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Il ragno

By Michael Connelly

(234)

| Paperback

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Book Description

Howard Elias, un importante avvocato di colore, viene trovato ucciso in una funicolare di Los Angeles. Le sue invettive nei confronti della polizia gli hanno procurato un'enorme fama e l'odio feroce di quasi tutti gli agenti. In una Los Angeles pront Continue

Howard Elias, un importante avvocato di colore, viene trovato ucciso in una funicolare di Los Angeles. Le sue invettive nei confronti della polizia gli hanno procurato un'enorme fama e l'odio feroce di quasi tutti gli agenti. In una Los Angeles pronta a esplodere, le indagini sono affidate al detective Harry Bosch, un duro, intuitivo e tormentato, solitario per dovere e per necessità. È lui che deve scandagliare nella vita privata di Elis, addentrarsi nei recessi più sordidi di Internet, alla ricerca di una giustizia "che vede soltanto il colore del sangue".

74 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Harry Bosch alle prese con un'indagine a sfondo razziale, in una Los Angeles in cui la ferita del caso Rodney King e successivi disordini è ancora aperta... Connelly si mantiene sempre sul suo buon livello.

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    Bssm said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Premessa: non avevo mai letto nulla di Connelly prima de Il ragno .

    Sicuramente è un thriller ben strutturato, fatto bene, ricco di colpi di scena e svolte inaspettate.
    Tuttavia, alterna momenti un po' lenti (ad esempio, l'inizio) e la fine ...(continue)

    Premessa: non avevo mai letto nulla di Connelly prima de Il ragno .

    Sicuramente è un thriller ben strutturato, fatto bene, ricco di colpi di scena e svolte inaspettate.
    Tuttavia, alterna momenti un po' lenti (ad esempio, l'inizio) e la fine è stata un po'frettolosa.

    Rimane comunque una piacevole lettura.

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    GiuGlia said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non so più in quale raccolta (ed una esplorazione del settore saggi della libreria non ha aiutato) ma ricordo distintamente Carofiglio rispondere ad una domanda in cui gli era stato chiesto come avesse deciso di dedicarsi al genere giallo. L’autore b ...(continue)

    Non so più in quale raccolta (ed una esplorazione del settore saggi della libreria non ha aiutato) ma ricordo distintamente Carofiglio rispondere ad una domanda in cui gli era stato chiesto come avesse deciso di dedicarsi al genere giallo. L’autore barese citò un libraio (categoria da santificare, subito) che gli proposto un romanzo di Connelly, arrivando al punto di prestarglielo e “se non le piace me lo restituirà”.

    A Carofiglio deve essere piaciuto parecchio, e modestamente pure a me. E quel romanzo è stato tradotto in italiano con l’orripilante titolo de “Il ragno”, ma nella versione origine è stato dato alle stampe come “Angels Flight”, dal nome della funicolare di Los Angeles (la più corta del mondo, recita il sito ufficiale).

    “Angels flight” costituisce il sesto capitolo della saga di Harry Bosch, bella figura di detective con una forte caratterizzazione: certamente borderline, con problemi coniugali in corso e una spiccata tendenza ad essere un battitore libero anche quando lavora in squadra. Alcune delle sue iniziative sono al limite della legalità, ma mai come in questa occasione è giusto così: l’assassinato è infatti un avvocato noto per le azioni contro il Dipartimento di Polizia della città e dunque fortemente inviso dagli agenti.

    Connelly tratteggia con dovizia di particolari il clima che accompagna una indagine così complicata, e il quadro è particolarmente realistico: dalle lotte di potere interne al Dipartimento agli aspetti politico-sociali, il quadro in cui l’antieroe si muove è particolarmente complesso. Ogni decisione e ogni svolta nelle indagini vanno attentamente pesate cercando di intuirne le conseguenze sulla popolazione, e chiunque abbia mai letto un giallo comprenderà che si tratta del peggiore contesto possibile…

    Sono evidenti, e certamente voluti, i riferimenti alle vicende reali di O. J. Simpson e Rodney King, eventi che trascinarono la città degli Angeli in una rivolta epocale negli anni 90; il lettore solidarizza immediatamente con Bosch, che è tanto fragile nella vita privata quanto sapientemente risoluto nelle indagini. Tra continui colpi di scena e inquietanti presenze sul web (precursore, direi), la trama prende ritmo e mantiene agganciati alla pagina, senza possibilità di scelta.

