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Il postino suona sempre due volte

By James M. Cain

(502)

| Paperback | 9788845914676

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Book Description

E' la storia, scarna, di una passione devastante, che ha per teatro uno scalcinato distributore di benzina su una statale a pochi chilometro da San Francisco, per ostacolo un marito rozzo e brutale e per via di fuga nient'altro che la tenebra. A ques Continue

E' la storia, scarna, di una passione devastante, che ha per teatro uno scalcinato distributore di benzina su una statale a pochi chilometro da San Francisco, per ostacolo un marito rozzo e brutale e per via di fuga nient'altro che la tenebra. A questo romanzo ci si arrende al primo incontro, come Frank Chambers, a Cora, uno dei più temibili e vessatori fantasmi femminili che abbiano mai abitato le pagine di un romanzo: nelle parole dello stesso Cain, neppure una donna, ma "il desiderio fatto realtà".

107 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    peccato che sia così scarno. in realtà la trama è avvincente: amore, passione, ossessione, giallo... eppure io i personaggi avrei voluto conoscerli meglio tanto da arrivare ad amarli/odiarli. così invece mi sono stati solo molto indifferenti :(

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    ile said on May 19, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non si tratta con i farraginosi

    Un libro molto drammatico e attuale, dove emergono tanti aspetti che sono riconducibili alla ricerca della felicità e al rovescio della medaglia quando diviene una chimera irraggiungibile. Come l’insoddisfazione della propria vita, la ricerca dell’am ...(continue)

    Un libro molto drammatico e attuale, dove emergono tanti aspetti che sono riconducibili alla ricerca della felicità e al rovescio della medaglia quando diviene una chimera irraggiungibile. Come l’insoddisfazione della propria vita, la ricerca dell’amore e l’incertezza di chi ha difficoltà nel manifestare i propri sentimenti e quando questo accade vince la paura che prende il sopravvento e lo tramuta in odio. La bellezza dell’amore diviene appannata e quasi sfuma tra le pagine perché James M. Cain le ha macchiate di terrore, di alcool e di irriverente bisogno di evasione. Evasione dalla vita quotidiana, con il presentimento che fuggire da un posto sia il modo perfetto per raggiungere la felicità e che esisterà sempre un posto migliore lontano da dove si vive.

    La voce dell’Io narrante è di Frank, un vagabondo, nullatenente e quasi parassita, che conosce Cora una bella giovane donna insoddisfatta del suo matrimonio con un grassone che racimola quattrini di origine greca, vittima del sogno americano. Siamo nell’America della grande depressione e i due si ritrovano in molte cose, si amano e si odiano, compiono gesti, speculano e tramano un omicidio per un solo scopo, fuggire assieme e tentare la fortuna altrove. Le cose tra i due cambiano, si innescano situazioni che non lasciano scampo alla sincerità, alla fiducia, si sfaldano le basi del loro amore e poi basta ascoltarsi, capirsi che si ritrovano più vicini, complici e amanti che mai. Un susseguirsi di azioni e dialoghi contrastati, irriverenti, quasi insopportabili, ma il testo è breve e perfetto per il fine ultimo del messaggio, che per l’uomo è facile fare il male il difficile è propendere alla redenzione. Finisci per amare i due per la loro spontaneità che li ha portati sull’orlo del baratro per la mancanza della più elementare forma di moralità, perché il loro amore è al di sopra di tutto anche quando le incertezze aleggiano come l’aria che respirano e l’opportunità di amare è il frutto del contrasto di ciò che in realtà il destino cuce addosso e che con devastante violenza restituisce ai protagonisti il peso delle loro colpe.
    Lo strazio delle ultime pagine suggellano lo stile di James M. Cain, un Proust dei poveri come lo definiva il suo contemporaneo Chandler, una prosa asciutta, essenziale, carica di patos che con destrezza riesce a tratteggiarlo di tinte noir lasciando ampio respiro alle emozioni, intensissime nere emozioni.

    “Siamo due miserabili Frank….Non siamo stati all’altezza del nostro amore. Come un bellissimo motore d’aeroplano, che ti porta in alto, nel cielo, al di sopra delle montagne: che se lo applichi a una Ford, la rompe in mille pezzi. Questo eravamo, Frank. Un Paio di Ford….”

