Il piccolo libraio di Archangelsk

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 506)

4.1
(1029)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Greco , Olandese , Tedesco

Isbn-10: 8845921360 | Isbn-13: 9788845921360 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Romano

Disponibile anche come: Altri , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Jonas non ce l'aveva con lei. Neanche adesso che se n'era andata. Sapeva cheGina non era cattiva. Anzi, era convinto che si sforzasse di essere una bravamoglie. Gina era arrivata in casa sua come domestica; nella piccola libreriadi libri d'occasione era entrata un giorno, ancheggiando e portandosi dietroun caldo odore di ascelle. Quando lui le aveva chiesto di sposarlo, sulleprime aveva rifiutato: "Ma lo sa che genere di ragazza sono io?" gli avevachiesto. Sì, lo sapeva, come tutti in paese; ma voleva solo che lei fossetranquilla. Ora lo aveva abbandonato, portandosi via l'unica cosa preziosa chelui possedesse, i suoi francobolli, e Jonas era stato colto da una vertigine.Per questo aveva cominciato a mentire. E per questo tutti, in paese, avevanocominciato a sospettare che fosse stato lui, il piccolo ebreo russo a cuinessuno era mai riuscito a dare del tu, a farla sparire.
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  • 5

    Consigliato

    Bellissimo libro, racconta la storia di un uomo semplice, un libraio col suo negozietto che affaccia su una piazza nella provincia francese dove si tiene il mercato che fa da scenario alle vite degli ...continua

    Bellissimo libro, racconta la storia di un uomo semplice, un libraio col suo negozietto che affaccia su una piazza nella provincia francese dove si tiene il mercato che fa da scenario alle vite degli abitanti del quartiere, un uomo educato, timido e gentile che vive la sua vita in punta di piedi senza disturbare nessuno, ma che per un fatto che accade nella sua vita di cui non ha colpa viene emarginato da tutti gli abitanti del quartiere con cui aveva sempre avuto un ottimo rapporto di rispetto e convivialità.
    Per certi versi questo libro mi ha riportato alla mente Stoner, scritto in modo semplice e scorrevole, Simenon ha descritto veramente bene le ambientazioni, andando avanti nella lettura avevo davanti agli occhi questa piazza con le bancarelle, il ristorante, il bar... Per me promosso a pieni voti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gioiellino intriso di angoscia e tristezza. E' angosciante vedere come il piccolo libraio sia privo di energia e di voglia di vivere, da sempre. Questa bellissima lettura mi ha trasmesso un senso d ...continua

    Un gioiellino intriso di angoscia e tristezza. E' angosciante vedere come il piccolo libraio sia privo di energia e di voglia di vivere, da sempre. Questa bellissima lettura mi ha trasmesso un senso di oppressione come solo Simenon può indurre...

    ha scritto il 

  • 3

    Come sempre, un bellissimo Simenon.

    Trama triste, nelle prime 100 pagine proustiana, sul tema del "diverso".
    Poiché Proust non mi è piaciuto, penalizzo anche Simenon con solo 3 stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi lo dice? La gente!

    Sulle spalle il peso enorme del pregiudizio e del sospetto, la credulità ingannata e duramente punita.
    Certe volte riporre belle speranze nel buon cuore delle persone è ancora peggio che sposare una p ...continua

    Sulle spalle il peso enorme del pregiudizio e del sospetto, la credulità ingannata e duramente punita.
    Certe volte riporre belle speranze nel buon cuore delle persone è ancora peggio che sposare una poco di buono. Certe pretese è meglio non averle.
    Bello, ma triste. Ad ogni modo è sempre il momento giusto per aprire un Simenon.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da Claudia Santamaria

    Primo Simenon che mi concedo: piacevole sorpresa. Non che lo ignorassi, ma mi ero fatta un'altra idea. Poi, per carità, è anche vero che l'audiolibro ha un'altra piacevolezza, ma devo dire che me lo s ...continua

    Primo Simenon che mi concedo: piacevole sorpresa. Non che lo ignorassi, ma mi ero fatta un'altra idea. Poi, per carità, è anche vero che l'audiolibro ha un'altra piacevolezza, ma devo dire che me lo sono proprio goduto. E questo, in tutta onestà, non perchè era letto, ma perchè è onesto. Parla di gente piccola e vita quotidiana, miserie ordinarie, dolori di tutti, e questo ne fa senz'altro un libro da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Cronaca di un amore

    Quello che forse manca a questo libro, bello nella sua semplice struttura e quasi invece barocco nella sua esposizione (concetti ripetuti, nel tempo e nello spazio, come se ci si trovasse nella mente ...continua

