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Il quinto angolo

By Izrail' Metter

(122)

| Hardcover | 9788806129439

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Book Description

Novella della memoria e della colpa, Il quinto angolo fu scritto più di vent'anni fa, ma è stato pubblicato solo all'inizio dell'89 per ragioni di opportunità politica: in uno stile densamente lirico, che alterna ironia a commozione, l'autore rievoca Continue

Novella della memoria e della colpa, Il quinto angolo fu scritto più di vent'anni fa, ma è stato pubblicato solo all'inizio dell'89 per ragioni di opportunità politica: in uno stile densamente lirico, che alterna ironia a commozione, l'autore rievoca la travagliata esistenza di un "uomo superfluo", destinato da un particolare modo di essere e di sentire a un ruolo marginale nella società in cui vive. La narrazione frammentaria prende lo spunto da uno scambio epistolare con una sconosciuta di Samarcanda per rievocare momenti diversi, ma tutti egualmente significativi, nell'esistenza di chi, in un mondo improntato a valori collettivistici, ha sempre preteso di essere considerato una "persona", unica e irripetibile.
Attraverso le fasi alterne di appuntamenti mancati con il destino emergono - quasi per naturale lievitazione della verità storica - fatti, situazioni, atmosfere di cinquant'anni di vita sovietica: le vicende di una modesta famiglia ebrea nella Char'kov degli anni Venti; la realtà sociale delle lontane provincie degli Urali; il paradigma delle persecuzioni staliniane nella vita e morte del professor Golovanov; la vertiginosa ascesa dell'attore Astachov che in teatro interpreta il ruolo di Stalin; l'ordinaria esistenza di Kesa Valdaev, funzionario dell'Nkvd, immagine della banalità del male.
Leit-motiv della storia, come pure di tutta la giovinezza del protagonista, è l'amore per Katja, figlia di un celebre medico della nomenklatura. Eroina caparbia volubile aasoluta, che si inserisce di diritto nella galleria di donne memorabili della letteratura russa, da Dostoevskij a Pasternak, Katja continuerà a concedersi e a negarsi nel lungo arco degli anni, per poi morire, forse suicida, in un carcere della Lubjanka: ed è apputo dai feroci metodi inquisitivi di cui sarà vittima che il romanzo prende il titolo, alludendo anche, però, al destino del protagonista e alle dure regole che ne hanno dettato l'esistenza.

12 Reviews

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    Stupore e tremore.

    Stupita dallo scoprire di non aver mai conosciuto l’esistenza di questo libro, per più di trent’anni. Un libro uscito dalla gabbia dello stalinismo che ce ne descrive l’atmosfera nei momenti in cui nasce, nel pieno delle persecuzioni e negli anni suc ...(continue)

    Stupita dallo scoprire di non aver mai conosciuto l’esistenza di questo libro, per più di trent’anni. Un libro uscito dalla gabbia dello stalinismo che ce ne descrive l’atmosfera nei momenti in cui nasce, nel pieno delle persecuzioni e negli anni successivi, altrettanto oscuri. Metter non scrive un romanzo lineare, spezzetta il suo testo in tanti direzioni diverse: parte come una lettera scritta ad una donna ancora sconosciuta che incontreremo nel finale (e niente a che vedere con lo Zweig della lettera ad una sconosciuta, proprio niente), però sembra quasi dimenticarsene o non curarsene troppo nei molti passaggi narrati come autobiografia, come memoria, con passaggi scivolati tra infanzia, vita adulta e vecchiaia. Nonostante nella intervista riportata alla fine del testo, Metter stesso dichiari che il suo libro è soprattutto un romanzo d’amore /A diciassette anni divenni cieco e sordo per amore/ non è proprio soltanto questo, anzi.
    Siamo spinti nel “quinto angolo”, quello che non esiste e viene sadicamente evocato dagli aguzzini ai torturati che cercano di rifugiarsi negli angoli delle celle, un angolo di dolore fisico quindi, ma anche di evasione; un ordine, “il quinto”, che è evocato sin dall’inizio anche per connotare la classe sociale alla quale appartiene lo scrittore: la quinta classe, l’ultima, quella che non potrà mai accedere a diplomi, a funzioni, a riconoscimenti. Così Metter sarà un fantasioso insegnante di matematica che non ha potuto terminare i propri studi, uno scrittore non riconosciuto, un corpo estraneo alla propria società, in quanto scrittore, in quanto ebreo, in quanto non allineato.
    Lo stupore è nell’assistere, siderati, a quello che fa ammutolire un popolo intero: vedere la follia assunta a modello, la stupidità a regno, e pensare che questo accade, continuamente, assistere, muti, alla distorsione della verità, alla dissociazione tra realtà e discorso. Accade ad ogni pagina del libro ed il risultato è irreversibile:“ La diffidenza degli uni verso gli altri penetrava nel cervello, esponeva i geni all’azione dei raggi, cambiano il loro codice, e ormai diventava ereditaria.” Ed il tremore è nel leggere del veleno che deforma la mente, al punto da non accorgercene – capita anche a noi, vero? – “La gente arrivava al punto da credere sinceramente che fosse giusta la follia corrente: il fanatismo è sempre più comprensibile di quanto non lo sia un atteggiamento razionale nei confronti della realtà”.
    Analista della propria storia, osservatore di quella degli altri, Metter scrive elettricamente, come uno dei suoi personaggi stessi, appena velato da un altro nome: “Nel diario non scendeva nei particolari. Scriveva i suoi pensieri. Passi tratti da libri di grandi pensatori, nudi come i fili dell’alta tensione, provocavano nel cervello di Posmys un corto circuito e bruciavano, senza illuminare la coscienza. Gli davano una scossa e sparivano nella terra.” Il pensatore Metter, quello dei passaggi brevi, luminosi e taglienti come lampi è colui che riflette su gioventù e vecchiaia e ridà la purezza originaria al momento iniziale /La cosa più difficile, ricordando la gioventù, è pulirsi i piedi sulla sua soglia, entrarvi spogliati dell’esperienza odierna e dei pensieri attuali./

