Il racconto dell'isola sconosciuta

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago Einaudi; 39)

4.0
(1371)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 29 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese , Giapponese

Isbn-10: 8806166514 | Isbn-13: 9788806166519 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte dellafantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. L'autore di "L'anno della morte di Ricardo Reis", "La zattera di pietra", "Cecità", "Tutti i nomi", "L'uomo duplicato", e tanti altre opere che gli hanno valso il premio Nobel per la letteratura, offre in questo volume una favola d'amore scritta nel 1998.
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  • 5

    Fiaba da leggere

    Mi rendo conto di essere molto di parte quando si tratta di Saramago che è un autore tra i miei preferiti, ma mi sforzerò di essere qui il più razionale possibile.

    Prima della trama due appunti: si tr ...continua

    Mi rendo conto di essere molto di parte quando si tratta di Saramago che è un autore tra i miei preferiti, ma mi sforzerò di essere qui il più razionale possibile.

    Prima della trama due appunti: si tratta di una fiaba, non una favola come scritto in quarta di copertina, perché contiene una morale; c'è anche un refuso in questa edizione della Feltrinelli (ho appena letto il pezzo in lingua originale...) e mi secca tantissimo acquistare un libro da una buona CE e scoprire anche solo un errore tanto grossolano.

    La trama è molto semplice: un uomo chiede al Re una barca per partire alla ricerca di un'isola sconosciuta, che ancora non compare sulle carte geografiche. Il Re acconsente e gli dà una caravella. Al protagonista si unirà la donna delle pulizie del palazzo reale, l'unica che può passare dalla porta della decisione giacché non ha alcun sottoposto da governare.
    Quindi una storia semplice: c'è un uomo che cerca, una donna che prende una decisione.

    ".... voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò. Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei. Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte, si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate. Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi stessi."

    Lei non è interessata all'isola, alla ricerca. E' interessata a lui.
    Ma l'uomo non lo immagina, ha occhi solo per l'isola. Poi si accorgerà della donna. È bella, e molto altro, ma non lo dice. Gli uomini non dicono.

    E in questo racconto in cui realtà e dimensione onirica si fondono c'è molto di "non detto", eppure ogni elemento è perfettamente costruito per condurre a fondo e dare una stoccata al centro nevralgico delle emozioni. Esempio magistrale della punta dell'iceberg, come sosteneva Hemingway, del mondo sommerso che non si vede, il racconto è in perfetto equilibrio stilistico e tecnico. È presente la consueta punteggiatura (che poi è un'assenza) di Saramago, e potrete avere conferma della sua impronta stilistica leggendo un brano ad alta voce: non è necessario che vi sia la classica punteggiatura che scandisce il dialogo perché l'andamento è così ben congeniato, così "esatto", che è impossibile non avere una immediata comprensione. È perfetto.
    Stilisticamente parlando quindi non ho trovato nessun dettaglio fuori posto, o mancante. Il contenuto, sebbene semplice, non è per niente banale. Anzi, senza spoilerarvi nulla, dirò solo che ho apprezzato un abile stratagemma stilistico che Saramago usa per mettere fuori pista l'immaginazione del lettore che, fino a un certo punto, crederà di sapere esattamente come andrà a finire la storia. Il patto tra scrittore e lettore è dunque rispettato. Ma stiamo parlando di Saramago, e lui, come pochi, del suo lettore fa ciò che vuole. E così, lo irretisce con il suo stile fuori da ogni canone classico: i dialoghi e le brevi descrizioni scandite solo da virgole, la formazione di lunghi periodi, hanno un che di magico. Entrando nei panni dello scrittore, e dunque nel racconto, il lettore è ormai in balìa del narratore. E lui guida il prigioniero fino a una dimensione profonda, quella parte dell'iceberg sommerso di cui all'inizio vedeva solo la punta galleggiare sul pelo dell'acqua narrativa. In quel sommerso trova solo Dolcezza, Meraviglia e Bellezza.

    "Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev’essere il peggior modo di piacere."
    Piccole perle come queste costringono a fermarsi ogni tanto sul fondo, risalire per prendere respiro, e poi giungere alla conclusione che
    "Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca".

    Io l'isola, la morale della fiaba, l'ho trovata. Potrebbe essere solo il mio punto di vista ma preferisco non condividerlo solo perché vi leverei il gusto di leggere questa piccola meraviglia.

    Bellissime anche le illustrazioni antiche a colori dall’Atlante di Battista Agnese (1553).

