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Il primo Dio

Il primo Dio - Poesie scelte - Racconti e scritti critici

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 81)

4.2
(183)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 434 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845903621 | Isbn-13: 9788845903625 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Maria Pia Carnevali ; Postfazione: Luigi Ballerini

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    una vita che da sola vale mille storie, una rabbia che non poteva essere calmata, neppure l'autore avesse incontrato quel grande amore di cui parlava agli amici, una voce unica.
    forse nella storia del ...continua

    una vita che da sola vale mille storie, una rabbia che non poteva essere calmata, neppure l'autore avesse incontrato quel grande amore di cui parlava agli amici, una voce unica.
    forse nella storia della letteratura italiana carnevali non avrà mai un capitolo tutto per se, resterà un culto per pochi, ma chi lo incontrerà su queste pagine non lo dimenticherà facilmente.
    il libro in se poi è ben costruito: "il primo dio", le sue poesie con l'originale in inglese a fronte (e tenendo conto di come e in che tempi imparò l'inglese si resta stupiti: aveva già padroneggiato la lingua tanto da renderla propria), i ricordi di chi lo frequentò ed un saggio critico (purtroppo per me quasi illeggibile).

    ha scritto il 

  • 4

    Il dolore dev’essere la cosa più importante della mia vita

    http://www.ryo.it/2015/05/05/il-primo-dio-emanuel-carnevali/
    Finalmente un colpo liquidò la nonna. Era grassa, molto grassa, ma distesa nella bara sembrava più magra. Era stata una donna energica, una ...continua

    http://www.ryo.it/2015/05/05/il-primo-dio-emanuel-carnevali/
    Finalmente un colpo liquidò la nonna. Era grassa, molto grassa, ma distesa nella bara sembrava più magra. Era stata una donna energica, una donna robusta, piena di forza, ma la morte l’aveva trasformata in qualcos’altro. Era una vecchia fastidiosa, stupida e volgare, e non le andava mai bene niente. Mi dispiaceva così poco della sua morte, che per farmi venire le lacrime agli occhi, mi sforzavo di tenere lo sguardo fisso su qualcosa.

    ha scritto il 

  • 4

    "La mia faccia rivela voglia di esplodere e che l'esplosione avverrà presto".
    **
    "Non sono mai stato forte abbastanza per farti una vera ferita. Tutti quei lavori erano per me come una vecchia sedia m ...continua

    "La mia faccia rivela voglia di esplodere e che l'esplosione avverrà presto".
    **
    "Non sono mai stato forte abbastanza per farti una vera ferita. Tutti quei lavori erano per me come una vecchia sedia mezzo sfondata su cui sedevo per un po' prima di andare avanti. Pareva che a spronarmi non ci fossero che fame e povertà e miseria, poiché io e la miseria ci accoppiavamo, come due cani agli angoli delle strade. Ma c'era qualche altra cosa. C'era sempre una piccola luce accesa, che mi guidava attraverso l'America, questo paese al buio".

    ha scritto il 

  • 4

    "Il piacere, una rosa avvizzita sul petto della vita."
    (Il primo dio, p. 80)

    "Non capisco il cosmico humor
    che lascia vivere sciocche impossibilità, come me."
    (Invocazione alla Morte, p. 227) ...continua

    "Il piacere, una rosa avvizzita sul petto della vita."
    (Il primo dio, p. 80)

    "Non capisco il cosmico humor
    che lascia vivere sciocche impossibilità, come me."
    (Invocazione alla Morte, p. 227)

    ha scritto il 

  • 4

    La sensazione è che Arturo Bandini non ce l'abbia fatta. Si è preso il delirio poetico di onnipotenza ed è dovuto tornare in Colorado, no, neanche in Colorado, è dovuto andare in Abruzzo, a Torricella ...continua

    La sensazione è che Arturo Bandini non ce l'abbia fatta. Si è preso il delirio poetico di onnipotenza ed è dovuto tornare in Colorado, no, neanche in Colorado, è dovuto andare in Abruzzo, a Torricella Peligna.
    Pietà per Emanuel Carnevali, il primo Dio. Pregatelo leggendolo in inglese, ad alta voce.

    ha scritto il 

  • 3

    Inserito nella lista dei libri da leggere il secolo scorso dopo aver ascoltato una canzone dei Massimo Volume e acquistato solo da un paio d'anni, non poteva che deludermi un po’: troppe aspettative e ...continua

    Inserito nella lista dei libri da leggere il secolo scorso dopo aver ascoltato una canzone dei Massimo Volume e acquistato solo da un paio d'anni, non poteva che deludermi un po’: troppe aspettative e troppo perfetto l’oggetto in sé, l’elegante volume Adelphi color salmone con uno dei miei Hopper preferiti in copertina, oltre al carico di suggestioni che quel titolo, l’attesa e il testo della canzone hanno prodotto negli anni.
    Il volume comprende il suo romanzo autobiografico, le poesie, un paio di racconti e altrettanti saggi critici: le cose migliori sono il romanzo e soprattutto i saggi. Le poesie – da inesperto – mi sono sembrate deboli.

    ha scritto il 

  • 4

    ci sono arrivato attraverso i massimo volume, l'ho parcheggiato per anni prima di aprirlo temendolo un insulso mattone, mi sono ricreduto dopo poche pagine. vivo, interessante, ritmato. ottimo! ...continua

    ci sono arrivato attraverso i massimo volume, l'ho parcheggiato per anni prima di aprirlo temendolo un insulso mattone, mi sono ricreduto dopo poche pagine. vivo, interessante, ritmato. ottimo!

    ha scritto il 

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