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Il progetto Lazarus

By Aleksandar Hemon

(163)

| Hardcover | 9788806194246

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Book Description

Lazarus Averbuch ha diciannove anni e nient'altro che una busta in mano quando una mattina di marzo bussa alla porta del capo della polizia di Chicago. Lazarus è solo uno dei tanti immigrati che provano a tirare avanti nell'America del 1908, un ebreo Continue

Lazarus Averbuch ha diciannove anni e nient'altro che una busta in mano quando una mattina di marzo bussa alla porta del capo della polizia di Chicago. Lazarus è solo uno dei tanti immigrati che provano a tirare avanti nell'America del 1908, un ebreo fortunosamente sopravvissuto ai pogrom dell'Europa orientale e un fratello affettuoso per Olga. Non c'è nulla di minaccioso in lui, vuole solo consegnare quella lettera: ma quando il capo della polizia lo vede - spaventato dalla «fisionomia straniera» del ragazzo - afferra la pistola e lo uccide. Immediatamente le autorità costruiscono il caso del sanguinoso anarchico che voleva attentare alla vita del poliziotto: una motivazione più che sufficiente per dare il via a misure ulteriormente repressive nei confronti degli immigrati.
Quando un secolo dopo, ai giorni nostri, l'aspirante scrittore Vladimir Brik si imbatte nella vicenda di Lazarus, capisce che deve raccontarla: anche lui è un immigrato - è arrivato da Sarajevo poco prima dello scoppio della guerra nei Balcani - e solo riportando in vita il «suo» Lazzaro, strappandolo «alla nebbia della storia e del dolore», riuscirà a placare i fantasmi che lo tormentano. Insieme all'amico Rora - fotografo di guerra, giocatore d'azzardo, gigolò e straordinario bugiardo - si mette sulle tracce di Lazarus in un viaggio che li porterà, come due improbabili cavalieri erranti, ad attraversare l'Europa, dall'Ucraina alla Moldavia, da Bucarest a Sarajevo, in un crescendo di avventure (ma soprattutto disavventure) in cui la frontiera più attraversata è quella tra la realtà e l'immaginazione letteraria.

24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    vai ad est

    Questo libro ha fatto crescere ancora di più il mio amore, più che altro curiosità, per l'Europa dell'est, dove si mischiano un passato terribile e un'incredibile tentativo, non sempre riuscito, di rialzarsi. Per chi, come il protagonista, cerca di c ...(continue)

    Questo libro ha fatto crescere ancora di più il mio amore, più che altro curiosità, per l'Europa dell'est, dove si mischiano un passato terribile e un'incredibile tentativo, non sempre riuscito, di rialzarsi. Per chi, come il protagonista, cerca di considerare casa l'America, non è però più semplice. Convive con l'eterno dilemma di appartenere o meno ad un popolo, ad una storia e mi ha commosso questo umorismo bosniaco che sotto un immediato sorriso porta un po' di amarezza.
    Ho scoperto questo libro e Hemon grazie alla pagina introduttiva di "Questo bacio vada la mondo intero" di McCann, ed ho trovato un diario di viaggio, un'autobiografia, una biografia di un popolo e una cartina della mia amata Europa dell'Est.

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    wallflower said on Mar 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    1/2

    Ogni tanto mi capita, con un libro, di avere l'impressione di esserne rimasta fuori, di non essere riuscita a farlo mio.
    Due storie di immigrazione a Chicago, in due tempi diversi e in due momenti storici drammatici, i pogrom dell'Europa orientale e ...(continue)

    Ogni tanto mi capita, con un libro, di avere l'impressione di esserne rimasta fuori, di non essere riuscita a farlo mio.
    Due storie di immigrazione a Chicago, in due tempi diversi e in due momenti storici drammatici, i pogrom dell'Europa orientale e la guerra in Bosnia.
    E la sensazione di ogni immigrato di non appartenere davvero a nessun luogo e di vivere più vite, una dopo l'altra.

