Il potere e la gloria

Di

Editore: Mondadori (oscar)

3.9
(676)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000039089 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elio Vittorini

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Questo prete renitente e condannato a morte dal potere pubblico e sulla cui testa pende una taglia (il dramma si svolge in un Messico in balia di governanti atei e persecutori), che cerca di salvarsi come d'altro canto hanno fatto tutti gli altri preti, anche i piu virtuosi, e che in effetti si salva e passa la frontiera, ma che ritorna ogni volta che un morente ha bisogno di lui, perfino quando crede che il suo soccorso sarà vano e addirittura quando non ignora che si tratta di una trappola e che chi lo chiama lo ha già tradito, questo prete ubriacone, impuro e tremante davanti alla morte, si sacrifica senza perdere per un solo istante la consapevolezza della propria bassezza e vergogna. In questo falso-cattivo prete non è la virtu che appare in contrasto col peccato, ma la fede. La fede nel carattere sacrale che ha ricevuto nel giorno della sua ordinazione, nel potere che lui solo (dopo che tutti gli altri sono stati massacrati oppure sono fuggiti) reca nelle mani indegne e tuttavia consacrate. François Mauriac
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  • 4

    obbligatorio nei seminari

    Poche volte mi sono imbattuto in uno scritto che celebrasse, in un modo così violentemente sincero, il profondo malessere della fede, e sopratutto del dubbio della fede. Cos'è la fede? Cos'è essere cr ...continua

    Poche volte mi sono imbattuto in uno scritto che celebrasse, in un modo così violentemente sincero, il profondo malessere della fede, e sopratutto del dubbio della fede. Cos'è la fede? Cos'è essere cristiani? Qual'è il livello di per cui è giusto o sbagliato quello che faccio dal punto di vista della fede. Il protagonista, nella sua inutile fuga per la vita, si dibatte continuamente in questi dubbi mai banali, scontrandosi con una società violenta che combatte per abbattere questi 'falsi miti'. La falsa fede usata per ammorbare ed addomesticare le masse, la vera fede da cercar con in lumicino tra l'ipocrisia imperante. I'amministrare la fede come fonte di benessere personale. C'è moltissimo in questo libro, a volte ostico, a volte oscuro ma sempre lucidissimo nel dubbio della fede. Un dubbio che rimane irrisolto come era inevitabile. Da consigliare a qualche alto prelato che della fede, e del potere che ne deriva, fa un uso perlomeno personale. Da consigliare anche a chi è nel dubbio della fede: dopo la lettura sarà ancor più nel dubbio. Invitante e profondo come il suo problematico autore. Leggetelo a posto di tanti inutili ammassi di pagine contemporanei.

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio nelle proprie debolezze

    “Il potere e la gloria” è il libro ritenuto il capolavoro di Graham Greene.

    Il protagonista è un sacerdote che vive in Messico all’inizio dello scorso secolo. Viene introdotto lentamente nel romanzo e ...continua

    “Il potere e la gloria” è il libro ritenuto il capolavoro di Graham Greene.

    Il protagonista è un sacerdote che vive in Messico all’inizio dello scorso secolo. Viene introdotto lentamente nel romanzo e ne facciamo la conoscenza passo passo, con il procedere degli eventi, così come avviene nella vita reale quando incontriamo qualcuno.

    Durante un viaggio lungo e doloroso in un Messico caldo, umido, afoso, asfissiante, puzzolente, quasi un pianeta abbandonato, iniziamo a capire che il prete è tutt’altro che perfetto. E’ un ubriacone, è soprannominato il prete dell’acquavite, è un debole. Ha avuto una figlia da una relazione con una donna, è meschino; è un vigliacco. In un periodo in cui la polizia perseguita i cristiani ed i preti, invece di mostrare dignità, fugge, nonostante la sua fuga sia causa di uccisioni di innocenti.

    Questo strano prete lo conosciamo attraverso gli occhi dei vari personaggi che incontra, che interagiscono con lui in modo differente mettendo in luce aspetti diversi del suo carattere. E in fondo Greene lascia a noi la possibilità di immedesimarci in uno o nell’altro personaggio e dare quindi una differente interpretazione del valore del sacerdote, che ha certamente limitazioni evidenti, ma anche lati positivi. Il prete è tormentato, patisce la sua debolezza, ma mostra una notevole umanità, sensibilità e tenerezza. In fondo è un uomo come tutti noi, né buono né cattivo, con difetti e pregi, che si macera nella consapevolezza della sua indegnità.

