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Il professore va al congresso

Di

Editore: Bompiani

3.6
(713)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845219747 | Isbn-13: 9788845219740 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rosetta Palazzi , Mary Buckwell ; Contributi: Umberto Eco

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Tanto mi era piaciuto “Scambi”, ma ancora di più mi sono gustata “Il professore va al congresso”.

    Concordo pienamente con Umberto Eco quando, nella sua bellissima prefazione, asserisce che David Lodge ...continua

    Tanto mi era piaciuto “Scambi”, ma ancora di più mi sono gustata “Il professore va al congresso”.

    Concordo pienamente con Umberto Eco quando, nella sua bellissima prefazione, asserisce che David Lodge con questi suoi libri ha dato vita a un genere: il “picaresco accademico”.
    Sono meno d’accordo sull’affermazione che questo genere sia – sebbene piacevole per molti – altrettanto godibile per tutti.

    Per chi lavora nel “meraviglioso” mondo academico, qui si trovano delle vere e proprie chicche di arguta ironia sull’ipocrisia e inconsistenza caratteristiche della capacità di autocelebrazione e catalizzazione incontrollata della carriera di tanti professori, non necessariamente meritevoli dell’aura di Dei-in-Terra da loro pretesa. Che io ho trovato esilarante.
    Da qui nasce un intreccio, assolutamente non verosimile, di personaggi e di storie che si intersecano tra gli aeroporti e le sedi di convegni più strampalate, mettendo a nudo le loro caratteristiche meno accademiche, ma più umane e grottesche, e più divertenti.

    E quindi addio credibilità, e largo alla Commedia.

    A me questo libro è piaciuto moltissimo, ma non mi sento consigliarlo, se non a chi avanzasse il desiderio di avventurarsi nel "meraviglioso" mondo del “picaresco accademico”.

    Un assaggio dell’inizio, tanto per farvi capire a cosa andate incontro:

    “Quando aprile con le sue dolci piogge la siccità di marzo ha penetrato e bagnato ogni vena della terra con quel liquido che col suo potere genera i fiori; quando anche lo zefiro, con il suo amabile respiro, ha alitato la vita nei nuovi teneri germogli per ogni landa e in ogni selva e il giovane sole ha corso metà del suo tragitto nel segno dell’Ariete e gli uccelletti, che a occhi aperti dormono la notte, iniziano il loro canto (così li spinge in cuore la Natura), allora, come osservò molti anni or sono il poeta Geoffrey Chaucer, la gente ha una gran voglia di far pellegrinaggi.
    Solo, però, che al giorno d’oggi li chiamano congressi.”

    ha scritto il 

  • 1

    Umorismo dove?

    ho comprato questo libro per la promessa di Umberto Eco in copertina «Uno dei libri più divertenti, più veri, più dannatamente ilari che siano usciti negli ultimi cento anni».
    Quali libri umoristici a ...continua

    ho comprato questo libro per la promessa di Umberto Eco in copertina «Uno dei libri più divertenti, più veri, più dannatamente ilari che siano usciti negli ultimi cento anni».
    Quali libri umoristici abbia letto mi chiedo?
    Ho sorriso mezza volta in tutto il libro, che è anche un po' troppo lungo per quello che racconta.
    Non sarebbe stato male, il problema è proprio nella promessa.
    Ho riso tantissimo piuttosto con Tre uomini in barca, Three Men in a Boat (To Say Nothing of the Dog), Jerome K. Jerome se parliamo di umorismo inglese.
    Oppure con gli italianissimi De Silva, Mavaldi.
    Insomma Eco, attenzione a cosa prometti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il professore va al congresso è una satira del mondo accademico internazionale. Compaiono professori di nazionalità italiana, francese, americana, inglese, irlandese; tutti insieme formano una “casta” ...continua

    Il professore va al congresso è una satira del mondo accademico internazionale. Compaiono professori di nazionalità italiana, francese, americana, inglese, irlandese; tutti insieme formano una “casta” di personaggi dediti alle teorie della critica letteraria e a strani “giochi” nei momenti di ritrovo: i congressi.

    Lodge dipinge un mondo pieno di falsità, egoismo, inganni dove si discute di strutturalismo, post-strutturalismo, Shakespeare, Yeats, ma soprattutto si vive una vita lontana dagli schemi, con professori alla continua ricerca di avventure, coinvolti in rapimenti, sesso a tre e altri bei “passatempi” di questo genere.

