Il racconto dell'Ancella

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.1
(1207)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Polacco , Olandese , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8804288000 | Isbn-13: 9788804288008 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Camillo Pennati

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 3

    Abbastanza angosciante. "Solito" futuro distopico con regime d'ordinanza, ma qui non c'è nessun tentativo di fuga, nessuna ribellione, solo l'oppressione e il disgusto. Il fatto che sia una sorta di d ...continua

    Abbastanza angosciante. "Solito" futuro distopico con regime d'ordinanza, ma qui non c'è nessun tentativo di fuga, nessuna ribellione, solo l'oppressione e il disgusto. Il fatto che sia una sorta di diario, quasi tutto discorso indiretto e pochi dialoghi reali rende il tutto ulteriormente pesante. Complessivamente una bella lettura, ma abbastanza opprimente.

    ha scritto il 

  • 5

    Desidero ardentemente toccare qualcosa di diverso dalla stoffa o dal legno. Desidero commettere l'atto del toccare.

    Quando immaginiamo una società futura, quasi sempre la pensiamo in negativo, forse perché siamo talmente pessimisti verso tutto ciò che ci circonda che non riusciamo proprio a scorgere un solo aspetto ...continua

    Quando immaginiamo una società futura, quasi sempre la pensiamo in negativo, forse perché siamo talmente pessimisti verso tutto ciò che ci circonda che non riusciamo proprio a scorgere un solo aspetto positivo all’orizzonte.
    Siamo in un America del futuro, ridotta ormai a un governo dittatoriale. Tutto è bandito, a momenti anche respirare.
    Le donne sono delle schiave, possedimento e fonte di piacere per gli uomini che fanno di loro praticamente tutto ciò che vogliono. Sono divise in tre schiere: le mogli, le ancelle(donne in età ancora fertile) e le condannate(in parole povere le donne in menopausa).
    Tra le ancelle c’è una donna che viene portata a casa di un comandante(il suo padrone) affinché la ingravidi con il beneplacito della moglie.
    Questa donna dovrebbe dimenticare tutto il suo passato, dovrebbe solo e unicamente sottostare al volere del proprio “padrone” pena la morte, ma come si possono dimenticare il passato e i propri affetti?
    Terrificante. In un mondo dove la donna viene ancora vista come un proprietà privata e assoluta dell’uomo(basta leggere i fatti che purtroppo popolano la cronaca attuale) questo futuro ipotizzato dalla Atwood ha un sapore ancora più amaro perché in fondo potrebbe anche diventare purtroppo realistico, donne trattate come oggetti, alle quali non è permesso vestirsi come vogliono, non è permesso leggere, non è permesso lavorare o uscire di casa ma solo procreare per la salvezza loro e dell’umanità. Degli uteri che camminano e che respirano in poche parole, da gettare via quando la natura non permette più loro di fecondare. Terribile, davvero terribile.
    Definirlo un romanzo sci-fi è riduttivo, Margaret Atwood costruisce un futuro aberrante quanto purtroppo auspicabile e lo fa con una ricostruzione ambientale e storica molto accurata e una prosa armoniosa e di una bellezza da mozzare quasi il fiato. I ricordi, l’amore, le speranze sono le uniche ancore di salvezza a cui possiamo aggrapparci quando siamo condannate agli abissi della disperazione.
    Angosciante, crudo e claustrofobico ma meraviglioso. Dopo “1984” e “Fahrenheit 451” il più bel romanzo distopico che sia mai stato scritto.

    Mi si può biasimare se desidero un vero corpo, da stringere con le mie braccia? Senza di esso anch'io sono incorporea. Posso ascoltare i battiti del mio cuore, contro le molle del letto, posso accarezzarmi, sotto le lenzuola bianche, secche, al buio, ma anch'io, se faccio scorrere una mano su di me, mi sento secca e bianca, dura, granulosa come un piatto di riso asciutto, come la neve. È una sensazione di morte, di abbandono. Sono come una stanza dove un tempo accadevano delle cose e adesso non accade nulla, tranne il polline delle gramigne che crescono là, fuori dalla finestra, e che viene soffiato all'interno come polvere sul pavimento. Ecco quel che credo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto particolare e molto bello. Io personalmente sono una che non ama i libri troppo descrittivi ma penso che se questo non lo fosse non sarebbe altrettanto bello. Ben scritto e molto scorrevol ...continua

