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Il quaderno di Maya

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.8
(1499)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Olandese , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8807018683 | Isbn-13: 9788807018688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Liverani

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Maya Vidal, l'adolescente protagonista del nuovo romanzo di Isabel Allende, caduta nel circuito dell'alcol e della droga riesce a riemergere dai bassifondi di Las Vegas e in fuga da spacciatori e agenti dell'F.B.I. approda nell'incontaminato arcipelago di Chilo, nel sud del Cile. Amori difficili, frammenti di storia cilena ancora carichi di sofferenza, famiglie disgregate, disagio giovanile, marginalità e degrado trovano come contraltare il valore delle tradizioni locali, il rispetto per l'ambiente e un modello di vita comunitaria nell'affermazione del valore della diversità e del rispetto reciproco. Isabel Allende torna a raccontare la vita di una grande donna, la storia di Maya, in un romanzo che affronta con grande delicatezza le relazioni umane: le amicizie incondizionate, le storie d'amore palpabili come quelle più invisibili, gli amori adolescenziali e quelli lunghi una vita.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Catartica autoanalisi

    La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono.

    O ancora si potrebbe dire che è come un aquilone in ...continua

    La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono.

    O ancora si potrebbe dire che è come un aquilone in balia del vento, a volte tenue e piacevole altre volte impetuoso e pungente... ma se il tessuto ad un certo punto si sfilaccia e l'aquilone inizia a non reggere più la forte tensione che si fa?

    Lo sa bene Maya, la protagonista di questo recente romanzo di Isabel Allende, per molti la regina della letteratura sudamericana. Non mi sembra il caso di dover valutare la piacevolezza di questo libro confrontandolo con "La casa degli spiriti", opera d'esordio della scrittrice cilena. Leggendo la saga familiare ci si trova davanti a un capolavoro, ma questo non vuol dire che questo libro non sia godibile, anzi!

    In questo caso la protagonista non si presenta circondata da un'aura magica ed evanescente come Clara, Blanca ed Alba... tutt'altro. Si tratta di una normale diciannovenne, con tutto ciò che la sua età comporta: in seguito alla morte dell'amatissimo nonno Popo, la ragazza cade nel tunnel dell'alcol e della droga. Conosce la prostituzione nei bassifondi di Las Vegas, si ritrova mendicante, sporca e con un macigno enorme sulla testa che la porterà a sprofondare negli abissi più oscuri. È un libro crudamente drammatico e reale, imperniato su problemi sociali ed adolescenziali. Ma Nini, la nonna di Maya, decide che è arrivato il momento di farla sparire e renderla irrintracciabile da spacciatori ed agenti federali americani. Maya conoscerà così la natura incontaminata e il folklore dell'arcipelago di Chiloé. Godrà di normalissimi tramonti e umili valori. Nessun telefono, niente Internet: soltanto un libro e una vecchia conoscenza della nonna, Manuel Arias, antropologo e sociologo con un passato burrascoso. Riscoprirà le sue abilità, troverà un lavoro, si avvierà all'amore e conoscerà la saggezza delle centenarie del posto, farà i conti con la propria coscienza e soprattutto scriverà il suo intimo quaderno, simbolo di una consapevolezza del passato che la porterà a rinascere.

    Le cretinate che ho fatto sono già nell'arazzo, sono incancellabili, ma non devono essere un peso per tutta la mia vita. Quel che è fatto è fatto; devo guardare avanti. A Chiloè non c'è combustibile per il falò della disperazione. In questa casa di cipresso, il cuore si tranquillizza.

    In questa metà dicotomica ritorna l'Allende dei tempi andati, la magia di paesaggi fiabeschi e primordiali e la psicologia di personaggi secondari sicuramente affascinanti. Immancabile inoltre il riferimento alle scelleratezze del golpe di Pinochet, costante nella sua bibliografia. Ah, quasi dimenticavo, Chiloé esiste per davvero, nel sud del Cile. E dopo aver finito questo libro mi è venuta voglia di fare le valigie e partire.

