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Il piccolo principe

Di

Editore: Bompiani

4.4
(38461)

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Descrizione del libro
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    Recensione di Francesca G. I A musicale

    Emozionante, semplice e profondo sono gli aggettivi più appropriati per descrivere questo libro. “Il Piccolo Principe arrossisce, è un bambino che non risponde alle domande, ma a qualcuna arrossisce. ...continua

    Emozionante, semplice e profondo sono gli aggettivi più appropriati per descrivere questo libro. “Il Piccolo Principe arrossisce, è un bambino che non risponde alle domande, ma a qualcuna arrossisce. […] E quando si arrossisce, significa sì, vero?”
    È fantastico come le idee, le riflessioni e i pensieri di un bambino come il protagonista, che possono apparire un po’ infantili, siano, in realtà, un ottimo esempio di uno stile di vita. Non diventa difficile nemmeno capire la diversità che c’è tra le cose che all’apparenza possono sembrare simili: la responsabilità, la dedizione e la cura fanno la differenza. “Voi siete belle ma, siete vuote…. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola è più importante di tutte voi perché è lei che ho addomesticato ed è lei che ha addomesticato me. Perché è la mia rosa. […] Io sono responsabile della mia rosa.”
    Secondo me questo è un libro perfetto per chiunque voglia ritrovare il suo animo di bambino e per chi volesse cambiare il mondo.
    Questo libro è adatto a diversi tipi di lettori: quelli che leggono per “dovere”, perché ha un numero di pagine poco elevato; quelli amanti della lettura e “divoratori” di libri, perché, se è vero che potrebbero terminarlo in un ora, è anche vero che poi rimarrebbero a pensare e a cercare di capirne il significato più profondo per ore ed ore o perfino per giorni; quelli che amano i romanzi sentimentali, per il bellissimo rapporto che si crea tra il principino e i personaggi; quelli che appartengono al mondo dell’infanzia perché, se non ci si sofferma a cercare di capirne il significato più profondo, questo racconto appare come una stupenda storia fantastica.

    “NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE. L’ESSENZIALE E’ INVISIBILE AGLI OCCHI”

    ha scritto il 

  • 4

    Chissà, forse da bambino l'avevo pure letto (o meglio, me l'avevano fatto leggere), ma si tratta davvero di uno di quei racconti adatto a tutte le età ed in grado di far riflettere in maniera semplice ...continua

    Chissà, forse da bambino l'avevo pure letto (o meglio, me l'avevano fatto leggere), ma si tratta davvero di uno di quei racconti adatto a tutte le età ed in grado di far riflettere in maniera semplice, poetica e delicata sulle poche cose veramente essenziali della vita...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Addomestica

    Questo non è un libro per bambini. Come afferma lo scrittore stesso, “questo è un libro per tutti i grandi che una volta sono stati bambini” perché i bambini, potrebbero non capire la ricchezza che co ...continua

    Questo non è un libro per bambini. Come afferma lo scrittore stesso, “questo è un libro per tutti i grandi che una volta sono stati bambini” perché i bambini, potrebbero non capire la ricchezza che contiene questo libro. Ai loro occhi sarà una favola, e così dev’essere, ma cosa ne sarà quando lo rileggeranno qualche anno dopo? Il Re, il Vanitoso, l’Ubriacone, l’Uomo d’affari, il Lampionaio, il Geografo, e poi la Volpe, il Serpente e la Rosa, sono solo metafore di quello che ancora oggi ci circonda e di quello di cui il mondo degli adulti è composto.
    Il libro è pieno di belle frasi che ti rimangono automaticamente attaccate all’anima.
    L’incontro con la volpe e le pagine seguenti mi hanno commossa. Gli insegnamenti che la Volpe dà al Piccolo Principe, dovrebbero essere una sorta di “Dieci Comandamenti”, talmente sono belli e talmente sono utili se applicati nella vita. Quando poi si arriva al punto cruciale, quando sai che il Piccolo Principe per tornare sulla sua stella deve “morire”, lo sai, ne hai la certezza eppure continui a ripeterti nella tua mente “No, non è possibile, non può succedere davvero”.
    C’è una frase che mi ha colpito tanto e a cui ho ripensato appena ho chiuso l’ultima pagina del libro: “Si rischia di piangere un po’ se ci si è lasciati addomesticare”.
    Il Piccolo Principe mi ha addomesticata e io, non ho potuto fare a meno di versare qualche lacrima e di sperare un giorno di incontralo fra le dune del deserto della mia vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo.
    Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza."
    Avevo circa 7 anni la prima volta che presi in mano da sola questo libro.
    L ...continua

    Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo.
    Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza."
    Avevo circa 7 anni la prima volta che presi in mano da sola questo libro.
    La storia la conoscevo molto bene, me lo aveva letto la mamma prima di andare a letto, e la zia Nathalie in francese, insieme alla mia cuginetta, che capiva sempre più parole di me.
    Si può dire che lo conoscevo a memoria e ho imparato a leggere insieme a lui e insieme a quel bimbo biondo dal cuore afflitto da dubbi.
    Tante storie, tutte in un piccolo libro, e i baobab, che paura mi facevano i baobab.
    Rileggevo milioni di volte il capitolo della volpe, non cogliendone le sfumature ma amando quell'animale soffice e un po' sulle sue, più di me stessa.
    Quel segreto così importante "L'essentiel est invisible pour les yeux".
    Ma ancora di più quella parte che tanto mi piaceva ma non riuscivo a capire:
    "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "E' certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?"
    "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". Allora mi arrabbiavo e dicevo a mia mamma che volevo guadagnarci il colore del grano, senza capire e senza sapere.
    Mi diceva di aspettare, che avrei capito che avrei riletto e avrei capito tutto.
    Ora ho vent'anni e mi commuovo sempre un po' quando leggo di un pilota, di un bambino, di una volpe e del grano.
    Veronica Nerozzi

    ha scritto il 

  • 4

    "Tutti i grandi sono stati piccoli,ma pochi di essi se ne ricordano"
    Questa è una delle più belle frasi del famoso libro di Antonie de Saint-Exupéry, e forse una di quelle che più esprime l'argomento ...continua

    "Tutti i grandi sono stati piccoli,ma pochi di essi se ne ricordano"
    Questa è una delle più belle frasi del famoso libro di Antonie de Saint-Exupéry, e forse una di quelle che più esprime l'argomento centrale, la differenza netta del modo di pensare bambino rispetto all'adulto, perchè quest'ultimo crescendo perde il valore delle cose che già possiede, o che sta realmente vivendo, le cose importanti in fin dei conti.
    Questa storia ha inizio con l'atterraggio di un aviatore nel deserto del Sahara, dove, al suo risveglio, conosce un bambino, il piccolo principe, il quale gli chiede gentilmente di disegnargli una pecora, perchè dove vive lui, questi animali non ci sono e la sua rosa potrebbe essere in notevole pericolo da "erbaccie" quando il giovane principe è assente.
    Allora l'aviatore, dopo numerosi tentativi, disegnerà una scatola, insinuando che al suo interno vivesse una pecora.
    Solo a quel punto il bambino è realmente soddisfatto, perchè afferma che l'essenziale è invisibile agli occhi.
    Poi abbiamo un piccolo Flash Back, del quale abbiamo in riassunto le piccole tappe decisive nel viaggio del principino.
    Ogni asteroide che visiterà, avrà una sua morale, cioè i vizi e le virtù degli adulti.
    Il libro, anche se essendo una fiaba per bambini, ha appassionato giovani e adulti dal 1943, data di pubblicazione, a oggi, proprio per la sua trama avvincente, questo distacco che si crea dovuto dalla crescita.
    Il linguaggio è molto semplice, mentre luoghi e tempi sono indefiniti.
    Colmo di citazioni che potrebbero appassionare all'istante il lettore:
    "Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare."
    "Amore non è guardarsi a vicenda, ma guardare nella stessa direzione !"
    "Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell'esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell'inverno.
    Farsi presenza, significa accettare il rischio dell'assenza."
    E per finire, la mia preferita:
    "Mi domando se le stelle sono illuminate perchè ognuno possa un giorno trovare la sua."

    ha scritto il 

  • 2

    io vado controcorrente...

    "-E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
    "L’essenziale e’ invisibile agli occhi."

    Queste sono le uniche 2 frasi che mi sono piaciute.
    Mi aspettavo molto ...continua

    "-E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
    "L’essenziale e’ invisibile agli occhi."

    Queste sono le uniche 2 frasi che mi sono piaciute.
    Mi aspettavo molto di più visto il successo di questo libro...
    Sicuramente avrò superato l'età in cui si doveva leggere.

    ha scritto il 

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