Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il re d'inverno

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Bestsellers)

4.0
(1002)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804528745 | Isbn-13: 9788804528746 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Valla , G. L. Staffilano

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il re d'inverno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il romanzo di Excalibur - vol. 1

Il grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell'inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all'assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur perla prima sfida. Con Il re d'inverno ha inizio l'avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa.
Ordina per
  • 5

    Se fossero le memorie di un testimone realmente esistito, Derfel, un soldato qualunque che fu amico di Artù, tutto ciò che è contenuto nel romanzo sarebbe plausibile. Cornwell ha il pregio di raccontare una storia come se stesse rendendo conto di avvenimenti storici accertati, basandosi su person ...continua

    Se fossero le memorie di un testimone realmente esistito, Derfel, un soldato qualunque che fu amico di Artù, tutto ciò che è contenuto nel romanzo sarebbe plausibile. Cornwell ha il pregio di raccontare una storia come se stesse rendendo conto di avvenimenti storici accertati, basandosi su personaggi e nomi sparsi in codici che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, riadattandoli al suo gusto e alle sue necessità narrative. Affascinante e immersivo. Un ottimo romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    A metà lettura mi sembra una saga fantasy

    Dove non si capisce dove finisce la storia e inizia la fantasia. Parla del regno di Merlino, come fosse un personaggio storico. Io preferisco le accurate ricerche storiche ai libri di fantasia. Peccato perchè ho già acquistato altri due libri dell'autore durante un'offerta editoriale...
    Con ...continua

    Dove non si capisce dove finisce la storia e inizia la fantasia. Parla del regno di Merlino, come fosse un personaggio storico. Io preferisco le accurate ricerche storiche ai libri di fantasia. Peccato perchè ho già acquistato altri due libri dell'autore durante un'offerta editoriale...
    Confermo... È la saga di Merlino, Artù, Ginevra, raccontata con l'incalzante tono della Storia. Non so! Ci devo pensare...Concludendo, per dare un consiglio agli amanti genere storico direi : è una favola!! Se vi piace è così, ma resta pur sempre una favola...E per giunta, è molto violento: mi ha lasciato delle sensazipni di violenza estrema e immotivata.

    ha scritto il 

  • 3

    A metà

    Avevo letto questo libro nella speranza di poter conoscere il mito di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda, dato che non avevo ancora letto niente su di loro. A lettura ultimata, onestamente, tutto quello che sapevo è scivolato via; non è rimasto il mito, né la leggenda, niente eroi, né g ...continua

    Avevo letto questo libro nella speranza di poter conoscere il mito di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda, dato che non avevo ancora letto niente su di loro. A lettura ultimata, onestamente, tutto quello che sapevo è scivolato via; non è rimasto il mito, né la leggenda, niente eroi, né gesta epiche, solo un branco di barbari a dividersi una terra lasciata lì dai romani, anche loro estinti. La mia aspettativa è stata delusa, anche se analizzando a posteriori, capisco che l’autore abbia tentato di scrivere qualcosa che si avvicinasse alla realtà storica, quanto di più verosimile potevamo aspettarci in quei tempi (gli storici stanno ancora dibattendo sulla verità storica di re Artù) e da un lato ci mostra dei personaggi molto umani.
    Artù, Ginevra, Lancillotto, Morgana, Merlino e Nimue come perfetti “anonimi”, gente comune senza particolarità eccezionali, ma con molti difetti, tutti visti dall’unico personaggio che sembra più eroe degli altri, più onorevole di tutti e anche il più forte: Derfel.
    Forse era meglio il mito, forse è questo che cercavo quando ho iniziato a leggere: non la stravaganza di Merlino, né la codardia di Lancillotto, né tanto meno lo scaltro calcolo di Ginevra; forse, come la regina Igraine, mi aspettavo la leggenda.

    Nel complesso il libro non è brutto, anche se non è riuscito ad appassionarmi, l’uso della prima persona non mi ha aiutata in questo caso.
    I personaggi che ho preferito sono stati i druidi (Tarnabus in primis anche se è un personaggio malvagio), anche se la loro magia, altri non è che immensa superstizione. Merlino stesso è un guazzabuglio di conoscenza e superstizione, menefreghismo e autorità che riesce a fare presa sulle genti solo perché sono tutti ancora più superstiziosi.
    Insomma il lato storico della vicenda di Artù, ha tolto tutta la magia e l’alone di mito della leggenda, lasciando solo dei casi umani.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo di Excalibur

    Serie "Il Romanzo di Excalibur":
    - Il Re d'Inverno
    - Il Cuore di Derfel
    - La Torre in Fiamme
    - Il Tradimento
    - La Spada Perduta

    Il Re d'Inverno, primo di cinque volumi che compongono la serie nota come "Il Romanzo di Excalibur", ideata da Bernard Cornwe ...continua

    Serie "Il Romanzo di Excalibur":
    - Il Re d'Inverno
    - Il Cuore di Derfel
    - La Torre in Fiamme
    - Il Tradimento
    - La Spada Perduta