    Greene è uno scrittore dichiaratamente cattolico. E si domanda in questo libro da chi sia rappresentato, qui sulla terra, in questo Messico ai confini del mondo, il potere e la gloria di cui si parla nella messa: "Tuo è il Regno, tua la potenza e la gloria nei secoli”. Il potere e la gloria, per Greene, si possono trovare anche incredibilmente nascosti sotto le vesti luride e stracciate di questo prete meschino e traditore continuamente in bilico tra bene e male. Un prete limitato, ma umano come noi, che soffre come noi, ma che alla fine decide di affrontare i suoi demoni e di fare finalmente il prete, smettendo di fuggire. Un prete che, nonostante la disperazione, mantiene la sua vocazione.

    C’è un’altra domanda cui il libro forse tenta di rispondere: "c’è qualcuno che è in grado di ascoltare e condividere i problemi che ci opprimono?" Infatti tutte le figure che incontrano il prete hanno l’esigenza di parlargli, di raccontargli i propri problemi e le proprie disgrazie, di confessarsi. Ma anche lo stesso sacerdote “vive” questo perenne struggimento, perché anche lui cerca invano qualcuno cui poter confidare le sue sensazioni, i suoi disagi e le sue angosce. Qualcuno in grado di giudicare il male delle sue azioni ma nel contempo salvarne il bene.

    "Il fatto ch'io sia un codardo, e tutto il resto, non ha molta importanza. Posso mettere Dio lo stesso nella bocca di un uomo, e posso dargli il perdono di Dio. Anche se ogni prete della Chiesa fosse come me, non ci sarebbe nessuna differenza sotto questo aspetto"

    Una confessione lunga, profonda, terribile, struggente, contorta e quasi interminabile di un uomo che in fondo è come tutti noi. Una analisi psicologica esasperata.
    Isolamento, disperazione, ma anche tantissima umanità in questo libro molto bello, anche se dal ritmo molto molto lento.
    Un romanzo interessante, anche per un non cattolico come me.

    ha scritto il 

  • 4

    Per una seconda lettura...

    Invoglia anche me, in questo intenso gelo, bere un piccolo sorso d'acquavite Veracruz, ma non avendo altro debbo accontentarmi di quel che passa il convento mentre nell'immaginario collettivo scambio ...continua

    Invoglia anche me, in questo intenso gelo, bere un piccolo sorso d'acquavite Veracruz, ma non avendo altro debbo accontentarmi di quel che passa il convento mentre nell'immaginario collettivo scambio quattro chiacchiere con un forestiero giunto da poco in città. Si è nel 1940, il Messico è insanguinato dalla rivoluzione che s'illude di distruggere l'unica fonte di speranza con la deportazione e la fucilazione di tutti i preti. Queste sono le pagine iniziali de "Il potere e la gloria" di Graham Greene, uno struggente romanzo che descrive uomini semplici, immersi nelle brutture di una vita infelice e disgraziata. L'A. per sua stessa ammissione Ë dichiaratamente cattolico mentre il suo personaggio principale, il prete spugna o dell'acquavite, Ë costretto a vivere braccato e in solitudine non riuscendo a essere totalmente fedele agli aspetti del suo ministero. Rimane cosÏ l'ultimo prete superstite alle continue persecuzioni dell'esercito rivoluzionario messicano; Ë, inoltre, anche padre ... Il romanzo celebra la misericordia di Dio, all'interno s'intrecciano varie storie che rendono il testo interessante; particolare è la forma in cui sono scritti i dialoghi perché si perde il filo logico della storia. Ho trovato molto interessante l'autocoscienza del prete che ha un profondo tormento interiore e si ritiene inadatto a predicare la fede cristiana in quanto alcolista e reduce da una relazione con una donna che lo porta , alla fine, al pentimento chiedendo di essere confessato per estinguere i suoi peccati. E' anche il trionfo della compassione per l'infelicità altrui che spinge ad agire per alleviarla contro ogni moralismo, disperato giudice di se e degli altri. Si pone dunque una domanda: che tipo di personaggio vogliamo essere incontrando un prete cosÏ? Vogliamo essere l'ispettore o la bambina, la donna che lo ama o il vescovo traditore? Tutto ciò spetta alla nostra coscenza e alla nostra libertà, Ë la bellissima cosa che la letteratura ci fornisce; noi per primi, non soltanto i protagonisti all'interno della vicenda, siamo portati sempre ai confini di noi stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    In un Messico ateo, comunista e anti-cristiano - dove i mini ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    In un Messico ateo, comunista e anti-cristiano - dove i ministri della Chiesa sono costretti a sposarsi o perire - l'ultimo prete fugge per tutto il paese alla ricerca di acquavite.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Potere... e la Gloria

