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Il prete bello

Di

Editore: Garzanti

3.9
(526)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un lungo racconto scritto in modo magistrale, secondo le buone regole della composizione e con un linguaggio agile, piacevole, elegante.

    La figura del prete bello è un pretesto narrativo che resta ...continua

    Un lungo racconto scritto in modo magistrale, secondo le buone regole della composizione e con un linguaggio agile, piacevole, elegante.

    La figura del prete bello è un pretesto narrativo che resta sullo sfondo del teatrino di provincia, animato da personaggi molto ben disegnati, con i tratti un pò forti propri dei ricordi di adolescente.

    ha scritto il 

  • 1

    Sarà che non ho capito cosa ci volesse dire. L'ho trovato irritante e inverosimile: tutte queste beghine invaghite di un prete? E due bambini che fanno da "ruffiani" con dovizia di particolari??? I ...continua

    Sarà che non ho capito cosa ci volesse dire. L'ho trovato irritante e inverosimile: tutte queste beghine invaghite di un prete? E due bambini che fanno da "ruffiani" con dovizia di particolari??? I personaggi che si incontrano, tutti, mi sono risultati antipatici, sgradevoli, e il "raggio di sole" che irrompe ad un certo punto non è riuscito a rischiarare proprio niente, per me, anzi. La fine, le ultime righe, sono le uniche che salvo. Due o tre righe.

    ha scritto il 

  • 5

    Un affresco di umane meschinità e insieme una grande storia di amicizia. Personaggi memorabili, dal primo all'ultimo. E in più il racconto dell'Italia fascista degli anni '40. Pubblicato nel 1954, ...continua

    Un affresco di umane meschinità e insieme una grande storia di amicizia. Personaggi memorabili, dal primo all'ultimo. E in più il racconto dell'Italia fascista degli anni '40. Pubblicato nel 1954, decisamente uno dei capisaldi della nostra letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Un pò come Pratolini con Firenze, Parise ci proietta nella realtà vicentina alla vigilia del coinvolgimento della nazione nella seconda guerra mondiale. Un Italia del passato prossimo che appare ...continua

    Un pò come Pratolini con Firenze, Parise ci proietta nella realtà vicentina alla vigilia del coinvolgimento della nazione nella seconda guerra mondiale. Un Italia del passato prossimo che appare distante anni luce, ma con incredibili assonanze con quella odierna. La povertà non ha epoca ed età così come i personaggi descritti e gli sfondi affrescati dalla penna di Parise. Il tempo passa senza passare mai. Un libro, a suo modo, assai prezioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il prete bello è un romanzo picaresco che narra le avventure di due ragazzini preadolescenti, Sergio e l'amico Cena, figli della povertà estrema eppure capaci di inventarsi trucchi ed escamotages ...continua

    Il prete bello è un romanzo picaresco che narra le avventure di due ragazzini preadolescenti, Sergio e l'amico Cena, figli della povertà estrema eppure capaci di inventarsi trucchi ed escamotages in grado di garantire loro una rendita dignitosa e persino di guadagnarsi una bicicletta Bianchi ultimo modello. Goffredo Parise racconta la provincia veneta attraverso le marachelle e i furti dei due amici, insieme alla "naia", la banda di teppisti di strada a cui sono legati. Tutte le vicende ruotano intorno al caseggiato al numero 18 di via Corpus Domini, abitato da Sergio, Cena e da molteplici personaggi, ognuno con i propri vizi e le proprie virtù: la beghina Camilla, l'avida Immacolata, la sensuale Fedora, l'umile Walenska, l'estroverso cavalier Esposito... e, naturalmente, don Gastone, la personificazione dei sogni femminili e degli ideali eroici, l'idolo del quartiere, il prete bello, il fervente fascista, l'ambizioso autore del saggio Spagna, fucina di Fede. Sergio e Cena osservano il comportamento contraddittorio e spesso riprovevole degli adulti, stanno al loro gioco nel tentativo di guadagnare un dolce o qualche lira, manipolano la realtà ai loro scopi ed interessi. Sono pur sempre dei bambini, con desideri semplici e aspirazioni basilari: sarà la vita, con la sua amara crudeltà, a costringerli a crescere all'improvviso e ad affrontare la tragedia. Difficile classificare questo romanzo, per la maggior parte avventuroso e scanzonato, ma drammatico e incontrovertibile nel finale. Al lettore resta un groppo nel cuore, ma anche la consapevolezza di aver incontrato un autore capace di osservare e di rendere in maniera meticolosa ed oggettiva la molteplicità dei caratteri e dei vizi dei suoi personaggi, come in un capolavoro di fine Ottocento, ma con la spregiudicatezza e lo sguardo disincantato dello scrittore moderno. Davvero un gioiello della letteratura italiana, che non mi spiego come mai sia rimasto pressoché sconosciuto.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/03/il-prete-bello-anno-ii-lettura-13.html

    ha scritto il 

  • 5

    non me lo aspettavo un regalo così grande dal mio gruppo di lettura. ho scoperto un libro che rileggerò nel tempo e che sicuramente regalerò. fino ad ora l'avevo tenuto a distanza per il titolo, ...continua

    non me lo aspettavo un regalo così grande dal mio gruppo di lettura. ho scoperto un libro che rileggerò nel tempo e che sicuramente regalerò. fino ad ora l'avevo tenuto a distanza per il titolo, ma ho scoperto che il prete è solo uno dei personaggi (e neanche uno dei più importanti). i veri protagonisti sono due ragazzini di un povero rione vicentino: Sergio e Cena, che devono imparare a cavarsela; Sergio perchè è illeggittimo, Cena perchè è come se non ce li avessi i genitori e i fratelli. ho riso di quel prete bello, delle signorine zitelle che lo seguivano, del cavalere col suo bagno chiuso a chiave, del cappellaio costipato e della voluttuosa Fedora. ma sono stati Sergio e Cena a commuovermi fino alle lacrime, la loro amicizia e l'orgoglio di quei due poveri bembini che sognano una bicicletta rossa.

