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Il ragazzo soldato

Di ,

Editore: Longanesi

3.3
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri

Isbn-10: 8830423629 | Isbn-13: 9788830423626 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Colombia, 1997. Fergus Watts ha imparato nello Special Air Service a difendersi da un attacco improvviso, ma quando un proiettile gli entra nella coscia e vede il sangue sgorgare dalla ferita, invano tenta di strisciare verso un riparo: catturato, viene lasciato marcire in un carcere. Inghilterra, 2005. Danny Watts è orfano e ha un sogno: diventare un soldato. Ce l'ha quasi fatta, ma subentra un ostacolo: suo nonno Fergus, latitante, ha tradito il SAS e il suo Paese per soldi. Soldi legati al narcotraffico. Così almeno dicono a Danny, che per questo vede svanire il suo sogno. A meno che non trovi Fergus. Danny, che non l'ha mai conosciuto ma di cui ha una vecchia fotografia, si mette sulle sue tracce e scopre che il nonno vive in Inghilterra sotto falso nome. Ma dove? Può un ragazzo, sia pure arrabbiato e desideroso di vendetta, trovare un uomo addestrato a evitare la cattura, esperto in esplosivi e in missioni segrete? Forse qualcuno vuole che lui trovi suo nonno. Qualcuno che considera Fergus un problema da risolvere una volta per tutte, a ogni costo. Chi? E perché? La vita di Danny sta per cambiare... Thriller d'azione perfetto nell'intreccio, "Il ragazzo soldato" lascia il lettore con il fiato sospeso: una storia che si sviluppa tra manovre spericolate, procedure dei corpi speciali, tecniche di sopravvivenza e di sorveglianza. Scritta con il gusto dell'avventura proprio di chi ha vissuto davvero esperienze indimenticabili, conferma un autore di grande successo internazionale.
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  • 1

    Come da consolidata tradizione estiva, il primo libro iniziato e terminato sotto l’ombrellone non poteva che far parte di quella ricca schiera che sono solito raggruppare sotto il titolo “vaccate”. Poco elegante, mi rendo conto, ma quanto meno in grado di rendere bene l’idea del tipo: pensiero ze ...continua

    Come da consolidata tradizione estiva, il primo libro iniziato e terminato sotto l’ombrellone non poteva che far parte di quella ricca schiera che sono solito raggruppare sotto il titolo “vaccate”. Poco elegante, mi rendo conto, ma quanto meno in grado di rendere bene l’idea del tipo: pensiero zero, azione tanta, impegno trascurabile.

    Quest’anno ho iniziato la stagione balneare dando credito ad Andy McNab: in fondo, ho pensato, se a un super-action voglio dedicarmi, quale migliore scelta di un romanzo scritto da un tizio che ha servito nello Special Air Service inglese, una forza speciale che troneggia fra le migliori del mondo e che ha al suo attivo la celebre liberazione degli ostaggi nell’ambasciata iraniana a Londra, da sempre presente nei manuali di storia dei commandos?

    McNab – il suo è ovviamente uno pseudonimo – non può che colorare di SAS tutte le sue produzioni, e “Il ragazzo soldato” non costituisce una eccezione: la trama vede un ragazzo alle prese con le dure selezioni dell’esercito inglese. Il fanciullo primeggia ma viene ugualmente scartato per motivi cromosomici: è infatti il nipote di un ex militare SAS noto per essere diventato un traditore della causa aderendo per soldi alle FARC colombiane.
    Il giovine si mette a caccia del nonno – con l’intenzione molto inglese di rimproverarlo – e lo riesce a incontrare nonostante la fitta cortina fumogena dell’ex militare. I due, con il concorso di un reporter privo di scrupoli e di una leggiadra fanciulla, si troveranno invischiati in qualcosa di decisamente più grande di loro.

    A prescindere dalla trama, che ha la leggerezza di un foglio di carta velina, il romanzo soffre proprio per quello che dovrebbe essere il suo punto di forza: la verosomiglianza. Il nonno passa dal geniale al piuttosto mona, il nipote ha degli sbalzi di umore che andrebbero curati farmacologicamente, la fanciulla penetra nei server più inviolabili dell’informatica governativa con la serenità di una dilettante. Il tutto condito da dialoghi che sfiorano il macchiettistico ed un finale che lascia l’amaro in bocca per banalità.

