Il racconto dell'isola sconosciuta

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago Einaudi; 39)

4.0
(1385)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 29 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese , Giapponese

Isbn-10: 8806166514 | Isbn-13: 9788806166519 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte dellafantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. L'autore di "L'anno della morte di Ricardo Reis", "La zattera di pietra", "Cecità", "Tutti i nomi", "L'uomo duplicato", e tanti altre opere che gli hanno valso il premio Nobel per la letteratura, offre in questo volume una favola d'amore scritta nel 1998.
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  • 4

    Un piccolo gioiello, una fiaba , ovviamente un po’ metaforica, come sono tutte le fiabe. Man mano che leggi, tu, lettore, insieme ai protagonisti ti domandi dove sarà mai questa isola sconosciuta, ...continua

    Un piccolo gioiello, una fiaba , ovviamente un po’ metaforica, come sono tutte le fiabe. Man mano che leggi, tu, lettore, insieme ai protagonisti ti domandi dove sarà mai questa isola sconosciuta, ma poi, se la trovano non sarà più sconosciuta!! Può esistere ancora qualcosa di sconosciuto? ma io che ne vado alla ricerca mi conosco davvero? Conosco me stesso, i miei limiti, le mie debolezze, le mie qualità, i miei punti di forza? Forse quell’isola non è molto lontana, basterebbe solo uscire un po’ da se stessi…. Ma sarà molto difficile farlo e molto difficile raggiungerla!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Il richiamo dell'altrove

    Un'esplorazione del concetto di isola come riserva di metafore, di significati, di senso. Un'allegorica ricerca di sé, della propria realizzazione, del proprio cambiamento, della propria vita futura. ...continua

    Un'esplorazione del concetto di isola come riserva di metafore, di significati, di senso. Un'allegorica ricerca di sé, della propria realizzazione, del proprio cambiamento, della propria vita futura. Rasserenante racconto breve, fiabesco e ricco di frasi e brani da trascriversi su un quadernetto o mandare a memoria, tanto sono belli:

    «Datemi una barca disse l'uomo. Voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, domandò il re. Per andare alla ricerca dell'isola sconosciuta, rispose l'uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare da subito, L'isola sconosciuta, ripeté l'uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l'ha detto, re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, E qual è quest'isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta.»

    *

    «Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca.»

    *

    «Avete detto che era vostra, Scusate, è stato solo perché mi piaceva, Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev'essere il peggior modo di piacere.»

    *

    «Avete di sicuro un mestiere, un'attività, una professione, come si dice adesso. Ce l'ho, ce l'avevo, ce l'avrò se sarà necessario, ma voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò, Non lo sapete, Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei.»

    *

    «Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate, Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi.»

    *

    «Le radici degli alberi stanno già penetrando nell'ossatura dell' imbarcazione, fra poco non serviranno più queste vele issate, basterà che il vento soffi fra le cime degli alberi e porti la caravella verso la meta. E' una foresta che naviga e si mantiene in equilibrio sopra le onde, una foresta dove, senza sapere come, hanno cominciato a cantare gli uccelli, dovevano essere li' nascosti e all'improvviso hanno deciso di uscire allo scoperto, forse perché le messi sono ormai mature e bisogna mieterle. L'uomo, allora, bloccò la ruota del timone e scese nel campo con la falce in mano, e fu solo dopo aver tagliato le prime spighe che vide un' ombra accanto alla propria ombra. Si svegliò abbracciato alla donna delle pulizie, mentre lei lo abbracciava, confusi i corpi, confuse le cabine, non si sa se a babordo o a tribordo. Poi, poco dopo il sorgere del sole, l'uomo e la donna andarono a dipingere sulla prua dell' imbarcazione, da un lato e dall'altro, a lettere bianche, il nome che ancora bisognava dare alla caravella. Verso mezzogiorno, con la marea, L'Isola Sconosciuta prese infine il mare, alla ricerca di se stessa.»

    ha scritto il 

  • 0

    "E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, fu quello che il re effettivamente gli domandò quando finalmente riuscì a sistemarsi, con discreta comodità, sulla sedia della donna delle pulizie, ...continua

    "E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, fu quello che il re effettivamente gli domandò quando finalmente riuscì a sistemarsi, con discreta comodità, sulla sedia della donna delle pulizie, Per andare alla ricerca dell'isola sconosciuta, rispose l'uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare fin da subito, L'isola sconosciuta, ripeté l'uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l'ha detto, re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, E qual è quest'isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta, Da chi ne avete sentito parlare, domandò il re, ora più serio, Da nessuno, In tal caso, perché vi ostinate ad affermare che esiste, Semplicemente perché è impossibile che non esista un'isola sconosciuta, E siete venuto qui a chiedermi una barca, Sì, sono venuto qui a chiedervi una barca.”

    ha scritto il 

  • 2

    Un racconto

    Posso capire l'esigenza di dover pubblicare tutto di un autore famoso.