    Era difficile fare il prete nel 1926 in Messico. Con la rivoluzione, iniziata circa un quindicennio prima, anche il clero era stato considerato dai rivoluzionari (tra cui spiccano i noti nomi di Panch ...continua

    Era difficile fare il prete nel 1926 in Messico. Con la rivoluzione, iniziata circa un quindicennio prima, anche il clero era stato considerato dai rivoluzionari (tra cui spiccano i noti nomi di Pancho Villa - 1878-1923 - e Emiliano Zapata - 1879-1919) come classe che appoggiava gli oppressori del popolo e dei contadini. In quell’anno era presidente (e lo sarà fino al 1928) l’anticlericale Plutarco Elias Calles (1877-1945) che aveva emanato una legge (che prenderà il suo nome) la quale inaspriva le restrizioni dell’esercizio del culto cattolico, restrizioni peraltro già presenti nella Costituzione del ‘17 (uno dei frutti più significativi della Rivoluzione) ma che fino ad allora erano state applicate un po’ all’acqua di rose. Pere effetto di questa Legge, tra le tante cose, gli ordini religiosi erano stati sciolti, i presbiteri, se beccati fuori dalla chiesa in tonaca, erano multati con 500 pesos, se criticavano il Governo erano imprigionati, in alcuni stati fu perfino loro imposto di sposarsi su modello Protestante di chiara derivazione statunitense; dal 1° Agosto del ‘26 celebrare Messa o un qualsiasi Sacramento era un’azione da clandestini. In sostanza Calles tentò di creare un Chiesa Nazionale totalmente assoggettata al Potere (come del resto, da tempo e attualmente in Cina). Ma in quel 1926, c’era chi cercava ancora la Gloria del Padre. Fino al al ‘29 ci fu la rivolta e la resistenza armate dei Cristeros. Dall’anno successivo fu una strage continua.
    È questo il contesto storico e lo sfondo de Il Potere e la Gloria (The Power and the Glory), romanzo che lo scrittore britannico Graham Greene (1904-1991) pubblicò nel 1940, dove un irriconoscibile quanto anonimo prete cattolico cerca di portare il conforto e i riti religiosi tra i poverissimi che glielo chiedono, pur essendo perfettamente consapevole di essere un peccatore, un grande peccatore con, in più, qualche vizietto (e non può nemmeno confessarsi: con chi, se è rimasto solo lui?); ma, forse proprio per questo in grado di capire la parte più umana del Popolo di Dio. Volendo potrebbe espatriare e la sua condizione di clandestino ricercato (nelle stazioni di Polizia la sua foto è accanto a quella del Gringo, il bandito americano, stupratore e assassino) non sussisterebbe più. Ma la sua Fede, la sua Coscienza di sacerdote lo fa sempre desistere dall’approfittare di questa possibilità. Pur nel suo Peccato e nel suo Vizio (tutti gli uomini son peccatori, uomini, come sta scritto, creati ad immagine e somiglianza di Dio), egli sa di e vuole caparbiamente essere un Ministro della Chiesa, un testimone della Fede. Fede soffertissima se non altro per la morte di poveri ostaggi innocenti presi a caso dalla Polizia per il silenzio tenuto da coloro che nei villaggi dove passa lo proteggono e non lo denunciano. Quanti sacrifici umani son necessari per celebrare la Gloria del suo Dio che è descritto d’infinita Bontà?
    E la sua vicenda, in fondo, ripete la Passione del Cristo, come Questi, viene tradito e venduto da un presunto fervente cristiano, come Questi ha anche il suo ladrone che, nel suo caso, s'incarna proprio nel Gringo, catturato e morente, presso cui è chiamato per impartirgli il Sacramento estremo. È una trappola, lo sa, ma come il Cristo accetta umilmente il proprio destino, la propria condizione umana e divina, chiedendosi fino all'ultimo cosa si provi a morire davanti a un plotone d'esecuzione. Accetta tutto, in silenzio nell'ultima notte in cella. Accetta il Potere. E la Gloria.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel Messico del 1940 il governo perseguita i cattolici, fucila i sacerdoti e rade al suolo le chiese. Un prete in fuga, ridotto a mendicare ospitalità e a trovar conforto nell'alcool, attraversa quest ...continua

