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Il re degli scacchi

Di

Editore: Theoria

3.8
(204)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 84 | Formato: Altri

Isbn-10: 8824101631 | Isbn-13: 9788824101639 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Questo di Acheng è un gioiello che non dovrebbe passare inosservato.
    Come Montale ha scritto del famoso racconto di D'Arzo: un racconto perfetto, anche questa scrittura è misurata e cristallina.
    Nulla sembra di troppo in questo crescendo di emozioni.

    ha scritto il 

  • 0

    alle 10.50 in macchina in autoradio
    su radiomaria una lezione molto

    interessante ma veramente una lezione
    sulla lussuria

    il relatore non so chi fosse
    comunque cosa ha detto? che la lussuria

    annebbia la vista, che il lussurioso si
    concentra solo su una ...continua

    alle 10.50 in macchina in autoradio
    su radiomaria una lezione molto

    interessante ma veramente una lezione
    sulla lussuria

    il relatore non so chi fosse
    comunque cosa ha detto? che la lussuria

    annebbia la vista, che il lussurioso si
    concentra solo su una parte del corpo del

    marito o della moglie e via così.
    Oh, quando ho parcheggiato e mi son fatto

    un esamino in ospedale ero felice.
    Al ritorno, una radio bolognese direi verso

    le 13.20 e di cosa parla? della vergine
    madonna di san luca.

    Eh, ciccino, mi son detto guardando le colline
    venete, ciccino allora?

    Arrivo a casa, apro la cassetta della posta
    e cosa c'è?

    Oh, una letterina degli scout: ma io sono
    una persona semplice, volevo dire, io le madonne

    le lezioni sulla lussuria io gli scout io
    eh.

    II.
    Io sogno un po' di compassione della
    luxermburg.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere e meditare

    Stile semplice per questa favola reale dal grande senso metaforico.Pulsione della materia e tensione dell'animo.Lavoro e strategia come via di educazione alla vita.I principi essenziali della filosofia taoista nella pratica di una realtà dura ma mai alienante.Ottima lezione per i dicotomici convi ...continua

    Stile semplice per questa favola reale dal grande senso metaforico.Pulsione della materia e tensione dell'animo.Lavoro e strategia come via di educazione alla vita.I principi essenziali della filosofia taoista nella pratica di una realtà dura ma mai alienante.Ottima lezione per i dicotomici convincimenti occidentali che si nutrono e muoiono di conflitto.

    ha scritto il 

  • 3

    fame e semplicità!

    mi ha sorpreso la capacità di non discutere di temi politici, e il realismo famelico dell'ambientazioni che posso rivedere e ripercorrere con gli occhi tanto sono reali. complimenti!

    ha scritto il 

  • 0

    prima ho riguardato la febbre degli scacchi di pudovkin
    'ccidenti

    la battuta più bella è quando la ragazza, divenuta
    appassionata al gioco, dice al compagno

    un'apertura alla siciliana?
    e lui rimane basito - come tutti noi

    ha scritto il 

  • 0

    Libro molto intimo, parla di uomini e di scacchi. Ma anche di cose cinesi. Si apprende il modo di cucinare il serpente e ci si fa un’idea dei salari che percepiscono gli operai cinesi. Però questo libro ha un grande merito, invita alla semplicità, al godere delle piccole cose, al non essere avidi ...continua

    Libro molto intimo, parla di uomini e di scacchi. Ma anche di cose cinesi. Si apprende il modo di cucinare il serpente e ci si fa un’idea dei salari che percepiscono gli operai cinesi. Però questo libro ha un grande merito, invita alla semplicità, al godere delle piccole cose, al non essere avidi. Come insegnamento non mi sembra da poco…

    ha scritto il 

  • 0

    La mossa del cavallo

    è uscito il tfa di filo
    12/50 errori

    come se passasse di casella in casella sempre
    facendo la mossa del cavallo

    in quello della a050 ha fatto molti più errori
    un'amica carissima gli ha detto "chiediamoci il perché".

    mah, insomma, quello di italiano cominciav ...continua

    è uscito il tfa di filo
    12/50 errori

    come se passasse di casella in casella sempre
    facendo la mossa del cavallo

    in quello della a050 ha fatto molti più errori
    un'amica carissima gli ha detto "chiediamoci il perché".

    mah, insomma, quello di italiano cominciava con
    cardarelli - chiediamoci chi era cardarelli eh eh

    quello di filo cominciava con il 1924, e poi Brest-Litovsk e poi Lutero e Hobbes e Democrito e Averroè e Leopardi e Spinoza

    e Epicuro due volte Galileo due volte Croce ma più bella di tutte la domanda n.19

    Che cos'è il Comintern

    io direi, mi confida abbassando la voce, che il miur, il miur proprio, è l'ultima

    roccaforte (rimedita, mi fa, le domande su democrito e spinoza: nn. 33 e 45) che ci rimane

    il miur, extrema ratio
    io sogno il miur

    miur, me and you(r)

    ha scritto il 

  • 4

    “Un gioco si guarda di traverso”

    “Come potrebbe la mia malinconia venir dispersa, se non con gli scacchi!”


    Quello che mi ha sempre sorpresa degli scrittori orientali è la loro semplicità, la loro capacità di elaborare frasi semplici, pensieri elementari, per descrivere il mondo …seppure con significati profondi per ...continua

    “Come potrebbe la mia malinconia venir dispersa, se non con gli scacchi!”

    Quello che mi ha sempre sorpresa degli scrittori orientali è la loro semplicità, la loro capacità di elaborare frasi semplici, pensieri elementari, per descrivere il mondo …seppure con significati profondi per lo più incomprensibili e sconosciuti a noi occidentali. Il re degli scacchi non fa eccezione.