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    gracy said on May 6, 2014 | 4 feedbacks

  • 23 people find this helpful

    Non sapevo come classificarlo in libreria, ho creato per lui una etichetta nuova “giallo ma non tanto..”, ci ho pensato ma non so come definirlo: un giallo? Il morto c’è, ma non c’è mistero su chi sia l’assassino; un thriller psicologico? Forse, pre ...(continue)

    Non sapevo come classificarlo in libreria, ho creato per lui una etichetta nuova “giallo ma non tanto..”, ci ho pensato ma non so come definirlo: un giallo? Il morto c’è, ma non c’è mistero su chi sia l’assassino; un thriller psicologico? Forse, precisando che la psicologia dei personaggi (dei due personaggi principali) viene in luce soprattutto dai dialoghi, secchi, concisi, telegrafici ma efficacissimi; una storia d’amore? Mica tanto, passione e sesso a volontà, ma sentimenti non ne vedo. C’è una lei, una donna sensuale e giovane, Cora, c’è un lui, Frank, vagabondo più volte transitato in galera per risse, c’è il terzo incomodo, il marito di Cora, un vecchio di origine greca gestore di una specie di albergo cadente nella campagna californiana; lei e lui restano fulminati in una storia intensa di sesso, da cui l’incomodo s’ha da togliere di mezzo, e così seguiamo le “disavventure” dei due amanti, narrate con ritmo serrato ottimamente sostenuto dai soli dialoghi che fanno entrare il lettore immediatamente nella storia. Tra colpi di scena vari, i protagonisti emergono come avidi, deboli e senza spina dorsale, l’ossessione amorosa li travolge e li trascina in un legame patologico, che diventa alla fine una catena che strangola. Il finale e' inaspettato e giunge a ribaltare ogni precedente idea che ci si era fatti sui due protagonisti; comunque un finale tragico che pareggia i conti in sospeso.
    E’ il secondo libro di questo scrittore che leggo, e mi piace, mi piace molto. Le quattro stelle sono dovute al fatto che ritengo "La morte paga doppio" –l’altro romanzo di J. M. Cain che ho letto- un libro stupendo, un noir perfettamente congegnato. Questo rimane leggermente al di sotto. Ci si domanderà: ma che c’entra il postino nel titolo, se nella storia non compaiono postini? Non so se sia il titolo originale tradotto in italiano, comunque mi sono fatta una mia idea, ed individuo la morte con il postino, che puntuale si presenta a chiudere i conti.

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    sandra said on Mar 15, 2014 | 12 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    "Nessun altra coppia di amanti al mondo poteva dire d’aver avuto altrettanto dalla sorte. E invece siamo caduti. Tu per primo; poi io"

    Con un linguaggio scarno ed essenziale, composto quasi per intero di dialoghi (l’edizione che ho letto io aveva una traduzione un tantino obsoleta), James M. Cain racconta una vicenda ambientata nella polverosa e calda California che ha da subito i ...(continue)

    Con un linguaggio scarno ed essenziale, composto quasi per intero di dialoghi (l’edizione che ho letto io aveva una traduzione un tantino obsoleta), James M. Cain racconta una vicenda ambientata nella polverosa e calda California che ha da subito i contorni di una tragedia.

    Frank Chambers è un vagabondo, un nullafacente che capita per caso nella taverna di Nick, un immigrato greco e finisce per lavorare presso il suo esercizio. Naturalmente Frank si invaghisce, ricambiato, di Cora, la sensuale e giovane moglie di Nick. E naturalmente il greco, molto più vecchio di Cora e sgradevole di aspetto, è di troppo.
    Frank e Cora progettano un omicidio per sbarazzarsi di Nick, lo attuano e scampano miracolosamente alla condanna grazie a un abile avvocato, nonostante non abbiano esitato entrambi ad accusarsi l’un l’altro per scagionarsi. L’assoluzione non porta però tranquillità ai due amanti, sopraffatti da una spirale di sospetti reciproci e vittime di un ricatto. Frank e Cora rilevano la gestione della taverna, ma Frank vorrebbe allontanarsi da quel posto per sempre, mentre Cora non condivide lo spirito da vagabondo dell’amante e preferirebbe guadagnare soldi con la taverna.

    Sul finale sembra esserci un po’ di speranza, stroncata però da una tragedia che mette la parola fine all’intera vicenda, ma che fa scoprire il lato umano del protagonista.

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    Mother Superior said on Mar 14, 2014 | Add your feedback

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