Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il ragazzo del destino

Di

Editore: Il Ciliegio

3.6
(22)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8888996796 | Isbn-13: 9788888996790 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

Ti piace Il ragazzo del destino?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il Destino, un insieme di eventi inevitabili e non solo. Nelle sue molteplici forme diviene umano possessore di corpi quasi assenti. Attorno ad esso, la vita di Rebecca, dolce e pensierosa, mossa da una inavvertita voglia di cambiamento. Tra i due un patto. Quest'ultima la parola chiave che lega immaginazione e calamità ad un breve arco di tempo: sette giorni alla protagonista per poter sconfiggere il fato. In lei, una domanda catartica, l'attrazione per le cosiddette coincidenze e un susseguirsi di prove che rendono instabile e lacunoso il suo cammino di trasformazione. Tra le pagine, l'Amore, inteso come cuore pulsante che recita realtà e desideri, lontano da spiegabili eventi e vicino a tipiche suggestioni giovanili. Eppure, il fulcro del romanzo resta la volontà. Ciò che muove il mondo è il non arrendersi anche quando scompare un ultimo spiraglio.
"Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un'altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...".
Ordina per
  • 4

    Leggere è sempre un'esperienza interessante, perché ti ritrovi a vivere "avventure" non tue, ma degli altri. E' quello che è capitato a me, leggendo appunto questo libro. All'inizio (quindi alle prime pagine) ero un po' scettica. Quello che la scrittrice proponeva strideva un po' con la realtà. S ...continua

    Leggere è sempre un'esperienza interessante, perché ti ritrovi a vivere "avventure" non tue, ma degli altri. E' quello che è capitato a me, leggendo appunto questo libro. All'inizio (quindi alle prime pagine) ero un po' scettica. Quello che la scrittrice proponeva strideva un po' con la realtà. Sembrava un po' assurdo, ad esempio, che il Destino potesse prendere l'aspetto di un ragazzo riccioluto di nome Raffaele Michea, uno studente di Liceo scientifico. Poi però, man mano che mi sono addentrata nella narrazione, ho incominciato ad entrare dentro la storia e il caratterino un po' "manesco" della protagonista mi ha "contagiata". Ed ecco che finalmente la lettura mi ha catturata e non volevo più staccarmi da questo romanzo. Ci si appassiona, insomma!!! Certo... le vicende narrate in questo romanzo sono prettamente adolescenziali, perché parlano di ragazzi nel periodo scolastico, quindi magari sembrerebbe un libro adatto solo agli adolescenti. Invece, no! La penna della Gattuso ha pervaso questo romanzo, senza mai essere eccessiva per questo, di una certa maturità che rende, quindi, il libro adatto anche ad un pubblico non più in età scolare. E' da elogiare, a mio avviso, che non abbia "infarcito" il testo di slang giovanile, ovvero di tutte quelle paroline usate dai giovani per comunicarsi (come far casino, bigiare o stampare la scuola, ecc.). Infatti, il loro non utilizzo rende il testo ben comprensibile da parte di tutti.
    Un discorso poi a parte andrebbe fatto per il Destino: esiste o no? Sembra che la scrittrice ci creda, dato che lo sfida ad un patto. Quanto alla lettrice in questione (cioè io) a volte ci credo, altre volte no. Sono un po' scettica da questo punto di vista.
    Di pregi, poi, il libro ne ha tanti. Il primo, da non sottovalutare assolutamente, è come è scritto. Il libro è ben scritto ed è davvero un piacere per chi legge. Un altro pregio è la trama: il tessuto narrativo non fa una grinza. Non ci sono, a mio avviso, buchi narrativi. Ma ogni tassello torna perfettamente al suo posto. Una bella prima prova per questa giovanissima scrittrice!!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Protagonista e voce narrante di questo romanzo è Rebecca, soprannominata “Anna dai capelli rossi” per l’evidente colore dei sui capelli.
    Rebecca è una ragazzina di sedici anni come tante altre, divisa tra scuola, famiglia e amici. Dentro al suo cuore scalcia il tormento del primo importante ...continua

    Protagonista e voce narrante di questo romanzo è Rebecca, soprannominata “Anna dai capelli rossi” per l’evidente colore dei sui capelli.
    Rebecca è una ragazzina di sedici anni come tante altre, divisa tra scuola, famiglia e amici. Dentro al suo cuore scalcia il tormento del primo importante innamoramento della sua vita.
    Fino a qui tutto normale… poi un giorno, mentre Rebecca cammina per strada, un ragazzo a lei sconosciuto riesce ad attirare la sua attenzione con bizzarri gesti, impedendole di essere investita e salvandole così la vita.
    Ma le prove per Rebecca non sono ancora finite. La ragazzina si troverà faccia a faccia con il Destino in persona, che di volta in volta prenderà possesso dei corpi delle persone a lei care, per lanciarle una sfida: avrà sette giorni di tempo per opporsi al Destino, se Rebecca riuscirà a non cedere agli ostacoli e ad arrivare al termine dei sette giorni, allora avrà vinto.

