Il prato di camomilla

Di

Editore: De Agostini

3.6
(39)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8840255060 | Isbn-13: 9788840255064 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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  • 3

    Volevo leggere qualcosa in inglese e la mia scelta è ricaduta su un romanzo di questa popolare autrice inglese, Mary Wesley. E' una storia ambientata in parte in Cornovaglia e in parte a Londra durant ...continua

    Volevo leggere qualcosa in inglese e la mia scelta è ricaduta su un romanzo di questa popolare autrice inglese, Mary Wesley. E' una storia ambientata in parte in Cornovaglia e in parte a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale, protagonisti uno stuolo di cugini e zii. C'è uno scambio di coppie tra gli adulti, c'è la cuginetta orfana che ama, non corrisposta, il cugino più grande, innamorato a sua volta senza speranza della bellissima cugina senza scrupoli che sposerà il ricco di turno, c'è un'altra cugina che, innamorata di due gemelli, avrà due figli da entrambi e a nessuno sembrerà importare chi sia il padre. C'è la Guerra, uno dei cugini morirà in battaglia, ma tutti sembrano godersela alla grande. C'è molto cinismo o molta superficialità, non saprei. Sono molto perplessa da questa lettura, buona giusto per fare pratica con l'inglese.

    ha scritto il 

  • 4

    Parla con leggerezza di cose importanti, l'home front, la guerra vista da casa. Che permette sconvolgimenti, cambi di vita. Molto alcool, molto humour. La paura, di morte ma anche di sentimenti forti. ...continua

    Parla con leggerezza di cose importanti, l'home front, la guerra vista da casa. Che permette sconvolgimenti, cambi di vita. Molto alcool, molto humour. La paura, di morte ma anche di sentimenti forti. in cornovaglia, i profumi di fiori e terra, a Londra, i profumi e basta.

    ha scritto il 

  • 3

    Sorry, ma non sono riuscita ad entrare in alcuna sintonia con questa antipaticissima famiglia inglese (allargata, molto allargata, se consideriamo anche lo stuolo di amanti più o meno occasionali e m ...continua

    Sorry, ma non sono riuscita ad entrare in alcuna sintonia con questa antipaticissima famiglia inglese (allargata, molto allargata, se consideriamo anche lo stuolo di amanti più o meno occasionali e menage a trois più o meno consolidati e nei quali si inciampa una pagina si e l'altra pure).

    La storia inizia qualche giorno prima dell'entrata in guerra (si tratta della seconda guerra mondiale) dell'Inghilterra, vede sfilare quasi tre generazioni e si conclude una quarantina di anni dopo

    Mentre i maschi sono a combattere, le femmine della famiglia, rimaste sul "fronte interno" --- chi a Londra chi in Cornovaglia --- trovano proprio nella guerra l'occasione (la felice occasione, viene detto più volte --- leggere per credere. Le citazioni su "ma che bello che c'è la guerra" non è certo cosa di cui si avverta penuria,nel libro) per potere finalmente fare quello che caspita loro piace.

    Nei commenti di grande apprezzamento che ho letto qua e la su questo romanzo compare più volte, come argomentazione favorevole al libro, il fatto che l'autrice darebbe della guerra sul fronte interno un'immagine non convenzionale e parecchio originale.

    Originale, la rappresentazione che della guerra viene fuori dalle pagine de "Il prato di camomilla" lo è senz'altro. Come no.

    Ma è un'originalità che non solo non sono riuscita ad apprezzare, ma che ho trovato (mi ripeto, lo so) davvero irritante.

    Un piccolo assaggio di quel che passa per la testa della maggior parte dei personaggi femminili del romanzo, e di cui il romanzo è pieno.
    Questa che ho scelto è di Helena, una delle donne della famiglia che personalmente ho trovato più insopportabili.

