Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il profumo della cannella

Di

Editore: Castelvecchi

2.9
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876153772 | Isbn-13: 9788876153778 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

Ti piace Il profumo della cannella?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Quando Hanan, giovanissima, viene data in sposa a un ricco ma anziano cugino di Damasco non avrebbe mai pensato che gli uomini, per lei, sarebbero stati soltanto l’immagine dell’autorità e del potere, non certo esseri capaci di amare. Fuori dal matrimonio, i piaceri di Hanan assumono sembianze femminili e parlano il linguaggio delle «dita morbide che vengono dal cuore». Neppure le passioni, però, riescono a liberare quella che ormai è un’agiata signora siriana dal peso dei pregiudizi. Ne sa qualcosa Alia, un’umile e bellissima cameriera, affascinata dalla sensualità della sua padrona ma, al tempo stesso, costretta a subire il peso di un ricatto innominabile. Sospeso tra i vapori ambigui dell’hammam e i velluti delle camere da letto damascene, Il profumo della cannella è una prova di intensa forza narrativa: un romanzo scandaloso ma sincero, in grado di gettare una luce nuova sullo sconosciuto mondo dei rapporti tra i sessi nella società araba.
Ordina per
  • 2

    La stessa storia, narrata in modo diverso, forse sarebbe stata più interessante.
    Quel che resta alla fine è l'immmagine di questa padrona tormentata dagli specchi e dai lampi di luce, immagini che si ...continua

    La stessa storia, narrata in modo diverso, forse sarebbe stata più interessante.
    Quel che resta alla fine è l'immmagine di questa padrona tormentata dagli specchi e dai lampi di luce, immagini che si ripetono continuamente, senza alcuno scopo reale.
    Quel che viene dimenticato, al di là della relazione saffica fra le due donne, è che la padrona in realtà irretisce una povera ragazzina costringendola con il tempo a seguire e assecondare le sue pulsioni sessuali.
    Non molto diversa dagli uomini che lei tanto disprezza, schiaccia e annulla la libertà di scelta di una bambina, sfiorando la pedofilia.
    Un cliché che si ripete e quasi si tramanda nel tempo.
    Nessuna simpatia dunque per questa persona, piena solidariatà ad Alia, tormentata prima da un padre padrone e poi costretta a compiacere la padrona pur di mantenere un "buon posto" di lavoro.
    Un'occasione mancata per l'autrice che è riuscita a trasmettere poco o nulla, solo una storia frammentaria, fredda, clautrofobica e trmendamente triste.
    Mi spiace ma, nonostante sia stato citato Le Mille e una Notte, non ci troviamo di fronte ad una nuova Sherazade.

    ha scritto il 

  • 2

    Ecco l'ennesimo libro che aveva tutte le carte in regola per rivelarsi interessante: una storia d'omosessualità femminile ambientata in un paese Arabo, in questo caso la Siria, il rapporto di sentimen ...continua

    Ecco l'ennesimo libro che aveva tutte le carte in regola per rivelarsi interessante: una storia d'omosessualità femminile ambientata in un paese Arabo, in questo caso la Siria, il rapporto di sentimenti contrastanti tra una ricca dama e la sua serva, l'attrazione sessuale di una donna nei confronti di una ragazzina.
    Purtroppo, però, queste buone premesse sono state mandate al macero da uno stile asettico e situazioni inverosimili: da personaggi (perlopiù piattissimi) che parlano/gridano da soli (probabilmente l'autrice pensa che ciò dia drammaticità alla situazione, ma per quanto mi riguarda ha il solo effetto di farmi alzare gli occhi al cielo) a dialoghi ampollosi che non stanno né in cielo né in terra. Un esempio è il seguente estratto in cui la protagonista, Hanan, si rivolge alla sua servetta Alia:
    Non c'è piacere più delizioso di quello che ti danno le tue dita. Non c'è fuoco che eguagli il tuo desiderio, e il tuo desiderio guida le tue dita là dove fa più male, là dove il dolore fluisce, là dove c'è sangue, sotto la tua pelle, fino ad arrivare in cima alla vetta, quando ti manca il respiro, ed ecco che Dio ti indica la liberazione. Ma è una liberazione che devi creare tu stessa. Tu sola. Io mi trasformo in un grumo di carne, divento il segreto. Tutto deve essere un segreto. Il segreto è la mia salvezza. [...] Così, a poco a poco, nuoterai con te stessa, la guida sono le tue dita, la mente è la sede dei tuoi sensi, le tue vibrazioni sono l'approdo
    Poetico, per carità, ma chi parlerebbe così in una situazione normale? Soprattutto a una bambina o poco più.
    Un altro difetto non da poco è il modo in cui (non) viene resa l'ambientazione: se l'autrice non avesse accennato alla presenza dei cellulari, avrei creduto di leggere un romanzo ambientato nello scorso secolo. L'unica descrizione che si ha di un luogo è quella del quartiere di Alia, ma assomiglia tantissimo ad una lista della spesa ed è posizionata in un punto tale da spezzare la narrazione.

