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Il piacere di leggere e come non ucciderlo

Come imparare a leggere con i bambini e i ragazzi

Di

Editore: Sonda

3.9
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Altri

Isbn-10: 8871064445 | Isbn-13: 9788871064444 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Education & Teaching

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Descrizione del libro
Secondo l'autore, che alla scrittura e alla critica letteraria ha dedicato tutta la sua vita, ogni bambino, imparando a leggere e a parlare dei libri che legge a scuola, potrà conservare insieme sia l'amore per la lettura che la capacità di comunicare. Partendo da questo presupposto, l'autore presenta un metodo che ogni insegnante può applicare adattandolo ai propri allievi e ogni genitore ai propri figli: informazioni pratiche per condurre un incontro a scuola; tecniche e suggerimenti per guidare i bambini ad esprimersi nel modo migliore; i diversi criteri di scelta delle letture; domande, argomenti e frasi chiave per avviare la lettura e coinvolgere i non lettori.
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  • 4

    L’approccio Chambers per allevare lettori consapevoli

    Il manuale, introdotto da Livio Sossi e tradotto e curato da Maria Pia Alignani, illustra e porta in Italia l’approccio alla lettura dello scrittore e studioso inglese Aidan Chambers, denominato Tell me (‘dimmi’). Si tratta di un insieme di strategie per coinvolgere i giovani lettori (sopr ...continua

    Il manuale, introdotto da Livio Sossi e tradotto e curato da Maria Pia Alignani, illustra e porta in Italia l’approccio alla lettura dello scrittore e studioso inglese Aidan Chambers, denominato Tell me (‘dimmi’). Si tratta di un insieme di strategie per coinvolgere i giovani lettori (soprattutto bambini di scuola elementare e media, ma applicabile a tutti gli ordini scolastici e anche agli adulti) nel piacere di leggere e di parlare dei libri letti insieme ad altri, perché la costruzione del significato di un testo è una questione collettiva, che si costruisce insieme e che è sempre diversa a seconda del contesto e delle persone che si trovano a discutere: «Chambers dunque esamina l’atto del leggere e individua nel concetto di condivisione l’essenza e la peculiarità di tale atto. Leggere insieme, sotto la guida di un docente o adulto “facilitatore”, è condividere un percorso di conoscenza e apprendimento che porta alla consapevolezza del sistema di significati: “il significato di una storia emerge dalla conversazione”» (dall’introduzione di Livio Sossi, p. 12).

    È un libro prezioso e per certi versi illuminante, per chi si occupa di formazione e di insegnamento, che dimostra come sia possibile adottare un approccio coinvolgente ed efficace, lasciando la scena ai bambini e ai ragazzi e all’espressione dei loro pensieri, guidata sapientemente e in modo non invadente dall’adulto facilitatore, in piena coerenza con la teoria di Vygotskij della zona di sviluppo prossimale. E tutto senza ricadere nell’uso delle classiche schede didattiche che tanto scoraggiano gli allievi e li allontanano dal piacere di leggere, invece di legarli sempre più alla pagina scritta. Ancora Sossi (p. 14): «Chambers non richiede e non propone ai lettori o agli alunni una chiosa o un commento sulle letture, che inevitabilmente li allontanerebbero dal libro e finirebbero per connotare negativamente l’esperienza del leggere. Il suo approccio non ha niente a che vedere con le schede, gli apparati didattici, le verifiche di comprensione della lettura che purtroppo vengono proposti ancora da troppi editori, soprattutto di scolastica, e che non riguardano solo la narrativa per la scuola media ma anche quella per la scuola elementare. La discussione che si anima intorno alle letture è una discussione libera e non obbligata. Ciò che è importante è lasciare il lettore libero di esprimere qualsiasi pensiero sul testo in discussione». Aggiungerei: con la guida accorta dell’adulto facilitatore, che conosce assai bene il testo e può così proporre i giusti stimoli affinché la discussione tocchi i nodi fondamentali del testo.

    Assai utile è anche l’apparato di “farfalle” posto nei margini di ogni pagina, costituito da suggestioni, approfondimenti e riflessioni della curatrice dell’opera che arricchiscono il manuale di innumerevoli spunti degni di attenzione e ai quali ogni docente saprà sicuramente attingere per rafforzare la propria pratica didattica e le proprie conoscenze teoriche (pedagogiche, ma anche linguistiche e letterarie). Grazie alle “farfalle” è anche possibile ricavare un’osservazione che non può passare in secondo piano: molti dei libri citati da Chambers sono grandi successi di recente letteratura per ragazzi anglosassone, così come molti dei testi teorici sono della stessa provenienza, ma, per entrambe le categorie di libri, nella quasi totalità dei casi, non sono disponibili traduzioni italiane. Ciò impone una riflessione: le leggi del mercato, che si reggono su una diffusa banalizzazione linguistica e di contenuti, ostacolano, soprattutto nel nostro paese, la diffusione di libri (di narrativa e di teoria e didattica della lettura) che vanno contro questo appiattimento e che sarebbero invece fondamentali per l’educazione delle nuove generazioni. Ciò che si può fare è continuare a parlarne, affinché anche gli editori abbiano il coraggio di osare.