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    Barbaraw said on Jan 15, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Un libro che ho nel cuore

    Meravigliosa storia di amore che nasconde uno dei più spietati libri di condanna del regime.
    Non è di facile lettura, ma è bellissimo anche per questo.

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    speranz said on Aug 3, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il maestro e l'amore al tempo di Stalin

    Vita di un maestro e storia di un amore che si protrae per decenni. Sullo sfondo, a tratti con ironia e spesso con amarezza, lo stalinismo nei suoi effetti devastanti.
    Un libro insolito, ben scritto, che raccomando.

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    Armando said on Feb 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi ci sono affezionato lentamente a questo racconto della memoria frammentato e disomogeneo, che presuppone una lettura altrettanto frammentata, una pagina per volta, una riga per volta.

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    Achabjazz said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

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    autentico gioiellino.. (8--)

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    gigi said on Mar 4, 2011 | Add your feedback

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    "Finché continuerò a meravigliarmi, forse rimarrò un uomo"

    Il periodo raccontato in questo romanzo coincide con una terribile parentesi temporale nella storia della nazione russa; il ritmo della narrazione è simile a quello ansioso e oppressivo con cui si provano a rievocare gli incubi mentre lo stile risult ...(continue)

    Il periodo raccontato in questo romanzo coincide con una terribile parentesi temporale nella storia della nazione russa; il ritmo della narrazione è simile a quello ansioso e oppressivo con cui si provano a rievocare gli incubi mentre lo stile risulta a tratti sommesso, spesso malinconico o schizofrenico. Il punto verso il quale l'attenzione del protagonista/dell'autore e del lettore immancabilmente convergono è una donna, dea imperfetta, oggetto e complice di un amore-ossessione; Katja, tiranna di seduzione ed inafferrabile fantasma, continuamente perduta e ritrovata, è il buco nero che assorbe le forze del protagonista e, lentamente, lo consuma e l'annienta. L'operazione che Metter fa in questo particolarissimo romanzo (il quale venne pubblicato soltanto trent'anni dopo la sua stesura) è raffinata e inusuale: non è più la Storia che accade e travolge/sconvolge, bensì il racconto di determinate vergogne della storia umana (qui, nello specifico, i terribili metodi inquisitivi di cui erano vittime dissidenti o presunti tali, il clima di irrespirabile sospetto nel quale molte persone si trovavano a vivere) che conquistano il diritto d'essere menzionate soltanto per il fatto che toccano e, fatalmente, terminano la vita di Katja. "Il quinto angolo" è un puzzle della memoria di un "uomo fuori", fuori dalla società, dai rapporti umani, dalla vita, ricomposto con pazienza e passione da un autore interessante.

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    alice said on Apr 22, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 2 stars
  • Hardcover 187 Pages
  • ISBN-10: 8806129430
  • ISBN-13: 9788806129439
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 1992-01-01
  • Also available as: Paperback
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