    8.5/10

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, stra consigliato

    Ho riletto questo libro con grande piacere, soprattutto perchè ho potuto rigustarmelo completamente, visto che non ricordavo nulla dalla prima lettura, se non che mi era piaciuto molto.
    E quindi ho ri ...continua

    Ho riletto questo libro con grande piacere, soprattutto perchè ho potuto rigustarmelo completamente, visto che non ricordavo nulla dalla prima lettura, se non che mi era piaciuto molto.
    E quindi ho riprovato ogni singola emozione pienamente, nessuno come l'Allende riesce a farmi piangere nei momenti in cui i suoi protagonisti vanno incontro a prove difficile.
    La sua scrittura mi coinvolge totalmente, sono talmente immersa nella storia che ogni loro emozione è anche mia, è incredibile. E in questo libro di emozioni ce ne sono state parecchie, non tutte negative per fortuna, anche se Maya è andata incontro alla sua bella dose di avventure.
    La Allende poi inserisce sempre questi personaggi quasi magici, che si fanno amare in ogni loro forma, che esprimono amore incondizionato, e nel "Quaderno di Maya" questo personaggio è il "suo Popo", come lo chiama Maya... Bellissimo.
    E lei, da brava cilena, descrive sempre in maniera magistrale il suo paese, e non ti può succedere altro se non venirti voglia di andare a visitare questo paese strano con i suoi abitanti così particolari.
    Ho letto delle critiche a questo libro ma non le riesco a capire, secondo me si inserisce a pieno titolo insieme agli altri suoi capolavori, a me è piaciuto moltissimo e non posso che consigliarlo a quanti hanno intenzione di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 0

    ome mi piacerebbe andare a visitare Chiloè…come mi piacerebbe conoscere belle persone come Nini, Popo, Manuel, Blanca… :wub:

    Questo libro mi è piaciuto veramente tanto, era da un po’ che non leggevo l ...continua

    ome mi piacerebbe andare a visitare Chiloè…come mi piacerebbe conoscere belle persone come Nini, Popo, Manuel, Blanca… :wub:

    Questo libro mi è piaciuto veramente tanto, era da un po’ che non leggevo l’Allende “classica”, l’ultimo letto è stata la sua prima prova gialla, e qui l’ho ritrovata con tutti i suoi meravigliosi personaggi femminili e anche con qualche aggiunta maschile (Popo e Maunuel su tutti).
    La stessa Maya, con tutti i suoi problemi è un personaggio molto ben riuscito, mi ha coinvolta completamente nelle sue scorribande, soprattutto nella parte di Las Vegas che ho trovato particolarmente vivace e dura (viaggio di andata incluso).

    Mi è piaciuto l’alternarsi tra passato e presente nella storia, la vivacità del passato contro la tranquillità del presente, il caos del prima, la pace del durante.

    Merita un accenno anche Fakin… poi anche Freddy… e Mike…e Olympia…no vabbè, faccio prima a scrivere i nomi di tutti quelli che compaiono nella storia…tutti, chi più chi meno, hanno contribuito a farmi apprezzare il libro.
    Una cosa che apprezzo dell’Allende è che nelle sue storie accenna o racconta sempre tanto della storia del Cile e certi fatti è meglio non scordarli mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo romanzo

    Ottimo libro che racconta di come un'adolescente, Maya, perda sé stessa dopo la morte del nonno. Le sue disavventure con alcol, droga e malavita vengono raccontate in prima persona in un diario, da un ...continua

    Ottimo libro che racconta di come un'adolescente, Maya, perda sé stessa dopo la morte del nonno. Le sue disavventure con alcol, droga e malavita vengono raccontate in prima persona in un diario, da un remoto villaggio del Cile che le farà ricominciare una vita tranquilla.
    Molto belle le descrizioni delle abitudini cilene. Anche in questo libro, l'Allende non perde occasione per raccontare le atrocità commesse durante la dittatura cilena che, seppur agghiaccianti, fanno conoscere una storia ben poco nota in Europa.
    Libro consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Popo e Nini

    Spinta dalla curiosità ho iniziato a leggere questo libro che mi ha appassionato e non mi ha permesso di staccare gli occhi fino a quando non l’ho terminato.

    Un libro che tratta vari temi: amori diffi ...continua

    Spinta dalla curiosità ho iniziato a leggere questo libro che mi ha appassionato e non mi ha permesso di staccare gli occhi fino a quando non l’ho terminato.

    Un libro che tratta vari temi: amori difficili, sofferenze, droga, abusi, alcool, prostituzione, famiglie distrutte, disagio giovanile, degrado e maltrattamento.

    Anche se i temi sono forti e difficili da digerire, questo romanzo si lascia leggere con estrema semplicità.
    Le pagine scorrono velocissime sotto gli occhi del lettore che alcune volte si deve fermare per digerire tutte le disgrazie che sono successe a questa ragazza.

