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Il pollice del panda

Riflessioni sulla storia naturale

Di

Editore: Il Saggiatore (Tascabili; 101)

4.2
(122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856500450 | Isbn-13: 9788856500455 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Simona Cabib

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un libro (un po') sopravvalutato

    Stephen Jay Gould fu senz'altro un grande divulgatore e questa raccolta di articoli è un'ottima lettura, ma non il capolavoro che m'aspettavo prima di iniziare a leggerla.

    ha scritto il 

  • 4

    Qual'è il modo migliore di spiegare l'evoluzione se non attraverso i sui risultati più strani e contraddittori? Sicuramente è una lettura non facile ma ne vale decisamente la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima parte del libro mi è piaciuta molto. E quella che riguarda più specificatamente l'evoluzione. La parte che racconta specifiche storie relative a particolari specie mi ha interessato ...continua

    La prima parte del libro mi è piaciuta molto. E quella che riguarda più specificatamente l'evoluzione. La parte che racconta specifiche storie relative a particolari specie mi ha interessato poco. Molto chiara la parte dell'evoluzione, contiene anche note sul dibattito tra Gould e Dawkins, che ha influenzato la storia delle teorie evoluzionistiche degli ultimi quarant'anni, e ancora continua (anche se Gould non c'è più). I saggi sono stati scritti nel '78 e '79 e in alcuni si vedono le rughe, ma la testimonianza intellettuale è di primissimo livello.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, interessante, utile, istruttivo... Ma, nonostante sia scritto in modo molto "divulgativo", molto "alla Piero Angela", a volte troppo complicato per me che sono assolutamente a digiuno della ...continua

    Bello, interessante, utile, istruttivo... Ma, nonostante sia scritto in modo molto "divulgativo", molto "alla Piero Angela", a volte troppo complicato per me che sono assolutamente a digiuno della materia. Momentaneamente accantonato, magari lo riprenderò.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico che non delude

    In qualsiasi raccolta, sia essa di saggi o altro, non si può certo pretendere che ogni singolo contributo si attesti sul medesimo livello. Il pollice del panda raggiunge una media a mio parere ...continua

    In qualsiasi raccolta, sia essa di saggi o altro, non si può certo pretendere che ogni singolo contributo si attesti sul medesimo livello. Il pollice del panda raggiunge una media a mio parere eccellente: dei 31 saggi che lo compongono, i primi 20 sono uno migliore dell’altro, tanto da farmi chiedere perché diavolo abbia aspettato così tanto a leggere questo libro, che pure avevo nel mirino da tempo. Anche senza averlo mai affrontato sui libri, è difficile che uno non del tutto a digiuno di teoria dell’evoluzione non conosca i termini del contributo gouldiano a quest’ultima. Ipotizzo, ad esempio, che il 90% di coloro che hanno letto questo libro sapessero perfettamente prima di leggerlo che cosa Gould volesse significare attraverso il famigerato esempio del pollice del panda. Eppure, leggerlo è tutta un’altra storia. La prosa è brillante, gli esempi calzanti, le argomentazioni convincenti: con un linguaggio accessibile a tutti, Gould tocca in questa raccolta tutti gli aspetti della sua riflessione che lo hanno giustamente reso celebre: equilibri punteggiati, critica del gradualismo, pennacchi, exaptation, anti-determinismo, anti-riduzionismo, accento sulla contingenza storica, ecc. Il tutto mentre sullo sfondo permane quell’idea epistemologicamente pregnante di cui Gould fu strenuo difensore, vale a dire l’idea per cui le ipotesi e le teorie scientifiche non siano mai – e non possano mai essere – il risultato di uno sguardo neutro e imparziale sulla natura, che per Gould è utopia, ma siano sempre anche il risultato dei pregiudizi culturali e delle aspettative particolari nutrite dagli scienziati – che sono pur sempre individui in carne e ossa. Va peraltro detto che questo discorso ai suoi occhi non costituisce una delegittimazione dell’impresa scientifica – e come potrebbe, essendo egli uno scienziato? – quanto piuttosto una riconsiderazione dei suoi limiti e, perché no, anche una presa di posizione su cos’è che dopotutto la rende interessante, facendone un’attività magari più imperfetta ma proprio per questo più umana. Dicevo che i primi 20 saggi sono quasi tutti ottimi. I temi ruotano ovviamente quasi tutti attorno alla teoria dell’evoluzione, spingendosi fino a Darwin e all’epoca vittoriana (semplicemente perfetto, a mio avviso, il confronto tra Darwin e Wallace sulla questione dell’evoluzione dell’intelligenza umana). Dei saggi successivi ho trovato invece leggermente inferiori quelli dedicati all’origine della vita, nonostante l’argomento sia in quanto tale interessante (ma va?). Spassosissimo, e sempre acuto, quando ci parla di dinosauri, raccontandoci che la vista del tirannosauro al Museum of Natural History di New York lo convinse, all’età di cinque anni, a diventare paleontologo anziché «mondezzaio»! Quello che in ogni caso colpisce è la disinvoltura con cui Gould passa da un argomento all’altro, riuscendo – quasi fosse un letterato anziché un paleontologo – a rendere avvincente anche ciò che a prima vista appare insignificante. Per il momento, ho letto soltanto due delle sue numerose raccolte di saggi; come bilancio provvisorio, posso dire che Il pollice del panda batte Bravo brontosauro, anche se di poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal saggio 15. La sindrome di Down

