Il pianista

Varsavia 1939-1945

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.2
(556)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8884902452 | Isbn-13: 9788884902450 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Lax

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman suonò il Notturno in C diesis minoredi Chopin per la radio di Varsavia, mentre le bombe tedesche cadevano sullacittà e il rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suostesso piano. Fu l'ultima trasmissione dal vivo in onda a Varsavia: più tardi,quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e lastazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La vita del pianista fu salvatada un ufficiale tedesco che lo sentì suonare quello stesso Notturno su unpiano trovato fra le macerie.
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  • 5

    A vision of World War II and the Shoah from the point of view of a hidden jew in the most destroyed city of Poland.
    Sad, poignant and devastating to the moral level. Imagine what this man has lived i ...continua

    A vision of World War II and the Shoah from the point of view of a hidden jew in the most destroyed city of Poland.
    Sad, poignant and devastating to the moral level. Imagine what this man has lived is impossible.

    ha scritto il 

  • 3

    Dura testimonianza di un pianista sopravvissuto alla Varsavia occupata dai nazisti, un uomo né troppo forte né troppo coraggioso, un uomo normale, come tutti, non un eroe.

    La parte finale, in cui è de ...continua

    Dura testimonianza di un pianista sopravvissuto alla Varsavia occupata dai nazisti, un uomo né troppo forte né troppo coraggioso, un uomo normale, come tutti, non un eroe.

    La parte finale, in cui è descritto come sia riuscito a resistere nascosto gli ultimi mesi prima della liberazione della città, è quasi surreale e davvero viene da dire che la realtà supera la fantasia, perché proprio un ufficiale nazista sarà il suo salvatore.

    Quando, poco dopo, i ruoli si invertiranno, il pianista si renderà conto con amarezza di non poter rendere il servigio.

    Affascinante anche il film diretto da Roman Polanski.

    ha scritto il 

  • 5

    La testimonianza di un sopravvissuto a Varsavia, un ebreo che è riuscito a sfuggire alla deportazione nel ghetto. Un uomo che via via perde prima tutti gli affetti e dopo qualsiasi contatto diretto co ...continua

    La testimonianza di un sopravvissuto a Varsavia, un ebreo che è riuscito a sfuggire alla deportazione nel ghetto. Un uomo che via via perde prima tutti gli affetti e dopo qualsiasi contatto diretto con il mondo esterno. Un uomo veramente forte che riesce a sopravvivere in un contesto di deprivazione che posso definire "totale", niente amici, niente cibo, nessuna casa fissa, nessun contatto umano per giorni e giorni... Che assiste alla costruzione e distruzione del ghetto, e alla totale distruzione della città dove è vissuto.
    Il libro è stato scritto subito dopo la fine della guerra, con uno stile "freddo", di chi ancora non ha elaborato davvero tutto quello che gli è successo. Un resoconto delle cose più truci che ha vissuto in quel periodo.
    Consiglio di leggerlo soprattutto per la parte finale, ci sono alcuni estratti dal diario di un tedesco che per l'autore è stato fondamentale. E' una cosa che mi ha stupita piacevolmente... Vedere come queste due storie tanto diverse si siano incontrate e reciprocamente influenzate. Penso che questo piccolo estratto sia importante, offre una visione "cruda" della controparte, di chi suo malgrado si è trovato ad essere il "nemico".

    voto 9.5

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    BELLO

    Bel libro, toccante e crudo ambientato nella Germania nazista.
    Questo romanzo autobiografico è decisamente toccante. Con Szpilman si entra nel terrificante mondo del ghetto di Varsavia durante l'occup ...continua

    Bel libro, toccante e crudo ambientato nella Germania nazista.
    Questo romanzo autobiografico è decisamente toccante. Con Szpilman si entra nel terrificante mondo del ghetto di Varsavia durante l'occupazione tedesca, insieme a lui si vivono le privazioni sia fisiche che morali a cui sono stati sottoposti gli ebrei. Szpilman racconta come ha visto morire molti sui famigliari e amici e come quasi miracolosamente è riuscito a salvarsi.

    Ma questo romanzo apre uno squarcio di speranza sull'umanità, egli infatti deve la vita proprio ad un ufficiale tedesco che lo udì suonare un pezzo di Chopin con un pianoforte trovato tra le macerie. Szpilman scrisse questo romanzo subito dopo la fine della guerra, ma le autorità polacche lo censurarono.

    Da questo libro è stato tratto l'omonimo film diretto da Roman Polanski, che consiglio tanto quanto la lettura del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un incubo....

    Come l'omonimo film di Polanski (da cui è tratto) questo libro ha il potere di farmi star male:impossibile descrivere l'angoscia e il senso letterale di claustrofobia che si provano sia guardando il f ...continua

    Come l'omonimo film di Polanski (da cui è tratto) questo libro ha il potere di farmi star male:impossibile descrivere l'angoscia e il senso letterale di claustrofobia che si provano sia guardando il film sia leggendo queste pagine.

    Testimonianza vera ed accorata di una storia realmente accaduta, fra l'altro leggendo il libro mi sono accorto che Polanski ha cambiato molto poco rispetto alla verità narrata dal protagonista.

    in appendice è presente un'estratto del diario del capitano della Wermacht che contribuì a salvare la vita a Szpilman.

    ha scritto il 

  • 5

    To not forget: ever!

    What to say about this book?
    I feel like just reporting the thought ofthe German captain Wilm Hosenfeld in 1942

    "It is hard to believe all this, and I try not to, not so much out of anxiety for the ...continua

    What to say about this book?
    I feel like just reporting the thought ofthe German captain Wilm Hosenfeld in 1942

    "It is hard to believe all this, and I try not to, not so much out of anxiety for the future of our nation, which will have to pay for these monstrous things some day- but because I can't believe Hitler wants such a thing and there are Germans who will give such orders. If it is so, there can be only one explanation: they're sick, abnormal and mad."

    ha scritto il 

  • 4

    Si buena es la película, tampoco está mal la novela.
    Coincido con otras críticas en que la forma en que está narrada no nos conduce a una intensa emoción. Transmite más frío y dureza que otra cosa.
    Lo ...continua

    Si buena es la película, tampoco está mal la novela.
    Coincido con otras críticas en que la forma en que está narrada no nos conduce a una intensa emoción. Transmite más frío y dureza que otra cosa.
    Lo que más me gusta, y que es lo que me parece más interesante, es la forma en que está contada la vida en el gueto.
    Yo, por mi parte, si la recomiendo.

    ha scritto il 

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