    Il leitmotiv di questa storia è un aforisma di Arthur Schopenhauer: “Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso è condizionato
    da ciò che si compiacerà di fare nel gioco degli scacchi l’avversario, nella vita il destino”.
    È proprio quello che succede a Rebecca: una partita a scacchi con il proprio destino. Ma è universalmente riconosciuto che, per avere anche solo una possibilità di vincere la partita, bisogna dimostrasi abili giocatori.
    L’autrice ci fornisce due esempi di come si possa affrontare una simile partita: uno è Rebecca, che non si arrende, che si incaponisce e va avanti per quella che crede essere la strada migliore; l’altro potrebbe essere rappresentato dalla sua amica Francesca, che è una fatalista, sottomessa agli eventi. In sintesi vediamo in Francesca l’alter ego di Rebecca.
    Il libro è scritto sotto forma di diario della protagonista.
    Veniamo quindi trasportati nel suo passato, durante gli anni del liceo, e quello che ci si presenta è il classico mondo adolescenziale che tutti abbiamo vissuto… una piccola trincea: troviamo i bulli con i loro comportamenti aggressivi e pericolosi, poi ci sono i “fighi” della scuola, quelli intoccabili che dettano legge e meritano rispetto (ma non si è ancora capito per quale preciso motivo), ci sono i ragazzi normali che cercano di sopravvivere come meglio possono ed in fine nell'angolino scoviamo gli “sfigati”, cioè quelli che in un modo o nell’altro se le prendono!
    La vicenda si snoda e si complica fondamentalmente in questo micro-mondo.
    Viene anche trattato un tema che, secondo me, sta diventando sempre più importante: il bullismo. Da non sottovalutare.
    È sicuramente un libro adatto a un pubblico molto giovane, una sorta di romanzo di formazione, ma dai toni leggeri. Lo stile dell’autrice è infatti fresco e semplice, ma riesce a farci entrare perfettamente in contattato con i sentimenti della protagonista.
    Se letto con occhio troppo superficiale, potrebbe sembrare un raccontino sugli intrallazzi degli adolescenti, ma secondo me bisogna andare oltre e scovare il messaggio di fondo dell’autrice: credere in se stessi, non arrendersi e trovare il coraggio per tentare di raggiungere i propri obbiettivi.
    Penso che sia il finale il cuore pulsante di questo libro, un finale amaro ma maledettamente reale, che ci ricorda una verità fin troppo chiara: ci sono cose che non si possono cambiare in nessun modo, bisogna solo imparare ad accettarle e andare avanti... sto parlando dell'ultima mossa... lo "scacco matto" che ci riserva il destino.
    "Il ragazzo del destino" è un romanzo che ci porta inevitabilmente a riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    Quello del Destino è di sicuro un tema ricorrente nei libri e nei film: spesso ci si chiede se esista un disegno prefissato che guidi il corso delle nostre vite, oppure se siamo noi a determinarlo con le nostre scelte e le nostre azioni. Anche Rebecca, la protagonista del romanzo, inizialmente è ...continua

    Quello del Destino è di sicuro un tema ricorrente nei libri e nei film: spesso ci si chiede se esista un disegno prefissato che guidi il corso delle nostre vite, oppure se siamo noi a determinarlo con le nostre scelte e le nostre azioni. Anche Rebecca, la protagonista del romanzo, inizialmente è convinta di quest’ultima possibilità… fino a quando il Destino non piomba nella sua esistenza. E non in modo astratto: si tratta del Destino in persona, ovvero un ragazzo in carne e ossa che sembra capace di pilotare le vite della gente che gli sta intorno. Compresa quella di Rebecca e dei suoi amici, naturalmente.
    È qui che inizia la sfida che accompagnerà la ragazza per tutta la durata della vicenda: avrà a disposizione sette giorni per sconfiggere un fato capriccioso che sembra intenzionato a muovere i fili della storia, della sua storia, come se lei fosse una semplice marionetta. Uscirà vincitrice oppure sarà costretta ad arrendersi al Destino? La risposta rimarrà in bilico dall’inizio alla fine, e… be’, temo che dovrete leggerlo anche voi per conoscerla, questa risposta, perché da me non saprete niente di niente!

