Il ragazzo selvatico

Quaderno di montagna

Voto medio di 232
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Paolo ha trent’anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Così lascia la città dov’è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi ... Continua
Ha scritto il 08/06/17
Starsene un po' da soli, in montagna, per ritrovarsi: può essere una buona idea: per lui - il Paolo Cognetti trentenne - lo è stata.
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Ha scritto il 12/03/17
Diceva Samuel Johnson che ogni epoca ha i suoi errori da correggere, e i suoi pregiudizi da combattere.
La nostra epoca non avrebbe pregiudizi, ma solo un errore da correggere: Cognetti
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Ha scritto il 22/01/17
Una boccata d'aria pura
Un libretto di un centinaio di pagine che ho cercato di far durare il più possibile, perchè mi ha fatto stare bene. Un quaderno di montagna in cui Cognetti racconta la sua esperienza in solitudine (sull'onda di Thoreau) in una baita isolata della ..." Continua...
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Ha scritto il 02/11/16
Un libro breve, un diario di una fuga da se stessi e dal resto mondo, un ritorno alla natura confrontandosi con Thoureau e Chris McCandless e facendoci conoscere le liriche di Antonia Pozzi, una figura da riscoprire. Tra montagne, lotte con i propri ..." Continua...
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Ha scritto il 13/10/16
recensione:

https://bibliotecheofftorino.wordpress.com/2016/10/13/consigli-lettura-ottobre-2016/

Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:18
C’era un vecchio cacciatore che passava dalla baita ogni mattina. Girava nel bosco lì intorno, forse perché non riusciva a fare più strada di così. Un giorno sentii due spari e poco dopo lo vidi andarsene con una lepre al fianco, appesa per le ... Continua...
Pag. 1048
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Poi salendo incontravamo camosci che ci fissavano sorpresi, prima di dileguarsi in due o tre balzi: e voi che cosa ci fate quassù a quest’ora?, sembravano chiedere. Non ce l’avete una casa?Remigio li fotografava. Erano branchi di quindici, ... Continua...
Pag. 964
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Remigio leggeva di tutto, ma più di tutto i libri difficili. Quell’anno Sartre, Camus e Saramago. Era stupefacente camminare su un sentiero e sentirlo fare questi nomi, ricostruire le nostre storie opposte di lettori: io, liceale di città, avevo ... Continua...
Pag. 916
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:16
Gli alberi dei duemila metri sono solo quattro, a cui mi sentivo devoto come a una schiera di santi protettori. Crescono al confine superiore del mondo arboreo, ultimi ad arrendersi al gelo, e anche a me sembrava di avere esplorato un limite - il ... Continua...
Pag. 884
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:14
Mentre stavo lì a compiangermi vidi un’aquila volteggiare sulla mia testa. Tracciava cerchi sempre più stretti, come se stesse puntando una preda, e mi venne naturale il sospetto che la preda fossi io. Ero disteso immobile e per quanto ne sapeva ... Continua...
Pag. 834

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