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Il poeta continua a tacere

e altri racconti

Di

Editore: Leonardo

3.8
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8835510988 | Isbn-13: 9788835510987 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Alessandro Guetta

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il mio primo approccio a Yehoshua

    Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto.
    I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente di ...continua

    Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto.
    I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente distaccata tranne nell’ultimo che ho trovato più emotivo e coinvolgente.
    Una scrittura bella che tuttavia non brilla per frasi ad effetto, un modo di narrare pacato ma allo stesso tempo intenso. Leggere questo autore è un po’ come guardare un bene di lusso, lo si confronta con gli oggetti mediocri e pur senza saper spiegare in cosa differisce sostanzialmente da essi si nota che è diverso, è un gradino sopra... ecco, Yehoshua è uno scrittore con la S maiuscola ma non sono in grado di spiegare perchè.
    Nel primo racconto si narra di un rapporto padre-figlio, dove il padre è un poeta che non scrive più ed il figlio ha una sorta di ritardo mentale. E’ un racconto asciutto, non auto-compiacente, scarno eppure molto bello nella sua essenzialità. Un rapporto descritto quasi con freddezza, ma una freddezza che cela una sorta di “pietas” dell’io narrante verso il figlio e verso sé medesimo.
    Nel secondo racconto, il cui finale mi ha lasciata parecchio perplessa, il protagonista deve fare il guardiano contro gli incendi in un bosco, è angosciante nella descrizione di una quasi immobilità delle cose, un’immobilità tuttavia apparente.
    Il terzo racconto è forse quello più strano e meno “sentimentalmente corretto” dove il protagonista è combattuto tra l’istintivo risentimento verso il figlio della donna amata e un comportamento corretto nei confronti del bambino stesso, comportamento che di fatto avrà solo in parte...un racconto in cui succede una sorta di catarsi delle cose, una specie di crescita interiore invisibile ad occhio nudo.
    L’ultimo racconto infine ci pone di fronte all’odissea surreale di un padre alla ricerca del figlio sul fronte di guerra, i sentimenti ivi descritti sono coinvolgenti e molto realistici, il modo in cui vengono esposti un po’ meno, e anche qui si rimane con l’incertezza di aver capito o meno come sia andata a finire la storia, ma in fin dei conti ha poca importanza, la sensazione che rimane è quella di aver letto un bel libro.

    ha scritto il 

  • 5

    I racconti si aprono sulla storia di un padre ex-poeta, inghiottito dal disagio di avere un figlio strano, border-line, non si sa esattamente, così come capita nelle famiglie quando arriva un figlio altro, alieno.
    "Il bambino cresceva silenziosamente, con lentezza, pesantemente."
    Le ...continua

    I racconti si aprono sulla storia di un padre ex-poeta, inghiottito dal disagio di avere un figlio strano, border-line, non si sa esattamente, così come capita nelle famiglie quando arriva un figlio altro, alieno.
    "Il bambino cresceva silenziosamente, con lentezza, pesantemente."
    Le sorelle sue saranno le più rapidi a definirlo, all'età di tre anni: "è un ritardato". Il padre, non amorevole, petroso, persino arrabbiato dinanzi a questo inutile figlio pensa di lui: un orfano.
    Il ragazzo è bravo nei lavori pesanti: pulisce, cucina, trasporta. E copia, a lettere maldestre, le poesie scritte tempo fa da suo padre.
    La spirale che crea Yehoshua attorno all'analfabetismo ed alla poesia, all'umanità e disumanità, alla paternità e al suo misconoscimento è quasi insondabile. Un non poeta, un non padre, un figlio, poeta copiatore, è forse lui il vero poeta che non tace qui?
    Il racconto "di fronte ai boschi" è una pura meraviglia di staticità; nulla succede, nulla vedono gli occhi di un guardaboschi il cui lavoro consiste nell'avvistare fuochi, che mai si accendono.
    E' una traversata di deserto alla Buzzati, un castello alla Kafka, una parabola.
    Questo è essere uno scrittore: scrivere magnificamente di nulla e, alla fina, bruciare il tutto!
    Attenzione, in mezzo, vi è un antico villaggio riscoperto, un arabo muto che testimonia di quello che è stato sepolto sotto il silenzio ed il fuoco, e un Yehoshua che, sempre, fa sorgere il conflitto deflagrante nella vita dei suoi personaggi.
    Il terzo racconto "Tre giorni e un bambino" è all'opposto del primo: un non padre che si trova assegnare la parte del padre. Tutto è messo in scena per la tragedia: l'uomo al quale è affidato il bambino è rimasto sempre ossessivamente innamorato della donna che ha sposato un altro, fatto il figlio con un altro ed ora affidato tra tutti a lui, per tre giorni, il bambino che così tanto le assomiglia. Le tre giornate a Gerusalemme sono roventi. Il bambino, coraggioso, soffre l'assenza dei genitori e non si lamenta, si ammala, ha la febbre, e tace.
    Vediamo avvicinarsi le ombre, l'uomo innamorato accarezza l'idea di una morte che legherebbe per sempre a sé la donna, nel ricordo, nel rimpianto. "Il fatto incredibile che non mi lascerebbero, che non mi potrebbero mai lasciare, che mi starebbero attorno, appiccicati, conme se il loro figlio fosse nascosto dentro di me.
    Che mi adotterebbero come loro figlio.
    Perché nell'amore non ci spero più."
    Passiamo con l'adulto impazzito d'amore ed il bambino forte le ore soffocanti nella città arsa, passiamo la "linea del confine" .Una delle tante linee di confine, non per forza quella che ci aspettavamo.
    Con Yehoshua, è spesso il personaggio che appare meno in pericolo che rischia di più. Gli altri, il Yali del racconto "tre giorni con un bambino", il vecchio arabo del racconto "Di Fronte ai boschi", il figlio del poeta del primo racconto sono i veri forti delle sue storie, rimangono al loro posto di bambino, di ritardato, di vecchio dalla lingua mozza e dallo loro fermezza già ferita, fanno barcollare coloro che ancora non conoscono il loro posto: il poeta che tace,il guardaboschi in attesa di incendi, l'amico al qual si affida il proprio figlio.
    Dell'ultimo racconto, al di là della commozione, tacciamo. Ma di nuovo è storia di un padre, e della perdita di un figlio, in altro modo, ma come nel primo racconto. E' la pietra nera opaca del dolore incandescente, è il sogno dentro un incubo. Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 4

    uno scrittore molto profondo, con uno stile che attrae e respinge. temi fondamentali: la solitudine del letterato, la morte del figlio, una guerra che non finisce mai.

    ha scritto il