    Ma ora torniamo seri e riprendiamo la nostra recensione.
    Devo dire che mi è piaciuto, e pure tanto. A essere sincera, era da parecchio tempo che un libro non mi teneva sveglia di notte ben oltre l’ora di cui, solitamente, crollo addormentata qualsiasi cosa stia facendo: in poche parole, l’ho trovato davvero coinvolgente, soprattutto nel primo e nell’ultimo terzo del libro, pagina più o pagina meno. Ciò non significa che la parte centrale sia noiosa: tutt’altro. Semplicemente, ci sono stati dei punti in cui la tensione non era così serrata come in altri (per esempio le scene riguardanti al rapporto tra Rebecca e sua madre, in particolare nel contesto del teatro), ma per il resto trovo che la storia risulti bilanciata alla perfezione.

    Parlando più in dettaglio, i numerosi colpi di scena mi sono sembrati assolutamente inaspettati, e in generale le svolte che imbocca il romanzo si sono rivelate una sorpresa continua. Inoltre la narrazione – in prima persona, secondo il punto di vista della stessa Rebecca – è assai fluida e scorre a meraviglia.
    Anche i personaggi non sono affatto male. Di solito trovo insopportabile essere confinata nella mente del protagonista, specie se femmina, per l’intera durata di una storia, ma Rebecca mi è sembrata proprio un bel tipo: mi sono sentita molto vicina a lei, soprattutto per quanto riguarda il rapporto col sesso opposto, le emozioni dovute alla prima cotta, i problemi tra amici e in famiglia… insomma, credo che Il ragazzo del destino sia davvero un ottimo spunto di riflessione per tutti gli adolescenti.
    Strepitose allo stesso modo le figure di Dario e del Destino, che vedremo assumere numerose forme dall’inizio alla fine: il primo inizialmente può sembrare il classico “bello e dannato”, e anche Rebecca si lascerà ingannare da questa apparenza; a mano a mano che lo si conosce, però, ne viene fuori un carattere molto particolare che… be’, non do torto a Rebecca se si ritrova a sbavare ogni volta che passa vicino a lei!
    Il Destino, invece, sa rendersi perfettamente odioso alle volte, ma un aspetto che mi è parecchio piaciuto di lui è legato alla sua stessa natura: sa essere spietato come una Dea Bendata in versione maschile, ma il suo carisma lo ha reso anche irresistibile.

    Le uniche pecche che ho trovato riguardano più che altro lo stile. Non parlo di refusi o altri errori grossolani, anzi: sotto questo punto di vista, il romanzo è praticamente impeccabile. Sono piuttosto alcuni tra quelli che oserei definire “scivoloni stilistici”, o se preferite piccole ingenuità – in ogni caso perdonabili – di sicuro dovute alla poca esperienza. Mi riferisco, ad esempio, a frasi del genere:

    Al solo pensare che Dario mi aveva abbracciato mi venivano le palpitazioni e le guance mi si tingevano di uno strano colorito roseo.

    Essendo il PoV interno, tecnicamente Rebecca non potrebbe vedersi arrossire; al massimo potrebbe sentirsi il viso caldo. Oppure:

    «Chi sei tu per giudicare? Chi?» non levò gli occhi dai miei. «L’unico che credo sia in grado di farlo» sbottò «sta lassù» e con l’indice indicò il cielo, riferendosi a Dio.

    A un lettore cattivello verrebbe da pensare: “Aoh, guarda che ci arrivo da solo, non sono mica stupido!”. Insomma, ce lo vedete un film in cui un personaggio indica in alto e spunta un cartello con scritto “sta parlando di Dio”? Non facciamo sentire stupido chi legge, ok?

