Il racconto dell'Ancella

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.2
(1179)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Polacco , Olandese , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8804288000 | Isbn-13: 9788804288008 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Camillo Pennati

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

Ti piace Il racconto dell'Ancella?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Distopia al femminile.

    Ci sono le Ancelle, le Zie, le Mogli, le Marte, le Nondonne...penserete che il mondo sia governato dalle donne, che loro detengono il potere...
    Dal resoconto finale, (parte, per inciso, di cui avrei f ...continua

    Ci sono le Ancelle, le Zie, le Mogli, le Marte, le Nondonne...penserete che il mondo sia governato dalle donne, che loro detengono il potere...
    Dal resoconto finale, (parte, per inciso, di cui avrei fatto volentieri a meno....il finale era perfetto così com'era senza bisogno di alcuna appendice ) sappiamo che Il racconto dell'ancella è la trascrizione di 30 cassette registrate e lasciateci dalla protagonista. La nostra ancella non ci dirà mai il suo nome (o meglio lo dirà solo ad una persona); nel regno di Galaad è conosciuta con il nome del suo possessore ossia Difred (così come nel corso della lettura incontreremo le Diwarren, Diglenn...)

    Una bella scrittura per un romanzo che dà il meglio di sè nei momenti di flashback della Difred, un libro che pur inserendosi nel filone orwelliano di 1984 sa essere "indipendente".
    L' ancella con il suo abito monacale rosso riporta alla mente il personaggio di Hawthorne, ma a differenza di Hester Prynne essa non è un'eroina o una ribelle. E' un personaggio controverso che non si può amare e non si può odiare. La sua debolezza rappresenta in fondo anche la nostra debolezza.
    Insomma come romanzo distopico funziona alla grande.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginate un mondo in cui dopo una serie di devastazioni atomiche, gli Stati Uniti diventino uno stato totalitario. Improvvisamente tutte le libertà vengono abolite e si comincia dalle donne, le qual ...continua

    Immaginate un mondo in cui dopo una serie di devastazioni atomiche, gli Stati Uniti diventino uno stato totalitario. Improvvisamente tutte le libertà vengono abolite e si comincia dalle donne, le quali vengono private del loro vero nome, del lavoro e di qualsiasi proprietà perché devono dedicarsi a uno scopo più alto, fare figli in un mondo che ne ha sempre meno.
    Ci sono poche possibilità in questo mondo, essere Mogli, essere Ancelle, gusci vuoti da colmare, o finire nelle Colonie a raccattare materiale radioattivo. Non rivelo di più perché è un libro che secondo me va letto, per apprezzare le conquiste raggiunte finora e continuare a vigilare perché basta veramente poco perché il mondo decida che le donne vanno "protette".

    ha scritto il 

  • 3

    La trama di questo libro, di per sè, mi è piaciuta davvero tanto.
    Il mondo utopico e distorto di Galaad ti segna, ti colpisce come un pugno nello stomaco, specialmente per le lettrici di sesso femmini ...continua

    La trama di questo libro, di per sè, mi è piaciuta davvero tanto.
    Il mondo utopico e distorto di Galaad ti segna, ti colpisce come un pugno nello stomaco, specialmente per le lettrici di sesso femminile. Sotto il punto di vista della trama, perciò, credo che sia un libro davvero molto bello.
    La scelta di "come raccontare" dell'autrice però non è decisamente una cosa che ho apprezzato.
    Questi salti temporali, anche nello stesso capitoletto, mi hanno fatta impazzire. Io non ci riesco a entrare nella storia così, non riesco a calarmi nel personaggio, negli ambienti, nella vita di quel posto.
    Non mi è piaciuto nemmeno il modo in cui è finito, con quella fine/non fine; con quella "conferenza" postuma. Quest'ultima l'ho trovata davvero una caduta di stile, anche se è l'unica cosa che ti spiega realmente come stavano le cose a Galaad in modo pratico.
    Peccato davvero per questa scelta stilistica. Credo che, se scritto diversamente, l'avrei apprezzato di più.

    ha scritto il 

  • 4

    bello, mette i brividi - soprattutto a una veterofemminista come me. chissà che effetto fa agli uomini. parla di una società nella quale le donne sono fattrici, serve, insegnanti, status symbol: non m ...continua

    bello, mette i brividi - soprattutto a una veterofemminista come me. chissà che effetto fa agli uomini. parla di una società nella quale le donne sono fattrici, serve, insegnanti, status symbol: non molto diversamente da ora, ma a ogni funzione è preposta una casta diversa anziché aspettarsi da una sola persona il multitasking. naturalmente il sistema non funziona. i dissidenti formano un gruppo che si chiama mayday, e qui si scopre che questo grido d'aiuto viene dal francese m'aidez. bella anche questa rivelazione.

    ha scritto il 

  • 5

    "Credo che questo sia probabilmente il romanzo più bello e più inquietante che abbia mai letto."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/10/margaret-atwood-il-racconto-dellancella.h ...continua

    "Credo che questo sia probabilmente il romanzo più bello e più inquietante che abbia mai letto."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/10/margaret-atwood-il-racconto-dellancella.html

    ha scritto il 

  • 3

    Si salva nella seconda parte

    Ero indecisa se dare tre o quattro stelline. la scrittura è di buona qualità, ma non corrisponde pienamente ai miei gusti. Lo stile riflessivo non mi ha permesso di entrare pienamente in quel mondo. S ...continua