    "Che cosa straordinaria è, pensò Helena togliendo la crema e tornando a spalmarla, che con tutte le cattive notizie dal Medio Oriente, con Walter morto, con la guerra che si diffonde dappertutto, io sia così felice e Calypso, così diversa da me, sembri anche lei divertirsi come non mai. Se non fosse per Hitler, non avrei mai incontrato Max, se non fosse per la guerra, Hector non avrebbe mai deciso di risposarsi. Gli ebrei potranno anche essere schiavizzati, pensò Helena incipriandosi il naso, ma io sono libera da quel noioso, noiosissimo Richard. "

    Alè.

    ...Ma poi chissà, magari sono io che non sono all'altezza di scorgere in questo tipo di considerazioni i grandi significati di emancipazione, libertà, anticonformismo che l'autrice voleva esprimere? Chissà.

    P.S. Tre stelline perché il romanzo è tecnicamente scritto con abilità (e dunque tre stelline per "il come"). Fosse per il "cosa", considererei due stelline un voto più che magnanimo.

    ha scritto il 

  • 4

    The effect of global conflict on hormones

    This author was warmly recommended by a French friend, who was surprised that Mary Wesley was (no longer?) very popular in the UK. I certainly hadn’t picked up any of her books, but that doesn’t mean ...continua

    This author was warmly recommended by a French friend, who was surprised that Mary Wesley was (no longer?) very popular in the UK. I certainly hadn’t picked up any of her books, but that doesn’t mean anything. I enjoyed the book and wondered whether it was authors like Mary Wesley, that made my British grandmother regularly purse her lips and comment that not all the girls were going wild, during what she called The War.

    I didn’t think there was anything massively original in the story of a well-to-do middle class English family and the the effect that war has on its members. People getting killed all the time, both at home under the bombs and abroad as soldiers or in camps, might well lead to changes in behaviour. I have no personal experience of a war situation but it does seem plausible. However, I thought there was an almost soap opera quality to the story, you know the sort of thing: “and what happens next is, she doesn’t know who the father(s) of her children is/are, and the one who was such a womaniser turns out to have a really genuine, caring side, and the old WWI veteran isn’t such a bore after all etc.”

    It certainly made for an enjoyable read and I might well try another of Mary Wesley's novels.

    ha scritto il 

  • 4

    Inglesi durante la guerra

    Lo scoppio della seconda guerra mondiale sconvolge i comportamenti di una tranquilla famiglia inglese, che ogni estate si ritrovava in Cornovaglia per trascorrere le vacanze.
    Ma dopo il 1939 tutto cam ...continua

    Lo scoppio della seconda guerra mondiale sconvolge i comportamenti di una tranquilla famiglia inglese, che ogni estate si ritrovava in Cornovaglia per trascorrere le vacanze.
    Ma dopo il 1939 tutto cambia: spariscono le compassate abitudini e crollano le inibizioni.
    "E' stato un periodo straordinariamente felice. Abbiamo fatto cose che non avremmo mai fatto".
    Tra passato e presente, un libro vivace e curioso, tutto di dialoghi attraverso i quali lentamente si svelano i personaggi e la loro storia.
    Tre stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli amori, i tradimenti, i segreti, insomma la vita di un gruppo che si trova a vivere l'esperienza della seconda guerra mondiale. Tutti, dai più giovani ai meno giovani, si scoprono posseduti da una ...continua

    Gli amori, i tradimenti, i segreti, insomma la vita di un gruppo che si trova a vivere l'esperienza della seconda guerra mondiale. Tutti, dai più giovani ai meno giovani, si scoprono posseduti da una brama di nuove emozioni che la precarietà della vita in guerra fa nascere in loro, liberi da regole e costrizioni che in un simile momento sembrano assurdi. Sul filo della memoria, decenni dopo, mentre si recano al funerale di uno di loro, i protagonisti rievocano quegli anni e riconoscono, ognuno a modo proprio, che, nonostante la guerra, le bombe, l'orrore dei campi di concentramento e i razionamenti, si sono divertiti. E tanto. Un romanzo corale che ho letto con grande piacere dall'inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Con Il prato di camomilla Mary Welsey pubblica nel 1984 - e in maniera quasi anacronistica - un libro singolare. Ambientato nella Gran Bretagna della seconda guerra mondiale, è un romanzo corale dopo ...continua