    Se state cercando un po’ di sano stacco-il-cervello-e-leggo, è una scelta ideale. Se siete cultori del genere, è una scelta obbligata.

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    Alfonso76 said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In questo sesto romanzo della saga di Bosch (in ordine cronologico), inizio a essere un pò stanca dell'impianto narrativo scelto da Connelly, davvero abbastanza simile in tutti i romanzi...pur apprezzandone la scorrevolezza e pur non mancando mai i d ...(continue)

    In questo sesto romanzo della saga di Bosch (in ordine cronologico), inizio a essere un pò stanca dell'impianto narrativo scelto da Connelly, davvero abbastanza simile in tutti i romanzi...pur apprezzandone la scorrevolezza e pur non mancando mai i dovuti colpi di scena, si sa già più o meno cosa aspettarsi; il filo conduttore di tutte le storie -H. Bosch- è ciò che rende maggiormente interessante la lettura, e questo ritengo sia un pregio ma anche un difetto dell'autore. Spero che Connelly non abbia spremuto fino all'inverosimile il personaggio, andando avanti con la saga, perchè questa sarebbe una vera delusione...

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    Anna.S. said on Nov 4, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il buono e il cattivo

    All'inizio è lento, poi decolla per un centinaio di pagine, la fine è affrettata. Potrebbe essere una riflessione interessante sui disordini razziali a Los Angeles, ma è davvero un po' stanco, perché di poliziotti integerrimi contro i cattivi non se ...(continue)

    All'inizio è lento, poi decolla per un centinaio di pagine, la fine è affrettata. Potrebbe essere una riflessione interessante sui disordini razziali a Los Angeles, ma è davvero un po' stanco, perché di poliziotti integerrimi contro i cattivi non se ne può più.

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    mafalda0250 said on Aug 15, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Connelly do it better!!!!

    D.O.C. = denominazione di origine controllata.
    D.O.P.= denominazione di origine protetta.
    Chiamatelo come volete, con decine e decine di acronimi.
    Nel thriller contemporaneo basta solo un nome: Michael Connelly.
    Nessuno come lui riesce a rendere ...(continue)

    D.O.C. = denominazione di origine controllata.
    D.O.P.= denominazione di origine protetta.
    Chiamatelo come volete, con decine e decine di acronimi.
    Nel thriller contemporaneo basta solo un nome: Michael Connelly.
    Nessuno come lui riesce a rendere veritiera e realistica una storia di fantasia, d’altronde l’ha vissuta in trincea, con penna e block notes, come cronista di nera al Los Angeles Times.
    In questo romanzo, la sesta avventura con protagonista Harry Bosch, Connelly da sfoggio di un'abilità tecnico narrativa senza precedenti. Un’indagine che entra meno dell’introspezione del personaggio Bosch rispetto alle storie precedenti ma senz’altro non di minor intensità emotiva.
    L’omicidio di un noto avvocato specializzato in cause civili diventa il pretesto che permette a questo grande scrittore di descriverci uno Stato devastato dai conflitti razziali, dalle perverse lotte intestine tra le forze di polizia, gli affari interni e il conseguente dissenso e scollamento tra popolo e forze dell’ordine. Una vera e propria polveriera pronta ad esplodere.
    Connelly gestisce una materia così complessa e intricata in maniera straordinaria, costruisce un poliziesco procedurale di grande spessore, rendendolo fruibile a tutti e confermando, ancora una volta, quanto il genere poliziesco sia in grado di svolgere sapientemente la funzione di cavallo di Troia per arrivare ai problemi della gente.
    “Il ragno” rappresenta l’ennesima forte dichiarazione d’intenti di questo grande scrittore americano.
    L’urlo assordante del numero uno.

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    Marco "killer mantovano" Piva said on Jul 13, 2013 | 1 feedback

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