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Il ragno

Di

Editore: Piemme

3.9
(1185)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Olandese , Svedese

Isbn-10: A000024733 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gianni Montanari

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Howard Elias, un importante avvocato di colore, viene trovato ucciso in una funicolare di Los Angeles. Le sue invettive nei confronti della polizia gli hanno procurato un'enorme fama e l'odio feroce di quasi tutti gli agenti. In una Los Angeles pronta a esplodere, le indagini sono affidate al detective Harry Bosch, un duro, intuitivo e tormentato, solitario per dovere e per necessità. È lui che deve scandagliare nella vita privata di Elis, addentrarsi nei recessi più sordidi di Internet, alla ricerca di una giustizia "che vede soltanto il colore del sangue".
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  • 3

    Harry Bosch alle prese con un'indagine a sfondo razziale, in una Los Angeles in cui la ferita del caso Rodney King e successivi disordini è ancora aperta... Connelly si mantiene sempre sul suo buon livello.

    ha scritto il 

  • 3

    Premessa: non avevo mai letto nulla di Connelly prima de Il ragno .

    Sicuramente è un thriller ben strutturato, fatto bene, ricco di colpi di scena e svolte inaspettate.
    Tuttavia, alterna momenti un po' lenti (ad esempio, l'inizio) e la fine è stata un po'frettolosa.

    Ri ...continua

    Premessa: non avevo mai letto nulla di Connelly prima de Il ragno .

    Sicuramente è un thriller ben strutturato, fatto bene, ricco di colpi di scena e svolte inaspettate.
    Tuttavia, alterna momenti un po' lenti (ad esempio, l'inizio) e la fine è stata un po'frettolosa.

    Rimane comunque una piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so più in quale raccolta (ed una esplorazione del settore saggi della libreria non ha aiutato) ma ricordo distintamente Carofiglio rispondere ad una domanda in cui gli era stato chiesto come avesse deciso di dedicarsi al genere giallo. L’autore barese citò un libraio (categoria da santificare ...continua

    Non so più in quale raccolta (ed una esplorazione del settore saggi della libreria non ha aiutato) ma ricordo distintamente Carofiglio rispondere ad una domanda in cui gli era stato chiesto come avesse deciso di dedicarsi al genere giallo. L’autore barese citò un libraio (categoria da santificare, subito) che gli proposto un romanzo di Connelly, arrivando al punto di prestarglielo e “se non le piace me lo restituirà”.

    A Carofiglio deve essere piaciuto parecchio, e modestamente pure a me. E quel romanzo è stato tradotto in italiano con l’orripilante titolo de “Il ragno”, ma nella versione origine è stato dato alle stampe come “Angels Flight”, dal nome della funicolare di Los Angeles (la più corta del mondo, recita il sito ufficiale).

    “Angels flight” costituisce il sesto capitolo della saga di Harry Bosch, bella figura di detective con una forte caratterizzazione: certamente borderline, con problemi coniugali in corso e una spiccata tendenza ad essere un battitore libero anche quando lavora in squadra. Alcune delle sue iniziative sono al limite della legalità, ma mai come in questa occasione è giusto così: l’assassinato è infatti un avvocato noto per le azioni contro il Dipartimento di Polizia della città e dunque fortemente inviso dagli agenti.

    Connelly tratteggia con dovizia di particolari il clima che accompagna una indagine così complicata, e il quadro è particolarmente realistico: dalle lotte di potere interne al Dipartimento agli aspetti politico-sociali, il quadro in cui l’antieroe si muove è particolarmente complesso. Ogni decisione e ogni svolta nelle indagini vanno attentamente pesate cercando di intuirne le conseguenze sulla popolazione, e chiunque abbia mai letto un giallo comprenderà che si tratta del peggiore contesto possibile…

    Sono evidenti, e certamente voluti, i riferimenti alle vicende reali di O. J. Simpson e Rodney King, eventi che trascinarono la città degli Angeli in una rivolta epocale negli anni 90; il lettore solidarizza immediatamente con Bosch, che è tanto fragile nella vita privata quanto sapientemente risoluto nelle indagini. Tra continui colpi di scena e inquietanti presenze sul web (precursore, direi), la trama prende ritmo e mantiene agganciati alla pagina, senza possibilità di scelta.

