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Il quaderno di Maya

By Isabel Allende, Elena Liverani (Translator)

(529)

| Paperback | 9788807018688

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Book Description

Maya Vidal, l'adolescente protagonista del nuovo romanzo di Isabel Allende, caduta nel circuito dell'alcol e della droga riesce a riemergere dai bassifondi di Las Vegas e in fuga da spacciatori e agenti dell'F.B.I. approda nell'incontaminato arcipelago di Chilo, nel sud del Cile. Amori difficili, frContinue

Maya Vidal, l'adolescente protagonista del nuovo romanzo di Isabel Allende, caduta nel circuito dell'alcol e della droga riesce a riemergere dai bassifondi di Las Vegas e in fuga da spacciatori e agenti dell'F.B.I. approda nell'incontaminato arcipelago di Chilo, nel sud del Cile. Amori difficili, frammenti di storia cilena ancora carichi di sofferenza, famiglie disgregate, disagio giovanile, marginalità e degrado trovano come contraltare il valore delle tradizioni locali, il rispetto per l'ambiente e un modello di vita comunitaria nell'affermazione del valore della diversità e del rispetto reciproco. Isabel Allende torna a raccontare la vita di una grande donna, la storia di Maya, in un romanzo che affronta con grande delicatezza le relazioni umane: le amicizie incondizionate, le storie d'amore palpabili come quelle più invisibili, gli amori adolescenziali e quelli lunghi una vita.

Critics

  • Il quaderno di Maya

    “Sono Maya Vidal, diciannove anni, sesso femminile, nubile (...) nata a Berkeley, California, passaporto americano, temporaneamente rifugiata in un’isola nel Sud del mondo.” Siamo nel 2009, e nessuna ragazza dell’età di Maya farebbe i salti di gioia ... (read full critics)

    mangialibri published on Sat, 10 Mar 2012

  • Il quaderno di Maya

    Il nuovo romanzo di Isabel Allende è un viaggio alla ricerca di valori perduti, dell'importanza delle relazioni interpersonali, ambientato nella terra amata e ricca di ricordi della scrittrice, il Cile. Maya Vidal è una ragazza che, come tanti altri ... (read full critics)

    librerie published on Wed, 21 Dec 2011

3 Reviews

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  • Senza la dignità si è disarmati, si perde l’umanità, si perde l’ anima

    “ La felicità è saponosa, scivola via tra le dita
    E invece ai problemi ci si può attaccare, offrono un appiglio,
    sono ruvidi, duri.”

    Nuovo romanzo per Isabel Allende, una delle autrici latino-americane di maggior successo mondiale.
    Un romanzo di “formazione” com’era desiderio dei suoi numerosi ... (continue)

    “ La felicità è saponosa, scivola via tra le dita
    E invece ai problemi ci si può attaccare, offrono un appiglio,
    sono ruvidi, duri.”

    Nuovo romanzo per Isabel Allende, una delle autrici latino-americane di maggior successo mondiale.
    Un romanzo di “formazione” com’era desiderio dei suoi numerosi nipoti, dei quali molti in età adolescenziale. Un romanzo pieno di amore e di dolore, perché la felicità si può godere, ma è la sofferenza che riesce a cambiarti in profondità e a plasmare la persona che sei.
    E’ la storia di Maya Vidal, una ragazza statunitense contemporanea che abbandonata dalla madre e con un padre assente, sempre fuori a causa del suo lavoro (è pilota d’aereo), cresce con i nonni paterni: la sua amata Nini che non esita a definirla affettuosamente “ ragazzina di merda” e il suo adorato nonno acquisito Popo, un astronomo afroamericano dal cuore grande e dall’animo rischiarato dalla sapienza e dall’intelligenza, non privo di un’infinita sensibilità e di una generosità di sentimenti senza pari. Popo è “ il sole della vita” di Maya che trascorre un’infanzia felice, amata, coccolata, nella grande casa colorata dei nonni. Ma Popo si ammala e muore e Maya perde la sua strada perché ancora non sa che la sofferenza causata dalla perdita di una persona cara provoca nell’anima un dolore tale che “ non si elimina con medicine, terapie o vacanze, un dolore così lo si soffre, semplicemente, sino in fondo, senza attenuanti, come è giusto che sia”.
    Impigliata nella grande trappola della droga, tra le maglie di una città tentacolare come Las Vegas, Maya conoscerà ogni tipo di degrado in un ambiente violento e malavitoso, che non da scampo ai piccoli “ pesci” che si dibattono tra le sue reti e, rischiando la sua stessa vita, riuscirà a scappare inseguita da un manipolo di criminali e dall’FBI che la cercano disperatamente perché depositaria di fondamentali segreti che conducono sulla strada del dio denaro.
    Grazie all’aiuto della nonna, Maya riuscirà a far perdere le sue tracce, rifugiandosi in un’isoletta sperduta a sud delle coste cilene, Chiloè. Qui, in compagnia di Manuel Arias, antropologo e sociologo, vecchio amico della nonna, in esilio dopo il regime di Pinochet, Maya ritroverà se stessa e ricomincerà a vivere e ad apprezzare le piccole grandi cose della vita, della vita vera: la natura incontaminata, il canto degli uccelli, l’affetto degli amici, l’amore, tutti i valori capaci di riempire il cuore e togliere dall’anima ogni velo di solitudine.
    Nel suo quaderno Maya scrive tutto ciò che gli accade e cammina a grandi passi tra passato e presente fino a fare il punto della sua esistenza, fino a guardare la profondità della degradazione e della vergogna che l’avevano dominata, fino a ritrovare la forza di riemergere e soprattutto di ricominciare.
    I grandi temi cari all’autrice ci sono tutti: le donne forti, creative, spesso sostitute di uomini assenti, di padri lontani; la solidarietà, l’amicizia, ma anche la violenza, la depravazione, l’annientamento: l’amore, la passione, ma anche la tortura, la morte; le grandi questioni sociali e politiche del suo Paese dilaniato dal golpe di Pinochet ; la questione dei desaparecidos, l’esilio, il ritorno e tutta la sofferenza di un popolo, ma anche l’aura magica delle sue tradizioni, la ricchezza delle sue leggende e dei suoi miti, le usanze e la coralità di un’intera etnia che circonda come una grande famiglia, mitigando l’emarginazione e la solitudine nel suo dilatato abbraccio.
    Una vita, quella di Maya, che è un continuo cadere e rialzarsi. Grazie alla fortuna di avere al suo fianco persone meravigliose e all’incontro inatteso, in mezzo a tanta brutalità, di veri e propri “ angeli salvifici” , Maya ce la farà.
    La scrittura della Allende è sempre eccellente e abile e ci conduce magistralmente attraverso questa storia non priva di incongruenze finchè magicamente ci si affeziona al personaggio, anzi ai personaggi perché ce ne sono di straordinari. E percorrendo la turbolenta adolescenza di Maya sarà chiaro a tutti che “ La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi e tutti i fili servono”. Ogni nostra azione, quindi, è già nel grande arazzo della nostra esistenza e quei grossi fili scuri non devono essere un peso per tutta la vita. “ Quel che è fatto, è fatto”dice Maya” ora è il momento di guardare avanti e “ A Chiloè non c’è combustibile per il falò della disperazione”. E’ il luogo adatto per recuperare il rispetto di se stessi, la propria fierezza, la propria compostezza perché “Senza la dignità si è disarmati, si perde l’umanità, si perde l’ anima”.

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    Maristella said on Jun 1, 2012 | Add your feedback

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