Il ragazzo selvatico

Quaderno di montagna

Voto medio di 306
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Trent’anni, un inverno difficile e la sensazione di non andare da nessuna parte: “Mi sentivo senza forze, sperduto e sfiduciato. Soprattutto non scrivevo, che per me è come non dormire o non mangiare”.Nasce da qui la decisione di lasciare Milano per ...Continua
Tea Cedrata
Ha scritto il 20/06/18
«Era tempo di tornare giù. Conoscevo già tutti i sogni che avrei fatto d'inverno».

Un libro umile, poetico e delicato.

antonella
Ha scritto il 22/05/18

Io non amo la montagna. Ma amo come la racconta Cognetti. Come impasta i paesaggi con le emozioni e con i sentimenti.

Gaglioz
Ha scritto il 18/05/18
Scritto prima del più celebre "Otto montagne", mi è parso più profondo e diretto. Cognetti trentenne - precipitato in una sorta di selva oscura da vita urbana - decide di regalarsi un paio di stagioni sabbatiche in una baita valdostana a duemila metr...Continua
Simona Bagnasco
Ha scritto il 14/04/18

Bravo! All'altezza delle otto montagne! Farebbe amare la montagna anche a chi la detesta.

Corradini Paolo
Ha scritto il 03/11/17
Per gli amanti della montagna

Di facile lettura, semplice e scorrevole. Un omaggio sincero alla bellezza e alla severità della montagna


Teoasper
Ha scritto il Feb 24, 2018, 16:33
"Così presi la mia decisione: per un po' me ne sarei stato in giro [...] Partivo bello carico, eppure chiudendomi la porta alle spalle mi sembrò di liberarmi di un peso. Come sempre, il peso poteva essere la baita o la gente che ai miei occhi l'aveva...Continua
Pascal.
Ha scritto il Nov 01, 2017, 20:44
"Conoscevo già tutti i sogni che avrei fatto d'inverno"
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:18
C’era un vecchio cacciatore che passava dalla baita ogni mattina. Girava nel bosco lì intorno, forse perché non riusciva a fare più strada di così. Un giorno sentii due spari e poco dopo lo vidi andarsene con una lepre al fianco, appesa per le zampe...Continua
Pag. 1048
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Poi salendo incontravamo camosci che ci fissavano sorpresi, prima di dileguarsi in due o tre balzi: e voi che cosa ci fate quassù a quest’ora?, sembravano chiedere. Non ce l’avete una casa? Remigio li fotografava. Erano branchi di quindici, venti ese...Continua
Pag. 964
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Remigio leggeva di tutto, ma più di tutto i libri difficili. Quell’anno Sartre, Camus e Saramago. Era stupefacente camminare su un sentiero e sentirlo fare questi nomi, ricostruire le nostre storie opposte di lettori: io, liceale di città, avevo fini...Continua
Pag. 916

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