    Per fortuna, però, sono difetti che si incontrano assai di rado, e comunque si può perfettamente chiudere un occhio, considerato che il libro in generale è veramente valido, scritto bene e ricco di entusiasmo. Un esordio notevole, dunque, e senz’altro da tenere d’occhio, perché è tutt’altro che frequente scovare un’opera prima di questo livello.
    Faccio i miei più sinceri complimenti all’autrice, dunque: Il ragazzo del destino è un romanzo autoconclusivo, ma non mi lascerò sicuramente sfuggire i prossimi libri che scriverà, di qualsiasi cosa trattino.

    Recensione completa qui: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/12/16/recensione-il-ragazzo-del-destino/

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezzo ^_^

    Mentre leggevo questo romanzo i miei pensieri costanti sono stati:
    Uno: Meno male che non vado più al liceo.
    Due: Se dovessi avere dei figli come quelli descritti qua giuro li prenderei a sberle dalla mattina alla sera …
    Detto questo … Il ragazzo del Destino, romanzo d’esordio d ...continua

    Mentre leggevo questo romanzo i miei pensieri costanti sono stati:
    Uno: Meno male che non vado più al liceo.
    Due: Se dovessi avere dei figli come quelli descritti qua giuro li prenderei a sberle dalla mattina alla sera …
    Detto questo … Il ragazzo del Destino, romanzo d’esordio di Maria Elena Gattuso, affronta uno dei temi forse più discussi e complessi che esista ovvero: esiste il destino? È possibile opporsi ad esso?
    L’autrice cerca di dare la risposta a queste domande in un modo a mio avviso molto originale. Il Destino infatti sembra voler dare una lezione a Rebecca, protagonista del romanzo e fermamente convinta che siamo noi stessi gli artefici della nostra sorte …
    Il romanzo è ambientato, per la maggior parte, nel liceo frequentato dalla protagonista e dagli altri personaggi che si trovano a interagire con Rebecca.
    Partendo da qua … l’autrice fa un ritratto pazzesco della vita liceale dove le azioni di bullismo sono all’ordine del giorno. Personalmente sono rimasta leggermente spiazzata da certi episodi tanto che, sul serio, se mi dovessero capitare tipi del genere come figli li raddrizzerei a suon di sberle.
    Anche gli atteggiamenti degli adulti non è che siano molto meglio intendiamoci … e mi sto riferendo alla madre di Rebecca che in più di un’occasione non mi è piaciuta per niente.
    Ho trovato invece il Destino un personaggio molto credibile, o almeno io me lo immagino proprio così: capriccioso, volubile, che si diverte a giocare con la vita dei poveri mortali, che tesse trame sempre più complesse e spesso crudeli.

    Il maggior punto di forza di questo libro, secondo me, è il messaggio che lancia e per questo motivo lo consiglio vivamente a tutti, specie a chi, come me, è abbastanza fatalista … perché dopotutto …

    “Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno a designato per te …”

    Questa frase, si può dire, racchiude un po’ il senso del romanzo … un consiglio a non restare passivi di fronte alle vicende della vita … una spinta a lottare per poter cambiare il futuro.
    L’autrice utilizza un linguaggio semplice dimostrando di saper usare le parole con molta abilità. Mi sono ritrovata alla perfezione in alcuni passaggi del romanzo specie in quelli riguardanti l’aspetto più romance.

    “Se mi avesse detto che era in grado di volare, io quasi – dico quasi – gli avrei creduto. Se mi avesse chiesto di buttarmi nel fuoco perché era gelido, io l’avrei fatto. E questo è da stupidi, non da innamorati, ma spesso non vi è differenza tra le due categorie”

    “Meglio aspettare, meglio illudersi ancora un po’, lasciandoci cullare da una triste bugia, piuttosto che sbattere la testa contro un’orrenda verità.”

    Nel complesso il libro merita tra le tre e le quattro stelle. L’unico neo che ho trovato è il finale che avrei preferito diverso e che mi ha portato a mettere tre stelle ma per un gusto strettamente personale

    Recensione sul mio blog:
    http://gillyinbooksland.blogspot.it/2012/10/recensione-il-ragazzo-del-destino-di.html

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è totalmente diverso da come me lo aspettavo. Mi ha stupita, sin dal primo capitolo. Premetto dicendo che lo consiglio a tutti, per vari motivi. E vi avviso: vi conviene cominciarlo quando avete molto tempo libero a disposizione, perché una volta lette le prime righe, non vi staccher ...continua

    Questo libro è totalmente diverso da come me lo aspettavo. Mi ha stupita, sin dal primo capitolo. Premetto dicendo che lo consiglio a tutti, per vari motivi. E vi avviso: vi conviene cominciarlo quando avete molto tempo libero a disposizione, perché una volta lette le prime righe, non vi staccherete da questo romanzo fino a quando non sarete arrivati alla fine. Garantito.