    ha scritto il 

  • 5

    aidan chambers porta il verbo

    questo è IL libro, e un giorno perderà la brutta copertina per risplendere com'è giusto che sia, e indicherà la via agli uomini e donne di buona volontà.

    ha scritto il 

  • 5

    Manuale che tutti gli insegnanti dovrebbero leggere. E' molto utile non solo per la chiarezza con cui l'autore spiega i concetti ma anche grazie alle didascalie a bordo pagina che riportano esaustive spiegazioni di concetti pedagogici e approfondimenti. Davvero fondamentale per chi è interessato ...continua

    Manuale che tutti gli insegnanti dovrebbero leggere. E' molto utile non solo per la chiarezza con cui l'autore spiega i concetti ma anche grazie alle didascalie a bordo pagina che riportano esaustive spiegazioni di concetti pedagogici e approfondimenti. Davvero fondamentale per chi è interessato alla formazione nelle scienze dell'educazione.

    ha scritto il 

  • 3

    "Per addetti ai lavori"

    Indubbiamente un ottimo testo di riferimento per chi ha la possibilità, per lavoro o per passione, di seguire costantemente un gruppo di bambini e accompagnarli alla scoperta del piacere della lettura. Ricco di richiami ed esempi pratici su come scegliere, affrontare e poi discutere i contenuti d ...continua

    Indubbiamente un ottimo testo di riferimento per chi ha la possibilità, per lavoro o per passione, di seguire costantemente un gruppo di bambini e accompagnarli alla scoperta del piacere della lettura. Ricco di richiami ed esempi pratici su come scegliere, affrontare e poi discutere i contenuti di un libro per ragazzi. Concetti, a mio parere, utili anche per noi adulti.

    Però per me, appassionato lettore e ora improbabile ma coriaceo lettore ad alta voce per bambini, è un testo troppo approfondito e molto fuori tema. Ci sono cose interessantissime, ma il più non rientra nella sfera dei miei interessi immediati. 190 pagine sono un po' troppe, per avere un po' di idee buone su come impostarsi davanti a bambini nel poco tempo che ho a disposizione e senza avere la certezza di poter leggere agli stessi bambini la volta successiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Le domande per parlare di un libro

    Il libro è interessante dalle prime pagine, ma ho trovato straordinarie le domande dell'apposita sezione che servono proprio per saper parlare "bene" (intendendo nel giusto modo) di un libro: non le solite domande "ti è piaciuto/non ti è piaciuto" ossia di partenza quelle ma senza fermarsi troppo ...continua

    Il libro è interessante dalle prime pagine, ma ho trovato straordinarie le domande dell'apposita sezione che servono proprio per saper parlare "bene" (intendendo nel giusto modo) di un libro: non le solite domande "ti è piaciuto/non ti è piaciuto" ossia di partenza quelle ma senza fermarsi troppo presto. Cosa ti è piaciuto e PERCHE' ti è piaciuto (quali cose in particolare?), lo rileggeresti e PERCHE lo rileggeresti, lo consiglieresti/sconsiglieresti e perché? se avessi davanti l'autore che ti chiedesse "tu cosa cambieresti del mio libro, come lo riscriveresti?" cosa risponderesti?
    Un modo per sondare il proprio interiore e portarlo alla luce.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore per la lettura e la scuola: argomento spinoso davvero!
    "Che pppalle i libri che mi facevano leggere a scuola. Oh, Hemingway ALLE MEDIE?! Chissenefrega di quel pescatore sfigato e del ragazzino ancora più sfigato che gli sta appresso!!!"
    "A me facevano leggere i Promessi Sposi! ...continua

    L'amore per la lettura e la scuola: argomento spinoso davvero!
    "Che pppalle i libri che mi facevano leggere a scuola. Oh, Hemingway ALLE MEDIE?! Chissenefrega di quel pescatore sfigato e del ragazzino ancora più sfigato che gli sta appresso!!!"
    "A me facevano leggere i Promessi Sposi! No, dico, hai presente? Un'asfissia..."
    "Ma possibile che i ragazzi di oggi siano una massa di capre ignoranti? Ma che cosa gli insegnano in classe? Neanche i classici più classici della nostra letteratura conoscono. Neanche Cuore!!!"
    "La scuola dovrebbe promuovere il gusto per la lettura, invece non fa che riempire gli alunni di esercizi insulsi. Sfido che poi i ragazzi chiudano i libri, disgustati!"