    Se state cercando un po’ di sano stacco-il-cervello-e-leggo, è una scelta ideale. Se siete cultori del genere, è una scelta obbligata.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo sesto romanzo della saga di Bosch (in ordine cronologico), inizio a essere un pò stanca dell'impianto narrativo scelto da Connelly, davvero abbastanza simile in tutti i romanzi...pur apprezzandone la scorrevolezza e pur non mancando mai i dovuti colpi di scena, si sa già più o meno cosa ...continua

    In questo sesto romanzo della saga di Bosch (in ordine cronologico), inizio a essere un pò stanca dell'impianto narrativo scelto da Connelly, davvero abbastanza simile in tutti i romanzi...pur apprezzandone la scorrevolezza e pur non mancando mai i dovuti colpi di scena, si sa già più o meno cosa aspettarsi; il filo conduttore di tutte le storie -H. Bosch- è ciò che rende maggiormente interessante la lettura, e questo ritengo sia un pregio ma anche un difetto dell'autore. Spero che Connelly non abbia spremuto fino all'inverosimile il personaggio, andando avanti con la saga, perchè questa sarebbe una vera delusione...

    ha scritto il 

  • 2

    Il buono e il cattivo

    All'inizio è lento, poi decolla per un centinaio di pagine, la fine è affrettata. Potrebbe essere una riflessione interessante sui disordini razziali a Los Angeles, ma è davvero un po' stanco, perché di poliziotti integerrimi contro i cattivi non se ne può più.

    ha scritto il 

  • 5

    Connelly do it better!!!!

    D.O.C. = denominazione di origine controllata.
    D.O.P.= denominazione di origine protetta.
    Chiamatelo come volete, con decine e decine di acronimi.
    Nel thriller contemporaneo basta solo un nome: Michael Connelly.
    Nessuno come lui riesce a rendere veritiera e realistica una ...continua

    D.O.C. = denominazione di origine controllata.
    D.O.P.= denominazione di origine protetta.
    Chiamatelo come volete, con decine e decine di acronimi.
    Nel thriller contemporaneo basta solo un nome: Michael Connelly.
    Nessuno come lui riesce a rendere veritiera e realistica una storia di fantasia, d’altronde l’ha vissuta in trincea, con penna e block notes, come cronista di nera al Los Angeles Times.
    In questo romanzo, la sesta avventura con protagonista Harry Bosch, Connelly da sfoggio di un'abilità tecnico narrativa senza precedenti. Un’indagine che entra meno dell’introspezione del personaggio Bosch rispetto alle storie precedenti ma senz’altro non di minor intensità emotiva.
    L’omicidio di un noto avvocato specializzato in cause civili diventa il pretesto che permette a questo grande scrittore di descriverci uno Stato devastato dai conflitti razziali, dalle perverse lotte intestine tra le forze di polizia, gli affari interni e il conseguente dissenso e scollamento tra popolo e forze dell’ordine. Una vera e propria polveriera pronta ad esplodere.
    Connelly gestisce una materia così complessa e intricata in maniera straordinaria, costruisce un poliziesco procedurale di grande spessore, rendendolo fruibile a tutti e confermando, ancora una volta, quanto il genere poliziesco sia in grado di svolgere sapientemente la funzione di cavallo di Troia per arrivare ai problemi della gente.
    “Il ragno” rappresenta l’ennesima forte dichiarazione d’intenti di questo grande scrittore americano.
    L’urlo assordante del numero uno.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando la traduzione del titolo ammazza un libro

    Ho letto "il ragno" due volte. La prima non conoscevo Connelly e non avevo mai sentito parlare di Bosh. Mi sono chiesto...il ragno cosa centra? Non conoscevo i personaggi e ho dato 2 stellette al libro. Non mi è piaciuto.


    Adesso sto rileggendo in ordine cronologico i libri di Connelly e il ...continua

    Ho letto "il ragno" due volte. La prima non conoscevo Connelly e non avevo mai sentito parlare di Bosh. Mi sono chiesto...il ragno cosa centra? Non conoscevo i personaggi e ho dato 2 stellette al libro. Non mi è piaciuto.

    Adesso sto rileggendo in ordine cronologico i libri di Connelly e il romanzo mi è piaciuto. 4 stelle. Ottimo. Ma ancora non capisco perchè tradurre il titolo in Italia con "il ragno". Pessima interpretazione.