    "Mi capita di continuo: m'imbatto in persone che conoscevo nella mia vita precedente, a Sarajevo. Cacciamo un grido di sorpresa; ci baciamo o ci diamo una pacca sulla spalla; ci scambiamo qualche banale informazione o pettegolezzo su questa o quella conoscenza comune; ci promettiamo fermamente di vederci presto o tenerci in contatto. Dopodiché sono sempre travolto da un'ondata di tristezza devastante, perché a un tratto mi rendo conto che qualunque cosa ci unisse ora è praticamente scomparsa; facciamo semplici gesti, insceniamo il rituale del riconoscimento, e fingiamo di esserci persi di vista per mera negligenza. Esposto alla luce di una nuova vita, il vecchio film del passato comune si disintegra."
    "Un volto umano si compone di altri volti - quelli che abbiamo ereditato o raccolto strada facendo, e quelli che ci siamo semplicemente costruiti -, disposti gli uni sugli altri in una sovrapposizione caotica. Quando insegnavo inglese agli stranieri, avevo degli alunni che ogni giorno venivano a lezione con una faccia diversa; mi ci voleva del tempo per ricordarne i nomi. Alla fine, da una certa angolazione, riuscivo a scorgere ciò che era sepolto sotto le loro smorfie fugaci, distinguevo i volti reconditi dietro il loro, impegnato a interpretare la persona che credevano di essere. Talvolta facevano balenare il loro nuovo volto americano.
    I miei volti reconditi Mary non poteva vederli, perché non sapeva com'era stata la mia vita in Bosnia, che cosa mi aveva costruito, da cosa venivo; lei riusciva solo a vedere il mio volto americano, acquisito abdicando alla persona che volevo essere."

    Insomma, questo è un bel libro, forse non tutto ugualmente riuscito, ma bello e in certe parti molto toccante. Ma io in qualche modo non sono riuscita a entrarci, l'ho osservato da fuori.

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    Splendini said on May 17, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    boh

    A quanto pare questo è osannato solo perché è bravo a scrivere in una lingua che non è la sua, boh. Si becca due solo perché ci so' un paio di barzellette se no 1 tutta la vita

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    Ludude said on May 12, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'anima delle cose

    So di essere profondamente ingiusta nel mio giudizio, sono arrivata a 3/4 del libro facendo un grande sforzo di volontà, ripetendo a me stessa che era un libro scritto in uno stile eccellente, brillante, irreprensibile. La storia del giovane Lazarus ...(continue)

    So di essere profondamente ingiusta nel mio giudizio, sono arrivata a 3/4 del libro facendo un grande sforzo di volontà, ripetendo a me stessa che era un libro scritto in uno stile eccellente, brillante, irreprensibile. La storia del giovane Lazarus mi ha indubbiamente intrigato, ed è sicuramente la parte migliore del libro, le foto sono bellissime. Ma, mio Dio!, non ce l'ho proprio fatta, ci sono generi e autori di cui riconosco il valore ma che non riesco ad emozionarmi in nessun modo. C'è una forzatura nell'umorismo della scrittura, e un'incapacità di parlare con verità di certe situazioni. Ho molti amici serbo-croati, e conosco molto bene la realtà della guerra in ex Jugoslavia, nonché la realtà dell'immigrazione, anche negli States. Sono belle parole prive di contenuto, e Rora, con i suoi fantasmatici racconti è il personaggio più reale. Non c'è sentimento profondo in quello che viene scritto. Il sentimento traspare solo nella parte che paradossalmente è lontana nel tempo, la parte che riguarda la vicenda di Lazarus e di sua sorella Olga. Uno scrittore che non espone se stesso se non attraverso mille filtri non mi convincerà mai. Credo anche di aver capito perché la parte "contemporanea" mi ha quasi disgustato, perché è la brutta copia di un'avventura on the road, e io ho sempre detestato quel genere di letteratura così tipicamente americana. Perché è questo che accade, l'autore vuole criticare l'america, da straniero trapiantato, ma finisce per utilizzare le metodologie compositive e i parametri stilistici di buona parte della letteratura americana più celebre. E non convince, non convince me, per lo meno, che non mi sento toccata da quel genere di scrittura.
    Ho letto sulla retro della copertina che qualcuno ha osato paragonarlo a Nabokov, ma credo chi conosca questo autore non possa essere d'accordo neanche per un istante con una simile affermazione. Perché nello scrittore di Lolita vi è l'anima delle cose al di là della forma, un'anima che qui compare a spizzichi e bocconi, in modo frammentario e incoerente. Per quanto riconosca che Hemon scrive molto bene, sarà il primo e ultimo libro di lui che prenderò in mano.
    Il mio Lazzaro avrebbe preferito restare in pace, nella sua bara.

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    Rosmundadovar said on May 6, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il quesito è interessante: che fine ha fatto Lazzaro? Insomma lui se ne stava tranquillo nella sua sistemazione di edilizia definitiva, che magari non era neanche male, forse solo un po' umida.
    Arriva Gesù e gli dice le famose paroline "alzati e camm ...(continue)

    Il quesito è interessante: che fine ha fatto Lazzaro? Insomma lui se ne stava tranquillo nella sua sistemazione di edilizia definitiva, che magari non era neanche male, forse solo un po' umida.
    Arriva Gesù e gli dice le famose paroline "alzati e cammina" e lui, che è una personcina ammodo, si alza e cammina.
    E dove è andato? Che ne è stato di lui? Poi è rimorto o chi resuscita non rimuore?
    Insomma Lazzaro, se ci sei batti un colpo!

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    Emaluna si è ritirata a vita contemplativa said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

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