889, questo romanzo affonda le proprie radici nella societàdecadente di fine secolo. Ambientato a Roma, narra gli amori e le avventuremondane del giovane Andrea Sperelli. Poeta, pittore, ma soprattutto raffinatoartefice di piacere, Andrea è però tormentato dal ricordo di una relazionecomplicata, troncata bruscamente, che non riesce a dimenticare.
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  • 3

    "Egli mi conquista l'intelletto e l'anima, ogni giorno più, ogni ora più, senza tregua contro la mia volontà, contro la mia resistenza. Le sue parole, i suoi sguardi, i suoi gesti, i suoi minimi moti ...continua

    "Egli mi conquista l'intelletto e l'anima, ogni giorno più, ogni ora più, senza tregua contro la mia volontà, contro la mia resistenza. Le sue parole, i suoi sguardi, i suoi gesti, i suoi minimi moti entrano nel mio cuore."
    Lettura coinvolgente ma a tratti un po noiosa. Devo ammettere però che mi ha appassionata. D'Annunzio, un po come Andrea Sperelli, o lo si odia o lo si ama. Fortunatamente o sfortunatamente, io li amo entrambi!

    ha scritto il 

  • 3

    finalmente riesco a parlare di Gabriele D'Annunzio e del suo "Il piacere" .....
    Ho dei sentimenti contrastanti per questo libro perché tutta la prima parte del libro mi era risultata lenta, c'erano p ...continua

    finalmente riesco a parlare di Gabriele D'Annunzio e del suo "Il piacere" .....
    Ho dei sentimenti contrastanti per questo libro perché tutta la prima parte del libro mi era risultata lenta, c'erano passaggi che non riuscivo a comprendere, sembrava che mancasse sempre qualcosa, forse era dovuto anche dal modo di scrittura, fatto sta che mi ha portato a pensare: " che delusione, un classico della letteratura italiana che non si capisce quello che c'è scritto". Poi si apre la seconda parte del libro ed inizio ad appassionarmi: la storia inizia a prendere una piega diversa, decisamente migliore, se ne incomincia a capire il senso.
    Il titolo fa pensare subito ad un amore irrinunciabile, irrefrenabile, ed infatti altro non è che abitudine, vizio, necessità, rispecchia in maniera logica il carattere del protagonista: un perfetto dandy che si trova all'interno di una Roma aristocratica, arrogante e priva di valori concreti.
    La differenza di piacere verso le due donne protagoniste è ben diverso visibile anche dal fatto che Elena rispecchia perfettamente la società di quel tempo, mentre Maria sembra uscita da una nuova era, dolce e appassionata che si innamora realmente del protagonista ma che viene sempre frenata dal vortice della società stessa che sembra non appartenerle.
    È inutile dire che ho preferito la seconda protagonista anche perché la prima , nonostante sia il piacere primario per il protagonista, viene descritta in maniera superficiale come superficiale è il suo carattere e il suo "piacere" verso Andrea Sperelli e devo dire che forse il finale è anche un pò meritato, non poteva terminare in maniera diversa.
    Devo dire che leggere autori come questo fuori dal contesto scolastico è del tutto diverso: hai un approccio più maturo e unico, personale.
    Bella lettura!!!!!

    ha scritto il 

  • 2

    Nulla togliendo a D'annunzio, sarà pure un grande autore ma questo libro è una tortura, il beautiful del secolo scorso.
    Va apprezzata la grandissima cultura artistica che D'annunzio ci sbatte letteral ...continua

    Nulla togliendo a D'annunzio, sarà pure un grande autore ma questo libro è una tortura, il beautiful del secolo scorso.
    Va apprezzata la grandissima cultura artistica che D'annunzio ci sbatte letteralmente in faccia.

    ha scritto il 

  • 4

    un Piacere leggerlo..