    La protagonista di questo romanzo è Rebecca, una normale adolescente di sedici anni con una migliore amica, un migliore amico, una madre con la quale ha un rapporto normale e una cotta enorme per Dario, ragazzo poco più grande di lei che le ha rubato il cuore.
    La vita di Rebecca cambia all'improvviso quando un motorino le sfreccia davanti ad alta velocità, evitando per un pelo di investirla. Da quel momento nella vita di Rebecca farà la sua comparsa niente di meno che il Destino stesso, quella figura che da sempre Rebecca disprezza e critica per le sue scelte.
    Il Destino vuole poter agire liberamente nella vita della ragazza, senza interferenze da parte sua, ma Rebecca è tutt'altro che ben disposta a sopportare passivamente quello che accade intorno a lei. E' così che accetta la sfida del Destino: avrà 7 giorni per combattere e vincere contro il fato.

    Il Ragazzo del Destino è un libro molto particolare, ed è per questo che mi è piaciuto tanto. E' una sorpresa, dall'inizio alla fine. Oltre all'aspetto fantasy e a quello romance, c'è una grande morale dietro a quest romanzo. Non è un libro superficiale o senza spessore, se letto con la giusta attenzione è possibile cogliere tutte le sfumature inserite dall'autrice, tutti i temi affrontati più o meno esplicitamente: la forza di volontà, il coraggio, la perseveranza, la lealtà...
    Un punto di forza è sicuramente la protagonista, Rebecca. La sua audacia nel voler sfidare il Destino e il suo coraggio nell'affrontare le prove a cui verrà sottoposta, la rendono un personaggio memorabile.
    Il Destino, seppur non fisicamente presente, è costantemente sullo sfondo, un promemoria continuo del tempo che passa e della forza del fato.
    Un personaggio che ho molto apprezzato è inoltre Dario. Non è un tipo loquace, allegro, spiritoso o facile da capire, ma trovo che l'autrice sia riuscita a caratterizzarlo magnificamente, senza usare parole unitili o dialoghi forzati.
    I personaggi secondari, invece, sono molto numerosi e risultano per questo di poco rilievo. Specialmente per Raffaele avrei voluto una caratterizzazione più accurata, dato che, nonostante la sua presenza quasi costante, non è riuscito a colpirmi particolarmente.

    Quello che mi ha fatto apprezzare fino in fondo Il Ragazzo del Destino è il tema trattato: chi di noi non si è chiesto almeno una volta nella vita se ci fosse qualcuno, un Destino, a decidere per noi o se il nostro futuro dipendesse esclusivamente dalle nostre scelte?
    L'autrice utilizza una storia originale e sorprendente per provare a dare una risposta a questa domanda, per provare a trasmetterci un messaggio: non importa se non vinceremo, alla fine, se sarà il fato ad avere la meglio: l'importante è lottare e non limitarsi a sopportare quello che gli altri decidono per noi.

    "Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un'altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...".

    Per finire posso dire che Il Ragazzo del Destino è un libro senz'altro originale e che vi riserverà più di una sorpresa, specialmente nel finale. Un finale incredibilmente realistico e strappalacrime, che rappresenta uno degli aspetti migliori del romanzo.

    http://clary-booktime.blogspot.it/2012/09/recensione-il-ragazzo-del-destino.html#more

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline + +

    Inutile voler contrastare il destino a tutti i costi, si rischia di trovarselo di fronte pronto a tutto pur di farti arrendere davanti agli eventi della vita..
    Il ragazzo del Destino è il primo libro di Maria Elena Gattuso, che esordisce con un romanzo concepito e creato su di un elemento f ...continua

    Inutile voler contrastare il destino a tutti i costi, si rischia di trovarselo di fronte pronto a tutto pur di farti arrendere davanti agli eventi della vita..
    Il ragazzo del Destino è il primo libro di Maria Elena Gattuso, che esordisce con un romanzo concepito e creato su di un elemento fantasy molto originale.
    La protagonista è Rebecca, adolescente alle prese con i problemi della sua età, scuola amici e primi amori.
    Dopo essere scampata ad un incidente grazie ad un ragazzo che ha catturato la sua attenzione, farà la sua conoscenza presentandosi come il Destino, raccomandandosi di lasciare che gli eventi della vita facciano il suo corso senza voler contrastarli.
    Ecco che tra i due scatta una sorta di scommessa e da allora in poi la vita di Rebecca prenderà una piega diversa.
    Un romanzo piacevole che vi porterà alla scoperta del mondo adolescenziale con un finale tutto da scoprire.
    http://sognandotralerighe.blogspot.it/2012/09/il-ragazzo-del-destino-di-maria-elena.html