    Quello che forse manca a questo libro, bello nella sua semplice struttura e quasi invece barocco nella sua esposizione (concetti ripetuti, nel tempo e nello spazio, come se ci si trovasse nella mente del protagonista e si vivesse il suo stesso delirio), quello che manca, dicevo, forse è proprio il finale. La fine la si intuisce e capisce prima che avvenga, perchè ineluttabile, mentre invece dal protagonista mi aspettavo il colpo di coda e quindi la sterzata verso il futuro: mi aspettavo la fantasia e mi sono scontrato con la realtà. L'amaro in bocca, la nostra impotenza quando ci viene raccontata una storia sulla quale non possiamo intervenire per cambiarne il destino, tutto questo insomma mi fa pensare che forse il bello del racconto sta proprio in questo. Gli avrei dato 1 sola stella per la rabbia che mi ha scatenato, per la cattiveria con cui ha descritto una vita e l'ha fracassata a colpi di penna, ma anche questa è arte.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il piccolo libraio di Archangelsk

    Come accade in gran parte dei romanzi di Simenon, viene narrata una vicenda che – seppur ambientata nel microcosmo di una piccola città francese – arriva presto ad assumere una valenza a carattere uni ...continua

    Come accade in gran parte dei romanzi di Simenon, viene narrata una vicenda che – seppur ambientata nel microcosmo di una piccola città francese – arriva presto ad assumere una valenza a carattere universale.
    Il protagonista del romanzo è Jonas, un libraio di origine russa, timido ed abitudinario. Ha sposato la giovane e trasgressiva Gina, bella ed esuberante compaesana che gli aveva precedentemente fatto da governante. Quando la donna, dopo essere uscita una sera, non fa ritorno a casa, Jonas si trova improvvisamente in difficoltà: di fronte alle domande dei concittadini comincia a mentire e si trova isolato da un mondo circostante crudele e beffardo, incapace di mostrare anche un solo briciolo di umana comprensione nei suoi confronti.
    Abbiamo a che fare, indubbiamente, con un dramma della solitudine, disegnato in maniera esemplare dall’autore. La descrizione dei sentimenti di Jonas è intensa, incisiva e folgorante: capace di lasciare il segno anche nel lettore più disincantato. Simenon si conferma per l’ennesima un vero maestro nell'esplorare i lati più oscuri e segreti dell'animo umano, mostrando allo stesso tempo un’inarrivabile capacità nella caratterizzazione dei personaggi: piccoli esseri che, molto spesso, fanno trapelare tutta la loro inadeguatezza e meschinità.
    Il finale, di grande impatto emotivo, è duro e lancinante come un colpo di baionetta e lascia sicuramente un poco di amaro in bocca: raramente è capitato di veder descritta in maniera così forte e realistica la disperazione di un essere umano.
    A mio parere si tratta di uno dei migliori romanzi dell’autore belga. Supportato da una scrittura impeccabile, lucida e pregnante, descrive in maniera essenziale ed equilibrata la deriva di un piccolo (ma lo sarà per davvero?) uomo che si trova suo malgrado al di fuori del tempo e della storia.
    Giudizio: imperdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    leggere simenon è sempre fantastico
    gente comune, vita quotidiana, umanità. Noi.
    e tutta questa semplicità porta a conoscerci in profondità.
    perchè nelle sue storie c'è sempre qualcuno che ci assomigl ...continua

    leggere simenon è sempre fantastico
    gente comune, vita quotidiana, umanità. Noi.
    e tutta questa semplicità porta a conoscerci in profondità.
    perchè nelle sue storie c'è sempre qualcuno che ci assomiglia o tante parti di noi nei vari personaggi.
    c'è sempre un bar, un caffè, un Maigret, padre buono e comprensivo.
    e poi ci sono le nostre debolezze, quelle che ci aiutano a vivere, ad andare avanti come si può e finchè si può.
    facendo un po' di poesia dire che in Simenon mi piace la rappresentazione di come siano forti le nostre debolezze e di come ci siano indispensabili per dare un senso di verità alle nostre vite.
    del libro in particolare stupendo il finale.
    un senso vero contro il senso comune.

    ha scritto il 

  • 3

    Introspettivo

    Si può dire che tutto ciò che accade in questo breve romanzo si verifica soprattutto nell'interioritá del protagonista perché i fatti che avvengono all'esterno sono veramente pochi. Se amate l'azione ...continua

    Si può dire che tutto ciò che accade in questo breve romanzo si verifica soprattutto nell'interioritá del protagonista perché i fatti che avvengono all'esterno sono veramente pochi. Se amate l'azione di certo questo libro non fa per voi. Qui è tutto un rimuginare, un ripensare al passato per leggere il presente.
    Come ho giustamente letto in una recensione anobiana, tutti noi nella vita viviamo momenti in cui ci troviamo ad essere come il piccolo libraio. Momenti in cui ci si sente soli e abbandonati da tutti, diversi, magari semplicemente perché si ha un pensiero differente dalla maggioranza oppure, come in questo caso, perché si hanno un'origine o una religione differente da chi ci circonda. Allora che succede? Finché tutto fila liscio, cioè finché ci si conforma, finché si resta al proprio posto senza disturbare, va tutto bene e pare che gli altri ci accettino. Ma non appena capita qualcosa che ci distingue, nel bene o nel male, ecco che la diffidenza torna a farsi prepotentemente strada e ci troviamo isolati.
    Bel romanzo, fa riflettere e trovo che, pur essendo datato, è molto attuale, segno che le dinamiche relazionali sono sempre le stesse nel tempo.

    ha scritto il 

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