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Il ragazzo che apriva la fila

Di

Editore: Guanda

3.6
(140)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 231 | Formato: Altri

Isbn-10: 888246959X | Isbn-13: 9788882469597 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Bovaia

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Le esperienze affettive più forti e intense, quelle che non si potranno piùdimenticare, che si verificano in quel fragile momento di passaggio che èl'adolescenza; quelle che, pur nella sofferenza, sanno comunque condurre unessere umano alle soglie della sua vita adulta. Almudena Grandes ha scelto diraccontare cinque storie che fotografano questo delicato varco: e sono storiedi coraggio, di conflitto con l'ambiente circostante, storie d'amore e dieducazione sentimentale. Come quella del ragazzo che racconta la sua tragediasotto la maschera dell'innocente cronaca di una partita di calcio; o levacanze di Carlos, che si riveleranno invece un passo decisivo nelle suescelte politiche; o ancora la storia di Maite, che cucina le ricette dei suoistessi tormenti interiori mentre apparentemente si prende cura del padreinvalido. Cinque storie che raccontano di adolescenti, tutti alle prese coneventi che li sovrastano ma che li porteranno a un'inaspettata maturazione.
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  • 3

    Cinque racconti della scrittrice madre di successi come Malena e Le età di Lulù. Io non conoscevo questa autrice madrilena, ne ho apprezzato comunque lo stile veloce, rapido, minuzioso. Con quest'ultimo aggettivo intendo dire che si sofferma sulle descrizioni del pensiero del protagonista, sulla ...continua

    Cinque racconti della scrittrice madre di successi come Malena e Le età di Lulù. Io non conoscevo questa autrice madrilena, ne ho apprezzato comunque lo stile veloce, rapido, minuzioso. Con quest'ultimo aggettivo intendo dire che si sofferma sulle descrizioni del pensiero del protagonista, sulla vita che svolge etc, per permettere al lettore di comprendere al meglio il perché di quel comportamento o di quell'altro modo di agire... Dei cinque racconti due in particolare mi hanno toccato e commosso: "Dimostrazione dell'esistenza di Dio" è il dialogo di un ragazzo con il Signore, cercando tante risposte che non potrà mai avere, sulla morte prematura di un fratello per cancro. "Ricetta estiva" è il vivere quotidiano di una ragazza di diciotto anni che aiuta la madre a occuparsi di un padre malato, reso un vegetale da un incidente sul lavoro. Ma anche "Tabacco e nero", mi ha coinvolto perché in esso ho trovato proprio la Spagna, quella vera, quella attaccata alla corrida e ai Toreri, quella che se pure non è la Spagna vera, lo è nell'immaginario di noi "stranieri". Storie che parlano di ragazzi, di emozioni vissute da giovani, scritte con il linguaggio degli adolescenti. Interessante libro da regalare ai ragazzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccellente - 5 racconti, 5 gioielli

    Cinque racconti di una bellezza commovente. La Grandes si conferma nella top five dei miei preferiti. Il suo sguardo, la sua capacità di penetrare nelle anime e raccontarle è davvero inarrivabile. Qui abbiamo cinque storie di ragazzi, di adolescenza, narrate con cinque voci incredibilmente divers ...continua

    Cinque racconti di una bellezza commovente. La Grandes si conferma nella top five dei miei preferiti. Il suo sguardo, la sua capacità di penetrare nelle anime e raccontarle è davvero inarrivabile. Qui abbiamo cinque storie di ragazzi, di adolescenza, narrate con cinque voci incredibilmente diverse, lontane anni luce dai romanzi semplicistici e superficiali sulla gioventù a cui ci siamo (purtroppo) abituati in questi anni. Racconti crudi, che toccano anche il dolore della perdita, quasi insopportabile da vedere in un ragazzino. Ma davvero in queste cinque storie c'è una gamma tale di emozioni, di esperienze, di scelte, che condensarle in poche righe non è possibile e non sarebbe nemmeno giusto. Assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo il racconto che dà il titolo al libro e "Ricetta estiva", ma i tempi del racconto sono troppo ristretti per una grande scrittrice come la Grandes che ha bisogno di tempo, spazio, pagine per tessere le atmosfere di cui sono permeati tutti i suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Vi sarà già capitato di finire un libro poco conosciuto ed avere la voglia di mettervi sui marciapiedi delle strade con un cartellone addosso che dice "leggete questo libro!".


