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Il postino di Neruda

Di

Editore: TEA

3.9
(3129)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Polacco , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8878183822 | Isbn-13: 9788878183827 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Donati

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
A San Antonio, in Cile, il giovane Mario Jmenez, ex pescatore, viene nominatopostino dello sperduto villaggio di Isla Negra, con l'incarico di recapitarela posta al solo individuo che riceve corrispondenza in quel luogo dimenticatoda tutti: il grande poeta Pablo Neruda. Tra i due, seppur lontanissimi percultura e educazione, nasce un profondo legame di amicizia che condurrà Nerudaa strane, e apparentemente poco poetiche avventure, per aiutare il giovaneamico.
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  • 4

    La storia di questo libro è arcinota grazie al film di Michael Radford.
    Mario Jiménez, giovane pescatore abitante di Isla Negra (Cile) decide di cambiare mestiere e di diventare postino. L'unico a ric ...continua

    La storia di questo libro è arcinota grazie al film di Michael Radford.
    Mario Jiménez, giovane pescatore abitante di Isla Negra (Cile) decide di cambiare mestiere e di diventare postino. L'unico a ricevere corrispondenza in questa piccola isola di pescatori è il poeta Pablo Neruda, che ben presto diventerà il centro della vita lavorativa e dei pensieri del giovane Mario, ossessionato dall'idea di diventare amico del vate, come lo chiama lui.
    120 pagine circa che si leggono tutte d'un fiato, impossibile staccarsi prima della fine. Un libro dolce e a tratti anche divertente, specialmente nei primi timidi approcci che Mario tenta di avere con il poeta. Impossibile leggere le avventure del giovane postino senza pensare a Massimo Troisi, scomparso 12 ore dopo aver terminato le riprese del film, che tra l'altro gli valse una nominativo all'Oscar.
    Voto: 8.5/10

    Passate sulla mia pagina Facebook per scambiarci opinioni e consigli :) https://www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 3

    “Io voglio che le vite si integrino dando fuoco ai baci sinora spenti”

    Cile, 1969.
    Mario Jimenez, giovane pescatore, viene nominato postino del villaggio di Isola Nigra, dove abita un’unica persona: il grandissimo poeta Pablo Neruda.
    All’inizio c’è diffidenza, soprattutt ...continua

    Cile, 1969.
    Mario Jimenez, giovane pescatore, viene nominato postino del villaggio di Isola Nigra, dove abita un’unica persona: il grandissimo poeta Pablo Neruda.
    All’inizio c’è diffidenza, soprattutto da parte del poeta, che si mostra freddo e distaccato nei confronti del giovane, ma pian piano qualcosa si scioglie dentro di lui, l’ingenuità e la semplicità di Mario lo colpiscono al cuore tanto da infondergli un profondo affetto per il postino.
    Dall’amicizia con Neruda nascerà una forte predilezione verso la poesia, Mario comincerà a scrivere versi rivolti alla bella Beatriz, del quale è segretamente innamorato.
    Sullo sfondo delle vicende personali del giovane postino si intravede anche la storia cilena, in quegli anni piuttosto turbolenta, con Neruda candidato alla presidenza del Cile e il colpo di mano di Pinochet.
    Ho ancora negli occhi la bellezza del film con protagonista il compianto Massimo Troisi. Devo dire che il romanzo è di gran lunga inferiore alla trasposizione cinematografica, un libro con luci e ombre, ben scritto, ma a cui manca qualcosa per essere perfetto, prima di tutto l’ho trovato troppo veloce nella narrazione(alcuni episodi importanti come per esempio il grande amore tra Mario e Beatriz, un amore difficile e sofferto a causa del divieto della mamma di far sposare la figlia viene poi totalmente abbandonato dallo scrittore) e poi la figura di Pablo Neruda descritta troppo superficialmente, almeno a mio modesto parere. C’è anche un altro aspetto negativo, il finale: non ho proprio capito cosa succeda a Mario.
    Tutto sommato un buon romanzo, ma nulla a che vedere con il capolavoro di Michael Radford.

    ha scritto il 

  • 4

    stiamo arando, disse la mosca

    Per un film, il titolo "Il postino di Neruda" va benissimo...ma il libro poteva tranquillamente conservare il titolo originale che richiama un verso di Rimbaud.
    Per il resto, questo libro di Skàrmeta ...continua

    Per un film, il titolo "Il postino di Neruda" va benissimo...ma il libro poteva tranquillamente conservare il titolo originale che richiama un verso di Rimbaud.
    Per il resto, questo libro di Skàrmeta è un buon romanzo anche se molto amaro come del resto è amara la storia di Allende.

    ha scritto il 

  • 5

    Impossibile non associare la figura di Massimo Troisi al protagonista Mario Jimenez durante la lettura di questo splendido romanzo. Rispetto al film cambia l'ambientazione sia temporale che geografica ...continua

    Impossibile non associare la figura di Massimo Troisi al protagonista Mario Jimenez durante la lettura di questo splendido romanzo. Rispetto al film cambia l'ambientazione sia temporale che geografica, e in parte la trama, in particolare il finale, ma resta ed è ancora maggiore la poesia. Il romanzo rende molto bene anche il periodo storico, dalla fase precedente la vittoria elettorale di Salvador Allende, fino al dopo golpe.