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha coinvolto fin dall’inizio, anche se devo dire che i personaggi sembrano un po’ troppo giovani per quanto narrato, tuttavia il risultato è gradevole e la narrazione scorrevole nonostante il numero id pagine. Pur essendo presenti numerosi personaggi non ho avuto problemi a seguirne l’evoluzi ...continua

    Mi ha coinvolto fin dall’inizio, anche se devo dire che i personaggi sembrano un po’ troppo giovani per quanto narrato, tuttavia il risultato è gradevole e la narrazione scorrevole nonostante il numero id pagine. Pur essendo presenti numerosi personaggi non ho avuto problemi a seguirne l’evoluzione ed i principali mi sembrano piuttosto ben descritti.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione a cura del Blog Chicchi di Pensieri

    A cura del blog Chicchi di Pensieri
    domenica 26 agosto 2012
    RECENSIONE: IL RAGAZZO DEL DESTINO (M.E. Gattuso)

    Quante volte ci sarà capitato di udire o pronunciare frasi, tra l’altro dal significato contrastante l’una dall’altra, del tipo: “Il destino di ciascuno di noi è già sc ...continua

    A cura del blog Chicchi di Pensieri
    domenica 26 agosto 2012
    RECENSIONE: IL RAGAZZO DEL DESTINO (M.E. Gattuso)

    Quante volte ci sarà capitato di udire o pronunciare frasi, tra l’altro dal significato contrastante l’una dall’altra, del tipo: “Il destino di ciascuno di noi è già scritto; dobbiamo solo vivere aspettando che si realizzi”; oppure, al contrario: “Il destino non esiste...: siamo noi a dovercelo costruire! Siamo noi a decidere della nostra vita!”.
    Sono frasi che si dicono e non è raro che si pensi sia l’una che l’altra cosa in base alle circostanze, senza che questo significhi essere incoerenti o avere le idee poco chiare.
    In fondo, quando si parla del senso della vita e della morte, umanamente parlando, è davvero difficile poter fare affermazioni certe ed inequivocabili... Se potessimo, non combatteremmo in tutti i modi per far valere la nostra volontà, i nostri desideri?
    Diciamocelo: non decidiamo noi quando nascere e (tolti i casi di suicidio) non decidiamo noi quando morire; neanche in che modo a dire il vero.

