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Il ragazzo di Bruges

Di

Editore: Neri Pozza

3.6
(425)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 284 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8873057551 | Isbn-13: 9788873057550 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: Eileen Romano

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nel 1441 ad Anversa, Bruges e Firenze, tre giovani artisti sono misteriosamente assassinati.
I cadaveri presentano mutilazioni simili, oltrea tracce di uno stesso veleno. Le vittime, inoltre, sono state tutti apprendisti del pittore Jan Van Eyck.
La soluzione del mistero passa attraverso le vicende di un ragazzo di tredici anni, Jan, figlio adottivo di Van Eyck, cui il padre, prima di morire, ha raccomandato questa enigmatica massima: "Bisogna saper tacere, soprattutto quando si sa".
Tra le brume delle Fiandre e il cielo luminoso della Toscana, in compagnia di personaggi come Donatello, Antonello da Messina, Brunelleschi, Fra Angelico, si snoda un thriller carico di suspense e di avventura.
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  • 4

    Romanzo riuscito

    Questo romanzo è un mix riuscito tra romanzo storico, artistico e giallo. La trama è ben costruita, gli avvenimenti sono vissuti attraverso gli occhi di un bambino alla soglia del mondo adulto e porta il lettore a voler scoprire pagina dopo pagina come andrà a finire. Alle fine si chiude il libro ...continua

    Questo romanzo è un mix riuscito tra romanzo storico, artistico e giallo. La trama è ben costruita, gli avvenimenti sono vissuti attraverso gli occhi di un bambino alla soglia del mondo adulto e porta il lettore a voler scoprire pagina dopo pagina come andrà a finire. Alle fine si chiude il libro con un senso di soddisfazione. Inoltre apprezzo i romanzi che danno voglia di scoprire di più sia sul periodo storico sia sui luoghi e personaggi presenti nel romanzo. Per me è stata una piacevole lettura che consiglio volentieri ad altri.

    ha scritto il 

  • 3

    IL RAGAZZO DI BRUGES

    “ Ragazzo mio, bisogna tacere,
    Soprattutto quando si sa.”

    Uscito nel 2000 per Neri Pozza, “ Il ragazzo di Bruges” dello scrittore franco-egiziano Gilbert Sinouè, è ambientato nei territori più ricchi di fascino e di fermenti culturali del XV secolo.
    Firenze, 1441. Il famoso ...continua

    “ Ragazzo mio, bisogna tacere,
    Soprattutto quando si sa.”