    Il Piacere è un libro straordinario. Lettura leggera, piacevole, scorrevole. Il modo di scrivere di D'Annunzio è inspiegabile, ti porta proprio lì vicino a quel fiore, in quella piazza, in quel giardi ...continua

    Il Piacere è un libro straordinario. Lettura leggera, piacevole, scorrevole. Il modo di scrivere di D'Annunzio è inspiegabile, ti porta proprio lì vicino a quel fiore, in quella piazza, in quel giardino, in ogni luogo che racconta con una minuziosità e semplicità fuori dal comune. E' una storia bellissima piena di romanticismo, eros, passione e piena delle problematiche inesorabili che derivano proprio da questi fattori. Andrea Sperelli è un esteta, cultore del bello, sempre alla ricerca del massimo gaudio in ogni attimo, che vive in una spattacolare e luminosa Roma di fine 800. Il Piacere è un mare immenso, dove di continuo c'è un alternarsi di calma piatta a volte noiosa e subito dopo uno tsunami di emozioni improvvise che ti catturano, e ti portano a zonzo nel mare tempestoso di queste pagine. E il bello è che questo mare non da nessun segno premonitore della tempesta imminente, si agita all'improvviso, e se non stai attento in quelle calme piatte rischi poi di affogare in quel turbinio improvviso, terribile e straordinario di emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Dico subito che nel complesso mi è molto piaciuto. Bella la prosa e bello scoprire termini della nostra lingua che non si usano più. La vita di Andrea Sperelli è tutta volta a cogliere il piacere, si ...continua

    Dico subito che nel complesso mi è molto piaciuto. Bella la prosa e bello scoprire termini della nostra lingua che non si usano più. La vita di Andrea Sperelli è tutta volta a cogliere il piacere, sia esso dato da oggetti, dalla natura e anche dalle persone. Capace di fingere sentimenti che non prova per trarre piacere dalla conquista. Forse incapace di amare altri al di fuori di se stesso, ma allo stesso tempo patisce le pene amorose quando la preda gli sfugge. Mi ha molto colpito la sovrapposizione delle due donne; ama Elena, ma anche Maria, le due si somigliano apparentemente, nei gesti, nella voce, ma sono così diverse. Maria è pura, romantica, ha bisogno di “Carezze buone”, di parole dolci e poetiche, è gelosa e a volte sospetta di lui, ma fino alla fine gli si dà completamente. Elena è molto simile a Sperelli, fa quello che vuole; finchè dura la sua attrazione non si risparmia, ma è pronta all’abbandono quando le conviene senza provare rimorso, anzi giocando coi presunti sentimenti di Andrea. Egli riesce a mascherare fino alla fine questo doppio amore, è cosciente di ingannare Maria, ma ha bisogno di lei per avere la sensazione di possedere l’altra che gli sfugge. E’ bello passeggiare per le vie e le piazze di Roma, D’Annunzio ti accompagna e fa da cicerone descrivendo la bellezza della città eterna e i suoi tesori in maniera mirabile. Alcuni capitoli li ho trovati un po’ noiosi, ma altri , come la corsa dei cavalli, il duello o l’asta di beneficenza sono pieni di azione, divertenti e coinvolgenti. Certo descrive un ambiente agiato, di gente che non ha nulla da fare se non presiedere a ricevimenti, colazioni eleganti e concerti, qui la povera gente non esiste, e quindi è facile cadere nella noia o avere una visione distorta delle cose, ma questa condizione non impedisce la sofferenza anche per piccole cose, per dettagli che sfuggono all’uomo comune. Nonostante la mia istintiva ritrosia per il Vate, devo ammettere che mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra il 1885 e il 1887 il giovane nobile romano Andrea Sperelli, prima di allora del tutto dedito alla mondanità, vive due passioni travolgenti per Elena e Maria. Ne uscirà prostrato, e probabilmente p ...continua