    Il Re d'Inverno, primo di cinque volumi che compongono la serie nota come "Il Romanzo di Excalibur", ideata da Bernard Cornwell, è un appassionante, sorprendente ed equilibrato mix di battaglie, amori, passioni, intrighi e tradimenti, sullo sfondo di una Britannia appena tornata indipendente dopo anni di dominio romano ed ora dilaniata dai contrasti interni. Il tutto è narrato da Derfel Cadarn, vecchio monaco di origine sassone ed ex cavaliere di Artù.
    Il principe di Camelot e gli altri personaggi sono quasi tutti apprezzabili e accuratamente indagati, anche se la loro caratterizzazione si discosta di molto dalla consueta versione.
    Molto interessante uno dei temi principali della vicenda, ovvero lo scontro tra la religione cristiana (della quale Cornwell offre un ritratto molto duro e cinico) e l'antica scuola druidica, capitanata da Merlino e da Nimue, la migliore amica di Derfel.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    E' possibile raccontare e credere in un Re Artù differente da quello della tavola rotonda dei cartoni animati? Un figo pazzesco che crede nell'uguaglianza, nella fratellanza e nella pace?
    12 cavalieri tutti con ugual diritto che vogliono solo il bene di Camelot e dei suoi abitanti?
    Co ...continua

    E' possibile raccontare e credere in un Re Artù differente da quello della tavola rotonda dei cartoni animati? Un figo pazzesco che crede nell'uguaglianza, nella fratellanza e nella pace?
    12 cavalieri tutti con ugual diritto che vogliono solo il bene di Camelot e dei suoi abitanti?
    Cornwell ci prova con questa serie, Excalibur.

    Da questo primo libro ne esce :
    un Artù sul tonto andante che rischia tutto, la pace dell'intero stato, solo perché si è innamorato di Ginevra che sembra molto calcolatrice e opportunista; Lancillotto sembrerebbe uno stronzo indicibile, che vuol apparire eroe quando in realtà è un codardo; Merlino mi è sembrato più un umanista che un mago; Morgana abbastanza sotto tono.

    Continuerò la saga solo per sapere se ne vale la pena...

    ha scritto il 

  • 3

    Rimpasto di leggende, nomi celtici, dei, romani. La buona volontà c'è, ma mi sembra una mossa troppo commerciale, stentata, la lettura va avanti per le lunghe, a volte diventa avvincente, a volte no.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so bene da che parte iniziare a commentare questo libro.
    Intanto, specifichiamo: è il primo volume di una saga, Il romanzo di Excalibur, che racconta le imprese di Artù e dell'allegra combriccola di personaggi che tutti conosciamo bene, ma da un punto di vista inedito, quello del guerri ...continua

    Non so bene da che parte iniziare a commentare questo libro.
    Intanto, specifichiamo: è il primo volume di una saga, Il romanzo di Excalibur, che racconta le imprese di Artù e dell'allegra combriccola di personaggi che tutti conosciamo bene, ma da un punto di vista inedito, quello del guerriero Derfel. Inoltre, l'autore ha voluto approcciare la materia del ciclo da un punto di vista più storico e meno leggendario.
    Devo dire che l'idea è molto apprezzabile, ed ero veramente ben disposta verso questo romanzo.
    Ora, non è che non mi sia piaciuto per nulla, ma mi aspettavo sinceramente molto di più.

    La recensione continua qui: http://saporedaria.blogspot.it/2013/06/il-re-dinverno-bernard-cornwell.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Molto bello, ma...

    Non dono le cinque stelle per due motivi:
    1-Il personaggio di Nimue.
    Non la sopporto. Troppo saccente, troppo acida, troppo...antipatica!
    In realtà nessuno dei tre grandi personaggi femminili brilla per grande simpatia: Morgana è sempre afflitta a causa della menomazione che le ...continua

    Non dono le cinque stelle per due motivi:
    1-Il personaggio di Nimue.
    Non la sopporto. Troppo saccente, troppo acida, troppo...antipatica!
    In realtà nessuno dei tre grandi personaggi femminili brilla per grande simpatia: Morgana è sempre afflitta a causa della menomazione che le deturpa la faccia e dal sentirsi eterna seconda; Ginevra (rossa di capelli per contrastare con la visione classica che di lei si ha) è furba ma frivola, attratta solo dal potere e dal bello.
    2-Il fatto che sia narrato in prima persona.
    Il narratore è onniscente e diventa un limite nel momento in cui fa capire quello che sarà il divenire della storia, anche dicendo poche semplici parole, ma che sono a volte troppo rivelatrici. Un esempio: Artù che viene nominato come "il re che non fu re" lasciando pochi dubbi in merito al futuro del condottiero.
    Oltre a rivalre troppo, questo fatto elimina un poco il coinvolgimento emotivo di un punto di vista interno alla narrazione, uno che non sa gli sviluppi, che vive ogni azione, ogni avvenimento con il lettore e con il lettore condivide l'ansia, lo stupore, la gioia dello scoprire pagina per pagina, parola per parola.

    Ma nonostante questo è un'ottima lettura che esce un po' dagli schemi classici del ciclo arturiano in cui Artù non è necessariamente un eroe infallibile (anzi commette errori in nome dell'amore), in cui Lancillotto è infido e non è il grande cavaliere, anzi rifugge la battaglia per paura di deturpare il suo bel viso...
    Per ora non ho un personaggio prediletto, quello che segui con il fiato sospeso temendo per la sua sorte, vedremo nel proseguio della saga se qualcuno riuscirà a fare breccia nel mio cuore.

    ha scritto il