    Apprezzo l'intento di Samar Yazbek e quindi ciò che vuole trasmettere: figure di donne arabe che pressoché nulla hanno a che vedere con la loro stereotipizzazione occidentale, né tantomeno col modo in cui le vorrebbero molti "uomini" padri-padroni.
    Tuttavia, delle idee -per quanto ottime possano essere- da sole non bastano a creare un libro degno di questo nome: ci vuole tanto approfondimento, sia della psicologia dei personaggi che dell'ambientazione (specie quando si vogliono affrontare tematiche così importanti e d'impatto) e più accuratezza nello stile.

    Comunque c'è qualcosa per cui sono particolarmente grata a questo romanzo: mi ha fatto conoscere Jean-Léon Gérôme, l'autore del bellissimo quadro in copertina, "Betsabea", e di molti altri che hanno come soggetto favolose ambientazioni arabe.

    ha scritto il 

  • 5

    Il profumo della cannella e’ un romanzo delicato e intenso, come gli odori che si respirano a Damasco, tra i vapori profumati dell’hammam, del te’ e delle spezie.
    Samar Yazbek e’ autrice di un libro c ...continua

    Il profumo della cannella e’ un romanzo delicato e intenso, come gli odori che si respirano a Damasco, tra i vapori profumati dell’hammam, del te’ e delle spezie.
    Samar Yazbek e’ autrice di un libro coraggioso e provocatorio, che racconta con grande abilita’ narrativa, la storia di un amore saffico, ambientato nel mondo islamico.
    Hanan e Alia. Due mondi diversi che si uniscono in un unico piacere. Hanan e’ una ricca signora di Damasco, costretta dai genitori a sposare un cugino piu’ vecchio e che non ama. Un giorno nella sua vita piomba Alia, una ragazza bellissima e di umili origini, che viene mandata dal padre a fare la serva presso la villa di Hanan. Tra le due nascera’ un unione speciale, un amore segreto, fatto di sensualita’, di carezze, di passione, di sottovesti di seta, di bagni profumati e di te’ alla cannella.
    Con “il profumo della cannella”, Samar Yazbek riesce a farci entrare in un universo nuovo e segreto, un tabu’ del mondo islamico, che viene svelato attraverso la letteratura, attraverso una semplice e spinosa storia d’amore.

    ha scritto il 

  • 3

    il profumo di cannella è quello che evoca un amore saffico, quello di Hanan e di Alia, sua governante. Un giorno la padrona sorprende Alia a letto con l'odiato marito e in un attacco d'ira la licenzia ...continua

    il profumo di cannella è quello che evoca un amore saffico, quello di Hanan e di Alia, sua governante. Un giorno la padrona sorprende Alia a letto con l'odiato marito e in un attacco d'ira la licenzia, ma da quel giorno Hanan non avrà più requie, deve riaverla senza perdere la dignità.
    La passione e la sensualità che c'era tra le due donne provenienti da ambienti cosi diversi, mancheranno ad entrambe. I I loro pensieri sono concentrati sui ricordi e sulle emozioni conseguenze della loro vita e infanzia.
    Una lettura molto veloce riguardo ad un argomento controverso.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro particolare sulla omosessualità delle donne arabe di damasco.
    una storia quasi tutta al femminile dove si racconta la storia di Hannan, una giovane donna costretta a sposare il cugino anziano ...continua

