Il ragazzo selvatico

Voto medio di 266
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Paolo ha trent'anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Così lascia la città dov'è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi totale, ...Continua
Corradini Paolo
Ha scritto il 03/11/17
Per gli amanti della montagna

Di facile lettura, semplice e scorrevole. Un omaggio sincero alla bellezza e alla severità della montagna

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PASCAL98.
Ha scritto il 01/11/17
PIACEVOLE

Libro dalla scorrevolezza di contenuto buona, nel complesso discreto Cognetti.

Behemoth94
Ha scritto il 23/09/17
È un piccolo libro (99 pagine) prezioso ed emozionante come pochi. L’autore arriva alla meraviglia narrativa di “Le Otto Montagne” attraverso questo «quaderno di montagna», una sorta di diario personale, intriso di informazioni autobiografiche. Se ne...Continua
  • 1 mi piace
Frabe
Ha scritto il 08/06/17

Starsene un po' da soli, in montagna, per ritrovarsi: può essere una buona idea: per lui - il Paolo Cognetti trentenne - lo è stata.

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sigurd
Ha scritto il 12/03/17

Diceva Samuel Johnson che ogni epoca ha i suoi errori da correggere, e i suoi pregiudizi da combattere.
La nostra epoca non avrebbe pregiudizi, ma solo un errore da correggere: Cognetti

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  • 10 commenti

PASCAL98.
Ha scritto il Nov 01, 2017, 20:44
"Conoscevo già tutti i sogni che avrei fatto d'inverno"
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:18
C’era un vecchio cacciatore che passava dalla baita ogni mattina. Girava nel bosco lì intorno, forse perché non riusciva a fare più strada di così. Un giorno sentii due spari e poco dopo lo vidi andarsene con una lepre al fianco, appesa per le zampe...Continua
Pag. 1048
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Poi salendo incontravamo camosci che ci fissavano sorpresi, prima di dileguarsi in due o tre balzi: e voi che cosa ci fate quassù a quest’ora?, sembravano chiedere. Non ce l’avete una casa? Remigio li fotografava. Erano branchi di quindici, venti ese...Continua
Pag. 964
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:17
Remigio leggeva di tutto, ma più di tutto i libri difficili. Quell’anno Sartre, Camus e Saramago. Era stupefacente camminare su un sentiero e sentirlo fare questi nomi, ricostruire le nostre storie opposte di lettori: io, liceale di città, avevo fini...Continua
Pag. 916
The Lizard
Ha scritto il Jun 29, 2014, 08:16
Gli alberi dei duemila metri sono solo quattro, a cui mi sentivo devoto come a una schiera di santi protettori. Crescono al confine superiore del mondo arboreo, ultimi ad arrendersi al gelo, e anche a me sembrava di avere esplorato un limite - il mio...Continua
Pag. 884

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