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Il potere e la gloria

Di

Editore: Mondadori (oscar)

3.9
(655)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000039089 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elio Vittorini

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Questo prete renitente e condannato a morte dal potere pubblico e sulla cui testa pende una taglia (il dramma si svolge in un Messico in balia di governanti atei e persecutori), che cerca di salvarsi come d'altro canto hanno fatto tutti gli altri preti, anche i piu virtuosi, e che in effetti si salva e passa la frontiera, ma che ritorna ogni volta che un morente ha bisogno di lui, perfino quando crede che il suo soccorso sarà vano e addirittura quando non ignora che si tratta di una trappola e che chi lo chiama lo ha già tradito, questo prete ubriacone, impuro e tremante davanti alla morte, si sacrifica senza perdere per un solo istante la consapevolezza della propria bassezza e vergogna. In questo falso-cattivo prete non è la virtu che appare in contrasto col peccato, ma la fede. La fede nel carattere sacrale che ha ricevuto nel giorno della sua ordinazione, nel potere che lui solo (dopo che tutti gli altri sono stati massacrati oppure sono fuggiti) reca nelle mani indegne e tuttavia consacrate. François Mauriac
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    Il potere e la gloria - di Guido Vassallo

    Lo chiamano il prete spugna. Puzza di acquavite. Ha anche una figlia, generata in un momento di ubriachezza quando era parroco in un villaggio di contadini. Opportunista e incostante. È il protagonist ...continua

    Lo chiamano il prete spugna. Puzza di acquavite. Ha anche una figlia, generata in un momento di ubriachezza quando era parroco in un villaggio di contadini. Opportunista e incostante. È il protagonista di questo romanzo, scritto nel 1940. Un prete che non ha nulla di quella esemplarità che ci si aspetterebbe da un uomo di chiesa. Solo che questo prete vive in un Messico dove imperversa una violentissima persecuzione nei confronti della fede. Non ci sono più sacerdoti in giro e anche lui è braccato dai miliziani e deve nascondersi nelle fattorie o nelle cantine. Dove giunge, però, il prete ubriacone, si sparge la notizie e le persone si radunano: poveri e abbandonati cercano il conforto dei sacramenti, la consolazione di una confessione, il cibo spirituale dell’Eucarestia. Animate dalla fede le persone semplici vedono, oltre l’apparenza di un uomo distrutto da vizio, l’azione della grazia di Dio.

    Romanzo che apre uno squarcio. Quando uscì generò scandalo. Il Sant’Uffizio si interessò del caso e diffidò l’autore dal mettere in circolazione altre edizioni di un romanzo che era già diventato un caso letterario senza averlo prima rivisto, eliminando le immoralità che conteneva. Fu il cardinale Montini, futuro papa Paolo VI, a rimettere in discussione il giudizio del Sant’Uffizio elogiando l’opera dal ‘singolare valore letterario’ e dall’intento ‘altamente apologetico’. Il tema è di grande attualità: sacerdoti non esemplari appaiono con una certa periodicità nelle pagine dei nostri quotidiani e creano confusione e sfiducia nei fedeli cattolici. Del potere della grazia di Dio, che agisce anche attraverso strumenti non adeguati, di solito in questi stessi quotidiani non si fa parola. Così come si dimenticano spesso tutti quei preti che nel silenzio e nella fedeltà alla propria vocazione, svolgono un servizio preziosissimo e scomodo e pericoloso a volte che i benpensanti dal giudizio leggero forse non riescono a immaginare.

    «Il prezzo della libertà, anche nella Chiesa, è l’eterna vigilanza» ebbe a scrivere Graham Green in una delle successive edizioni del romanzo. «Ma io mi domando se uno qualsiasi degli Stati totalitari, sia di destra o di sinistra, mi avrebbe trattato con la stessa gentilezza quando mi rifiutai di rivedere il libro con il cavilloso pretesto che il copyright apparteneva ai miei editori…».

    Nelle sue peregrinazioni il prete spugna incontra padre Josè, che davanti alla violenza della persecuzione ha preferito abbandonare il suo sacerdozio e ora vive, sposato, una vita serena, senza minacce, ma con l’animo appesantito dai sensi di colpa. Il prete spugna, invece, scappa, si nasconde e a volte chiede acquavite in cambio del suo servizio pastorale.

    Un bel giorno viene messo all’angolo. Un traditore lo supplica di recarsi a confessare un moribondo, un famigerato assassino che si trova in fin di vita in una prigione di provincia. Lui va. La vocazione di prendersi cura dei peccatori a cui ha corrisposto non è stata lavata via dai fiumi di alcool nei quali a cercato conforto in momenti di debolezza e disperazione. Non sa che troverà presto una occasione di dare testimonianza della sua fede. E senza avere un prete per confessarsi, essendo rimasto lui l’ultimo…

    L’interessante vicenda della condanna da parte della Chiesa di questo classico della letteratura inglese e del successivo ripensamento, già nota, è stata ricostruita con dettaglio in seguito all’apertura di una parte dell’archivio segreto della Congregazione per la Dottrina della Fede operata da Joseph Ratzinger, come testimonia un articolo di qualche tempo fa che ne riporta i passaggi salienti.

    ha scritto il 

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    Il viaggio del prete-spugna non l'ho trovato avvincente e carico di significati come mi auguravo.
    L'idea dello scrittore è quello di presentarci il protagonista come un uomo pieno di vizi, uguale alla ...continua

    Il viaggio del prete-spugna non l'ho trovato avvincente e carico di significati come mi auguravo.
    L'idea dello scrittore è quello di presentarci il protagonista come un uomo pieno di vizi, uguale alla maggioranza dei suoi simili, egoista ed interessato esclusivamente alla propria sopravvivenza per poter continuare a peccare e vivere come i canoni classici di una società corrotta ci indicano.