    Un libro particolare sulla omosessualità delle donne arabe di damasco.
    una storia quasi tutta al femminile dove si racconta la storia di Hannan, una giovane donna costretta a sposare il cugino anziano.
    Tra le pareti dorate di questo mondo Hannan trova sfogo alla sua sessualità con la piccola serva nera Alia.
    un racconto che apre le porte ad un mondo poco conosciuto. A tratti un pò morboso, ma sicuramente scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello benchè non all'altezza delle aspettative. Bello conoscere la situazione delle donne arabe. Perfetta la caratterizzazione delle due protagoniste. Belle pagine che scorrono via con la voglia di ca ...continua

    Bello benchè non all'altezza delle aspettative. Bello conoscere la situazione delle donne arabe. Perfetta la caratterizzazione delle due protagoniste. Belle pagine che scorrono via con la voglia di capire sempre di più. E persino con la domanda sempre in sottofondo: ma chi sarei stata, io, delle due protagoniste?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Romanzo interessante e complesso.
    Limitate nella loro realizzazione personale, lavorativa e sessuale un gruppo di donne siriane vivono amori saffici silenziosi e tollerati per la loro segretezza.
    La s ...continua

    Romanzo interessante e complesso.
    Limitate nella loro realizzazione personale, lavorativa e sessuale un gruppo di donne siriane vivono amori saffici silenziosi e tollerati per la loro segretezza.
    La situazione si complica quando nasce l'amore e quando le donne si complicano la vita impigliandosi in pregiudizi di classe ereditati acriticamente da chi le ha costrette a una vita mutilata.
    La scrittrice poteva sforzarsi di trovare una conclusione alla vicenda, però!

    ha scritto il 

  • 4

    Sono da sempre affascinata dalla cultura femminile araba, nascosta eppure così emancipata rispetto al nostro credo di libertà stretto tra limitazioni e pregiudizi. Negli ultimi anni leautrici nate e c ...continua

    Sono da sempre affascinata dalla cultura femminile araba, nascosta eppure così emancipata rispetto al nostro credo di libertà stretto tra limitazioni e pregiudizi. Negli ultimi anni leautrici nate e cresciute in questi posti del mondo hanno saputo prire ai lettori un mondo ricco e sconosciuto in un modo diretto senza censura e allora sotto i nostri occhi si aprono le stanze segrete dell'altra metà del cielo, si aprono le porte e i vapori degli hammam, la cultura, l'istruzione, la vita sociale di queste donne fiere e dure e poi si scopre la sensualità e la sessualità del mondo femminile, la durezza e la dolcezza che le fa vibrare. La sessualità con gli uomini e la complicità di quello con le donne. In questo romanzo siamo spettatori della vita di due donne di Damasco, una padrona e la sua serva che di notte, nel grande letto padronale si scambiano i ruoli e la schiava diventa regina del palazzo e padrona di un corpo. C'è l'amore intenso, la dolcezza cercata per sfuggire ai doveri della vita, all'impossibilità di opporsi alle famiglie o anche solo alla condizione di povertà. Una dolcezza che può divenire violenta perchè si conosce solo quello di amore, non ce n'è altro. Accade tutto in una notte, il tradimento della schiava e la sua cacciata dalla villa e dalla vita che ha conquistato, una notte in cui sola e perduta cammina per le vie della città che non riconosce e ripensa alla sua vita passata di stenti e a quella che aveva fino a poche ore prima; una notte a crogiolarsi nel dolore di un tradimento subito, dell'onta ricevuta che va punita ma a che prezzo?? Due donne, una storia. Molto bella.

    ha scritto il