    "La meiosi, la suddivisione delle coppie di cromosomi nella formazione delle cellule sessuali, rappresenta una delle maggiori realizzazioni ingegneristiche della biologia. (…) i cromosomi si ...continua

    "La meiosi, la suddivisione delle coppie di cromosomi nella formazione delle cellule sessuali, rappresenta una delle maggiori realizzazioni ingegneristiche della biologia. (…) i cromosomi si affiancano a formare delle coppie per poi dividersi nuovamente, in quanto ogni cellula sessuale riceverà un cromosoma di ogni coppia. E’ senza dubbio un processo degno di tutta la nostra ammirazione, specie se consideriamo che anche quando esistono più di 600 coppie di cromosomi, come in alcune specie di felci, nella maggioranza dei casi la meiosi riesce a scindere tutte le coppie infallibilmente."

    ha scritto il 

  • 2

    Il testo si è rivelato poco scorrevole. E' un libro a capitoli indipendenti, i primi due dei quali più attinenti al titolo, gli altri meno, scritto da un "non addetto ai lavori" (l'autore tiene a ...continua

    Il testo si è rivelato poco scorrevole. E' un libro a capitoli indipendenti, i primi due dei quali più attinenti al titolo, gli altri meno, scritto da un "non addetto ai lavori" (l'autore tiene a precisare di continuo di non essere uno scienziato) e forse per questo un poco pretenzioso. Fino alla metà del libro, i vari capitoli poco attengono all'evoluzione, presentando piuttosto ognuno dispute di tipo ottocentesco fra vari protagonisti. Grottesca quella relativa alla misurazione dei cervelli post-mortem al fine della determinazione dell'intelligenza e, udite udite, quella (di un tal Gustave Le Bon) che disquisisce sulle dimensioni ridotte del cervello della donna dalle quali discendono la sua deficienza congenita .. dubitando dell'anima della stessa, nonché, sempre in tema, di quella dei negri e della loro attitudine al lavoro fisico piuttosto che intellettuale.. Insomma, non l'evoluzione, bensì, alla luce di più moderne teorie scientifiche, il pettegolezzo sull'evoluzione.. A seguire, poi, l'autore, in sostanza riporta, ma non spiega. Sembra non avere "sue" teorie particolari alle quali sia giunto in qualche maniera. Ad es., si riporta che ad un certo punto l'uomo ha assunto la posizione eretta e che da quel momento il cervello è diventato tre volte tanto, ma su quale ne sia il perché? .. non dice nulla, non ha (o almeno non espone) un suo concetto o opinione o ipotesi a riguardo.. Ho pensato - pur se una costruzione narrativa del genere non mi affascina, non mi accresce, non mi diverte - che l'autore volesse presentarsi come cronista di un excursus, di un divenire in progress di teorie e scoperte succedutesi nel tempo, ma alla fine non è stata questa l'impressione, anche se nella seconda metà del testo ho trovato alcune notazioni, anzi, interrogativi (e qui si torna a quanto già detto), interessanti, uno dei quali proprio nelle ultime pagine. Il titolo accattivante e la quarta di copertina mi avevano in effetti prodotto altre aspettative.

    ha scritto il 

  • 5

    Gould oltre ad essere un emerito evoluzionista é un grande divulgatore. I suoi testi sono sempre chiari e piacevoli. In questo, tra fossili e antiche vestigia animali, lo scienziato sostiene come le ...continua

    Gould oltre ad essere un emerito evoluzionista é un grande divulgatore. I suoi testi sono sempre chiari e piacevoli. In questo, tra fossili e antiche vestigia animali, lo scienziato sostiene come le specie tendono a evolvere in tempi brevi dopo lunghi periodi di stabilità.

    ha scritto il 

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