Il piatto piange

900 italiano n. 42

di | Editore: Mondadori
Voto medio di 383
| 48 contributi totali di cui 44 recensioni , 4 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Princess Lolita
Ha scritto il 07/11/17
SPOILER ALERT
Vivere senza sapere di vivere
A Luino, che “non deve essere cercata sulle carte geografiche o nell'elenco dei comuni d'Italia, ma in quell'altra ideale geografia dove si trovano tutti i luoghi immaginari nei quali si svolge la favola della vita” (come dichiara Chiara stesso in no...Continua
Angebet
Ha scritto il 02/03/17
Ingredienti: un paese ai bordi dello stivale che gravita tra bische e casini, un gruppo di vitelloni intenti a pascolare tra donne e carte, anni a cavallo tra due guerre in cui tutto sembra immobile e immutabile, tante esistenze fatte di pochi, sempl...Continua
Cesare Gallotti
Ha scritto il 09/10/16
Del 1962. Tra i racconti e il successivo "La spartizione", questo è quello che di Chiara mi è piaciuto di più. Il racconto è troppo breve, il romanzo non ha abbastanza materia. Questo invece è un insieme di 4 racconti lunghetti tra loro collegati e n...Continua
sandra
Ha scritto il 19/09/15
Piero Chiara è un narratore di razza, che sa cogliere e descrivere con immediatezza le atmosfere sonnacchiose e torbide della provincia italiana a cavallo tra le due guerre. Il romanzo è ambientato nella provincia varesotta, sul lago Maggiore, a Luin...Continua
icaro dice no al...
Ha scritto il 11/08/15

rilettura - la data del finito è la seconda lettura


Princess Lolita
Ha scritto il Nov 07, 2017, 10:10
Si giocava d’azzardo in quegli anni, come si era sempre giocato, con accanimento e passione; perché non c’era, né c’era mai stato a Luino altro modo per poter sfogare senza pericolo l’avidità di denaro, il dispetto verso gli altri e, per i giovani, l...Continua
Pag. 19
Princess Lolita
Ha scritto il Nov 07, 2017, 10:09
Si riprese a vivere senza sapere di vivere. Né il gioco né la guerra ci erano serviti a qualche cosa. Tutto era passato su di noi, da una primavera all'altra, senza lasciarci un segno di salvezza o di speranza. Di tutti quei giocatori, di tutta quell...Continua
Pag. 235
mimmolo
Ha scritto il Jul 09, 2014, 11:53
Si riprese a vivere senza sapere di vivere. Né il gioco né la guerra ci erano serviti a qualche cosa. Tutto era passato su di noi, da una primavera all'altra, senza lasciarci un segno di salvezza o di speranza. Di tutti quei giocatori, di tutta quell...Continua
Pag. 175
mimmolo
Ha scritto il Jul 06, 2014, 08:14
Nei paesi la vita è sotto la cenere. Per vivere come si vorrebbe da giovani ci vuole danaro; e di danaro ne corre poco. Allora si gioca per moltiplicarlo e si finisce col fare del gioco un fine, una mania nella quale si stempera la noia dei pomeriggi...Continua
Pag. 3

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