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore racconta in questo libro breve ma intensissimo lo sbocciare di una profonda amicizia tra due personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scoperta che "il mondo intero sia la metafo ...continua

    L'autore racconta in questo libro breve ma intensissimo lo sbocciare di una profonda amicizia tra due personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scoperta che "il mondo intero sia la metafora di qualcosa".
    E la poesia, appunto, con le sue metafore, manifesta il potere magico delle parole, legando la vita di Mario a quella del poeta Neruda prima e a quella di Beatrice in seguito.
    Apparentemente scritto di getto in uno stile colloquiale dalla caustica ironia, credo che in realtà sia il risultao di un lavoro in cui ogni parola è pensata e pesata. Perchè proprio come afferma il protagonista “«Le parole bisogna assaporarle. Bisogna lasciare che si sciolgano in bocca».”
    Quattro stelle per un motivo forse futile: innamorata della versione cinematografica che ne ha in parte snaturato la trama, devo ammettere che il libro non è riuscito a commuovermi così profondamente come il film...

    ha scritto il 

  • 4

    Era il lontano 2006 quando sedicenne, confusa e "boh, mi faccio ispirare dalla copertina" il fato mi ha messo sulla buona strada e mi ha fatto incontrare "Il ballo della vittoria", Skàrmeta.. Un roman ...continua

    Era il lontano 2006 quando sedicenne, confusa e "boh, mi faccio ispirare dalla copertina" il fato mi ha messo sulla buona strada e mi ha fatto incontrare "Il ballo della vittoria", Skàrmeta.. Un romanzo meraviglioso, poetico e sì, indimenticabile.
    Non i sono mai azzardata a leggere un secondo libro dell'autore, finché di nuovo il fato non ha forzato la mano e "Il postino di Neruda" mi è letteralmente 'caduto addosso', guardandomi tipo Bambi quando gli muore la mamma e con un prezzo che solo un folle avrebbe ignorato!
    *FINE SENTIMENTALISMI DELLA MIA VITA*

    La cosa del libro è che è un'opera prima e un po' si sente, anche se stranamente non a livello stilistico (ci torno!): la storia è troppo veloce, non c'è molta caratterizzazione e alcuni passaggi sono un po' oscuri.. Il libro è piccino assai - 120 pagine - ma copre circa tre anni e TANTA storia cilena.. Insomma, un'analisi più approfondita non mi sarebbe affatto dispiaciuta e anzi, forse sarebbe stata addirittura necessaria vista la mia assoluta e vergognosa ignoranza a riguardo!

    La parte che mi ha conquistato in pieno e di cui avrei letto altre mille pagine è la scrittura di Skàrmeta; io non so nemmeno descrivervela, è di quel genere che "Se non conosci, non sai": poeticissima, musicale, intelligente.. Ma anche molto ironica e canzonatoria, e l'intervento dell'autore si sente spesso.. Non è mai ingombrante o invadente, attenzione.. E' semplicemente.. 'calda'.
    Sì, ok, sembra che io stia lanciando random aggettivi.. Ma vi giuro, a me ha ipnotizzato!!

    Menzione d'onore per Rosa vedova, mamma di Beatriz, che è un personaggio MITOLOGICO.. L'ho amata tantissimo!! Donna scaltra, intelligente e senza peli sulla lingua, ma anzi, dotata di una grande capacità di parlare per metafore proprio come Neruda.. Da conoscere e amare, garantito!!

    "La implroro", proferì la donna, "di intimare a quel tale Mario Jiménez, postino e plagiario che a lei si ispira e con lei si confida, di astenersi da oggi e per tutta la vita dal vedere mia figlia. E gli dica che, qualora ciò non avvenisse, io stessa mi incarico personalmente di strappargli gli occhi, come a quell’altro postino, quell fesso di Michele Strogoff”.
    […] “Mario Jiménez” disse senza guardarlo, “sei pallido come un sacco di farina”. Il ragazzo lo seguì in terrazza, dove il poeta tentò di aspirare profondamente la brezza del mare.
    “Don Pablo, se fuori sono pallido, dentro sono livido”.
    “Non saranno gli aggettivi a salvarti dai ferri roventi della vedova Gonzàlez. Già ti vedo consegnare lettere con un bastone bianco, un cane nero e le orbite degli occhi vuote come il borsellino di un mendicante”.
    “Se non posso vederla, a che mi servono gli occhi!”

    ha scritto il 

  • 4

    ... dietro le parole non c'è niente. Sono fuochi d'artificio che si disfano nell'aria.