    Il giovane irlandese Persse McGarrigle diventa professore per caso, prendendo il posto di un omonimo. Durante un congresso s’innamora perdutamente di Angelica che inseguirà da un convegno all’altro in giro per il mondo. Dagli Stati Uniti, a Tokio, passando per la Svizzera e altri Paesi. Ad Amsterdam crede di vederla in una vetrina come prostituta e poi in un gioco erotico dal vivo in un night. Si scoprirà poi che si tratta invece di Bianca, la sua gemella. Angelica si materializzerà alla fine del libro, fidanzata con quel Peter McGarrigle al quale Persse aveva soffiato il posto di professore. Accanto a questa storia Lodge narra le peripezie di tantissimi altri professori che se ne vanno in giro per il mondo a spese delle università.

    I colpi di scena sconfinano nel grottesco e ripropongono il tema del romanzo epico d’avventura.

    Umberto Eco scrive nella nota introduttiva: “Se ignoravate quanto possa essere romanzesco l’universo dei congressi universitari leggete Lodge. Avrete conquistato un mondo… Così questo è un libro ‘realistico’ sull’universo degli studiosi itineranti da congresso a congresso che mette in scena negli umbratili ritiri dei campus universitari, colpi di scena, agnizioni, incroci di destini, peripezie a cui ci avevano abituato solo i più sfacciati romanzi d’appendice. Ed è un libro ‘vero’ perché, come ormai ognun sa, la realtà sorpassa la finzione.”

    E se lo dice Eco, c’è da crederci.

    ha scritto il 

  • 1

    Un tentativo di far satira sul mondo accademico di area umanistica molto mal riuscito.
    Tutte le trovate divertenti sono nella prima parte, poi diventa una serie penosa e interminabile di volgarità ...continua

    Un tentativo di far satira sul mondo accademico di area umanistica molto mal riuscito.
    Tutte le trovate divertenti sono nella prima parte, poi diventa una serie penosa e interminabile di volgarità da film natalizio, battute che non fanno ridere, viscissitudini ridicolmente inverosimili. Davvero insopportabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Esilarante e divertente. L'ho dovuto leggere per un esame di Letteratura Comparata, per cui non ero molto entusiasta all'inizio...devo dire che mi sono decisamente ricreduta. Un libro che arricchisce, ...continua

    Esilarante e divertente. L'ho dovuto leggere per un esame di Letteratura Comparata, per cui non ero molto entusiasta all'inizio...devo dire che mi sono decisamente ricreduta. Un libro che arricchisce, un universo di personaggi bizzarri ed irreali. In pieno stile academic novel. E, tra l'altro, è pure divertente. E bravo Lodge!

    ha scritto il 

  • 1

    Umberto hai toppato!

    Libro preso al mercatino dell'usato (mi sto giustificando!). Nella prefazione Umberto Eco dice che questo libro talmente geniale e divertente, appassionerà non solo gli appartenenti al mondo degli stu ...continua

    Libro preso al mercatino dell'usato (mi sto giustificando!). Nella prefazione Umberto Eco dice che questo libro talmente geniale e divertente, appassionerà non solo gli appartenenti al mondo degli studiosi universitari itineranti da congresso a congresso! Ecco, Umberto, anche no!

    ha scritto il 

  • 2

    dal blog Giramenti

    La copertina dell’edizione Bompiani – con traduzione di Mary Buckwell e Rosetta Palazzi – ci regala due anticipazioni sul testo, una corrisponde al vero, l’altra è una minchiata. Troviamo lo spottone ...continua

    La copertina dell’edizione Bompiani – con traduzione di Mary Buckwell e Rosetta Palazzi – ci regala due anticipazioni sul testo, una corrisponde al vero, l’altra è una minchiata. Troviamo lo spottone di Umberto Eco – «Uno dei libri più divertenti, più veri, più dannatamente ilari che siano usciti negli ultimi cento anni» – e la facciotta fintamente contenta di un simil Einstein che monta sulla bicicletta di Fantozzi, alla bersagliera. Che poi la bicicletta ricordi un martello pneumatico e il cestino un sospensorio è cosa che vi lascerò chiarire col vostro analista. Detto questo, ribadisco che solo uno di questi spunti corrisponde a verità, e non è lo spottone di Umberto Eco. Dunque ricordatevi della bicicletta à la Fantozzi e fidatevi di me. Non di Eco.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/11/05/il-professore-va-al-congresso-di-david-lodge/

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato. Pessimo, volgare, un'accozzaglia di volgarità attorno all'attività sessuale dei professori universitari che vanno ai congressi. Fuorviata dal fatto che uno dei professori si presentasse c ...continua

    Abbandonato. Pessimo, volgare, un'accozzaglia di volgarità attorno all'attività sessuale dei professori universitari che vanno ai congressi. Fuorviata dal fatto che uno dei professori si presentasse come studioso di Jane Austen, cosa mai così remota e avulsa e anche offensiva a questo punto. Seguito di Scambi che a questo punto preferisco evitare del tutto.

    ha scritto il