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Il processo di Gilles de Rais

By Georges Bataille

(31)

| Paperback | 9788860885371

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Book Description

La figura di Gilles de Rais ha senza dubbio lasciato un solco profondo nella storia e nella leggenda di Francia: maresciallo e signore di Rais, da compagno d'armi di Giovanna d'Arco passò rapidamente a quello status di sodomita e massacratore di bamb Continue

La figura di Gilles de Rais ha senza dubbio lasciato un solco profondo nella storia e nella leggenda di Francia: maresciallo e signore di Rais, da compagno d'armi di Giovanna d'Arco passò rapidamente a quello status di sodomita e massacratore di bambini che gli avrebbe garantito una fama ininterrotta nel corso dei secoli. Più della vita pubblica, sono infatti i suoi abominevoli vizi privati a riempire le pagine di questo libro, gli omicidi e le torture perpetrate ai danni di circa duecento giovani mendicanti e bambini del contado, entrati ignari nelle stanze più recondite dei suoi castelli normanni per non uscirne mai più vivi. Un'epopea sanguinaria che affonda le radici nel passato del giovane Gilles, affascinato dal potere delle armi e addestrato alla cavalleresca scuola della rapina e dello stupro dal nonno materno. L'inchiesta di Georges Bataille, coadiuvata dal traduttore delle minute latine Pierre Klossowski, parte proprio dalla famiglia, per poi passare all'analisi del patrimonio, della carriera militare e dell'educazione del "mostro", fino ad approdare all'ultimo atto: il processo e la condanna a morte sul rogo nel 1440, a trentasei anni. Accompagnato al patibolo da due ali di folla incredibilmente compassionevole, in virtù soprattutto delle lacrime versate durante la confessione di colpevolezza, ottenne dai giudici che il suo corpo, prelevato dalle fiamme prima che ne venisse divorato del tutto, fosse seppellito nella chiesa del convento dei Carmelitani di Nantes.

3 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La lettura mi ha parzialmente deluso, forse a causa del fatto che le aspettative erano esageratamente ampliate dal "morboso" che sempre accompagna l'accostamento a un certo tipo di personaggi storici. La figura, al di là della brutalità e della morbo ...(continue)

    La lettura mi ha parzialmente deluso, forse a causa del fatto che le aspettative erano esageratamente ampliate dal "morboso" che sempre accompagna l'accostamento a un certo tipo di personaggi storici. La figura, al di là della brutalità e della morbosità che confina con la follia, non riesce ad emergere in tutta la sua dammaticità psicologica. Forse sarebbe stato più opportuno ridurre la parte dedicata alla riproduzione integrale dei documenti storici, a vantaggio di un abbozzo (almeno) di disvelamento di ciò che è invece rimasto celato dietro il sangue e la lussuria.

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    Piega27 said on Mar 1, 2011 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Letto in treno, in meno di due orette. Appassionante, rivelatorio. Bataille dimostra, se ce n'era bisogno poi, di essere uno dei massimi indagatori della parte ripugnante e celata di ogni essere umano. E la morale appare sempre la stessa: c'è davvero ...(continue)

    Letto in treno, in meno di due orette. Appassionante, rivelatorio. Bataille dimostra, se ce n'era bisogno poi, di essere uno dei massimi indagatori della parte ripugnante e celata di ogni essere umano. E la morale appare sempre la stessa: c'è davvero tanta distanza tra noi e nello specifico del libro, un simile mostro? Il suddetto criminale, Gilles de Rais, è sicuramente un "estremo", ma intriso di sentimenti, pulsioni, credenze, che lo rendono uomo non avulso dalla sua epoca, forse solo un po' antiquato. In calce, poi, è la capacità affabulatoria di Bataille: sensazionale, ed ogni volta me ne meraviglio.

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    Upyanu said on Apr 2, 2010 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    "Gilles, avvolto in un tabarro e col volto coperto da un velo di stamigna, parlava con il detto bambino e con il detto bambino se ne andò al castello."

    Il complemento perfetto dell'Autunno del Medioevo. Per chi è cresciuto - lo ammetto ; ) - a pit ...(continue)

    "Gilles, avvolto in un tabarro e col volto coperto da un velo di stamigna, parlava con il detto bambino e con il detto bambino se ne andò al castello."

    Il complemento perfetto dell'Autunno del Medioevo. Per chi è cresciuto - lo ammetto ; ) - a pittura e miniatura francese del quattrocento non c'è bisogno di immaginare nulla. e il taglio dietro la nuca che lascia languire i bambini, è quello di San Dionigi non del tutto decapitato, le teste dei bambini mostrate son quella sempre del povero Denis che se la porta in mano, in piedi, dopo il martirio.
    Abituato a leggere testimonianze di processi, queste posso filtrarle con gli strumenti tecnici: l'orrore è come posticipato ma la sua schermatura fa giungere ancora più vicino a Gilles de Rais in azione.

    "La tragedia non può che essere impura: anzi è tanto più vera in quanto è impura."

    "Senza nobiltà senza il rifiuto di calcolare e di riflettere non ci sarebbe la tragedia.
    Senza la profonda ingenuità che in Gilles de Rais ordinava imponeva il rifiuto brutale, non ci sarebbe tragedia. La feudalità, la quale in questo gioco tragico ha candidamente la forza di tenere legata la violenza alla vita, non è diversa da quella regalità che oltre ad essere il principio della tragedia greca, è anche il principio della tragedia personificata: la tragedia è l'impotenza della ragione.
    I crimini di Gilles de Rais sono quelli del mondo nel quale li commette. è quel mondo a mettere in mostra le gole squarciate. Quel mondo ammetteva quelle crudeli differenze che lasciavano indifese le gole degli umili. Esso aveva lasciato piena libertà a quei giochi tragici, un mondo al quale si addice un personaggio sanguinario, che dai Berserkir al signor di Charlus rivela in ogni caso una crudele ingenuità."

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    spiumato said on Mar 5, 2010 | 1 feedback

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