    La colpa è sempre della scuola, si sa.
    Se siete dei soloni così in gamba, prego, accomodatevi. Vi cedo (malvolentieri) la mia cattedra per qualche settimana, poi ne riparleremo.
    Ma se volete cominciare a farvi un'opinione più fondata sulla questione, ecco un saggio semplice semplice che potrebbe generare qualche ideuzza meno peregrina.
    Pensato soprattutto per i bambini più piccoli, ma con qualche adattamento sperimentabile anche nella secondaria di primo grado, il metodo "Dimmi" considera l'insegnante come un facilitatore che, attraverso una serie di domande neutre e la discussione cooperativa centrata sull'alunno, fa emergere nei suoi allievi ciò che inconsapevolmente già sanno a proposito del libro.
    Un metodo eccellente, adatto ad una scuola in cui alle lezioni frontali si alternino con naturalezza quelle dialogate.
    Avrei comunque gradito una drastica potatura delle tante pagine eccessivamente dettagliate e degli esempi strabordanti.

    ha scritto il 

  • 5

    L'autore descrive un metodo per aiutare i bambini ad apprezzare la lettura, senza percepirla come un peso, come talvolta accade a causa della scuola.


    L’approccio “Tell me” elaborato da Aidan Chambers ha come obiettivo guidare i bambini nel poter parlare bene e liberamente dei libri che ha ...continua

    L'autore descrive un metodo per aiutare i bambini ad apprezzare la lettura, senza percepirla come un peso, come talvolta accade a causa della scuola.

    L’approccio “Tell me” elaborato da Aidan Chambers ha come obiettivo guidare i bambini nel poter parlare bene e liberamente dei libri che hanno letto, nella sicurezza che quello che pensano valga la pena di essere espresso, senza svalutazioni da parte dell’adulto. Il termine “dimmi” sul quale si basa l’approccio invita alla condivisione di ciò che si conosce, al dialogo, alla conversazione, alla condivisione; questo a differenza della domanda “Perché?”, la quale suona polemica ed inquisitoria, così da mettere a disagio il bambino. L’insegnante (che riveste il ruolo di moderatore) esprime di voler davvero sapere cosa pensa il bambino: la comprensione dei significati diventa collettiva, negoziata, costruita insieme nel gruppo di piccoli lettori. Il punto di partenza della conversazione con i bambini è far loro affermare ciò che appare essere ovvio, per poi costruirvi sopra nuovi significati ricavati dalla lettura (meccanismo descritto da Vygotskij: la zona di sviluppo prossimale). L’insegnante dovrà cercare di arginare il naturale tentativo degli alunni di compiacere la sua opinione, esprimendola soltanto alla fine della discussione, per non influenzarli. Nel caso il libro si rivelasse una scelta sbagliata, è bene troncare la discussione prima del previsto e riconoscere l’errore. La comprensione del testo può essere aiutata da domande che guidino l’esplorazione letteraria del bambino, senza irretire le opinioni né fornire risposte: ad esempio “come lo sai?”, con la quale si chiede di esporre delle prove delle proprie opinioni, senza però dire dove cercarle, oppure “Sì, continua”, “Qualcuno ha delle idee a proposito?”, ecc. La scelta del libro può essere concordata con i bambini (guidandoli con una possibile lista o lasciandoli liberi), oppure può essere operata dall’insegnante esperto, basandosi sulle letture pregresse della classe, per non proporre testi fuori dalla loro portata. L’obiettivo è permettere loro di “assaggiare” generi e tipologie di testi di varia natura, per renderli in seguito autonomi nelle scelte nel grande universo letterario. La lettura avverrà in tempi e luoghi e idonei, che possano favorirla e non ostacolarla (a scuola o a casa, la lettura scelta deve procurare entusiasmo e non essere percepita pesantemente come un obbligo). In seguito, oltre alla conversazione formale organizzata nel gruppo di lettura, avranno la stessa valenza formativa anche le conversazioni informali, di scambio con i compagni o di chiarimento con l’adulto di riferimento. Il linguaggio forma il pensiero: saper parlare bene dei libri letti favorirà lo sviluppo della coscienza critica nel bambino.

    <In particolare, un libro che lessi quando avevo 15 anni (...) mi fece capire che la letteratura includeva anche me, perchè vi trovai la vita che conoscevo e quella che avrei voluto vivere>

    ha scritto il 

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