    Per quanto riguarda il libro c'è un racconto, non un romanzo, di neanche trenta pagine che si propone di raccontare una storia, u ...continua

    Posso capire l'esigenza di dover pubblicare tutto di un autore famoso.

    Per quanto riguarda il libro c'è un racconto, non un romanzo, di neanche trenta pagine che si propone di raccontare una storia, una sorta di favola metaforica, dove un uomo e una donne delle pulizie si conosco e formano loro stessi un'isola che non c'era.

    Il racconto è da interpretare e ognuno forse ci troverà quello che vuole/desidera.

    Un libricino. Pieno di mappe artistiche tanto carine. un racconto che a malapena arriva a 25 pagine. Costo: 10 euro.

    Ecco. E' così che si fruttano gli scrittori come Saramago.

    Ho pensato che poteva essere un buon libro per ragazzi. ll ché vuol dire che sto diventando davvero vecchio. E infatti subito dopo mi sono contraddetto.

    E adesso mi cola il naso.

    ha scritto il 

  • 5

    Fiaba da leggere

    Mi rendo conto di essere molto di parte quando si tratta di Saramago che è un autore tra i miei preferiti, ma mi sforzerò di essere qui il più razionale possibile.

    Prima della trama due appunti: si tr ...continua

    Mi rendo conto di essere molto di parte quando si tratta di Saramago che è un autore tra i miei preferiti, ma mi sforzerò di essere qui il più razionale possibile.

    Prima della trama due appunti: si tratta di una fiaba, non una favola come scritto in quarta di copertina, perché contiene una morale; c'è anche un refuso in questa edizione della Feltrinelli (ho appena letto il pezzo in lingua originale...) e mi secca tantissimo acquistare un libro da una buona CE e scoprire anche solo un errore tanto grossolano.

    La trama è molto semplice: un uomo chiede al Re una barca per partire alla ricerca di un'isola sconosciuta, che ancora non compare sulle carte geografiche. Il Re acconsente e gli dà una caravella. Al protagonista si unirà la donna delle pulizie del palazzo reale, l'unica che può passare dalla porta della decisione giacché non ha alcun sottoposto da governare.
    Quindi una storia semplice: c'è un uomo che cerca, una donna che prende una decisione.

    ".... voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò. Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei. Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte, si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate. Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi stessi."

    Lei non è interessata all'isola, alla ricerca. E' interessata a lui.
    Ma l'uomo non lo immagina, ha occhi solo per l'isola. Poi si accorgerà della donna. È bella, e molto altro, ma non lo dice. Gli uomini non dicono.

    E in questo racconto in cui realtà e dimensione onirica si fondono c'è molto di "non detto", eppure ogni elemento è perfettamente costruito per condurre a fondo e dare una stoccata al centro nevralgico delle emozioni. Esempio magistrale della punta dell'iceberg, come sosteneva Hemingway, del mondo sommerso che non si vede, il racconto è in perfetto equilibrio stilistico e tecnico. È presente la consueta punteggiatura (che poi è un'assenza) di Saramago, e potrete avere conferma della sua impronta stilistica leggendo un brano ad alta voce: non è necessario che vi sia la classica punteggiatura che scandisce il dialogo perché l'andamento è così ben congeniato, così "esatto", che è impossibile non avere una immediata comprensione. È perfetto.
    Stilisticamente parlando quindi non ho trovato nessun dettaglio fuori posto, o mancante. Il contenuto, sebbene semplice, non è per niente banale. Anzi, senza spoilerarvi nulla, dirò solo che ho apprezzato un abile stratagemma stilistico che Saramago usa per mettere fuori pista l'immaginazione del lettore che, fino a un certo punto, crederà di sapere esattamente come andrà a finire la storia. Il patto tra scrittore e lettore è dunque rispettato. Ma stiamo parlando di Saramago, e lui, come pochi, del suo lettore fa ciò che vuole. E così, lo irretisce con il suo stile fuori da ogni canone classico: i dialoghi e le brevi descrizioni scandite solo da virgole, la formazione di lunghi periodi, hanno un che di magico. Entrando nei panni dello scrittore, e dunque nel racconto, il lettore è ormai in balìa del narratore. E lui guida il prigioniero fino a una dimensione profonda, quella parte dell'iceberg sommerso di cui all'inizio vedeva solo la punta galleggiare sul pelo dell'acqua narrativa. In quel sommerso trova solo Dolcezza, Meraviglia e Bellezza.