    Nel Messico del 1940 il governo perseguita i cattolici, fucila i sacerdoti e rade al suolo le chiese. Un prete in fuga, ridotto a mendicare ospitalità e a trovar conforto nell'alcool, attraversa questo romanzo incontrando personaggi che il tocco di Greene rende indimenticabili.
    Non capita spesso di trovare libri così entusiasmanti: nonostante a conti fatti della vicenda in sé mi importasse poco, ogni frase era invece per me interessante, toccante o fonte di riflessioni. I temi della fede, della politica e dei rapporti umani sono costantemente evocati ma non sviscerati, le azioni dei personaggi sono vere eppure ambigue, simboliche o epiche. E' evidente che ci siano più livelli di lettura e che la struttura narrativa sia stata ben costruita, eppure tutto scorre con semplicità.
    Una vera scoperta, in una edizione omaggio di Famiglia Cristiana negli anni 90 e rimasta dimenticata a casa dei miei per anni.

    ha scritto il 

  • 0

    Il potere e la gloria - di Guido Vassallo

    Lo chiamano il prete spugna. Puzza di acquavite. Ha anche una figlia, generata in un momento di ubriachezza quando era parroco in un villaggio di contadini. Opportunista e incostante. È il protagonist ...continua

    Lo chiamano il prete spugna. Puzza di acquavite. Ha anche una figlia, generata in un momento di ubriachezza quando era parroco in un villaggio di contadini. Opportunista e incostante. È il protagonista di questo romanzo, scritto nel 1940. Un prete che non ha nulla di quella esemplarità che ci si aspetterebbe da un uomo di chiesa. Solo che questo prete vive in un Messico dove imperversa una violentissima persecuzione nei confronti della fede. Non ci sono più sacerdoti in giro e anche lui è braccato dai miliziani e deve nascondersi nelle fattorie o nelle cantine. Dove giunge, però, il prete ubriacone, si sparge la notizie e le persone si radunano: poveri e abbandonati cercano il conforto dei sacramenti, la consolazione di una confessione, il cibo spirituale dell’Eucarestia. Animate dalla fede le persone semplici vedono, oltre l’apparenza di un uomo distrutto da vizio, l’azione della grazia di Dio.

    Romanzo che apre uno squarcio. Quando uscì generò scandalo. Il Sant’Uffizio si interessò del caso e diffidò l’autore dal mettere in circolazione altre edizioni di un romanzo che era già diventato un caso letterario senza averlo prima rivisto, eliminando le immoralità che conteneva. Fu il cardinale Montini, futuro papa Paolo VI, a rimettere in discussione il giudizio del Sant’Uffizio elogiando l’opera dal ‘singolare valore letterario’ e dall’intento ‘altamente apologetico’. Il tema è di grande attualità: sacerdoti non esemplari appaiono con una certa periodicità nelle pagine dei nostri quotidiani e creano confusione e sfiducia nei fedeli cattolici. Del potere della grazia di Dio, che agisce anche attraverso strumenti non adeguati, di solito in questi stessi quotidiani non si fa parola. Così come si dimenticano spesso tutti quei preti che nel silenzio e nella fedeltà alla propria vocazione, svolgono un servizio preziosissimo e scomodo e pericoloso a volte che i benpensanti dal giudizio leggero forse non riescono a immaginare.

    «Il prezzo della libertà, anche nella Chiesa, è l’eterna vigilanza» ebbe a scrivere Graham Green in una delle successive edizioni del romanzo. «Ma io mi domando se uno qualsiasi degli Stati totalitari, sia di destra o di sinistra, mi avrebbe trattato con la stessa gentilezza quando mi rifiutai di rivedere il libro con il cavilloso pretesto che il copyright apparteneva ai miei editori…».