    Ero indecisa se dare tre o quattro stelline. la scrittura è di buona qualità, ma non corrisponde pienamente ai miei gusti. Lo stile riflessivo non mi ha permesso di entrare pienamente in quel mondo. Sul finale diventa molto più coinvolgente, peccato non sia stato tutto così. Ottimo ed originalissimo l'espediente narrativo delle ultimissime pagine.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il valore della donna

    Concepito partendo da una pianificazione curata e precisa di tutti gli avvenimenti che portano a questa sorta di "diario-sfogo" immaginario della protagonista, "Il racconto dell'Ancella" colpisce sopr ...continua

    Concepito partendo da una pianificazione curata e precisa di tutti gli avvenimenti che portano a questa sorta di "diario-sfogo" immaginario della protagonista, "Il racconto dell'Ancella" colpisce soprattutto per la vividezza di alcune immagini e per la capacità dell'autrice di non lasciarsi imbrigliare dalla fitta rete di sentimentalismo nella quale, ne sono certa, qualsiasi altro autore con meno carattere sarebbe facilmente caduto.
    La storia di Difred non è di quelle che fanno bene, quelle in cui alla fine trionfa l'happy endind e che ci mostra la nostra "eroina" tornare a casa felice e contenta. No. Se cercate una simile storia questa non fa per voi.
    Ambientata in una realtà distopica, un futuro alternativo, la storia si svolge in un' America profondamente mutata in seguito a disastri di varia entità: a causa di esperimenti (più o meno leciti) nell'ambito del nucleare, la popolazione è quasi interamente ridotta alla sterilità ed il governo pensa bene(?) di riorganizzare le gerarchie all'interno della società e del potere riducendo le donne ad oggetti, strumenti.
    La trama, comunque, potete tranquillamente leggerla qui sopra nella scheda del libro...non è ciò che mi preme mettere in luce in questa sede.
    Sinceramente la cosa che più mi ha colpita in questo "Racconto dell'ancella" è stata la "normalità" della sua protagonista all'interno del contesto distopico in cui è inserita. Fateci caso: cosa succede in tutti gli pseudo distopici- young adult che affollano le librerie di questi tempi? La protagonista è SPECIALE. C'è questo ridicolo innalzarsi di una figura al di sopra del contesto, della religione, dei costumi, delle sofferenze ( spesso, infatti, la tizia in questione trova l'amore VERO a dieci pagine dall'inizio del libro anche quando si trova in scenari in cui ogni tipo di relazione è vietata/ messa al bando/ resa artificiale/ecc. e, come se ciò non bastasse, scopre di avere poteri/ abilità stratosferiche/ oltre alla bellezza...ma vabbè).
    Difred è una donna come le altre, non è un'ancella speciale, non ha nessuna abilità di sorta, è esposta esattamente a tutti i rischi a cui sono sottoposte le altre. Sentiamo la sua vita come una testimonianza derivata dalla sua scelta personale di raccontare l'inferno che sta vivendo.
    Il racconto dell'ancella non ci vuole parlare di UNA donna , ma DELLA donna: Margaret Atwood vuole portarci a riflettere su uno scenario tanto spaventoso quanto realistico. Una realtà in cui alla donna vengono negate le più comuni libertà, quelle che oggi diamo per scontate ( leggere un libro, mettere il rossetto, correre nel parco, dipingere,aprire un conto) ed in cui viene ridotta ad oggetto,soggiogata dalla volontà maschile ( macchina riproduttiva- le ancelle, statue- le mogli, serve- le Marte e le Zie).
    Sicuramente un testo che tutti dovrebbero leggere, donne in primis!
    Mette tristezza pensare che anche adesso, su questo pianeta, mentre scrivo, tante e tante donne vivono piegate, umiliate, offese, si lasciano maltrattare vivendo nel miraggio di un amore o di un altro sentimento che non esiste: non bisogna poi andare molto lontano per far si che la finzione si trasformi in realtà.
    Il confine tra le due è molto labile.
    A queste donne vorrei davvero regalare questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    penso che le premesse della storia siano ottime, ma trovo che la narrazione perda un pò, ho fatto a volte fatica a entrare nel mondo creato dalla atwood anche se devo ammettere che quando riuscivo ad ...continua

    penso che le premesse della storia siano ottime, ma trovo che la narrazione perda un pò, ho fatto a volte fatica a entrare nel mondo creato dalla atwood anche se devo ammettere che quando riuscivo ad entrare mi veniva voglia di scappare e questo è sicuramente un merito all'autrice che riesce a trasmettere l'orrido delle vicende narrate che a volte fanno davvero rabbrividire!

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è molto al femminile, ma credo che nasconda molto altro.

    Nel libro la Atwood richiama più volte quello che accadde con il nazismo...
    Questo libro ci dice come la nostra vita, la nostra condi ...continua

    Il libro è molto al femminile, ma credo che nasconda molto altro.

    Nel libro la Atwood richiama più volte quello che accadde con il nazismo...
    Questo libro ci dice come la nostra vita, la nostra condizione, in questo caso quella femminile, con tutte le difficili e importanti conquiste degli ultimi due secoli, possa cambiare da un momento all'altro, e la speranza che anche nel buio più buio, raccontare la propria storia, possa aiutare chi verrà dopo di noi a non ripetere gli stessi errori, anche se non sempre si riesce a interpretare quello che la storia ci insegna.
    Veramente un libro bello, scritto in maniera semplice e meravigliosa al tempo stesso.

    ha scritto il 

Ordina per