    Riassumendo: leggetelo solo conoscendo i personaggi, altrimenti risulta un libro un po' noioso.

    ha scritto il 

  • 3

    Bosch e altro - 24 feb 13

    Una prova caleidoscopica che conferma il talento di Connelly e la sua abilità (forse sta diventando una mania) di ribaltare le situazioni una volta che sembrano avviarsi verso delle conclusioni possi-bili. Anche in questa quinta prova delle avventure di Harry Bosch, ci si aspetta un paio di finti ...continua

    Una prova caleidoscopica che conferma il talento di Connelly e la sua abilità (forse sta diventando una mania) di ribaltare le situazioni una volta che sembrano avviarsi verso delle conclusioni possi-bili. Anche in questa quinta prova delle avventure di Harry Bosch, ci si aspetta un paio di finti finali prima di arrivare alla conclusione vera e propria. Non è un Connelly al top, come nel precedente “Musica dura”, che univa sociale e personale. Qui c’è molto sociale, mentre il personale scivola via, lasciandoci un po’ amareggiati e/o perplessi. Ci eravamo appena abituati all’idea della presen-za della bella Eleanor, per la quale Harry aveva rischiato di mettere in difficoltà se stesso e la sua carriera, che qui la nostra si eclissa, palesando un disagio che non sembrava prevedibile. D’altra parte, difficile è portare avanti le storie di un detective con famiglia a carico. Quindi si pone l’amore “serio” in un angolo. E ci si concentra su di un’altra vicenda tutta sociale. Scritta, o alme-no pensata, nell’alveo delle grandi turbe americane tra polizia e opinione pubblica. C’è stato Rod-ney King (il pestaggio immotivato di un nero da parte della polizia) e c’è stato O. J. Simpson (omi-cida salvato da cavilli giuridici). Qui si comincia con un avvocato, nero, che viene ucciso alla vigilia di un grande processo che aveva intentato alle forze di polizia, ree di aver “malmenato” un possi-bile omicida di una bimba di 10 anni. L’avvocato campa su queste storie, chiamando in causa poli-ziotti che non sempre si comportano secondo i regolamenti. Chiede in genere rimborsi “cauti”, e generalmente vince le cause. Ma il pubblico non sa che, in questo caso, l’onorario dell’avvocato vincente viene pagato dal perdente. Quindi, i suoi assistiti hanno rimborsi di poche centinaia di dollari, e lui chiede alla polizia stipendi da migliaia di dollari. Per questo non è ben visto, anzi è molto odiato, dai poliziotti. Per questo la polizia non sembra dannarsi particolarmente nella ricerca dei colpevoli. E qui entra in scena Bosch e la sua squadra. Che invece sono come paladini senza macchia e paura. Mettono in discussione tutto, soprattutto l’apparato burocratico che cerca di fre-narne l’azione. Togliendo potere alla squadra. Mettendogli tutti i legacci possibili. Insomma, il soli-to Bosch contro tutti. Ovviamente si trova ben presto un capro espiatorio della vicenda. Perché l’avvocato viene ucciso sulla funicolare denominata “Angel Flight” (il volo dell’angelo) mentre si preparava al processo intentato per conto di tal Harris accusato dell’omicidio della piccola Sid, e per questo malmenato da poliziotti brutali. Ma poi assolto. Ed il capro espiatorio è uno dei poliziot-ti malmenanti, un tempo sodale di Harry. Che non crede a questa possibilità, e continua a scava-re, in questo aiutato da lettere anonime che sembrano indirizzare verso una diversa pista. Che Harry, aiutato dai suoi due assistenti di colore, trova. Trova le prove che scagionano l’Harris di cui sopra. E la pista che porta ad una rete di pedofilia che aveva nella sua tela la piccola Sid. Ma qui si vola troppo in alto. Si toccano interessi di potenti della città, che con bustarelle e consigli, metto-no tutto a tacere. Aiutati soprattutto dal suicidio dell’amico di Harry. Suicidio che mette in difficol-tà il nostro che aveva spinto per far uscire Frankie dagli arresti, visto che aveva le prove della ve-ra rete che portava all’uccisione di Sid. Ma non dell’avvocato. Sono già due scenari completi che si sono sovrapposti. E con l’aiuto di qualche poliziotto meno corrotto, si arriva anche al terzo e defi-nitivo. Che mostra il vero colpevole come realmente un poliziotto, ma non vi dico chi, come e per-ché. C’è molto sociale dei contrasti razziali tra neri e poliziotti bianchi. C’è molto della pedofilia che sembra ben più diffuso, almeno in America, di quanto si possa pensare. Manca quel lato personale che mi aveva interessato. Anche se torna un bel giro di sassofono, per le strade di una Los Ange-les sotto la pioggia. Complessivamente una buona prova. Meno che per gli editor italiani che cam-biano il titolo originale che faceva riferimento alla funicolare della morte, con quella del “ragno” che tesse la tela per irretire bambine nei suoi torbidi disegni. Al solito, sono poco convinto di que-ste iniziative. Speriamo meglio nel futuro.

    ha scritto il