    ha scritto il 

  • 4

    Un “Amarcord” alla vicentina

    Siamo nel quaranta in un paesino alla estrema periferia di Vicenza in un caseggiato di povera gente dove l’unica certezza è la pellagra. C’è Sergio,, il narratore, e la sua banda, “la ...continua

    Siamo nel quaranta in un paesino alla estrema periferia di Vicenza in un caseggiato di povera gente dove l’unica certezza è la pellagra. C’è Sergio,, il narratore, e la sua banda, “la naia”,di giovanissimi che cercano di sopravvivere con tutti i trucchi conosciuti. Con lui nella naia il “Cena” che ogni tre parole tira giù un “ostia” e la Liliana. Tutto gravita in uno dei tanti caseggiati, questo abitato quasi prevalentemente da “signorine”. La padrona del caseggiato, la ricca, è la “signorina Immacolata”, sia di nome che di fatto, dai modi e vestiti molto zitelleschi, mi vendono in mente le “due Zittelle” landolfiane. Poi c’è Camilla, cinquantina grassottella e flacida dai denti cavallini, la “Botanica” al piano terra che vive coltivando piantine, le due “Walenska”, madre contessa decaduta con una unica mantellina di piume di struzzo e la figlia dall’età indefinita. L’unico maschio del caseggiato è il" cav. Esposito", ovviamente napoletano, ex carceriere capo ora in pensione dopo la recente morte della moglie. Piccolo e grasso coi baffi tinti ha in custodia le cinque figlie che tiene ovviamente segregate in attesa di trovare il principe azzurro per convolare a giuste nozze, figlie che, appena l padre gira gli occhi e va nel famoso bagno, mostrano grande piacere per i “maneschi approcci” di Sergio e Cena a tal punto che “si facevano trovare già senza mutande”. Il bagno del cav. è famoso perché è l’unico ad uso di una sola famiglia, esiste un solo altro bagno per tutto lo stabile, ed questo suo bagno personale è sospeso all’ultimo piano, uno “sgabuzzo esterno simile ad un berretto di un mago”. Esilarante il crollo di detto gabinetto proprio all’arrivo delle autorità con il cav. pericolosamente sospeso su due travi rimaste coi calzoni giù e le chiappe al vento in bella vista dal di sotto. Tornando alle inquiline, queste sono tutte follemente innamorate, amore misto mistico-erotico, ma quest’ultimo non del tutto confessato, per il bel Don Gastone Caoduro, il cappellano della chiesa dei servi di Maria, alto, giovane e bello, con biancheria tutta di lino e calze di organzino di seta e sempre profumatissimo. La tira che gli fanno ognuna è spietata, la gelosia per le altre atroce ma tutto in segno della fede. “Venne l’anno nuovo e con esso arrivò, a far impazzire le signorine, la contessa Manina.” Chiamata contessa perché felicemente sposata col capitano Cagiullo che si dice essere conte e Manina perché “nei cinema che frequentava ogni giorno da sola, era solita masturbare i giovani dai sedici ai diciotto anni. Era proprio un vizio, come il fumo, ….”. che sembra apprezzare molto, ricambiata, le attenzioni del prete bello. Quando sembra tutto finito e si ritorna alla normalità arriva "Fedora", la bellissima e giovane Fedora in abiti estivi perché aveva sempre caldo, uno straccetto di vestaglia di tela…… E arriva la baraonda……… Un libro godibilissimo, scritto nel 54, che mostra la solita Italietta degli anni 40, con velati cenni ironici anche al clima politico di quel periodo, un libro “con molti personaggi allegri” ma soprattutto un “libro estivo” come lo definisce l’autore

    ha scritto il 

  • 0

    Scoprire romanzi così belli dá una grande soddisfazione. Un microcosmo di persone miserabili e sfortunate nella fase di passaggio tra l'epoca dello splendore del fascismo e la fine delle illusioni ...continua

    Scoprire romanzi così belli dá una grande soddisfazione. Un microcosmo di persone miserabili e sfortunate nella fase di passaggio tra l'epoca dello splendore del fascismo e la fine delle illusioni con lo scoppio della guerra si dipana nel caseggiato di Sergio (l'io narrante) e Cena inseparabili compagni nella ricerca di cibo e denaro. Un microcosmo, in un quartiere popolare di Vicenza, turbato violentemente dall'arrivo di Don Gastone - il prete bello - ardimentoso e conturbante personaggio arrivato alla tonaca per percorsi particolari tra i quali la guerra in Spagna ed animato da una fede incrollabile nel fascismo. Don Gastone conteso da tutte le zitelle del quartiere finisce per cedere alla più avvenente e giovane avviando un crescendo di vicende che rappresentano bene la fine di una certa idea del regime e dell'Italia, insomma dove crolla tutto. Grottesco ( la figura di don Esposito), violento e triste in alcuni passaggi legati alla fame ed ai tentativi di sopravvivere, il Prete bello usa la metafora del sacerdote spregiudicato, arrivista, edonista ed egoista per sbalzare la crisi di valori occulta ma insita nella fase che precede ed accompagna l'ultima guerra.

    ha scritto il 

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