    Nel finale il prete subisce un radicale cambiamento, comprendendo come sacrificarsi per il benessere comune, per cambiare le cose e le concezioni nelle persone, possa avere più senso che continuare ad andare avanti con la misera esistenza che si era creato.
    Questo messaggio arriva in maniera un pò forzata, lasciando intendere fin dall'inizio come si volesse arrivare a questo punto che, a mio parere, nasconde a sua volta dell'egoismo più che atti di fede superiori, in quanto conveniente al prete stesso per sentirsi, anche per un solo attimo, gratificato e felice a prescindere se le sue conclusioni siano erronee o meno.

    Voto: 6+/10

    ha scritto il 

  • 4

    Bajo el peso del México revolucionario y de la cruel persecución al catolicismo, Graham Greene da una visión tremendamente humana del sacerdocio profesado por algunos de los hombres de Cristo.
    El prot ...continua

    Bajo el peso del México revolucionario y de la cruel persecución al catolicismo, Graham Greene da una visión tremendamente humana del sacerdocio profesado por algunos de los hombres de Cristo.
    El protagonista es un ser enfermizo, egoísta y cobarde, que se ve en muchas ocasiones alejado de la fe que predica.
    Sólo el valiente tesón, el heroísmo y la capacidad de sacrificio de los habitantes que lo esconden; hará que se enfrente vivamente con la mezquina hiel que anida en su interior; aliviando la purga supurante y corroyente de su maltratado corazón.
    Redención, justicia y espíritu, a los límites del valor.

    ha scritto il 

  • 4

    è un romanzo ambizioso e scabroso insieme, tanto da aver subito la censura del Sant’Uffizio. Narra con stile incalzante le vicende della persecuzione anticattolica in Messico nel 1940. Protagonista è ...continua

    è un romanzo ambizioso e scabroso insieme, tanto da aver subito la censura del Sant’Uffizio. Narra con stile incalzante le vicende della persecuzione anticattolica in Messico nel 1940. Protagonista è un prete costretto a fuggire continuamente, lasciandosi dietro le spalle una scia di feroce repressione governativa. La sua fuga è molto “umana”, mentre il suo ministero lo porterebbe ad accettare la cattura come espiazione per i peccati commessi durante la sua esistenza ben poco “santa”.

    ha scritto il 

  • 4

    Paradossalmente, quando devo parlare bene di un libro, mi vengono poche parole e sempre quelle; forse parlarne male è più creativo e divertente: aggettivi e avverbi mi vengono puff!... come funghetti. ...continua

    Paradossalmente, quando devo parlare bene di un libro, mi vengono poche parole e sempre quelle; forse parlarne male è più creativo e divertente: aggettivi e avverbi mi vengono puff!... come funghetti.
    Vabbè, repetita iuvant, (quando non annoiano)...
    Cattolici o meno - un bel libro. Lettura modicamente toccante. Storia interessante ed istruttiva; personaggi perfettamente delineati, struttura efficace e scrittura impeccabile.

    ha scritto il 

  • 0

    "Siamo entusiasti di annunciare che anobii entra a far parte del gruppo mondadori..."
    dunque...
    graham greene "mondadori" è un grande, il potere della mistificazione è in lui. uno dei migliori gialli ...continua

    "Siamo entusiasti di annunciare che anobii entra a far parte del gruppo mondadori..."
    dunque...
    graham greene "mondadori" è un grande, il potere della mistificazione è in lui. uno dei migliori gialli che ho letto si dice fosse scritto dal suo pseudonimo, poiché il suo trucco era il dubbio della certezza. questo libro appartiene alla corte del più attuale dei poteri: la glorificazione della vita eterna e, per me, a chi non posso assegnare il premio della gloria dell'inganno? la verità di ogni scrivente sta nel suo "liquido", nel colore marrognolo che lascia nella divina arte tempestosa dell'inganno. essendo esplicito, greene appartiene alla stessa razza di koestler (il vero nella menzogna), ma in questo bisogna atterrare nella terra dei neutrali che non appartiene alla scrittura fluida, che non da(re) volto e nome al colpevole, ma suono alla foresta del pensiero. poi, ad ognuno di noi un giudizio inutile. potessi dare un gesto alle virgole non sarei qui.

    ha scritto il 

  • 4

    tra le foreste piovose del Messico meridionale la storia di un prete fuggiasco condannato a morte da un'ideologia estremista al potere. Emergono tutti gli aspetti negativi degli uomini... dalla paura ...continua

    tra le foreste piovose del Messico meridionale la storia di un prete fuggiasco condannato a morte da un'ideologia estremista al potere. Emergono tutti gli aspetti negativi degli uomini... dalla paura all'egoismo.. dalla violenza alla depravazione. Lascia tanto amaro in bocca, ma è davvero un bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Conferma

    Greene si conferma nella mia classifica personale come un grandissimo. Qui riesce ad avvincermi con la storia di un prete fuggiasco dal messico invaso dai "rossi"... Riesce a mostrare una qualità narr ...continua

    Greene si conferma nella mia classifica personale come un grandissimo. Qui riesce ad avvincermi con la storia di un prete fuggiasco dal messico invaso dai "rossi"... Riesce a mostrare una qualità narrativa e descrittiva impressionante.

    ha scritto il