    Uscito nel 2000 per Neri Pozza, “ Il ragazzo di Bruges” dello scrittore franco-egiziano Gilbert Sinouè, è ambientato nei territori più ricchi di fascino e di fermenti culturali del XV secolo.
    Firenze, 1441. Il famoso artista Lorenzo Ghiberti, impegnato nella realizzazione della Porta del Battistero di San Giovanni, sfugge ad un attentato. Al suo posto muore un giovane messo, inviato dal Maestro Donatello per recapitargli un invito. Sarà solo il primo di una lunga serie di misteriose morti.
    Bruges, Terra di Fiandra. Jan, trovato in fasce dentro una cesta davanti alla casa del rinomato pittore Van Eyck, viene da lui adottato con grande amore e gli rimane accanto anche dopo il suo matrimonio con una donna che gli da due figli naturali e che mal sopporta la presenza di quel trovatello nella sua casa.
    Ma è Jan l’unico tra i suoi figli che sviluppa promettenti doti pittoriche. Van Eyck decide di tramandargli i suoi segreti consentendogli l’accesso nella sua “ cattedrale”, una stanza segreta ed enigmatica, piena di alambicchi e di strane sostanze. E’ a lui che confida il suo ruolo artistico e politico a fianco del Duca di Borgogna Filippo.
    Nello stesso anno in cui avvengono altri inspiegabili omicidi nella regione di Firenze, Willemark e Wauters, ex apprendisti di Van Eyck, vengono barbaramente sgozzati. C’è un filo conduttore in questi omicidi che avvengono con simili modalità seppure in territori così lontani: le vittime vengono rinvenute con la bocca piena di un particolare pigmento conosciuto come Terra di Siena.
    Tutto questo potrebbe ricondurre ad un grande complotto che colpisce il mondo artistico più raffinato, creativo e moderno? Un mondo in cui i cambiamenti sono continui e spesso strabilianti nel raggiungere forme sempre più evolute di arte?
    Anche Van Eyck e la sua famiglia potrebbero essere in grave pericolo.
    Infatti, il grande pittore muore in circostanze misteriose che non permettono una netta distinzione tra morte naturale e morte per mano assassina.
    Il dolore di Jan è enorme. Il suo amato padre non c’è più a proteggerlo e a regalargli affetto. Il ragazzo decide di lasciare la casa dove ha sempre vissuto perché per le persone rimaste egli nulla rappresenta. Solo il forte legame affettivo con il padre lo teneva avvinto a quei luoghi anche se il suo sogno era sempre stato quello di prendere una nave e solcare il mare fino a raggiungere Venezia, la città di cui aveva sempre subito il fascino.
    La sua fuga non sarà semplice. Egli si troverà al centro di un complicato intrigo ordito da chi lo vuole morto senza motivazioni apparenti.
    Nelle sue rocambolesche avventure si troverà all’interno di segreti e misteri imperscrutabili, attraversando città piagate da epidemie di origine sconosciuta o l’arcano di mappe così preziose e ricercate per il cui possesso si ricorre al ricatto, al rapimento e alla morte stessa.
    Un finale rivelatore ci fa dimenticare ogni bruttura, ogni cospirazione, ogni guerra alla purezza del libero pensiero e alla creatività umana. Al lettore viene svelato un segreto artistico in maniera molto poetica anche se in circostanze abbastanza inverosimili. Ma è un momento molto bello ed emozionante anche se troppo breve.
    Storicamente ben incastonato nel periodo, così ricco di artisti di grande levatura ( si parla di Ghiberti, Donatello, Brunelleschi, Fra’ Angelico, dello stesso Van Eyck, di Antonello da Messina e di tanti altri) il libro ha una partenza lenta, una ripresa nella parte centrale e una accelerazione nel finale di cui si sarebbe voluto conoscere di più senza dover consultare ulteriori fonti di informazione al di fuori del libro stesso, anche se forse, non è un male che il lettore venga spronato a ricercare maggiori chiarimenti nell’ottica di un arricchimento della sua cultura personale.
    Nonostante i numerosi affreschi descrittivi imputabili ad una certa maestria dell’autore, la trama è spesso incerta e confusa e la suspense che dovrebbe derivare da un thriller, seppure storico, non raggiunge mai livelli d’eccellenza.
    L’impressione che mi hanno sempre dato i libri di Sinouè, compreso questo, è che essi hanno avuto necessità di ricerche storiche accurate a cui l’autore non si è mai sottratto e che si siano fregiati di diverse ottime pagine di scrittura soprattutto descrittiva ma che, se scritti da un’altra mano, avrebbero potuto diventare dei veri e propri capolavori.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Mi è piaciuto, è scritto bene, anche se talvolta ho trovato che qualche descrizione fosse un po' da "fanfiction". Alcuni passi sono un po' frettolosi, mi viene in mente una scena verso la fine, quando Idesbald corre verso Bandini e Lucas Moser, e questi due lo fanno arrestare. Oltretutto, sono io ...continua

    Mi è piaciuto, è scritto bene, anche se talvolta ho trovato che qualche descrizione fosse un po' da "fanfiction". Alcuni passi sono un po' frettolosi, mi viene in mente una scena verso la fine, quando Idesbald corre verso Bandini e Lucas Moser, e questi due lo fanno arrestare. Oltretutto, sono io che non ho capito chi è N.C., o è lui che non lo spiega?
    Avrebbe dovuto curare un po' meglio le descrizioni, però complessivamente mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Tre stelle e mezzo...

    Un libro con ottimi spunti ma... nel complesso mi aspettavo di più.
    Alcuni punti della trama sono deboli, altri un po' sbrigativi. Ma è in libro piacevole e che si legge senza fatica.

    ha scritto il 

  • 1

    inizio travolgente. finchè c'è van eyck sulla scena si pende dalla pagina. poi muore lui e addio...(hei, non è spoiler, è nella quarta di copertina pure! neh...) gli altri non reggono minimamente il libro. praticamente l'autore s'è affossato il romanzo da solo uccidendo il vero protagonista nell ...continua

    inizio travolgente. finchè c'è van eyck sulla scena si pende dalla pagina. poi muore lui e addio...(hei, non è spoiler, è nella quarta di copertina pure! neh...) gli altri non reggono minimamente il libro. praticamente l'autore s'è affossato il romanzo da solo uccidendo il vero protagonista nelle prime pagine.

    ha scritto il 

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