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Il postino di Neruda

By Antonio Skármeta

(101)

| Others | 9788811665243

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Book Description

A San Antonio, In Cile, un ex pescatore di nome Mario Limenez viene nominatopostino del villaggio di Isla Negra, dove abita un solo individuo che ricevecorrispondenza: Pablo Neruda, il grande poeta. Tra i due, attratti da unareciproca, franca simpati Continue

A San Antonio, In Cile, un ex pescatore di nome Mario Limenez viene nominatopostino del villaggio di Isla Negra, dove abita un solo individuo che ricevecorrispondenza: Pablo Neruda, il grande poeta. Tra i due, attratti da unareciproca, franca simpatia, nasce un legame di amicizia che condurrà Neruda astrane, e apparentemente poco poetiche, avventure.

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    Spanish Tales - 07 set 14

    Un altro bello anche se non eccellentissimo romanzo. Di quelli che una volta farebbero piangere lacrime a fiumi. Per la storia in sé. E per il suo contesto, cioè quel bello e dolentissimo film che se-gnò l’ultima apparizione di Troisi, morto poche or ...(continue)

    Un altro bello anche se non eccellentissimo romanzo. Di quelli che una volta farebbero piangere lacrime a fiumi. Per la storia in sé. E per il suo contesto, cioè quel bello e dolentissimo film che se-gnò l’ultima apparizione di Troisi, morto poche ore dopo la fine delle riprese. Sono 20 anni che Massimo c’ha lasciato, ma il suo ricordo è sempre lì, o qui nella memoria. Ma il contesto è anche il Cile dell’85, dodici anno dopo il colpo di stato militare. Ed allora, dimentichiamoci il film (anche se quella prima apparizione della Cucinotta…), e veniamo al veloce romanzo breve. Sicuramente tor-neremo sulla sciagurata traduzione del titolo alla fine di questa trama. La storia in realtà è breve come il romanzo. C’è Mario, ragazzo di 17 anni, sognatore, senza arte né parte. Siamo nel 1969, e siamo ad Isla Negra (che non è un’isola ma una località ad un centinaio di chilometri da Santiago), dove per decenni ha eletto la sua residenza Pablo Neruda (che in realtà non si chiamava né Pablo né Neruda, ma Ricardo Neftalì Reyes Basoalto). Mario ha solo una bicicletta, e per questo viene assunto come postino. Con un unico cliente, appunto il poeta, dato che nessuno riceve lettere ad Isla. Il rapporto tra i due si fa prima di sguardi, poi di timide avances di Mario, affascinato dalla poesia. Il sessantacinquenne poeta non è molto incline alla confidenza, ma viene poi preso dall’innocenza di Mario, dal suo entusiasmo. E diventano grandiose le discussioni tra i due sulle metafore e sul loro uso in poesia. Parallelamente al rapporto di conoscenza, se non di amicizia, tra i due, si sviluppano due momenti importanti per Isla Negra, uno interno ed uno esterno. Si avvici-nano, dall’esterno, le elezioni del settembre del 1970, quelle che portarono al Governo Allende, con la grande spaccatura del popolo cileno, anche sotto la spinta delle manovre nordamericane. Dall’interno, Mario conosce la giovane Beatriz e se ne innamora perdutamente. Tanto che chiede al poeta di aiutarlo a conquistare il cuore della donna. Neruda non lo fa direttamente, ma rinfocola la via di Mario alla metafora, e con le parole, le azioni, e vincendo la resistenza della futura suocera, finalmente i diciottenni convolano a giuste nozze. Intanto Neruda è nominato ambasciatore in Francia e lascia Isla Negra. Dove la vita procede, anche con la nascita del piccolo Pablo Neftalì. Mario aiuta l’osteria, ma nel 1971 è chiamato da Neruda ad una missione personale. Pieno di no-stalgia, il poeta vuole sentire i suoni di Isla Negra, e Mario gira con un registratore per la zona, cogliendo le campane, la risacca del mare, i gabbiani che si alzano in volo, ed il pianto del piccolo Pablito. È uno dei momenti più belli la descrizione dei suoni del nastro. E poi Mario riunisce tutta Isla Negra, di destra e di sinistra, persino il fascista Labbé, per vedere alla televisione il conferimento del Premio Nobel a Neruda. Ma se la storia di Mario e Beatriz prosegue con passione (e tanta) non altrimenti avviene nel Cile, che passo dopo passo si avvicina al baratro. Nell’agosto del ’73 Neruda torna a Isla Negra malato. Mario cerca di confortarlo, ma anche la moglie del poeta, Matilde, è preda ad oscuri presentimenti. Poi, il settembre nero, il golpe di Pinochet pagato dalla CIA, la morte di Allende, l’occupazione militare di Isla Negra. Ed il poeta viene prelevato, portato nella capitale, dove, 12 giorni dopo il golpe muore. Amato da tutto il paese, i generali negano i funerali. Solo Mario, nella cittadina, ne fa l’orazione, internamente, ricordando il passaggio della poesia di Rimbaud citata da Neruda al Nobel (“armati di ardente pazienza entreremo nelle città splendide”), verso che il poeta riprende nella sua bellissima poesia “Lentamente muore”. Il giorno dopo Labbé arresta Mario, che “desaparece”. Rimango quindi sul testo (scordando definitivamente il film), sot-tolineando la dolenza estrema che Skármeta infonde nelle delicate descrizioni della vita di Mario. Della sua presa di coscienza, e della sua scomparsa a soli 21 anni, insieme alla migliore gioventù cilena (quella dei Victor Jara, delle Violeta Parra, dei Miguel Littin, e di tanti altri). Un libro triste, ma con la speranza che “Solamente l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”.