    La protagonista è Maya Vidal e sarà proprio lei attraverso il suo quaderno a raccontarci la sua storia intervallando fatti del presente con flashback del passato.
    La storia è ambientata principalmente ai giorni nostri, precisamente nel 2009.

    Maya, è un’adolescente americana, in seguito alla morte del suo adorato nonno si ritrova in una fase di smarrimento e perde la retta via.
    Tutto ciò la porterà ad affrontare una serie di pericolose e drammatiche situazioni.
    Sua nonna riuscirà a ritrovarla e la manderà a Chiloè in Cile da un caro e vecchio amico di nome Manuel.
    Maya troverà un lavoro, scoprirà le sue doti ed incontrerà l’amore.
    Riconoscerà le differenze abissali della malavita di Las Vegas e la natura incontaminata del Cile.

    Un bellissimo viaggio in quest’isola cilena alla scoperta: della storia, dei colori, dei profumi, della magia e della superstizione.
    Un viaggio pieno di persone meravigliose e sempre pronte ad aiutarti.

    Una storia indimenticabile.
    Un libro da leggere.

    “La felicità è saponosa, scivola via tra le dita e invece ai problemi ci si può attaccare, offrono un appiglio, sono ruvidi, duri.”

    ha scritto il 

  • 2

    Che dire? Isabel Allende, è il suo stile. Avevo deciso che "non fa per me" anni fa, dopo "la casa degli spiriti" ma mi sono voluta dare una seconda possibilità. Non male come romanzo, non male la stor ...continua

    Che dire? Isabel Allende, è il suo stile. Avevo deciso che "non fa per me" anni fa, dopo "la casa degli spiriti" ma mi sono voluta dare una seconda possibilità. Non male come romanzo, non male la storia ma forse non era il periodo giusto per me. Ci ho messo mesi a leggerlo, troppi problemi personali. E forse, per questo, non l'ho davvero letto con la giusta concentrazione. Quello però che ne è venuto fuori è stata per lo più "noia". Non amo le descrizioni troppo intrinseche, non amo le grandi famiglie e le loro tradizioni. Il folklore e via discorrendo. Quindi non ho amato più di tanto questa lettura. I personaggi poi, ricamati e poco autentici, a mio avviso. Sono decisa ora: mai più l'Allende.

    ha scritto il 

  • 2

    Una nota desafinada

    Un consejo: no leas este libro si todavìa no conoces a Isabel Allende; podrìas hacerte una idea equivocada de esta grande escritora y, asì, correr el riesgo de perderte unas maravillas literarias (por ...continua

    Un consejo: no leas este libro si todavìa no conoces a Isabel Allende; podrìas hacerte una idea equivocada de esta grande escritora y, asì, correr el riesgo de perderte unas maravillas literarias (por ejemplo La casa de los espìritus o Hija de la fortuna).
    Hasta la pròxima, Isabel.

    ha scritto il 

  • 2

    Anche i grandi tenori talvolta steccano

    Non leggete questo libro se non conoscete ancora la Allende: vi fareste un'idea sbagliata e rischiereste d perdervi una serie di capolavori (solo per citarne un paio, La casa degli spiriti e La figlia ...continua

    Non leggete questo libro se non conoscete ancora la Allende: vi fareste un'idea sbagliata e rischiereste d perdervi una serie di capolavori (solo per citarne un paio, La casa degli spiriti e La figlia della fortuna).
    Perché stavolta la grande autrice cilena ha clamorosamente toppato: questo libro è forse il suo peggiore, almeno tra i romanzi lunghi.
    Forse voleva cambiare stile, forse era un periodo poco fecondo dal punto di vista letterario, chissà...
    Poco male, ti aspettiamo alla prossima, Isabel.

    ha scritto il 

  • 2

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti.
    Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata fami ...continua

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti.
    Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata famiglia allargata, circondata da amore e stravaganza ma ciò non la ripara dal dolore che la vita ci chiama ad affrontare e la ragazza sbanda pericolosamente.
    Purtroppo ho trovato molto poco interessante e poco di spessore la giovane (o meglio tutte le figure giovani presenti nel libro) e le sue rocambolesche disavventure mentre molto più speciali sono i personaggi secondari: Blanca e Manuel abitanti della piccola isola Chiloè, il nonno Popo e la nonna Nini, ecco di tutti questi avrei voluto conoscere meglio la storia e il passato.

    ha scritto il 

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