    Unico vero neo del racconto: sono solo 43 pagine e si leggono in un quarto d'ora. Dura troppo poco. Per fortuna, la bellezza che dona rimane dentro per parecchio.
    Buona lettura ^_^

    ha scritto il 

  • 5

    Una cosa piccola e perfetta che contiene tutto il necessario. Un’arca – o caravella – di Noè dove si trovano esemplari di tutto ciò che è letterario: dal racconto popolare al romanzo d’amore, dal surr ...continua

    Una cosa piccola e perfetta che contiene tutto il necessario. Un’arca – o caravella – di Noè dove si trovano esemplari di tutto ciò che è letterario: dal racconto popolare al romanzo d’amore, dal surrealismo alla grande avventura per mare. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • 0

    I said rasagna for fourteen years and then I found out I was always wrong. Why? I asked to my aunt, and she told me, because you say lasagna. She didn't tell me more and I forgot it. Ten years later I ...continua

    I said rasagna for fourteen years and then I found out I was always wrong. Why? I asked to my aunt, and she told me, because you say lasagna. She didn't tell me more and I forgot it. Ten years later I moved to Kyoto for no particular reason.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gioiello

    Quest’oggi voglio parlarvi di un libricino piccolo piccolo, che si legge in poco più di mezz’ora: Il racconto dell’isola sconosciuta del Premio Nobel José Saramago.
    In questo libro, Saramago racconta ...continua

    Quest’oggi voglio parlarvi di un libricino piccolo piccolo, che si legge in poco più di mezz’ora: Il racconto dell’isola sconosciuta del Premio Nobel José Saramago.
    In questo libro, Saramago racconta una favola che si può e si deve interpretare in maniera allegorica: cosa cerchiamo? dove potrebbe essere? come raggiungerlo? esiste davvero quello che vogliamo? Sembra quasi di trovarsi in un mondo onirico e l’ambientazione astratta contribuisce a rendere questa storia una favola universale: noi siamo l’isola sconosciuta, e il viaggio per riuscire a raggiungerla è la vita stessa.
    Il protagonista di questa favola è un’avventuriero che chiede al re una barca per poter partire alla ricerca dell’isola sconosciuta: è un uomo che persevera nella sua decisione, nonostante i rifiuti e le difficoltà per riuscire a trovare un’equipaggio con cui poter partire. Coloro che gli stanno intorno tentano, anzi, di fargli dubitare che ciò che cerca esista davvero. La folla rappresenta benissimo il mondo, che deride e disprezza e rifiuta ciò che non conosce. L’unica a supportarlo è la donna delle pulizie, la quale, attraversando la Porta delle Decisioni, sceglie di seguirlo e incoraggiarlo.
    Mi aspettavo un finale aperto: l’uomo e la donna, a governare una nave in due, in partenza per l’isola sconosciuta. Non è stato così. Saramago ci fa intravedere l’isola sconosciuta in un sogno, ma non ce la dà veramente. La realtà è racchiusa nella cabina della barca, e sembra quasi che l’isola sconosciuta sia contenuta in un abbraccio. È un racconto incentrato sulla ricerca di se stessi, estremamente raffinato.
    Questo è il secondo libro di Saramago che leggo e lo stile dell’autore è sempre inconfondibile. Non è uno stile facile, visto che la particolarità di Saramago è quella di scrivere adoperando la punteggiatura in maniera non convenzionale, ma avendo già letto un altro suo libro, non ho trovato difficile entrare in questo, e devo dire che la lettura scorre in maniera molto fluente.
    Un piccolo gioiello da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 2

    La favola in sé è anche carina, ma magari sarebbe stato più opportuno inserirla in una raccolta di scritti, invece che farne una pubblicazione unica e così di lusso, per giunta. Va bene che è di Saram ...continua

    La favola in sé è anche carina, ma magari sarebbe stato più opportuno inserirla in una raccolta di scritti, invece che farne una pubblicazione unica e così di lusso, per giunta. Va bene che è di Saramago, ma insomma, anche i grandi scrivono piccole e piccolissime cose e tre frasi salvabili non fanno per forza un'opera d'arte

    ha scritto il 

  • 3

    «Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei.»

    «È strano che voi, uomo di mare, mi diciate questo, che isole sconosciute non ce ne sono più, e che io, uomo di terra, non ignori che tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché n ...continua

    «È strano che voi, uomo di mare, mi diciate questo, che isole sconosciute non ce ne sono più, e che io, uomo di terra, non ignori che tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca.»

