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Il primo che sorride

Di

Editore: Einaudi

3.3
(81)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806178342 | Isbn-13: 9788806178345 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Quando nessuno ci sta a sentire, tanto vale parlare da soli. E infatti Nicòlha un suo personalissimo sistema per cercare di spiegarsi tutto ciò che lacirconda: riordina le cose con le parole. Lei ha undici anni e mezzo e unacerta faccia tosta, ma non sempre riesce ad orientarsi nella foresta disegnali che raccoglie lungo la strada, legami magici quanto misteriosi chesembrano far rimbalzare le cose una contro l'altra. Oggi, per esempio, tuttolascia pensare che ci sarà una sorpresa che inizia per B… Poco importa se perscoprirla Nicòl si troverà a ricattare un compagno di scuola, a seguire unuomo per Firenze di notte, a entrare in un cinema a luci rosse, a scappare dicasa: lei procede a testa bassa verso l'obiettivo, e nel suo microscopicoangolo visuale finiscono per rifrangersi le molte facce della disattenzionedel mondo.
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  • 0

    “E' più alto di una spanna”.

    Ogni possibile riflessione su questo libro, una bambina disagiata della periferia fiorentina più marginale racconta un breve pezzo della sua vita, non può che partire dalla frase posta come titolo, in alto. Quante possibilità ci sono che una simile bambina usi un vocabolo come “spanna”? Zero, dir ...continua

    Ogni possibile riflessione su questo libro, una bambina disagiata della periferia fiorentina più marginale racconta un breve pezzo della sua vita, non può che partire dalla frase posta come titolo, in alto. Quante possibilità ci sono che una simile bambina usi un vocabolo come “spanna”? Zero, direi.
    Ecco. Secondo me chi scrive appartiene fondamentalmente a quattro categorie. La prima è quella dei talenti, ai quali una simile parola non viene semplicemente in testa. La seconda è quella di chi costruisce una propria solida professionalità, loro questa parola magari la scrivono, ma nelle varie riletture ne colgono l'assurdità stilistica e la cancellano. Poi ci sono quelli delle terza, gli scrittori d'assalto, che “spanna” non solo la scrivono ma la lasciano anche nella versione definitiva. Poi c'è l'ultima categoria, quella di chi per la scrittura è negato, ma Ferro per sua fortuna non rientra in questa, bensì nella terza. Nella terza perché nonostante la terribile stonatura di quella “spanna”, che poi è il centro di una lingua troppo nitida, pulita, per appartenere a una bambina di dodici anni, per non parlare poi degli schemi logici lontani troppo spesso dall'età dichiarata, nonostante questo Ferro costruisce una storia che tiene. Ha tante belle idee. Mette su una atmosfera che ti conquista, non ti fa mai sbuffare, anche se corre sempre troppo sul filo. Con un po' di lavoro ulteriore, potremmo avere degli ottimi risultati dalla scrittura di Ferro.
    D'altra parte si sa. Far parlare in prima persona i bambini, gli adolescenti, è una delle cose più difficili in letteratura. È una cosa che gli americani adorano fare e sanno fare benissimo. Ma agli italiani riesce male. Per ragioni linguistico letterarie, sicuramente. Tanto che anche la storica traduzione di un romanzo principe del genere, Il giovane Holden, tradisce completamente l'originale inglese. L'elementarietà strutturale e linguistica di Salinger, la lingua scavata all'osso, diventa quella ampollosa e retorica del nostro libro Cuore. Da quella traduzione, ogni tentativo di fa combaciare e riflettere sul modo di parlare dei personaggi è destinato a fallire. E si ripercuote tristemente anche in altri ambiti della scrittura. Per cui ricordo molti anni fa, in Un posto al sole, i figli del portiere, uno dei protagonisti della serie, adolescenti dei bassi napoletani, in una conversazione dire “lo sai che sono incapace di serbare rancore”, tipica espressione dei quartieri spagnoli.
    Scherzi a parte, non voglio con questo dare addosso a questo libro decisamente gradevole, che ti prende, ti porta fino in fondo. Presenta una bella fantasia e tante situazioni interessanti dal punto di vista creativo. Solo dire che a volte la differenza fra un grande romanzo e una cosa interessante ma che finisce là è proprio in filo sottile sottile. Per questa volta Ferro è rimasto dalla parte sbagliata del territorio. In futuro chissà.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah...niente di entusiasmante.
    Ho preso questo libro dalla biblioteca, e ora che il prestito sta per scadere l'ho letto in poche ore.
    La protagonista è Nicòl, una bambina sola.
    Vive in una roulotte con la sorella e la madre vive in una casa accanto, ma non si preoccupano molto p ...continua