    Nelle sue peregrinazioni il prete spugna incontra padre Josè, che davanti alla violenza della persecuzione ha preferito abbandonare il suo sacerdozio e ora vive, sposato, una vita serena, senza minacce, ma con l’animo appesantito dai sensi di colpa. Il prete spugna, invece, scappa, si nasconde e a volte chiede acquavite in cambio del suo servizio pastorale.

    Un bel giorno viene messo all’angolo. Un traditore lo supplica di recarsi a confessare un moribondo, un famigerato assassino che si trova in fin di vita in una prigione di provincia. Lui va. La vocazione di prendersi cura dei peccatori a cui ha corrisposto non è stata lavata via dai fiumi di alcool nei quali a cercato conforto in momenti di debolezza e disperazione. Non sa che troverà presto una occasione di dare testimonianza della sua fede. E senza avere un prete per confessarsi, essendo rimasto lui l’ultimo…

    L’interessante vicenda della condanna da parte della Chiesa di questo classico della letteratura inglese e del successivo ripensamento, già nota, è stata ricostruita con dettaglio in seguito all’apertura di una parte dell’archivio segreto della Congregazione per la Dottrina della Fede operata da Joseph Ratzinger, come testimonia un articolo di qualche tempo fa che ne riporta i passaggi salienti.

    ha scritto il 

  • 0

    Il viaggio del prete-spugna non l'ho trovato avvincente e carico di significati come mi auguravo.
    L'idea dello scrittore è quello di presentarci il protagonista come un uomo pieno di vizi, uguale alla ...continua

    Il viaggio del prete-spugna non l'ho trovato avvincente e carico di significati come mi auguravo.
    L'idea dello scrittore è quello di presentarci il protagonista come un uomo pieno di vizi, uguale alla maggioranza dei suoi simili, egoista ed interessato esclusivamente alla propria sopravvivenza per poter continuare a peccare e vivere come i canoni classici di una società corrotta ci indicano.

    Nel finale il prete subisce un radicale cambiamento, comprendendo come sacrificarsi per il benessere comune, per cambiare le cose e le concezioni nelle persone, possa avere più senso che continuare ad andare avanti con la misera esistenza che si era creato.
    Questo messaggio arriva in maniera un pò forzata, lasciando intendere fin dall'inizio come si volesse arrivare a questo punto che, a mio parere, nasconde a sua volta dell'egoismo più che atti di fede superiori, in quanto conveniente al prete stesso per sentirsi, anche per un solo attimo, gratificato e felice a prescindere se le sue conclusioni siano erronee o meno.

    Voto: 6+/10

    ha scritto il 

  • 4

    Bajo el peso del México revolucionario y de la cruel persecución al catolicismo, Graham Greene da una visión tremendamente humana del sacerdocio profesado por algunos de los hombres de Cristo.
    El prot ...continua

    Bajo el peso del México revolucionario y de la cruel persecución al catolicismo, Graham Greene da una visión tremendamente humana del sacerdocio profesado por algunos de los hombres de Cristo.
    El protagonista es un ser enfermizo, egoísta y cobarde, que se ve en muchas ocasiones alejado de la fe que predica.
    Sólo el valiente tesón, el heroísmo y la capacidad de sacrificio de los habitantes que lo esconden; hará que se enfrente vivamente con la mezquina hiel que anida en su interior; aliviando la purga supurante y corroyente de su maltratado corazón.
    Redención, justicia y espíritu, a los límites del valor.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un romanzo ambizioso e scabroso insieme, tanto da aver subito la censura del Sant’Uffizio. Narra con stile incalzante le vicende della persecuzione anticattolica in Messico nel 1940. Protagonista è ...continua

    E' un romanzo ambizioso e scabroso insieme, tanto da aver subito la censura del Sant’Uffizio. Narra con stile incalzante le vicende della persecuzione anticattolica in Messico nel 1940. Protagonista è un prete costretto a fuggire continuamente, lasciandosi dietro le spalle una scia di feroce repressione governativa. La sua fuga è molto “umana”, mentre il suo ministero lo porterebbe ad accettare la cattura come espiazione per i peccati commessi durante la sua esistenza ben poco “santa”.

    ha scritto il 

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