    Perchè questa premessa singolare e “pseudo-filosofica” prima di recensire il fantasy appena terminato, “Il ragazzo del destino”?
    La risposta è semplice e sta nella quarta parolina del titolo: destino.
    Credi nel “Destino”, inteso come una sorta di “entità indefinibile” che decide per te cosa vivrai, con chi, quando dove come...?
    E se potessi, lo sfideresti?
    Se dovessi dare un mio titolo al romanzo della giovane Maria Elena Gattuso, gli darei questo: “Sfida col Destino”, proprio perchè il fulcro degli avvenimenti, o meglio, la base di essi, sta nella sfida lanciata dalla protagonista, Rebecca Laida, 16enne, a un tipo che – “indossando i panni” di uno sconosciuto, almeno inizialmente – dichiara di essere il Destino e invita molto gentilmente la fanciulla ad accettarlo una volta per tutte...!
    Tutto ciò che è accaduto e accadrà è opera mia; è così..., non puoi fare nulla per cambiare la cose. ARRENDITI E BASTA!.
    Rebecca si rifiuta altamente di arrendersi ad un copione che un fantomatico sconosciuto – che lei inizialmente crede essere uscito dal manicomio – dice di aver già scritto anzitempo per lei e per gli altri e si dichiara pronta a combattere con le unghie e con i denti per avere ciò che vuole!
    E cosa vuole un’adolescente che frequenta il terzo liceo?
    Vorrebbe che il ragazzo dei suoi sogni – il quasi 18enne Dario – si accorgesse di lei e le volesse bene; che la sua migliore amica Francesca fosse felice, e tante altre piccole cose che si possono volere a questa meravigliosa età...!
    Ma qualcosa non va come lei vorrebbe e il Destino mette i suoi bastoni tra le ruote alla dolce Rebecca.
    Benchè la ragazza non sia il Coraggio incarnato, benchè non creda molto nelle sue capacità, nel corso della sua incredibile vicenda riuscirà a tirar fuori tutto il meglio di sè per cercare di vincere la propria sfida col Destino, che le vuol togliere proprio ciò che lei desidera tanto...!
    Protagonisti, insieme a Rebecca, di questa avventura sono i ragazzi; in certi momenti mi sembrava di essere lì con loro, a scuola, al parco, per strada...
    Grazie ad un linguaggio molto semplice, colloquiale e vivace, grazie alla descrizione vivida ed immediata di fatti, persone, luoghi e situazioni, resa dinamica dall’uso della prima persona per la narrazione – vivremo le avventure di Rebecca così come lei le vive, “ascoltandole” direttamente dalla sua bocca -, dai dialoghi realistici, le scene ci scorreranno davanti come in un film.
    Leggendo, mi sembrava di guardare quelle serie tv che tanto ho amato quando avevo la stessa età della nostra piccola eroina, tipo Beverly Hills 90210 o, per restare in Italia, “I ragazzi del muretto”, dove a far da padrone sono i giovanissimi con le loro piccole e grandi problematiche: la scuola, i rapporti con l’altro sesso, certe amicizie sempre in bilico tra l’amore e l’affetto amicale, i bulli da cui difendersi (da evitare...), le ragazze-ochette, sempre dietro al “figo” della scuola , un pò sciocchine ed invidiose...; dietro a tutto questo, i problemi veri, quelli che gli adolescenti affrontano a modo loro, sospesi tra una maturità non ancora raggiunta e un atteggiamento puerile ed un pò capriccioso, di chi non sa..., non riesce ancora (non subito, almeno!) ad accettare cose sgradevoli; in fondo, chi vorrebbe mai vivere le separazioni tra i genitori, la morte di uno di essi, le seconde nozze della mamma, la scomparsa prematura di un giovane nel pieno degli anni, la delusione in amore, il disprezzo e lo scherno dei coetanei, la brutta sensazione di essere imbranata, di non riuscire a combinarne una buona?
    Credo nessuno..., beh allora tanto meno un’adolescente!
    Rebecca è una ragazza che si sente sempre un pò impacciata ovunque e con chiunque ma che desidera essere apprezzata, amata: dalla madre – troppo impegnata con il lavoro e le amicizie -, dalla pacata e fatalista amica Francesca, dagli amici di scuola, come il “bello e dannato” Marco – un tipetto davvero tosto, cocciuto, spavaldo, ma che alla fine dimostra di essere sensibile –, dal suo migliore amico Alessandro (che la capisce al volo), anche da Filippo, fratello di Alessandro e da sempre in contrasto con la povera Rebecca, da lui ingiuriata anche per un nonnulla.
    Ma soprattutto da Dario, di cui la nostra protagonista è tanto innamorata; tanto da essere pronta a fare qualsiasi cosa per lui.
    A dire il vero, emerge dal romanzo una Rebecca molto generosa, che proprio non riesce a star ferma mentre le “cose scorrono”, che si dichiara pronta a darsi da fare come meglio può per far andare le cose nel modo che lei crede sia meglio per tutti; fosse per lei, nessuno dovrebbe soffrire e vorrebbe evitare problemi ai suoi amici!

