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Il pozzo della solitudine

Di

Editore: Newton & Compton

3.9
(320)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8879838989 | Isbn-13: 9788879838986 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lucio Angelini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il libro "Il pozzo della solitudine" mi è stato consigliato. Parla di una donna che a causa della sua omosessualità è costretta ad abbandonare la casa amata e a sentirsi inadeguata e disprezzata dalla società in cui vive e anche dalla madre. Il libro è stato pubblicato nel 1928, ma purtroppo l'ar ...continua

    Il libro "Il pozzo della solitudine" mi è stato consigliato. Parla di una donna che a causa della sua omosessualità è costretta ad abbandonare la casa amata e a sentirsi inadeguata e disprezzata dalla società in cui vive e anche dalla madre. Il libro è stato pubblicato nel 1928, ma purtroppo l'argomento è ancora molto attuale. Invito tutti a leggerlo poichè, grazie a questo libro, riusciamo a capire la sofferenza e l'inadeguatezza di queste persone, che sono costrette a vedere disprezzato il più nobile sentimento che riescono a provare: l'amore.

    ha scritto il 

  • 3

    "Stephen, you're still really something" *

    "The well of loneliness": un libro brutto ma necessario.
    Brutto a livello d'immagini, di linguaggio (infarcito com'è di metafore tipicamente ottocentesche, malgrado sia stato pubblicato, per la prima volta, nel 1928), di personaggi (con i quali non c'è stata identificazione: Stephen, creatura ase ...continua

    "The well of loneliness": un libro brutto ma necessario. Brutto a livello d'immagini, di linguaggio (infarcito com'è di metafore tipicamente ottocentesche, malgrado sia stato pubblicato, per la prima volta, nel 1928), di personaggi (con i quali non c'è stata identificazione: Stephen, creatura asessuata e panica, mi è rimasta lontana, così come ho sentito distanti, ad esempio, la crudele Angela, la dolce, incolore, alienata Mary, ultima compagna della protagonista nonché suo grande, ideale amore, e Martin). Necessario perché espressione, coraggiosa, di un'interiorità (quella di Stephen, evidentissimo alter-ego dell'autrice) spezzata, di un'identità derisa, vessata, disprezzata (straziante il rifiuto della madre), costretta a negare sé stessa (o a auto-definirsi deviata), poiché non conforme agli standard imposti dalla società (ed esistono infiniti modi per essere diversi, al di là di un'eterodossia legata ai gusti sessuali). Non che sia un brutto libro (a parte qualche momento vagamente patetico), intendiamoci, eppure, ad un certo punto, mi sono trovata a chiedermi perché lo stessi leggendo (solo in un secondo momento mi sono ricordata che Moz aveva espresso un giudizio positivo su quest'opera): ancor prima di gridare l'universale diritto ad amare un essere umano del proprio stesso sesso, infatti, la Hall afferma, qui, il diritto ad amare (e ad essere amati) tout court. Né l'una né l'altra delle questioni, in realtà, mi interessano poi molto (all'amore non credo, e ancor meno credo ad un amore come quello descritto dall'autrice inglese, servile, ossessivo, posticciamente romantico). Ben più interessanti, a mio parere, le riflessioni della Hall sulla scrittura, sui libri (intesi come i soli compagni davvero fedeli), sull'arte e sul ruolo dell'artista (purtroppo non sufficientemente sviluppate). Immaturo.

    * "Stephen, you're really something" - The Associates http://www.youtube.com/watch?v=vb3KOdhDkF8 L'associazione libro-canzone mi è venuta spontanea; ho deciso di assecondarla anche se si tratta, francamente, di una delle canzoni più brutte (puro divertissement?) del repertorio, altrimenti straordinario, degli Associates.

    ha scritto il 

  • 0

    Trova il libro nell'OPAC delle biblioteche mantovane:
    http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search…

    Non ci si può sottrarre. Perdere la battaglia ma non la guerra. Se le persone non capiscono, possono chiedere a Dio. Il grande ...continua

    Trova il libro nell'OPAC delle biblioteche mantovane: http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search&thTitoloBase2=pozzo+della+solitudine&startat=0

    Non ci si può sottrarre. Perdere la battaglia ma non la guerra. Se le persone non capiscono, possono chiedere a Dio. Il grande amore e la grande sofferenza delle persone, che invocano il diritto di esistere.

    ha scritto il 

  • 5

    Tutti hanno diritto di amare

    Nonostante il numero corposo di pagine, questo libro si legge con trasporto. La storia drammatica, dolorosa è vissuta in un'epoca di ipocrisie, dove la diversità veniva vista con distacco xchè all'epoca quasi se ne ignorava l'esistenza.
    Una scrittura molto curata, una grande donna che ha saputo ...continua

    Nonostante il numero corposo di pagine, questo libro si legge con trasporto. La storia drammatica, dolorosa è vissuta in un'epoca di ipocrisie, dove la diversità veniva vista con distacco xchè all'epoca quasi se ne ignorava l'esistenza. Una scrittura molto curata, una grande donna che ha saputo sfidare le convenzioni sociali per far valere i propri diritti.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro un po' pesante, gli anni che si porta sul groppone si sentono tutti. Linguaggio mieloso e smielato, idee da lesbodramma, a tratti fa sorridere... ma la sostanza tragica rimane tutta, e non manca una vena di inquietante attualità, se si pensa che Lady Anna Gordon non è molto dissimile da tan ...continua

    Libro un po' pesante, gli anni che si porta sul groppone si sentono tutti. Linguaggio mieloso e smielato, idee da lesbodramma, a tratti fa sorridere... ma la sostanza tragica rimane tutta, e non manca una vena di inquietante attualità, se si pensa che Lady Anna Gordon non è molto dissimile da tante mamme contemporanee in quanto ad arretratezza mentale... almeno lei ha a sua discolpa l'essere un residuato pre '15-18. Un po' fastidioso il compiacimento scientifico con cui l'autrice definisce la protagonista Stephen un'invertita e "assolve" la sua compagna Mary, quasi fosse una poverina traviata dalla malata di turno e in grado eventualmente di accasarsi con uno scialbo maritino per moltiplicarsi. Ma è un caposaldo della letteratura lesbica e andava letto, almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

  • 4

    E'stato il secondo libro a tema che ho letto. Ricordo che mi era piaciuto moltissimo contestualizzandolo nell'epoca in cui era stato scritto. Certo, non è un libro allegro o facile e non ho mai più osato rileggerlo da allora.

    ha scritto il 

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