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Il piacere di pensare

Di ,

Editore: Rizzoli

3.9
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 171 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817868485 | Isbn-13: 9788817868488 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Health, Mind & Body , Philosophy

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Descrizione del libro
In questa conversazione con Silvia Ronchey lo psicologo e filosofo americanoJames Hillman celebra i "piaceri del pensiero, la passione delle idee,l'erotismo della mente". Sono i piaceri perseguiti con dedizione nel corso diuna lunga vita operosa, che scorre davanti agli occhi del lettore in una sortadi autobiografia per immagini. E, guidato e stimolato da Silvia Ronchey,Hillman offre le sue riflessioni su alcuni temi centrali del suo pensiero:l'Anima del Mondo come organismo vivente che trascende la nostraindividualità, il Daimon che ci mostra ciò che dobbiamo diventare, lavecchiaia come rivelazione del carattere, il mito come origine e spiegazionedel mondo, la Bellezza e la Giustizia come unici scopi della politica.
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  • 4

    Introduzione tardiva ad un pensatore che amerò

    Oggi è una giornata insolitamente luminosa e forse me ne sono accorta anche grazie a questo libro che mi ricorda la funzione dell'anima di approfondire gli eventi fino a farli diventare esperienza. Ho fatto esperienza della luce che si rifletteva sulla copertina mentre io riflettevo su qualche pa ...continua

    Oggi è una giornata insolitamente luminosa e forse me ne sono accorta anche grazie a questo libro che mi ricorda la funzione dell'anima di approfondire gli eventi fino a farli diventare esperienza. Ho fatto esperienza della luce che si rifletteva sulla copertina mentre io riflettevo su qualche passaggio che sembra riguardarmi da vicino.
    Ho trovato qualcuno che è dalla mia parte quando tutti dicono "non ti sai divertire! perché fare XXX che ti è così difficile?": perché la difficoltà è proprio la fondamentale differenza tra piacere e divertimento, sono stanca di eterni bambini e trovo finalmente il sollievo nella compagnia di un vecchio sereno, complesso e tollerante.
    Un vecchio mitico che guarda anche alla depressione con molta più umanità di quanta ne ho trovata in giro, ipotizzando una causa che mi colpisce: "La depressione come atto politico... Provi a supporre che la psiche stia dicendo: -No-. Non voglio quest'accelerazione. Non voglio comprare niente. Le mie gambe non si vogliono muovere. Non mi interessa. Ora me ne sto qui nel letto e penso al passato..."

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ero all'università per 2 anni consecutivi ho frequentato un corso di psicopatologia, che non faceva parte della mia facoltà, semplicemente perchè c'era un professore straordinario che mi incantava seguire. Uno di quelli in stile "L'attimo fuggente" per intenderci. La lezione era un dialogo ...continua

    Quando ero all'università per 2 anni consecutivi ho frequentato un corso di psicopatologia, che non faceva parte della mia facoltà, semplicemente perchè c'era un professore straordinario che mi incantava seguire. Uno di quelli in stile "L'attimo fuggente" per intenderci. La lezione era un dialogo, la conoscenza non veniva calata dall'alto o somministrata, veniva costruita, indotta dall'esperienza, partecipata e disseminata lungo la narrazione e, per quanto mi riguarda, assimilata con eccitazione.
    Le nozioni non mancavano, ma erano immerse nel racconto di situazioni reali, quotidiane, comuni.
    Ecco, leggere Hillman è un po' questo: imparare dal basso, ascoltare storie di uomini, di popoli e civiltà, di eventi grandiosi o minuti, per dare un volto, un luogo e un tempo alla paura o alla felicità, alla malinconia o alla saggezza, alla speranza o alla sofferenza.
    Questo libro è una piacevole lettura, leggera e profonda insieme, ha forma di dialogo, spazia fra argomenti diversi toccando temi cari al grande psicanalista-filosofo. Per chi non conosce Hilman risulta una perfetta porta di accesso al suo pensiero; chi già lo conosce vi riscopre la freschezza e l'originalità di un grande pensatore, il gusto per l'interpretazione dei segni, il solletico di un approccio sorprendente all'esistenza.

    ha scritto il 

  • 0

    Il piacere di pensare è la conversazione tra James Hillman, un americano filosofo nonché illustre esponente della matrice Junghiana, e Silvia Ronchey, italiana, filosofa anch’essa.
    Silvia cerca attraverso la sua pseudo intervista di far emergere e di elaborare il pensiero e le idee di Hillma ...continua

    Il piacere di pensare è la conversazione tra James Hillman, un americano filosofo nonché illustre esponente della matrice Junghiana, e Silvia Ronchey, italiana, filosofa anch’essa.
    Silvia cerca attraverso la sua pseudo intervista di far emergere e di elaborare il pensiero e le idee di Hillman per l’appunto i piaceri del pensiero, la passione delle idee e l’erotismo della mente. Piacere perseguiti con estrema dedizione nel corso di una lunga vita operosa.

    Hillman attribuisce la sua “nascita” e il risveglio dei suoi pensieri, traendone piacere quando nel corso della sua vita si trova a contatto con i caffé di Parigi o con i pub di Dublino.

    Secondo Hillman il più grande errore dell’umanità è credere che tutto sia concentrato sulla soggettività. Anche la psicologia crede ciò, invece non è così: NOI NON SIAMO ALTRO CHE UNA PICCOLA PEDINA DEL MONDO.

    Stimolato dalla Ronchey, Hillman regala le sue riflessioni su alcuni temi centrali del sul pensiero lui infatti sostiene che l’Anima del mondo trascende la nostra individualità ricollegandosi al pensiero di Jung ossia che la psiche non è dentro ognuno di noi ma siamo noi dentro la psiche, o ancora prosegue dicendo che il Diamon - il demone maligno che è dentro di noi - ci mostra come dobbiamo diventare o che il Demone Eros accende e infuoca le menti, come un potente magnete.
    Prosegue dicendo ancora, che solo la vecchiaia rivelerà l’essere del nostro carattere oppure che l’origine del Mondo è spiegata dal Mito.

    Ammetto di aver trovato un po’ di difficoltà e di essere tornata più volte a rileggere frasi e frasi per cercare di penetrare, anche in maniera superficiale nel loro pensiero, perché la loro conversazione non è di facile comprensione a primo acchitto, e fa riferimento ad innumerevoli passi antichi di grandi poeti, scrittori, filosofi ecc., a cui io ero del tutto impreparata.

    ha scritto il 

  • 4

    Il fatto è che ogni tanto avverto l'esigenza di leggere qualche saggio. Girovagavo per Milano, entro in una libreria a via Dante, a due passi dal Duomo. Lì ci sono un sacco di libri a metà prezzo. Sceglo questo, un libro intervista. Ne leggo qualche pagina in aereo e poi lo finisco la sera stessa ...continua

    Il fatto è che ogni tanto avverto l'esigenza di leggere qualche saggio. Girovagavo per Milano, entro in una libreria a via Dante, a due passi dal Duomo. Lì ci sono un sacco di libri a metà prezzo. Sceglo questo, un libro intervista. Ne leggo qualche pagina in aereo e poi lo finisco la sera stessa. Interessanti spunti e riflessioni leggere e profonde allo stesso tempo.
    giadim

    ha scritto il