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Il ragazzo che amava Shakespeare

Di

Editore: TEA

3.5
(352)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8850209614 | Isbn-13: 9788850209613 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marcella Dallatorre

Genere: Biography , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Stratford non è solo la cittadina inglese in cui nacque William Shakespeare,ma è anche un paese degli Stati Uniti dove vive un bambino di nome Bob Smith.La sua modesta famiglia deve affrontare la tragedia di una figliahandicappata, che assorbe tutte le energie e turba la routine quotidiana,coinvolgendo madre, padre e il fratello, affettuosamente dedito alla sorellinama in credito d'affetto con i genitori. Finché un giorno Bob entra nellabiblioteca locale e, attratto dalle incisioni in oro di un libro, lo apre eresta incantato dal mondo meraviglioso delle opere di Shakespeare. Il profondoamore per i testi shakespeariani accompagna Bob per il resto della suadifficile esistenza, aiutandolo ad affrontare i traumi personali e familiari.
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  • 5

    La storia vera di un uomo che ha vissuto in modo semplice per tutta la vita, ma che ha nel cuore molto più di quello che ha dato a vedere. La storia del suo affetto profondo per la sorella disabile, dei suoi tentativi di sostituirsi alla madre depressa e, sopra ogni cosa, la storia del suo amore ...continua

    La storia vera di un uomo che ha vissuto in modo semplice per tutta la vita, ma che ha nel cuore molto più di quello che ha dato a vedere. La storia del suo affetto profondo per la sorella disabile, dei suoi tentativi di sostituirsi alla madre depressa e, sopra ogni cosa, la storia del suo amore per Shakespeare che l'ha portato a imparare a memoria ogni sua opera e a cercare di trasmettere questa sua passione agli anziani, per i quali ne legge le opere. Davvero bello.

    ha scritto il 

  • 4

    la storia di un bambino buono che diventa un adulto buono.Shakespeare non solo è la colonna sonora della sua vita ma è la sua salvezza in un'esistenza difficile e fatta di solitudini. a tratti un po pesante è comunque una storia (vera)sincera e molto commovente.

    ha scritto il 

  • 3

    Dai risvolti di copertina mi aspettavo francamente di più. Il libro non manca di intensità e di fascino ma è come se la materia fosse esposta senza lucidità emotiva, con ripetizioni e sfalsamenti temporali che non aiutano il lettore a mettersi in sintonia con il vissuto del protagonista. Shakespe ...continua

    Dai risvolti di copertina mi aspettavo francamente di più. Il libro non manca di intensità e di fascino ma è come se la materia fosse esposta senza lucidità emotiva, con ripetizioni e sfalsamenti temporali che non aiutano il lettore a mettersi in sintonia con il vissuto del protagonista. Shakespeare accompagna l'adolescenza del protagonista ma in fondo non si riesce a capire perché veramente abbia inciso tanto. Qualche lampo c'è ma in 300 pagine si offusca, se non si perde.
    Forse lo stesso nucleo doloroso dell'intera vicenda ha indotto l'autore a stemperarlo, come se non lo reggesse, creando più curiosità di quante non ne soddisfi e parlo sempre dal punto di vista narrativo. Il racconto si interrompe, in modo molto toccante, dove potrebbe ricominciare: Shakespeare tace e ritorna la sorella handicappata, altro polo dell'intera narrazione. Una storia delicata e struggente questa del triangolo Bob-Carolyn-madre ma l'autore stenta a risolverla nella più ampia narrazione, sta li', detta pagine intense ma è come se non facesse corpo con l'intero racconto della sua adolescenza e non ha una proiezione nel futuro.
    Nel complesso mi sembra un libro sincero e vitale ma in parte irrisolto, in cui la forza emotiva delle situazioni è come sopita da una certa irresolutezza del narratore che a volte dà quasi l'impressione di non sapere bene cosa raccontare e come.

    ha scritto il 

  • 3

    Devo ammettere che speravo fosse un pochino meglio, mi ha ingannata il fatto che secondo la quarta di copertina McCourt l'abbia definito "un capolavoro".
    Io l'ho trovato un po' ripetitivo, sicuramente la grandissima passione dell'autore per Shakespeare traspare ed è bello vedere come riesce ...continua

    Devo ammettere che speravo fosse un pochino meglio, mi ha ingannata il fatto che secondo la quarta di copertina McCourt l'abbia definito "un capolavoro".
    Io l'ho trovato un po' ripetitivo, sicuramente la grandissima passione dell'autore per Shakespeare traspare ed è bello vedere come riesce sempre a trovare nel grande poeta e drammaturgo una descrizione della propria vita e degli episodi che gli capitano, oltre che di ciò che prova. Ma secondo me il libro stenta a decollare, e la storia della sorella malata è proprio deprimente e non aggiunge molto alla storia.

    Recensione più approfondita: http://unbuonlibrounottimoamico.wordpress.com/2012/05/22/il-ragazzo-che-amava-shakespeare-bob-smith/

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto perchè è personale, colto ma leggero. Secondo me veloce, anche se le vicende narrate non sono veloci.
    Shakespeare è un caposaldo della mia formazione e giovinezza, meta dei mei studi all'Università. Lo consiglio a chi ha queste passioni, la letteratura inglese e il teatro. ...continua

    Mi è piaciuto perchè è personale, colto ma leggero. Secondo me veloce, anche se le vicende narrate non sono veloci.
    Shakespeare è un caposaldo della mia formazione e giovinezza, meta dei mei studi all'Università. Lo consiglio a chi ha queste passioni, la letteratura inglese e il teatro.

    ha scritto il 

  • 5

    "Strangolerò l'amicizia e mi mostrerò estraneo,
    mi assenterò da dove passeggi, e sulla mia lingua
    il tuo dolce e amato nome non avrà più dimora,
    perché io, troppo profano, non gli faccia torto,
    e non racconti per caso della nostra vecchia amicizia.

    Sonetto 89" ...continua

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    "Strangolerò l'amicizia e mi mostrerò estraneo,
    mi assenterò da dove passeggi, e sulla mia lingua
    il tuo dolce e amato nome non avrà più dimora,
    perché io, troppo profano, non gli faccia torto,
    e non racconti per caso della nostra vecchia amicizia.

    Sonetto 89"

    "E' stata detta una parola...
    e mi ha ucciso. Vorrei dimenticarla, ma, ahimè,
    pesa sulla mia memoria come un orrendo delitto
    sull'anima del colpevole.
    ...
    Non c'è fine, non c'è limite, misura, confine,
    alla morte che porta questa parola.

    Romeo e Giulietta, III, 2"

    ha scritto il 

  • 3

    Tirando le somme, niente più che il resoconto di una vita passata tra più o meno grandi star del teatro. In mezzo a due sole parentesi di accorato, commovente ricordo: all'inizio e alla fine. Personalmente, mi aveva promesso di più...

    ha scritto il 

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