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Il piccolo diavolo nero

By Gianfranco Manfredi

(89)

| Others | 9788843802562

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Book Description

Milano 1893. Un nuovo mezzo di locomozione, sconvolge la vita della città: labicicletta. Cinque scapestrati, sono soliti ritrovarsi con le loro biciclettedi fronte al Bar Americano per discutere di corse e di campioni. Il loro idoloè il Continue

Milano 1893. Un nuovo mezzo di locomozione, sconvolge la vita della città: labicicletta. Cinque scapestrati, sono soliti ritrovarsi con le loro biciclettedi fronte al Bar Americano per discutere di corse e di campioni. Il loro idoloè il mitico corridore milanese Romolo Buni, soprannominato dai francesi il"piccolo diavolo nero", che ha raccolto la sfida di Buffalo Bill per un'epicagara di tre giorni, bicicletta contro cavallo. Ma si tratta del vero BuffaloBill o di un impostore? Pompeo Guzzi, il leader del gruppo di amici del BarAmericano, aspirante giornalista sportivo, è deciso a scoprire la verità.

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Premetto che questo libro me l'hanno regalato un po' a presa di culo per via della mia simpatia per il Manfredi cantautore di "Sei impazzita per Marcuse".
    All'inizio mi dava abbastanza sui nervi per il tono paterno e bonario, poi soprattutto nella s ...(continue)

    Premetto che questo libro me l'hanno regalato un po' a presa di culo per via della mia simpatia per il Manfredi cantautore di "Sei impazzita per Marcuse".
    All'inizio mi dava abbastanza sui nervi per il tono paterno e bonario, poi soprattutto nella seconda parte mi ha presa molto, probabilmente perché ho un debole per le vicende ambientate a fine ottocento con la componente anarchica e socialista... Diciamo che il difetto più grande di questo libro è che è divisibile in tre parti non amalgamate tra di loro, ovvero quella con tutta la vicenda di Buni e di Cody (che uno dopo un po' si chiede MA PERCHÈ), quella di Pompeo a Parigi e quella dei tumulti milanesi del 1898. Fossero state legate un po' meglio magari gli avrei dato anche un'altra stellina.

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    La grandguignolesque said on Jan 26, 2011 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    1898. L'esistenza più o meno serena dei cinque perdigiorno che per tutto il libro hanno cazzeggiato di ciclismo impatta con i moti di Pavia e Milano e con la carneficina guidata da Bava Beccaris. E' la perdita dell'innocenza. Da allora si disperdera ...(continue)

    1898. L'esistenza più o meno serena dei cinque perdigiorno che per tutto il libro hanno cazzeggiato di ciclismo impatta con i moti di Pavia e Milano e con la carneficina guidata da Bava Beccaris. E' la perdita dell'innocenza. Da allora si disperderanno e la loro vita non sarà più la stessa.
    Manfredi ci introduce nella "rivolta dello stomaco" da vari punti di osservazione: le barricate, le infermerie improvvisate, i tetti della città, le redazioni dei giornali (bella figura il Corriere della Sera ! Complimenti!).
    Ci introduce anche nelle pieghe dell'animo umano, di chi a fronte dell'emergenza tira fuori il coraggio o la vigliaccheria.

    - - - - - - - - - -
    Alle grida strazianti e dolenti
    di una folla che pan domandava
    il feroce monarchico Bava
    gli affamati col piombo sfamò.
    Furon mille i caduti innocenti
    sotto il fuoco degli armati caini
    e al furor dei soldati assassini
    «Morte ai vili!» la plebe gridò.
    Deh non rider sabauda marmaglia
    se il fucile ha domato i ribelli,
    se i fratelli hanno ucciso i fratelli
    sul tuo capo quel sangue cadrà.
    La panciuta caterva dei ladri
    dopo avervi ogni bene usurpato
    la lor sete han di sangue saziato
    in quel giorno nefasto e feral.
    Su piangete mestissime madri
    quando scura discende la sera
    per i figli gettati in galera
    per gli uccisi dal piombo fatal.

    (Inno del sangue - Il feroce monarchico Bava)

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    Alexik said on Oct 6, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    3 e 1/2

    Ottima la prima parte e ottimo il finale. La parte centrale però non lega le due e risulta un po' opaca, un po' superflua, con interessanti aneddoti, ma separati dal resto.

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    dario dp said on Dec 5, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bel romanzo storico

    Milano fine secolo XIX. Gli anni dell'industrializzazione e della grande trasformazione del nord-ovest del nostro paese. Anni di crisi pesantissima, se si pensa che più di mezzo milione di persone emigrarono dalla sola Lombardia.
    Sono anche gli ...(continue)

    Milano fine secolo XIX. Gli anni dell'industrializzazione e della grande trasformazione del nord-ovest del nostro paese. Anni di crisi pesantissima, se si pensa che più di mezzo milione di persone emigrarono dalla sola Lombardia.
    Sono anche gli anni dell'ingresso della bicicletta nella vita quotidiana delle persone, in cui iniziano le grandi corse ciclistiche, in cui nascono i giornali sportivi, La Gazzetta dello sport su tutti.

    Un gruppo di giovani milanesi della buona società, amici di pedalata e di vita, si formano in questo contesto, umanamente, sportivamente e politicamente.

    Fino alle famose, ma dimenticate, giornate del 1898, quelle della "Protesta dello stomaco", in cui Milano fu scossa da grandi moti popolari, annegati nel sangue dal feroce generale Bava Beccaris.

    Manfredi racconta tutto ciò con mano sicura, riusciendo a riportare in vita la Milano di allora, col suo popolo, i suoi borghesi, le sue lotte, il suo dialetto.

    Un bel romanzo, che scorre, che riporta in vita un'epoca non così distante.

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    Franco Vite said on Sep 14, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ciclismo e anarchia, che bella accoppiata!
    Mettici pure che sono fan di Manfredi "a prescindere", ed ecco un giudizio che più di parte non si può...

    Certo è che l'analisi e la ricerca storica che stanno sotto questo bel romanzo sono corpos ...(continue)

    Ciclismo e anarchia, che bella accoppiata!
    Mettici pure che sono fan di Manfredi "a prescindere", ed ecco un giudizio che più di parte non si può...

    Certo è che l'analisi e la ricerca storica che stanno sotto questo bel romanzo sono corpose e dettagliate, i fatti di quella fine di secolo XIX sono ricostruiti rigorosamente, dalla Storia con la S maiuscola a quella dei singoli.

    Cosa ci racconta il buon Gianfranco? Ci racconta di corse ciclistiche, di viaggi all'inseguimento di miraggi, di bohémien e anarchici, di lotte per la libertà e la giustizia, di amori controversi, di repressioni sanguinose e governanti ingiusti e ottusi, di duelli, fughe e salvataggi rocamboleschi.

    Di una Milano borghese ma che si apre al cambiamento e alla rivolta, di una Parigi contraddittoria, fra la ricerca di verità e bellezza e le periferie grigie e misere degli operai.

    Di un tempo che potrebbe diventare qualunque cosa, se gliene si desse l'opportunità.

    Ma soprattutto della voglia di vivere, e di essere liberi, che ci porta a prendere la nostra bicicletta e pedalare a perdifiato finché di fiato non se ne ha più: "Molla Buni!"

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    campalla said on May 14, 2009 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 352 Pages
  • ISBN-10: 8843802569
  • ISBN-13: 9788843802562
  • Publisher: Tropea
  • Publish date: 2001-01-01
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