    "Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev’essere il peggior modo di piacere."
    Piccole perle come queste costringono a fermarsi ogni tanto sul fondo, risalire per prendere respiro, e poi giungere alla conclusione che
    "Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca".

    Io l'isola, la morale della fiaba, l'ho trovata. Potrebbe essere solo il mio punto di vista ma preferisco non condividerlo solo perché vi leverei il gusto di leggere questa piccola meraviglia.

    Bellissime anche le illustrazioni antiche a colori dall’Atlante di Battista Agnese (1553).

    Unico vero neo del racconto: sono solo 43 pagine e si leggono in un quarto d'ora. Dura troppo poco. Per fortuna, la bellezza che dona rimane dentro per parecchio.
    Buona lettura ^_^

    ha scritto il 

  • 5

    Una cosa piccola e perfetta che contiene tutto il necessario. Un’arca – o caravella – di Noè dove si trovano esemplari di tutto ciò che è letterario: dal racconto popolare al romanzo d’amore, dal surr ...continua

    Una cosa piccola e perfetta che contiene tutto il necessario. Un’arca – o caravella – di Noè dove si trovano esemplari di tutto ciò che è letterario: dal racconto popolare al romanzo d’amore, dal surrealismo alla grande avventura per mare. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • 0

    I said rasagna for fourteen years and then I found out I was always wrong. Why? I asked to my aunt, and she told me, because you say lasagna. She didn't tell me more and I forgot it. Ten years later I ...continua

    I said rasagna for fourteen years and then I found out I was always wrong. Why? I asked to my aunt, and she told me, because you say lasagna. She didn't tell me more and I forgot it. Ten years later I moved to Kyoto for no particular reason.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gioiello

    Quest’oggi voglio parlarvi di un libricino piccolo piccolo, che si legge in poco più di mezz’ora: Il racconto dell’isola sconosciuta del Premio Nobel José Saramago.
    In questo libro, Saramago racconta ...continua

    Quest’oggi voglio parlarvi di un libricino piccolo piccolo, che si legge in poco più di mezz’ora: Il racconto dell’isola sconosciuta del Premio Nobel José Saramago.
    In questo libro, Saramago racconta una favola che si può e si deve interpretare in maniera allegorica: cosa cerchiamo? dove potrebbe essere? come raggiungerlo? esiste davvero quello che vogliamo? Sembra quasi di trovarsi in un mondo onirico e l’ambientazione astratta contribuisce a rendere questa storia una favola universale: noi siamo l’isola sconosciuta, e il viaggio per riuscire a raggiungerla è la vita stessa.
    Il protagonista di questa favola è un’avventuriero che chiede al re una barca per poter partire alla ricerca dell’isola sconosciuta: è un uomo che persevera nella sua decisione, nonostante i rifiuti e le difficoltà per riuscire a trovare un’equipaggio con cui poter partire. Coloro che gli stanno intorno tentano, anzi, di fargli dubitare che ciò che cerca esista davvero. La folla rappresenta benissimo il mondo, che deride e disprezza e rifiuta ciò che non conosce. L’unica a supportarlo è la donna delle pulizie, la quale, attraversando la Porta delle Decisioni, sceglie di seguirlo e incoraggiarlo.
    Mi aspettavo un finale aperto: l’uomo e la donna, a governare una nave in due, in partenza per l’isola sconosciuta. Non è stato così. Saramago ci fa intravedere l’isola sconosciuta in un sogno, ma non ce la dà veramente. La realtà è racchiusa nella cabina della barca, e sembra quasi che l’isola sconosciuta sia contenuta in un abbraccio. È un racconto incentrato sulla ricerca di se stessi, estremamente raffinato.
    Questo è il secondo libro di Saramago che leggo e lo stile dell’autore è sempre inconfondibile. Non è uno stile facile, visto che la particolarità di Saramago è quella di scrivere adoperando la punteggiatura in maniera non convenzionale, ma avendo già letto un altro suo libro, non ho trovato difficile entrare in questo, e devo dire che la lettura scorre in maniera molto fluente.
    Un piccolo gioiello da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

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