    Tra il 1885 e il 1887 il giovane nobile romano Andrea Sperelli, prima di allora del tutto dedito alla mondanità, vive due passioni travolgenti per Elena e Maria. Ne uscirà prostrato, e probabilmente pronto per le amarezze dell'età adulta.
    Devo al programma scolastico ministeriale l'essermi allontanato dalla lettura di questo splendido romanzo per circa una trentina d'anni. Ai tempi della scuola non mi veniva voglia di leggere un autore che più o meno immaginavo come un intrepido lanciatore di volantini, salvo impiegare il proprio tempo libero a scrivere poesie perfettamente adatte all'eserciziario del manuale di retorica (es. La pioggia nel pineto).
    Così per molti anni mi sono perso il ritratto di uno splendido campione del XXI secolo (non ho sbagliato a scrivere, prendiamo ad esempio questo suo pensiero: "Domani, certo, ricomincerò. Io sono camaleontico, chimerico, incoerente, inconsistente. Qualunque mio sforzo verso l'unità riuscirà sempre vano. Bisogna omai ch'io mi rassegni. La mia legge è in una parola: NUNC. Sia fatta la volontà della legge"), le immagini da una Roma ancora più incantevole di quella della Grande Bellezza, una prosa semplicemente sontuosa. Non fate come me, leggetelo non appena vi parrà di avere una minima pratica del mestiere di vivere.
    P.S. per gli insegnanti in ascolto: levatelo quindi dalle letture scolatiche estive, e per lo stesso motivo levate anche Madame Bovary.

    ha scritto il 

  • 3

    Il Piacere di Gabriele D'Annunzio, oggetto alle volte delle critiche più velenose, rimane uno di quei classici moderni che è vietato non leggere. Non fosse altro che la raffinatezza e la musicalità de ...continua

    Il Piacere di Gabriele D'Annunzio, oggetto alle volte delle critiche più velenose, rimane uno di quei classici moderni che è vietato non leggere. Non fosse altro che la raffinatezza e la musicalità della prosa dello scrittore pescarese ci immergono in una Roma senza tempo, ci guidano attraverso i suoi vicoli, ci accompagnano lungo la ripida scalinata di Trinità dei Monti, ci avvolgono nella luce vespertina che penetra attraverso le finestre della casa di Andrea Sperelli. È proprio in questa opulenza, che sembra ritardare la decadenza del secolo ormai alle porte (era il 1889 quando questo romanzo faceva la sua comparsa tra le fila di quella borghesia tanto dispregiata dal nostro Principe di Montenevoso), si consuma il dissidio intimo del superuomo, che ora si trascina, peccaminoso, nella voluttà della passione, ora tende alla spiritualità più pura. Da una parte, Elena, la femme fatale; dall'altra Maria, la Madonna virginea.
    La capacità di D'Annunzio sta in questo: raccontare, attraverso la più scabra delle trame, i movimenti interiori, le pulsioni, le angosce, gli aneliti, le contraddizioni non soltanto del protagonista, bensì dell'autore stesso. Del resto, come dichiara Andrea Sperelli alias Gabriele D'Annunzio, "io sono camaleontico, chimerico, incoerente, inconsistente". Colori, immagini, parole e musica che soltanto la scrittura di un poeta è in grado di trasmettere nelle righe di un romanzo, improvvisamente si adageranno sul fondo del vostro cuore, non senza quel sapore amaro che accompagna ogni prelibatezza letteraria.
    Ossian

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto tato da poter arrivare alla fine.
    Trovo che la poetica sia alta e luminosa, che il susseguirsi delle parole un bel viaggio nella lingua italiana. Certo un gran bel libro.
    Poco ho amato i ...continua

    Mi è piaciuto tato da poter arrivare alla fine.
    Trovo che la poetica sia alta e luminosa, che il susseguirsi delle parole un bel viaggio nella lingua italiana. Certo un gran bel libro.
    Poco ho amato invece i protagonisti presi in questo gorgo di dominio, sudditanza e piacere. Ma si sa, ognuno è figlio della propria epoca e della propria appartenenza di classe. Una classe inutile e dannosa questa descritta.

    ha scritto il 

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