    La cultura orientale applica alla vita le sue filosofie e le sue tecniche, per cui anche gli scacchi - visti come una metafora della vita – qui si giocano seguendo una tecnica. A differenza di quanto succede in occidente, il protagonista della storia, Topo di scacchiera, applicava una strategia di gioco - che fondeva i principi del buddismo zen con il metodo taoista - ’ereditata’ da un involto di stoffa con schemi di gioco. Non bisogna, infatti, dimenticare che «la tradizione familiare negli scacchi può essere veramente importante.. non bisogna sottovalutare le mosse che vengono tramandate di generazione in generazione».

    La chiave di lettura degli schemi di gioco era un passaggio che parlava dei rapporti tra uomo e donna. Idea che mi piace di più rispetto a quella del conflitto tra due eserciti nemici.

    “Lo yin e lo yang si compenetrano e si alternano. Non bisogna essere troppo vigorosi all’inizio, perché il troppo vigore provoca la rottura. Un eccessivo vigore provoca rottura, un’eccessiva debolezza provoca dispersione. Il tuo difetto è di avere troppo vigore. Se il tuo avversario è aggressivo, lo devi affrontare con la morbidezza e contemporaneamente creare la strategia che porta alla vittoria. La morbidezza non significa debolezza, significa contenere, accogliere, racchiudere. Contenendo l’avversario lo attirerai nella strategia che tu hai creato. E dovrai crearla seguendo il principio del “non agire”. “Non agire” è il Dao (= la Via, la realtà e il movimento spontaneo di tutto ciò che esiste) e costituisce la natura immutabile degli scacchi. Prova a cambiarla e non saranno più scacchi. Non solo perderai ma non sarai più capace di giocare. Non si può andare contro la natura degli scacchi, ma per ogni partita dovrai creare la tua strategia vincente. Una volta che avrai compreso la natura degli scacchi e che sarai capace di creare la tua strategia, non ci sarà nulla che tu non possa fare. Tutto ciò è piuttosto misterioso, ma riflettendoci attentamente ti renderai conto che è vero»”.

    Topo di scacchiera è una fonte di insegnamento per me…rappresenta la costanza, la perseveranza, l’intraprendenza (addirittura ‘inventa’ le partite simultanee, giocando in contemporanea con più avversari) e la speranza … quella di mantenere in vita l’arte degli scacchi in Cina (dove, n.b., il gioco degli scacchi è ‘leggermente’ diverso …
    http://it.wikipedia.org/wiki/Xiangqi )

    Da questa lettura ( nonostante sia sempre più convinta che il modo di giocare a scacchi è condizionato dalla propria ‘personalità’), anch’io ho avuto l’impressione di aver imparato qualcosa sul gioco degli scacchi, infatti:
    1) come nella vita, non sono in grado di creare strategie e “non possedendo una strategia ciò non mi porta alla vittoria”; però sono intelligente anch’io (almeno credo) quindi persevero: posso sempre farcela;
    2) “negli scacchi bisogna essere presenti a se stessi dall’inizio alla fine, non ci si può distrarre se si vuole arrivare a stringere d’assedio il nemico e metterlo con le spalle al muro” … altra mia grossa difficoltà, ma non perdo la speranza!

    ha scritto il 

  • 4

    Un autore a me totalmente sconosciuto, un librino letto assolutamente per caso, una bellissima scoperta.


    "Il re degli scacchi" è un racconto lungo (circa un centinaio di pagine) di grande pulizia formale in cui nulla è superfluo, in cui ogni parola, ogni virgola è lì dove deve stare, i ...continua

    Un autore a me totalmente sconosciuto, un librino letto assolutamente per caso, una bellissima scoperta.

    "Il re degli scacchi" è un racconto lungo (circa un centinaio di pagine) di grande pulizia formale in cui nulla è superfluo, in cui ogni parola, ogni virgola è lì dove deve stare, in cui tutto ha un senso ed una necessità di esserci.

    Sotto l'apparente semplicità della trama (nella Cina della Rivoluzione Culturale un giovane di umili origini, mandato dal Partito a lavorare in campagna per essere sottoposto come tante altre migliaia di giovani ad un duro programma di "rieducazione delle masse" mostra una eccezionale abilità nel gioco degli scacchi) e della linearità di scrittura si intravede la presenza di parecchi possibili livelli di lettura: politica, simbolica, metaforica, esistenziale…

    Sono certa di non essere riuscita, da occidentale, a decodificarli tutti, questi livelli (ad esempio: gli scacchi come simbolo della disciplina taoista), ma ho trovato già splendida la contrapposizione che mi è sembrato di poter cogliere tra la razionalità del gioco degli scacchi e l'inafferrabilità/irrazionalità della vita.

    "C'è differenza tra i principi degli scacchi e i principi della vita? […] Rispose che gli scacchi consistevano in un preciso numero di pezzi e in una scacchiera di una data grandezza. I princìpi che li regolavano erano sempre gli stessi, ma cambiavano le situazioni. I pezzi della scacchiera erano tutti bene in vista. Negli eventi del mondo invece erano troppe le cose di cui non si sapeva nulla. […] ne si può intravedere il senso solo in parte, non si può arrivare a penetrare tutta la verità. Non tutti i pezzi sono sulla scacchiera, è una partita che non si può giocare"

    ha scritto il 

  • 3

    E' un racconto di una settantina di pagine. Troppo esile per stimolare un giudizio. Forse bisognerebbe leggere la trilogia di cui fa parte per farsi un'idea un po ' piu' precisa. Adesso pero' non ne ho voglia, segno che questo libro non mi ha particolarmente colpito.

    ha scritto il