    Con Il prato di camomilla Mary Welsey pubblica nel 1984 - e in maniera quasi anacronistica - un libro singolare. Ambientato nella Gran Bretagna della seconda guerra mondiale, è un romanzo corale dopo il suo tempo, scritto in uno stile che rimanda a quello di tanti romanzi cosiddetti 'leggeri' anni Trenta (in particolare, vengono in mente Michael Arlen o Charles Morgan - ma anche in qualche modo il Christopher Morley di Tuono a sinistra). In più, ovviamente, c'è tutta una consapevolezza storiografica che consente di trattare con distaccato anticonformismo gli avvenimenti bellici, vero e proprio cardine della rappresentazione di un'idea di patriottismo britannico che arriva fino a ora. La trama coinvolge le vicende dei cinque nipoti di una coppia di zii che vive in una casa in campagna in Cornovaglia (da cui: il prato di camomilla): Polly, Calypso, Walter, Oliver e Sophy. Per tutti i cugini - così come per tutti i loro amici che hanno fino a quel momento condiviso una quieta giovinezza idillica in quell'angolo di mondo - la vita è destinata a cambiare in modo forte - un cambiamento che coinvolge anche, come un tornado irresistibile, la vecchia generazione. Attraverso una focalizzazione multipla (con almeno cinque paralleli e principali punti di vista, più alcuni secondari) e un costante flashback (e qui forse fa capolino Ritorno a Brideshead) che arriva al passato dal presente (unico, labilissimo legame, a fare i conti degli anni, con il periodo attuale di redazione del testo), la narrazione si concentra sugli eventi del cosiddetto fronte interno (quei civili che furono il vero altro fronte dei combattimenti), descrivendo la guerra - con l'inevitabile sovvertimento di valori, priorità, regole, come un periodo di paradossale divertimento, sperimentazione dei propri limiti, liberazione. Mentre gli uomini della generazione giovane (e anche il ricco e anziano marito di Calypso) sono in guerra, coloro che restano a casa (le tre cugine, Calypso la bella, Polly dall'anticonvenzionale buon senso, la ancora giovanissima Sophy; così come la generazione dei 'vecchi': gli zii Richard e Helena, una coppia di profughi ebrei tedeschi, Max e Monika, cui i due inglesi hanno dato assistenza e protezione) aguzzano l'ingegno per vivere 'bene' nonostante le restrizioni e dimenticare le disgrazie (Monika), ottengono una relativa fama coi concerti (Max), intrecciano relazioni adulterine e impreviste (ancora Max e Helena), scoprono di essere relativamente utili (Richard, grazie a Monika), lavorano per l'Intelligence (Polly), si divertono e flirtano incessantemente con giovani in licenza mentre imperversano i bombardamenti (Calypso, soprattutto): in una parola, scoprono nella imprevedibilità di una sempre precaria esistenza la forza per dare voce ai propri desideri.
    La scena finale - quella ambientata nel presente - prevede una reunion di tutti i personaggi superstiti: sono passati quarant'anni e si stanno recando a un funerale (di Max). L’ultimo incontro avviene così nella vecchia casa del prato di camomilla, durante un ricevimento funebre in cui tutti sembrano oramai invecchiati come maschere (e qui fa capolino, con consapevolezza, la celebre scena del Tempo ritrovato proustiano). Ma, quando il lettore sembra oramai rassegnato al cinismo del tempo che passa, il romanzo lo sorprende per l’ultima volta. E la narrazione si chiude con una nuova, timida, promessa di futuro per due dei personaggi. E con una massima pericolosa che sembra prendere in considerazione, fare propria, e poi smentire ironicamente tutta la teoria di Peter Brooks e del suo desiderio di trama. “Sta’ attento a quel che desideri” – dice infatti la (non più troppo) giovane Sophy mentre si avvia verso il sogno di una vita di realizzazione romanzesca (un futuro con il cugino Oliver) – “perché sicuramente si avvera”.

    ha scritto il