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Il popolo dell'esilio

Di

Editore: Editori riuniti

4.1
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8835990092 | Isbn-13: 9788835990093 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
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  • 4

    In questo libro, piuttosto recente (2011), costruito in forma di intervista, Moni Ovadia illustra le sue idee in merito all’ebraismo, alla tolleranza e in particolar modo alla politica e all’etica del ...continua

    In questo libro, piuttosto recente (2011), costruito in forma di intervista, Moni Ovadia illustra le sue idee in merito all’ebraismo, alla tolleranza e in particolar modo alla politica e all’etica dello stato di Israele, ripercorrendone le origini nate dal sionismo e dall’utopia socialista dei kibbutz per arrivare alle attuali aberrazioni nazionalistiche e repressive.

    Già altre volte Ovadia aveva parlato di quella ebraica come di una nazione senza territorio, che proprio in ciò aveva la sua identità e la sua peculiarità, vivendo nella dialettica con le altre popolazioni in una dimensione di conoscenza e di tolleranza. In questo senso, l’aver “trovato” una terra non può che configurarsi come una perdita identitaria, andando a cadere nei “vizi” di tutti gli stati territoriali.

    In ogni caso Ovadia non ha nemmeno parole gentili per coloro che strumentalizzano la causa palestinese, che siano popolazioni arabe o musulmane, o, peggio, che siano gruppi e gruppuscoli di casa nostra, facili agli schieramenti e difficili ai ragionamenti. Dopo aver visto, tempo fa, un’enigmatica bandiera palestinese ad una manifestazione No Expo, ne ho avuto un altro esempio proprio ieri al Salone del Libro, dove lo stand di Israele è stato preso di mira da un gruppo di dementi che sono andati avanti per un’ora a berciare PA-LE-STI-NA-LI-BE-RA! PA-LE-STI-NA-LI-BE-RA! contro delle anziane signore che vendevano libri di Primo Levi e di Stefan Grossman.

    ha scritto il 

  • 5

    "Io sono un uomo della diaspora. Naturalmente ogni persona ha diritto ad avere una casa. Ma per evitare che il luogo del ritrovarti diventi un idolo, anche nella tua casa devi mantenere lo spirito del ...continua

    "Io sono un uomo della diaspora. Naturalmente ogni persona ha diritto ad avere una casa. Ma per evitare che il luogo del ritrovarti diventi un idolo, anche nella tua casa devi mantenere lo spirito della diaspora". Una voce ebraica contro ogni nazionalismo, perchè la terra, soprattutto se "promessa", è il luogo dove dobbiamo imparare a vivere da stranieri tra stranieri.

    Forse è arrivato il momento per la politica di fare un passo indietro di fronte al conflitto, e lasciar parlare la poesia, o il silenzio.

    ha scritto il