    Speravo di aver scoperto un nuovo filone – a me il militaresco politico condito da incursori piace parecchio – ma dovrò rivolgere altrove i miei desideri di leggerezza letteraria. Vabbè.

    -- recensione selezionata per http://www.masedomani.com --

    ha scritto il 

  • 4

    descrizione

    Colombia, 1997. Fergus Watts ha imparato nello Special Air Service a difendersi da un attacco improvviso, ma quando un proiettile gli entra nella coscia e vede il sangue sgorgare dalla ferita, invano tenta di strisciare verso un riparo: catturato, viene lasciato marcire in un carcere. Inghilt ...continua

    Colombia, 1997. Fergus Watts ha imparato nello Special Air Service a difendersi da un attacco improvviso, ma quando un proiettile gli entra nella coscia e vede il sangue sgorgare dalla ferita, invano tenta di strisciare verso un riparo: catturato, viene lasciato marcire in un carcere. Inghilterra, 2005. Danny Watts è orfano e ha un sogno: diventare un soldato. Ce l'ha quasi fatta, ma subentra un ostacolo: suo nonno Fergus, latitante, ha tradito il SAS e il suo paese per soldi. Soldi legati al narcotraffico. Così almeno dicono a Danny, che per questo vede svanire il suo sogno. A meno che non trovi Fergus, ma dove? Può un ragazzo, sia pure arrabbiato e desideroso di vendetta, trovare un uomo addestrato a evitare la cattura, esperto in esplosivi e in missioni segrete? Forse qualcuno vuole che lui trovi suo nonno. Qualcuno che considera Fergus un problema da risolvere una volta per tutte, a ogni costo. Chi? E perché? La vita di Danny sta per cambiare.

    ha scritto il 

  • 4

    storia molto molto carina, sempre tirati e tesi, non c'è mai un momento di pausa e prende molto arrivare fino alla fine...non è originale il finale però non è un lieto fine classico. Sono un po esagerati gli inseguimenti ma forse il divertente è proprio li....quindi 4 stelle e mezzo :D

    ha scritto il 

  • 4

    bè, non amo i libri scritti a 4 mani, specialmente se si tratta dei miei autori preferiti. Qua si vede che c'è un pò di differenza dagli altri libri di McNab, sempre così realistici, particolareggiati, precisi.. Rigby è uno sceneggiatore e il libro infatti è corto e scorre velocissimo come un fil ...continua

    bè, non amo i libri scritti a 4 mani, specialmente se si tratta dei miei autori preferiti. Qua si vede che c'è un pò di differenza dagli altri libri di McNab, sempre così realistici, particolareggiati, precisi.. Rigby è uno sceneggiatore e il libro infatti è corto e scorre velocissimo come un film, da leggere tutto d'un fiato. McNab l'avrebbe fatto + lungo e dettagliato. Ma tutte le informazioni militari, le tattiche e l'esperienza da SAS ce l'ha messa lui! Libro comunque bello e avvincente. Sti bambini di 17 anni forse un pò troppo bravi ed eroici, e agenzia di spionaggio un pò troppo ingenua, che ammazza la gente e si fa fregare come polli..

    ha scritto il 

  • 4

    la storia è molto avvincente, ma corta! uno degli obbiettivi secondo me di uno scrittore è fare un finale che colpisca, lungo abbastanza da fare capire l'importanza di quello che c'è prima e fare "ribaltare" il lettore! con il ragazzo soldato ce la poteva fare tranquillamente, se solo si fosse fa ...continua

    la storia è molto avvincente, ma corta! uno degli obbiettivi secondo me di uno scrittore è fare un finale che colpisca, lungo abbastanza da fare capire l'importanza di quello che c'è prima e fare "ribaltare" il lettore! con il ragazzo soldato ce la poteva fare tranquillamente, se solo si fosse fatto venire un po piu di voglia di scrivere e mi avesse allungato un po il libro! si arriva alla fine e si dice: ma come..gia finito?non manca una parte?
    gli ho messo 3 stelline su 4 perche cmq merita, la storia è tutt'altro che brutta

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre un buon libro avventuroso. A differenza degli altri non e' il solito tomo alla McNab, ma un romanzo che si legge in un pomeriggio.
    L'avventura e' una storia a se, autoconclusiva, ma proprio all'ultima pagina...... :)

    ha scritto il