    Prima che cominciasse, dovevo leggerne almeno la trama. Era una cosa giusta consegnare alla cittadella della mia coscienza qualche nozione utile per percorrere meandri della memoria di un giovane uomo ...continua

    Prima che cominciasse, dovevo leggerne almeno la trama. Era una cosa giusta consegnare alla cittadella della mia coscienza qualche nozione utile per percorrere meandri della memoria di un giovane uomo, anfratti bui, paradossi, scoprendoli in una moltitudine infinita. Era l'unica cosa che servisse al completamento della sua storia.
    Il suo animo romantico planava lentamente ma con regolarità nei cuori degli uomini, e man mano che indugiava nei meandri della loro memoria, la sua aura lucente brillava d'intensità. Ristagnava nell'aria, riluceva lentamente, come se un pulviscolo di cenere la coprisse. Era l'anno di maggior spicco per il poeta Pablo Neruda. Le sue poesie, zeppe di distrazioni amorose e realistiche, penetravano nel cuore di chi legge come un eco perduto nelle profondità di un pozzo, nel ricordo di chi l'aveva scritte.
    Lasciando la mia camera e chiudendo la porta su un mondo di cui non riesco più a contemplarne le meraviglie, mi sono inoltrata in un piccolo paesino della Spagna, decisa di perlustrarlo, camminando per quanto possibile pur di scorgere qualche segno di vita. Il che mi permise di stabilire in quale nuova storia mi fossi imbarcata.
    Non dovetti aspettare molto. Lungo una strada polverosa, un adolescente un po' ingenuo e sognatore, accompagnò la mia avanzata lenta, trasmettendomi un gradevole senso di pace.
    Staccandomi dalla realtà, mi inoltrò in un labirinto di cui conoscevo già l'uscita. Mi trovai in un mondo stranamente quieto e silenzioso. Col fresco respiro della giovinezza che inondava le mie radici, in compagnia di un uomo che alimenta la sua anima con la solitudine delle sue poesie, che mi tranquillizzò e mi allargò il cuore. Era forse un mondo in cui avrei trovato dei pericoli? Ai miei occhi non appariva così. Quest'uomo, questo ragazzo, poesie che mi trasmettevano innumerevoli segni di vita, e in ogni pietra, ogni piccola stradina riconobbi la provenienza di questa storia difficile da rinnegare.
    Più mi muovevo fra le sue pagine allontanandomi dalla realtà circostante, più quell'impressione si faceva profonda.
    Probabilmente ero troppo assorta dalla storia. Oppure la fama letteraria che mi restava ancora in corpo mi aveva indotto a ritagliarmi un posticino tutto mio senza neanche accorgermene.
    Per quanto breve fosse stato questo mio viaggio, quando riposi il romanzo sullo scaffale, assieme ai suoi compagni, immerso nella pace del giorno, non me la sentii di allontanarmi troppo da questa nuova realtà parallela. Se fossi tornata non avrei più saputo trovarne la strada. Mi mossi in mezzo a ombre amiche che si tenevano per mano, tenendomi a breve distanza da cui non li perdevo di vista.
    Leggendo Il postino di Neruda tutto d'un fiato, ho intuito come tutto sembrasse profondo, impregnato di un romanticismo sano e profondo con la quale la fugacità di un breve atto d'amore investiva immediatamente col l'atto più eclatante. Lo specchio col quale i personaggi professano l'arte delle metafore ma riconosce che, dietro le parole, non c'è niente. Fuochi d'artificio che si disfano nell'aria.
    Acquietando il loro animo, provando emozioni e ricordi che li facciano convivere con la realtà circostante. Sprazzi di vita passata, lontana. Agglomerato di pensieri e sogni, speranze e delusioni, sospese nell'aria stagnante, impossibili d'annullare del tutto. Ennesime foglie di un grande albero umano, nonché storia di un ricordo che perpetua nel tempo.
    Inno all'amore e alla poesia, l'opera affronta alcune questioni relative alla società e alla politica di un epoca non molto dissimile alla nostra. Ed, richiamo costante agli affetti repressi, alla libertà d'azione, alla supremazia, all'amore vero, è una poesia d'amore che diviene oggetto di ispirazione per una serie infinita di soggetti e il terreno ideale per l'indagine accurata del rapporto amoroso che lega due persone.
    Perfetto per trascorrere qualche oretta in piacevole compagnia, Il postino di Neruda ha l'intensità di un sentimento contro natura che danna due sconosciuti a una dipendenza anormale e insalubre, quanto intensa e perpetua.

    ha scritto il 

  • 0

    bueno

    Una historia muy buena, fácil y emotiva. Contiene tanto sentimiento y tanta poesía, que me rovocó buscar información sobre Chile y Neruda para comprobar si lo que ponía era cierto.
    Aconsejable 100% ...continua

    Una historia muy buena, fácil y emotiva. Contiene tanto sentimiento y tanta poesía, que me rovocó buscar información sobre Chile y Neruda para comprobar si lo que ponía era cierto.
    Aconsejable 100%

    ha scritto il 

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