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Il processo

By Franz Kafka

(46)

| Mass Market Paperback

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Book Description

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concr Continue

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

594 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non avevo mai letto nulla di Kafka fino ad ora, ma ho sempre sentito parlare dei suoi tre romanzi più famosi (Il processo, Il Castello e La Metamorfosi). De Il Processo in particolare ho sempre immaginato che fosse un roma ...(continue)

    Non avevo mai letto nulla di Kafka fino ad ora, ma ho sempre sentito parlare dei suoi tre romanzi più famosi (Il processo, Il Castello e La Metamorfosi). De Il Processo in particolare ho sempre immaginato che fosse un romanzo dai tratti grotteschi, il cui tema principale (l’incapacità del personaggio di scoprire il motivo del suo processo) fosse ben presente e costruito ad arte per tenere il piedi l’intero romanzo. Mi si perdoni l’azzardato paragone, ma lo immaginavo quasi come potesse essere un episodio de “Ai confini della realtà”
    Evidentemente mi sbagliavo.
    Ho trovato Il Processo lento, noioso e poco interessante. Il fatto che sia incompleto non rappresenta un problema di per sé, ma la costruzione della storia (capitoli episodici molto slegati tra loro) e il fatto che l’ignoranza delle motivazioni del processo vengano nascoste dietro una fantomatica inaccessibilità del Tribunale, hanno fatto sì che l’interesse che riponevo in esso scemasse dopo poco.
    Altri parlano di sentimenti di angoscia, paura, alienazione, di stile onirico di scrittura… Dove? Me lo chiedo davvero: dove? L’unica emozione che ho provato è stata la noia.
    E non mi si venga a dire che il libro va letto su un doppio livello, che va interpretato come metafora (di cosa, dipende dal critico che lo ha analizzato: lo stato, la società, la religione, ecc ecc): a questo ci posso arrivare anche da solo, ma è mio parere che un romanzo che abbia bisogno di un interpretazione terza per essere compreso appieno, forse non è il mio genere di romanzo.

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    Toluk said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Edizione sconsigliata, avrò perso qualche grado cercando di leggere

    All’improvviso K. si trova a dover affrontare un processo.
    Non conosce la colpa né l’autorità che gliela imputa, deve gestire la sua causa in un posto che non è un tribunale normale ma è un mondo a parte, assurdo e strano, con i suoi meccanismi e le ...(continue)

    All’improvviso K. si trova a dover affrontare un processo.
    Non conosce la colpa né l’autorità che gliela imputa, deve gestire la sua causa in un posto che non è un tribunale normale ma è un mondo a parte, assurdo e strano, con i suoi meccanismi e le sue relazioni tra i personaggi che ci ruotano attorno, una macchina complessa con le sue logiche e le sue fasi: trafile burocratiche, corruzione, tentativi di muovere i fili della rete avvicinandosi ai potenti, attese, costruzione di rapporti personali, tentativi di imporsi…
    È questo il mondo che K. vive per un anno, seguendo quelle logiche e quelle fasi, usa quei meccanismi per difendersi lasciandosi scappare gli spiragli di fuga che gli si offrono.
    Il problema è che il tribunale è un’allegoria della vita. K. ha ricevuto la notifica del processo: cioè era stato chiamato a esaminare la propria vita: il pensiero, le azioni, i sentimenti che l’avevano mosso…e come lui tanti altri uomini comuni che incontra nei corridoi ad aspettare la fine dei processi, processi che durano anni, si intrecciano con le realtà quotidiane di tutti, perché rappresentano quell’interrogazione della propria coscienza che molti si trovano a fare a un certo punto della sua vita.
    Ma K. non lo ha capito. E affronta il processo con i meccanismi “normali” che hanno sempre regolato la sua vita, le fasi e le logiche come quelle dei bassi livelli del tribunale. Continua a riflettere con l’ottica del banchiere che sta analizzando come portare avanti un affare ma non riflette come un uomo che sta analizzando la propria vita. Il processo non è per lui l’occasione di staccarsi dall’assurdo del suo quotidiano e pensare in modo diverso, mettere in discussione (sotto processo) la sua esistenza, crescere.
    La sentenza, di fronte alle autorità superiori della sua coscienza, non può che essere non positiva.

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    Ludovica said on Jul 9, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Agotador

    Es un libro cuya lectura me ha agotado. A veces he leído capítulos de un tirón y otras no he podido pasar de tres o cuatro páginas antes de dejarlo. De hecho, algunos fragmentos me han llevado a pensar que el libro muestra la realidad perturbada de u ...(continue)

    Es un libro cuya lectura me ha agotado. A veces he leído capítulos de un tirón y otras no he podido pasar de tres o cuatro páginas antes de dejarlo. De hecho, algunos fragmentos me han llevado a pensar que el libro muestra la realidad perturbada de un loco dentro de un manicomio, o bien uno de estos sueños en los que te sientes atrapado en algo que realmente no tiene razón de ser. En cualquier caso, me ha parecido que el protagonista se enfrenta realmente a la misma condición humana.

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    manzano said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    刻意按住疼痛的臼齒譬喻又出現了,不知道是不是日本俗語,在東野圭吾的小說出現好多次...

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    LaZyDoG said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo che trasmette angoscia; l'impossibilità di potersi difendere di fronte al soverchiante potere dell'(in)giustizia. Pur se scritto nel 1925 sembra quasi presagire l'irragionevolezza delle leggi razziali che verranno promulgate pochi anni dop ...(continue)

    Un romanzo che trasmette angoscia; l'impossibilità di potersi difendere di fronte al soverchiante potere dell'(in)giustizia. Pur se scritto nel 1925 sembra quasi presagire l'irragionevolezza delle leggi razziali che verranno promulgate pochi anni dopo....

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    Chiara 84 said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Messaggio del libro: siamo nati per soffrire; l'uomo perde progressivamente i suoi valore e non gli resta altro che soccombere. Così, Kafka diviene interprete del pensiero filosofico della sua epoca: la vita è un errore, la vita è un qualcosa che ma ...(continue)

    Messaggio del libro: siamo nati per soffrire; l'uomo perde progressivamente i suoi valore e non gli resta altro che soccombere. Così, Kafka diviene interprete del pensiero filosofico della sua epoca: la vita è un errore, la vita è un qualcosa che mai avrebbe dovuto essere. E più lo spirito è grande, maggiore ne è la dolorosa consapevolezza. Cosi gli uomini anelano segretamente all'annullamento, stanchi di vivere in un mondo in cui si sentono come stranieri.

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    Tini Donatello said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

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