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Il piacere (1888-89)

Di

3.7
(5586)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 432 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 881704671X | Isbn-13: 9788817046718 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mi è piaciuto tato da poter arrivare alla fine.
    Trovo che la poetica sia alta e luminosa, che il susseguirsi delle parole un bel viaggio nella lingua italiana. Certo un gran bel libro.
    Poco ho amato i ...continua

    Mi è piaciuto tato da poter arrivare alla fine.
    Trovo che la poetica sia alta e luminosa, che il susseguirsi delle parole un bel viaggio nella lingua italiana. Certo un gran bel libro.
    Poco ho amato invece i protagonisti presi in questo gorgo di dominio, sudditanza e piacere. Ma si sa, ognuno è figlio della propria epoca e della propria appartenenza di classe. Una classe inutile e dannosa questa descritta.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Un libro, senza dubbio tra i miei preferiti, colmo di raffinatezza e virtuosismi stilistici, di descrizioni dettagliate e riferimenti colti. Una vera e propria opera d'arte, soprattutto per quanto rig ...continua

    Un libro, senza dubbio tra i miei preferiti, colmo di raffinatezza e virtuosismi stilistici, di descrizioni dettagliate e riferimenti colti. Una vera e propria opera d'arte, soprattutto per quanto riguarda la forma. Per leggerlo armatevi di pazienza e dizionario.

    ha scritto il 

  • 3

    Se volete capire qualcosa di come ragiona o parla D'Annunzio, dovete assolutamente leggere "Il Piacere". Conserva in se tutta l'ideologia del tempo, i costumi, le maniere e soprattutto i pensieri e gl ...continua

    Se volete capire qualcosa di come ragiona o parla D'Annunzio, dovete assolutamente leggere "Il Piacere". Conserva in se tutta l'ideologia del tempo, i costumi, le maniere e soprattutto i pensieri e gli amori dell'epoca. Perchè Andrea Sperelli racchiude in se più Gabriele di quanto un qualsiasi romanziere sia riuscito prima, con la sua pomposità, i suoi modi raffinati e i suoi amori appassionati.

    ha scritto il 

  • 5

    Andrea è il Piacere

    Fin dalle prime pagine, le parole e il suono che esse stesse producevano una volta pronunciate a bassa voce nella mia mente, hanno lasciato in me una bellissima sensazione. Ogni singola parola si trov ...continua

    Fin dalle prime pagine, le parole e il suono che esse stesse producevano una volta pronunciate a bassa voce nella mia mente, hanno lasciato in me una bellissima sensazione. Ogni singola parola si trova al posto giusto e i termini utilizzati da D'Annunzio sono sublimi.
    Sono certa di aver percepito questa storia come se l'avessi vissuta davvero. A libro chiuso era come se avessi incontrato Andrea, in compagnia di Maria, in uno splendido paesaggio della Roma del 1800, e avessi visto nei suoi occhi il bisogno inconfessabile e incessabile di Elena.
    La descrizione, sia dei paesaggi che delle vicende e delle storie d'amore, è elaborata ma comprensibile, al punto di riuscire ad immaginare con facilità i particolari descritti dall'autore senza perdersi o annoiarsi.
    Per quanto il personaggio di Andrea sia egocentrico e da perfetto esteta, ha catturato la mia attenzione in modo stuzzicante. Certo, non è un ottimo esempio da seguire, ma senza il suo comportamento sono certa che non ci sarebbe stato nessun "piacere

    ha scritto il 

  • 5

    Divina Roma, divino Gabriele!

    Riletto dopo quasi vent’anni, questo romanzo conserva intatto tutto il suo fascino.
    Gabriele d’Annunzio, nella giusta considerazione della sua arte e dell’epoca cui apparteneva, rimane un grande maest ...continua

    Riletto dopo quasi vent’anni, questo romanzo conserva intatto tutto il suo fascino.
    Gabriele d’Annunzio, nella giusta considerazione della sua arte e dell’epoca cui apparteneva, rimane un grande maestro di scrittura e di stile nella poesia come nella prosa. Mirabile la caratterizzazione dei personaggi, voluttuose le descrizioni delle alcove degli amanti, impietose quelle dell’aristocrazia di fin de siècle, decadente e annoiata dalle proprie miserie morali.
    Al pari di Andrea Sperelli, Roma è l’altra grande protagonista di queste pagine: con le sue piazze e fontane, i suoi palazzi storici, le vedute dal Pincio, i suoi tramonti e le notti d’infinite malinconiche stagioni, la struggente bellezza dei paesaggi dell’anima… Divina Roma!
    Chi li cerca, può trovarli ancora lì, quegli stessi luoghi, sebbene appesantiti dal tempo e dai frastuoni dell’oggi, ma pur sempre immersi nella poesia della città eterna.

    ha scritto il 

  • 2

    Il plot de "Il Piacere" può riassumersi in due righe: il Conte Andrea Sperelli cerca di dimenticare la sua precedente amante, Elena, rifugiatasi in un matrimonio di interesse dalle sue disgrazie econo ...continua

    Il plot de "Il Piacere" può riassumersi in due righe: il Conte Andrea Sperelli cerca di dimenticare la sua precedente amante, Elena, rifugiatasi in un matrimonio di interesse dalle sue disgrazie economiche, con Maria, moglie di un ministro del Guatemala, ma non ci riesce e manda tutto in vacca.

    Tutto il resto è orpello, strati e strati di prosa esteticheggiante che mandano rapidamente in saturazione il lettore, anche perché D'Annunzio sembra più interessato a trasmettere messaggi erotici al pubblico femminile che a portare avanti la storia. Per tirare su la baracca non bastano quei due o tre scambi salaci tra i pettegoli personaggi secondari, sfaccendati aristocratici che passano il tempo tra una corsa a cavallo, un'asta di oggetti d'arte, un duello, un incontro mondano e una saltata di gonnelle e presto l'indicatore volge alla noia.

    Giudizio finale: invecchiatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Per chi vuole entrare nella mente di un narcisista patologico

    Meglio di qualsiasi trattato di psichiatria, dove c'è troppa teoria.

    Qui ne abbiamo due esempi pratici (forse anche tre con Elena Muti).

    Uno è il protagonista, Andrea Sperelli, le sue azioni parlano d ...continua

    Meglio di qualsiasi trattato di psichiatria, dove c'è troppa teoria.

    Qui ne abbiamo due esempi pratici (forse anche tre con Elena Muti).

    Uno è il protagonista, Andrea Sperelli, le sue azioni parlano da sole, ma è il fluire dei suoi pensieri la parte migliore.
    "Le amanti dovevano rimaner fedeli in eterno alla sua infedeltà. Questo era il suo sogno orgoglioso." SPATAPEM!

    L'altro è l'autore e il suo stile. E' magnifico, e lo sa, e quanto gli piace! Capisco da dove nascono le leggende metropolitane sulle costole rimosse: onanismo intellettuale è troppo poco!

    C'è molta bellezza, questo è certo, ma c'è troppa roba sopra. Appesantisce.

    http://www.youtube.com/watch?v=3Tw1tc7etVI

    ha scritto il 

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