    Un uomo si presenta alla porta del re con una richiesta; per tre giorni attende dietro la porta, conscio che la risposta a una necessità tanto importante non possa che essere positiva. Quello che l'uomo pretende con grande audacia è una barca, un mezzo adatto per intraprendere il viaggio alla ricerca dell'isola sconosciuta, quell'isola che sembrerebbe non esistere, perché con gli strumenti di oggi tutte le isole sono ormai state scoperte; eppure anche il re si convince della sua esistenza e concede un'imbarcazione simile a una caravella, ma senza equipaggio.
    La donna delle pulizie, che fin da subito aveva mostrato curiosità per questa missione, decide di unirsi a lui in questa avventura.
    Quello dei due è un viaggio metaforico, il viaggio di una vita, il viaggio verso un'isola che non è altro che la propria natura.
    Saramago regala al lettore una favola che, nella brevità delle sue trenta pagine, si legge d'un fiato ma richiede molto più tempo per essere assimilata. Con le bellissime illustrazioni tratte dall'Atlante di Battista Agnese del XIV secolo, si è trasportati nei meandri dell'essere umano e della comprensione della propria esistenza.
    Che cosa cerchiamo nella vita? Dove possiamo trovarlo? Ma soprattutto, esiste veramente?
    Sono domande note, di cui si sono occupati tutti i rami della conoscenza umana, senza mai dare risposte esaustive. In questo volumetto si propone un'immagine, un'istantanea che cerca di rappresentare la tensione dell'uomo alla scoperta di se stesso, ma anche dell'altro, nel secondo viaggio - quello tra l'uomo e la donna - che porta all'amore.

    «Voi che ne pensate, che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi, Se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, Non è la medesima cosa.»

    Non c'è spazio per artifici letterari, tutto si fonde e si confonde in questo racconto: riflessioni, descrizioni, parole forse mai pronunciate... la combinazione di elementi diversi va a comporre un mosaico in cui sogno e realtà risultano indissolubilmente intrecciati nella punteggiatura fluida e inarrestabile tipica di Saramago.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni uomo è un'isola.

    -Prima cosa:
    dal punto di vista meramente venale, vi consiglio di farvi regalare sto libro.
    10 euri per una quarantina di pagine, se non è uno scippo poco ci manca.
    Cioè voglio dire quasi quasi convie ...continua

    -Prima cosa:
    dal punto di vista meramente venale, vi consiglio di farvi regalare sto libro.
    10 euri per una quarantina di pagine, se non è uno scippo poco ci manca.
    Cioè voglio dire quasi quasi conviene telefonare a casa Saramago e farsi leggere il racconto direttamente da Josè, si spenderebbe sicuramente di meno (includendo anche lo scatto alla risposta eh!). Quindi meglio farselo regalare ;D

    -Seconda cosa:
    ora non voglio fare il fenomeno ma le cose scritte da Josè, le avevo già dette io! (e forse anche qualcun altro).
    Sono altrettanto consapevole che se a dirle è Saramago, con il suo stile (e quando dico stile non mi riferisco all'assenza di punteggiatura o alla presenza di personaggi senza nome...o meglio mi riferisco anche a quello), in particolare faccio riferimento soprattutto alla sua capacità affabulatoria, allora la cosa acquista tutto un altro peso.

    In definita: breve, "semplice un pò banale" (cit.Mina) ma perfetto. Mi è piaciuto assai.
    Queste sono cinque stelle figlie del momento, non sarà un capolavoro con la C maiuscola ma dopo la serie di letture angoscianti che avevo inanellato è oro colato.
    Va dritto dritto nei Piccoli, grandi libri

    ha scritto il 

  • 4

    Semplicemente Saramago

    Poteva deludere per l'estrema brevità (mezz'ora di lettura se non si guardano le cartine...) eppure no. Saramago ha qualche cosa di puro, di essenziale e di mai detto da dire, ogni volta. Anzi, dirò c ...continua

    Poteva deludere per l'estrema brevità (mezz'ora di lettura se non si guardano le cartine...) eppure no. Saramago ha qualche cosa di puro, di essenziale e di mai detto da dire, ogni volta. Anzi, dirò che la brevità del testo è stato di aiuto per me che mi affatico alla punteggiatura sofisticata e spiazzante di Saramago.
    L’isola sconosciuta, metafora stilizzata - è sconosciuta finché non la conosci tu o è inconoscibile o, meglio, quale è il limite che assegniamo a ciò che si conosce e a ciò che non si conosce? Basta forse sapere che c'è o dove è? Attraverso dialoghi molto semplici, domande e risposte, viaggiamo, come in tutti i libri di Saramago, veleggiamo verso l'ignoto noi stessi. E qui riesce, all'ultima pagina, a fare ancora una capriola inaspettata. Gustatevi il finale!

    ha scritto il 

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