    Mi ha fatto sorridere – di tenerezza – la semplicità con cui l’Autrice dà voce ai giovani “attori” di questo piccolo palcoscenico da lei costruito: ogni personaggio ha il suo aspetto fisico, il suo carattere, il suo modo di esprimersi e si impara a conoscerli pian piano, ad apprezzarli, a capirli, alcune volte ci faranno commuovere, altre spazientire...; ma è così, son giovani...!
    E i ragazzi vivono tutto con tanta passionalità, con ardore, amplificando le emozioni e ciò che per un adulto è una sciocchezza, per un adolescente è di fondamentale importanza.
    C’è molto spazio per i sentimenti, per le “elucubrazioni mentali” di Rebecca, che cerca di sbrogliare la matassa aggrovigliata a causa della mano del Destino, che si diverte (apparentemente) a “prenderla in giro”, a comparire e scomparire prendendo le sembianze ora di un volto, ora di un altro.
    Eppure, ogni volta, qualche indizio viene dato a Rebecca, perchè col tempo possa farne tesoro e mettere la tessera del mosaico nel posto giusto.
    Così, di pagina in pagina, vivremo insieme a lei questa avventura, di cui non voglio anticipare nulla, anche perchè avviene tutto in una settimana, dove ci sono molte novità, molti cambiamenti, tutti da gustare a loro tempo; leggendo, arriveremo a quello che credo sia il pensiero dell’Autrice, e che lei mette in bocca a un personaggio della storia: “Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa., perchè in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...”.
    Mi sono commossa alla fine, quando il sipario è sceso giù a nascondere Rebecca e gli altri, ma non vi dico il perchè, tranquilli, vi svelerei troppo ^_^
    È un romanzo che si legge velocemente, perchè – come ho già detto – dinamico è il ritmo della narrazione, molto semplice il linguaggio, breve è l’arco di tempo in cui gli episodi son racchiusi e, più di tutto, veloci son gli eventi stessi e il modo in cui si susseguono, raccontati dalla “voce” concitata della giovanissima Rebecca, con la quale condividiamo le emozioni.
    Solo su una cosa più di una volta ho “imbronciato il muso”: santa pace, ma quanti schiaffi volano???
    E soprattutto, mi rivolgo all’Autrice: se dovessi (come ti auguro) scrivere un altro libro, per favore, diamo alle donne l’autorizzazione di tirar calci ai maschietti un pò troppo fighetti un bel calcetto lì dove non batte mai il sole? Tanto per dar loro una lezioncina e farli abbassare la cresta?
    Come vedete, la mia richiesta è semplice, diretta e legittimamente fondata, considerato che a scuola di questi tipi li avremo incontrati anche noi! ;)

    Detto questo, esprimo la mia valutazione positiva sul romanzo, in quanto ha raccontato una storia che, pur avendo come attori protagonisti dei semplici teen ager, con il loro modo di parlare schietto, le loro reazioni esagerate, le loro “grane” quotidiane, ruota attorno ad un argomento che da sempre ha affascinato ed affascina l’essere umano: il senso della nostra vita, la direzione che le diamo, ma anche l’Inevitabile, il Destino che ci mette davanti a delle scelte (o davanti al “fatto compiuto”, altre volte) e la forza di volontà che noi contrapponiamo ad esso, nella misura di quanto siamo in grado di metterci in gioco.
    Forse non sempre riusciremo a vincere, ad ottenere i cambiamenti che vogliamo; ma quanto è bello sapere di averci provato, di non aver mollato, di aver agito come meglio potevamo non solo per il nostro bene, ma tanto più di quello di chi amiamo.
    Ringrazio l’Autrice de IL RAGAZZO DEL DESTINO per l’opportunità di avermi passato il libro per poterlo leggere; ne consiglio la lettura perchè regala dei momenti piacevoli e allo stesso tempo riesce a puntare i riflettori su argomenti seri, ma sempre con la freschezza e la passionalità della giovinezza.

    Guai a perderla....!

    P.S. Ehm.. lo so, sono stata un pò lunghetta ma l'ho scritto subito dopo aver chiuso il libro ed ero ancora immersa nella storia ;=)
    (Angela I.)

    ha scritto il 

  • 3

    se il destino mi avesse mostrato a 15 anni il corso della mia vita gli avrei riso in faccia. a volte penso: potevo... avrei potuto... se sceglievo un'altra scuola, se trovavo un altro lavoro, un altro amore... se... se... qualcuno ha detto "la vita è quello che succede mentre sei impegnato a far ...continua

    se il destino mi avesse mostrato a 15 anni il corso della mia vita gli avrei riso in faccia. a volte penso: potevo... avrei potuto... se sceglievo un'altra scuola, se trovavo un altro lavoro, un altro amore... se... se... qualcuno ha detto "la vita è quello che succede mentre sei impegnato a far progetti". niente di più vero. eppure mentre le cose succedono ti sembra di fare la scelta più giusta o di non avere alternative e ci metti tutta la tua forza per andare in quella direzione. Un'idea interessante anche se il racconto non riesce a mantenere costante la tensione e, forse per un'eccessiva verbosità, talora si avviluppa e in certi punti risulta anche un tantino noioso. nel complesso però, trattandosi di una prima pubblicazione la trovo di buon livello.

    ha scritto il