    Mah...niente di entusiasmante.
    Ho preso questo libro dalla biblioteca, e ora che il prestito sta per scadere l'ho letto in poche ore.
    La protagonista è Nicòl, una bambina sola.
    Vive in una roulotte con la sorella e la madre vive in una casa accanto, ma non si preoccupano molto per lei, infatti spesso esce di notte scappando di casa.
    E' una lettura leggerissima, a tratti piatti e da prendere in considerazione solo quando si vuole passare del tempo.
    Insomma, carino ma non lascia niente.

    ha scritto il 

  • 3

    carino...niente di troppo entusiasmante.
    Qualche parte è carina e concordo con chi dice che è una lettura fresca...
    Ma francamente la protagonista mi ha irritato più di una volta...Non è solo strana,è inverosimile!
    Preferisco letture con più senso,non quelle solo strane per esse ...continua

    carino...niente di troppo entusiasmante.
    Qualche parte è carina e concordo con chi dice che è una lettura fresca...
    Ma francamente la protagonista mi ha irritato più di una volta...Non è solo strana,è inverosimile!
    Preferisco letture con più senso,non quelle solo strane per essere strane...non mi ha lasciato niente di niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho tra le mani la corona d'oro: con la lima scosto la doratura nei punti in cui si è rovinata, per poterla rimettere a posto. Intano, ripeto nella testa l'incontro con Carlo, che è stato un discreto successo. Mi ha guardato negli occhi per più di tre volte, ed èapparso sinceramente catturato dal ...continua

    Ho tra le mani la corona d'oro: con la lima scosto la doratura nei punti in cui si è rovinata, per poterla rimettere a posto. Intano, ripeto nella testa l'incontro con Carlo, che è stato un discreto successo. Mi ha guardato negli occhi per più di tre volte, ed èapparso sinceramente catturato dal mio sguardo. Per il bacio è solo questione di tempo. Vorrei sapere come mi sentirò, in quel momento: sarà come tagliarsi i capelli all'ennesima potenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono io che sono troppo cinica o è quella bambina ad essere troppo supponente, ficcanaso, cieca, detestabile e pure sciroccata? Questo è il dilemma...da evitare se siete lettori che pur amando la suspence e la sorpresa amate vederci sempre chiaro e trovare un minimo di filo conduttore nelle stor ...continua

    Sono io che sono troppo cinica o è quella bambina ad essere troppo supponente, ficcanaso, cieca, detestabile e pure sciroccata? Questo è il dilemma...da evitare se siete lettori che pur amando la suspence e la sorpresa amate vederci sempre chiaro e trovare un minimo di filo conduttore nelle storie che leggete.

    PREGI: l'irritazione dura poco perchè esigua è la durata del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sarà un capolavoro - ma poi quanti lo sono? - però è una lettura fresca, genuina, a suo modo spiazzante, perchè ci tuffa nei misteri dell'adolescenza con un tocco lievo, impastato di magia. E non funzionerà tutto, ma ben vengano libri come questi, come una finestra che si apre per un colpo d' ...continua

    Non sarà un capolavoro - ma poi quanti lo sono? - però è una lettura fresca, genuina, a suo modo spiazzante, perchè ci tuffa nei misteri dell'adolescenza con un tocco lievo, impastato di magia. E non funzionerà tutto, ma ben vengano libri come questi, come una finestra che si apre per un colpo d'aria

    ha scritto il