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    Giogio53 said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Forse troppo influenzata dal film, ma l'ho trovato altrettanto poetico, delicato e coinvolgente. Stupendo.

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    Lucia Cl said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è un'ode di Skàrmeta al poeta Pablo Neruda , impareggiabile sintassi è un libro evocativo che è esso stesso poesia . Bellissimo , c'è una trasparenza,una purezza e una semplicità nel racconto della storia dell'amicizia tra il maestro Ner ...(continue)

    Questo libro è un'ode di Skàrmeta al poeta Pablo Neruda , impareggiabile sintassi è un libro evocativo che è esso stesso poesia . Bellissimo , c'è una trasparenza,una purezza e una semplicità nel racconto della storia dell'amicizia tra il maestro Neruda e Mario , il suo postino ,che intenerisce . Mario con la sua ingenuità , con la sua visione del mondo senza filtri ,come lo è quella di un bambino , arriva all'anima del poeta che diventa suo amico .Due anime affini che si cercheranno fino all'epilogo , perché,anche a suo modo ,Mario è un poeta.
    Cinque stelle

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    Redaelli Ale said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una vera ‘poesia’ scritta con una passione tale da pervadere di sé ogni gesto, ogni pensiero, ogni istante della vita privata e pubblica di due personaggi così diversi e distanti per formazione, ma così simili nei sentimenti e nelle più semplici espr ...(continue)

    Una vera ‘poesia’ scritta con una passione tale da pervadere di sé ogni gesto, ogni pensiero, ogni istante della vita privata e pubblica di due personaggi così diversi e distanti per formazione, ma così simili nei sentimenti e nelle più semplici espressioni.
    Un paesaggio incantevole, quello di Isla Negra, che fa da sfondo ad una vita serena e, nel contempo, avvolge in un abbraccio visivo, sonoro e olfattivo Mario Jiménez, il timido e sconosciuto postino e Pablo Neruda il grande e famoso maestro, presto uniti da ‘parole’ pensate e trascritte in poesia; soprattutto è la ’metafora’, sia come termine che come figura retorica, a colpire l’immaginario di Mario tanto da indurlo a chiedere: ”Lei crede che il mondo intero sia la metafora di qualcosa?
    Ed è alla maestria del poeta che il postino si rivolge per catturare l’amore della focosa e giovanissima Beatriz, perché egli sente che nulla più di parole espresse in forma poetica possa trasmettere tale sentimento, non è dello stesso parere, invece, la madre della ragazza per la quale ”…dietro le parole non c’è niente. Sono fuochi d’artificio che si disfano nell’aria”, ma la conclusione non può che essere scontata e, per giunta, con un padrino speciale.
    Però, anche se la vita compie scelte che non si possono contrastare, l’amico poeta non dimenticherà l’amico postino, sa che solo a lui potrà rivolgere una richiesta che potrebbe sembrare un paradosso: registrare i suoni della loro Isla, dal vento sul campanile alle onde sulla scogliera, dal canto dei gabbiani all’alveare delle api, a corollario il ’pianto del neonato’, il piccolo Pablo.
    La storia del Cile fa da sfondo, non sempre marginale, alla vicenda dei due, senza intaccare il loro rapporto eterno anche dopo la scomparsa del burbero ma generoso Premio Nobel.

    La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa.”.

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    Gabbiano said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il postino Massimo Troisi mi ha accompagnato dolcemente e malinconicamente per le prime decine di pagine. Poi il libro ha preso il sopravvento sul film. Lettura bellissima, piacevolissima, corta e colma.

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    Elucy said on Apr 27, 2014 | Add your feedback

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