    Beh, no, magari queste voglie così particolari no, però avete capito che intendo.


    A volte mi dispiace che a ...continua

    Vi sarà già capitato di finire un libro poco conosciuto ed avere la voglia di mettervi sui marciapiedi delle strade con un cartellone addosso che dice "leggete questo libro!".

    Beh, no, magari queste voglie così particolari no, però avete capito che intendo.

    A volte mi dispiace che alcuni libri passino in secondo piano rispetto ad altri, perché hanno delle possibilità. E' chiaro, il successo non può toccare a tutti, ma Il ragazzo che apriva la fila si merita il suo momento di gloria. Quindi ora farò un po' di promo, alla faccia vostra. L'emozione del divulgare un libro poco conosciuto, hmmm. Bello. Che poi sicuramente in Spagna sarà piuttosto noto, ma qui in Italia non mi sembra che se ne parli.

    Il ragazzo che apriva la fila è una raccolta di racconti con tema centrale l'adolescenza. Cinque ragazzi spagnoli che si ritrovano con qualcosa in mano, che sia la morte di un familiare, un panino da offrire come scusa per attaccare bottone, una possibilità per non soccombere più al proprio cugino. Inevitabilmente si inceppano, perché in fondo l'adolescenza è sopratutto incepparsi, e di continuo. Quel bisogno di fare rewind, o addirittura forward. Quell'avere qualcosa in mano e non avere idea di come gestir la cosa, ma anche quel sentir di aver perso qualcosa e non saper far altro che subire passivamente l'ingiustizia. Però io vorrei abbordarvi dei motivi per leggere questo libro. Beh..

    1. Almudena Grandes ha talento, su questo non ci piove. Scrive benissimo, sa adattare il proprio stile addirittura al personaggio che deve parlare attraverso le parole. Ad esempio nel primo racconto, Dimostrazione dell'esistenza di Dio, adotta un flusso di coscienza e caspita se sa rendere i pensieri del personaggio, un diciassettenne (mi pare) incazzato con Dio che deve fare i conti con la morte del fratello. Allo stesso modo sa rendere le personalità e gli stati d'animo degli altri quattro personaggi, e non presenta mai idee banali. Insomma, perché Almudena Grandes vale.

    2. Perché nel gran casino dell'adolescenza ci siamo passati tutti, o ci stiamo passando. Come il mio caso, e a volte per me è un gran conforto leggere di miei coetanei, anche solo per avere un po' di comprensione. E perché a volte è curioso leggere di ragazzi che ti raccontano qualcosa che in qualche modo hai già sperimentato, anche solo per ricordare. Si crea inevitabilmente una sorta di vicinanza fra il lettore e il personaggio, nel caso dei più "maturi" sarà una specie di pacca sulla spalla e un "tranquillo, ci sono passato anche io e dopo un po' non fa più così male", oppure nel caso di coetanei sarà una specie di sguardo d'intesa.

    3. Per sentir un po' che aria c'è fra le case della Spagna. Il Corriere della Sera sostiene che nessuno sa descrivere il proprio paese come la Grandes. Io non parlo perché di autori spagnoli purtroppo non sono esperta, però vien da dire anche a me "beh, che bel lavoro". Si parla di toreri, di cibi, di sport, di musica classica e violini, perfino di bordelli. Insomma, non credo che l'intento principale della Grandes fosse dipingere la Spagna, però quell'aspetto è reso comunque abbastanza bene. Ad esempio si parla della corrida, e la Grandes ci mette tanta passione attraverso il suo personaggio, che per un attimo ti chiedi se davvero è così bestiale come sembra. Poi io sono tornata dell'idea che non è un gran spettacolo, ma in fondo anche la Grandes in seguito ammonisce il lettore. La corrida non merita tante lodi, per quanto possa essere appassionante.

    4. Perché tanto lo so che vi interessa a questo punto, quindi il 4 è solo per dirvi che vengo sotto casa vostra col cartellone, eh.

    ha scritto il