    Libro molto particolare e molto bello. Io personalmente sono una che non ama i libri troppo descrittivi ma penso che se questo non lo fosse non sarebbe altrettanto bello. Ben scritto e molto scorrevole, la scrittura ti coinvolge molto, utilizza frasi molto corte ma molto incisive, anche la narrazione mi piace molto, nonostante ci sia un continuo palleggiare dal presente al passato della protagonista i tempi sono ben definiti e comprensibili e molto efficaci per comprendere l'assurdità (o la normalità) di questo mondo utopico. La realtà che ci viene rappresentata fa quasi rabbrividire, forse anche per il fatto che potrebbe succedere anche nella nostra realtà e non solo in un libro, la società cerca di andare AVANTI tornando INDIETRO, tornando a una mentalità molto chiusa. La società che si dipinge davanti è molto ripartita, ognuno ha il suo posto, il suo dovere e la protagonista deve combattere per sopravvivere, soprattutto perché non è in una posizione agevolata, è usata e al tempo stesso crede fermamente in quello che fa anche se il passato incombe sempre di più su di lei, e più va avanti più il passato si fa pesante e nostalgico.

    ha scritto il 

  • 5

    UNO PIU' UNO PIU' UNO PIU' UNO

    Ho iniziato questo romanzo avendo alle spalle la lettura di quel capolavoro che é 'La ragazza meccanica' di Bacigalupi. Conoscendo già l'autrice ('L'assassino cieco'), però, avevo delle aspettative a ...continua

    Ho iniziato questo romanzo avendo alle spalle la lettura di quel capolavoro che é 'La ragazza meccanica' di Bacigalupi. Conoscendo già l'autrice ('L'assassino cieco'), però, avevo delle aspettative a dir poco elevate. Direi che non sono andate minimamente deluse, anzi. La storia é narrata in maniera superba con descrizioni di personaggi e stati d'animo degli stessi meravigliosi. La capacità della Atwood di dipingere le emozioni in tutte le loro sfumature é semplicemente unica. Più che a immaginarle il suo stile ti porta a viverle in maniera così intensa da entrare in uno stato di totale empatia con la protagonista, assolutamente credibile nella sua profonda umanità. Ma una cosa mi ha colpito particolarmente di questo romanzo, ossia il fatto che ho avuto, sin dalle prime pagine, la netta sensazione che lo stesso sia stato indirizzato, soprattutto, ad un pubblico maschile. Infatti la mia personale impressione é che l'autrice abbia voluto aprire uno spiraglio sull'universo femminile mettendolo a 'disposizione' del pubblico maschile. Secondo me é riuscita a far risaltare le debolezze, ma anche e soprattutto la forza d'animo e la capacità di adattamento della donna, unitamente al suo modo di pensare trasversale che contrasta con quello più diretto proprio dell'uomo. Perché, giova ricordarlo, uno più uno più uno più uno non é uguale a quattro, ma a uno più uno più uno più uno.

    ha scritto il 

  • 5

    Distopia al femminile.

    Ci sono le Ancelle, le Zie, le Mogli, le Marte, le Nondonne...penserete che il mondo sia governato dalle donne, che loro detengono il potere...
    Dal resoconto finale, (parte, per inciso, di cui avrei f ...continua

    Ci sono le Ancelle, le Zie, le Mogli, le Marte, le Nondonne...penserete che il mondo sia governato dalle donne, che loro detengono il potere...
    Dal resoconto finale, (parte, per inciso, di cui avrei fatto volentieri a meno....il finale era perfetto così com'era senza bisogno di alcuna appendice ) sappiamo che Il racconto dell'ancella è la trascrizione di 30 cassette registrate e lasciateci dalla protagonista. La nostra ancella non ci dirà mai il suo nome (o meglio lo dirà solo ad una persona); nel regno di Galaad è conosciuta con il nome del suo possessore ossia Difred (così come nel corso della lettura incontreremo le Diwarren, Diglenn...)

    Una bella scrittura per un romanzo che dà il meglio di sè nei momenti di flashback della Difred, un libro che pur inserendosi nel filone orwelliano di 1984 sa essere "indipendente".
    L' ancella con il suo abito monacale rosso riporta alla mente il personaggio di Hawthorne, ma a differenza di Hester Prynne essa non è un'eroina o una ribelle. E' un personaggio controverso che non si può amare e non si può odiare. La sua debolezza rappresenta in fondo anche la nostra debolezza.
    Insomma come romanzo distopico funziona alla grande.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginate un mondo in cui dopo una serie di devastazioni atomiche, gli Stati Uniti diventino uno stato totalitario. Improvvisamente tutte le libertà vengono abolite e si comincia dalle donne, le qual ...continua

    Immaginate un mondo in cui dopo una serie di devastazioni atomiche, gli Stati Uniti diventino uno stato totalitario. Improvvisamente tutte le libertà vengono abolite e si comincia dalle donne, le quali vengono private del loro vero nome, del lavoro e di qualsiasi proprietà perché devono dedicarsi a uno scopo più alto, fare figli in un mondo che ne ha sempre meno.
    Ci sono poche possibilità in questo mondo, essere Mogli, essere Ancelle, gusci vuoti da colmare, o finire nelle Colonie a raccattare materiale radioattivo. Non rivelo di più perché è un libro che secondo me va letto, per apprezzare le conquiste raggiunte finora e continuare a vigilare perché basta veramente poco perché il mondo decida che le donne vanno "protette".

    ha scritto il 

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